LA UE CORRE

“Servono incentivi fiscali e permessi semplificati”: il Parlamento Ue approva la relazione Tinagli sul Piano casa. “Riutilizzare i fondi PNRR non spesi”

11 Mar 2026 di Giorgio Santilli

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“Servono incentivi fiscali e permessi semplificati”: il Parlamento Ue approva la relazione Tinagli sul Piano casa. “Riutilizzare i fondi PNRR non spesi”

IRENE TINAGLI POLITICO

Il Parlamrnto europeo approva e fa proprie le principali proposte di policy della commissione Tinagli con una raccomandazione varata ieri a larga maggioranza. In particolare si confermano i pilastri della politica abitativa che la UE sta fondando in queste settimane: i permessi urbanistici vanno rilasciati entro un massimo di 60 giorni; i sistemi fiscali devono prevedere incentivi per sostenere i giovani e le famiglie a basso e medio reddito; si deve rafforzare “la sovranità industriale dell’UE nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni”. Senza dimenticare la presa di posizione sugli affitti a breve termine che “non devono compromettere l’accessibilità economica delle città”. L’obiettivo delle soluzioni proposte è “garantire alloggi dignitosi, sostenibili e accessibili”.
Nella relazione elaborata dalla commissione speciale sulle crisi abitative (HOUS) e approvata dall’Aula con 367 voti a favore, 166 contrari e 84 astensioni, si sottolinea che milioni di europei affrontano condizioni abitative precarie a causa della crisi degli alloggi. Il Parlamento chiede una serie di iniziative dell’UE per contribuire ad affrontare l’aumento dei prezzi e la carenza di abitazioni, sostenendo la costruzione e la ristrutturazione di alloggi.

Investimenti e sostegno fiscale

I deputati sostengono misure fiscali basate su incentivi per sostenere le famiglie a basso e medio reddito, la rimozione degli ostacoli fiscali (ad esempio elevate tasse di registrazione) per gli acquirenti della prima casa e condizioni fiscali che rendano gli affitti a lungo termine più accessibili. Nella relazione si chiedono maggiori investimenti dell’Unione europea anche nel settore abitativo, coordinando meglio i finanziamenti esistenti e riallocando le risorse inutilizzate del Piano per la ripresa e la resilienza per sostenere la costruzione e la ristrutturazione di alloggi sociali, pubblici, cooperativi e accessibili. La raccomandazione afferma inoltre che qualsiasi revisione delle norme sugli aiuti di Stato dovrebbe facilitare gli investimenti pubblici nell’edilizia sociale, nel rispetto della diversità dei mercati nazionali.

Sessanta giorni per il rilascio delle autorizzazioni

I deputati chiedono alla Commissione un pacchetto di semplificazione per ridurre la burocrazia nel settore abitativo. Vogliono procedure di autorizzazione più semplici attraverso procedure digitali per il rilascio dei permessi, e un termine di 60 giorni per il rilascio delle autorizzazioni.

Rafforzare il settore europeo delle costruzioni e delle ristrutturazioni

L’UE deve rafforzare la propria sovranità industriale nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni, affermano i deputati, invitando la Commissione ad ampliare la produzione di prodotti innovativi e sostenibili, rafforzare il mercato unico delle materie prime e introdurre requisiti minimi di origine “Made in EU” per i componenti utilizzati nei progetti cofinanziati dall’UE.

Infine, i deputati chiedono interventi per migliorare le condizioni dei lavoratori qualificati attraverso formazione e salari equi. Chiedono inoltre di facilitare la mobilità del lavoro all’interno dell’UE, il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e, qualora necessario, il reclutamento di lavoratori qualificati provenienti da paesi terzi.

Soddisfatta la presidente della commissione speciale sulla crisi abitativa, Irene Tinagli (Pd): “L’alloggio – ha detto – è una priorità sociale fondamentale e, nell’ultimo anno, la nostra commissione ha constatato che la crisi abitativa nell’UE è reale e colpisce persone in tutti gli Stati membri. Oggi dimostriamo che il Parlamento europeo sta agendo per affrontare questa urgente crisi sociale ed economica proponendo soluzioni pratiche e innovative. La crisi abitativa ha conseguenze di vasta portata sulla qualità della vita degli europei, incidendo sulla salute, sulla coesione sociale e sull’accesso alle opportunità economiche. Un’azione dell’UE è essenziale per ristabilire equilibrio ed equità nel mercato immobiliare, perché tutti meritano un luogo da chiamare casa”.

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