PROGETTO CORALE / 32

La scuola che doveva chiudere per spopolamento e si rilancia open air, il festival permanente di street art: così Riparbella (PI) ha vinto la maledizione delle aree interne

04 Mar 2026 di Maria Cristina Fregni

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Nel nostro percorso alla scoperta delle professionalità che lavorano alla Rigenerazione del variegato e complesso territorio italiano, oggi ci indirizziamo verso la Toscana, più precisamente nella Provincia di Pisa; vogliamo infatti provare a capire cosa significhi essere componenti di una Giunta di un piccolo borgo delle famose “aree interne”, magari non uno dei borghi convenzionalmente più “fortunati”, con un centro storico ricco e riconoscibile e un personaggio illustre come concittadino, e credere comunque nelle potenzialità del proprio luogo, provando a riattivarlo per dare qualità di vita alla comunità locale e futuro ai suoi giovani.

Siamo dunque a Riparbella, comune italiano di 1.685 abitanti, situato su un crinale nella Val di Cecina, che già nel nome rimanda alla bellezza di una terra verace tra collina e mare. (…)

Quando l’attuale Giunta si è insediata per il primo mandato, nel 2017, ha trovato un borgo che aveva un forte bisogno di una scossa per provare a rimanere agganciato alla contemporaneità. Senza l’attrattività storico-culturale dei borghi vicini, con uno scarso livello di connettività di trasporto pubblico, Riparbella sembrava destinato ad un progressivo declino, scontando ancora quell’isolamento secolare dato dal fatto che, fino agli anni ’90, non esisteva nemmeno un ponte sul Cecina che collegasse il borgo ai nuclei urbani più vicini e recarsi a Cecina era un vero viaggio, tra guadi e percorsi tortuosi.

Come ci dicono Monica Marraffa, architetto e vicesindaco, e l’assessore Alessandro Lucibello Piani, la Giunta, curiosamente composta da cittadini “acquisiti” di Riparbella, originari di “fuori”, ama il borgo e ne intuisce le potenzialità, forse proprio per quella natura di luogo per loro elettivo e non “naturale”. Decide quindi di non adottare un modus tradizionale di operare, in cui magari il Sindaco spende i soldi che lo Stato eroga, facendosi invece parte proattiva e definendo da subito linee di azione per la Rigenerazione del paese, in grado di coniugare innovazione e identità, attrazione turistica e benessere della comunità locale.

Pur con bilanci modesti, si decide innanzitutto di non rinunciare ai servizi di base, lottando per mantenere per esempio scuola, farmacia e biblioteca. Si prova poi a usare in modo creativo le iniziative statali, affiancando al Bonus Facciate un ulteriore incentivo comunale per chi riqualifichi i prospetti dei fabbricati anche dal punto di vista estetico-percettivo. Vorrà pur suggerirci qualcosa quel bella nel nome del paese, è il pensiero sotteso….

Ma la vera svolta viene da due azioni parallele, su due fronti apparentemente molto diversi ma, alla fine, sinergici.

Il primo: negli ultimi anni, Riparbella aveva “perso” la scuola media, ovvero il livello di istruzione secondaria di primo grado, per calo di iscritti. Nel 2017 prende forma, su iniziativa di alcuni genitori, la proposta di pensare a un’offerta formativa competitiva e in sintonia con la ricchezza paesaggistica del territorio, basata quindi sull’outdoor learning (ovvero, letteralmente, imparare all’aria aperta) e sull’apprendimento esperienziale. L’idea trova nel Comune e nella dirigenza scolastica una pronta sponda e nel settembre 2019 è inaugurata in località “Il Giardino” la prima sezione della nuova scuola media, nata anche dalla collaborazione con un’altra realtà toscana, Nature Rock di Christian Mancini.

Il successo è immediato, evidentemente in sintonia con lo stile di vita delle famiglie del comprensorio, e porta a un aumento consistente di nuove iscrizioni, appena 26 nell’anno scolastico 2017-2018, già 124 nel 2021-22, 238 oggi, tanto da richiedere l’apertura di nuove sezioni e l’ampliamento del plesso scolastico. Non solo così è garantito il mantenimento dell’autonomia dell’istituto comprensivo che raccoglie, oltre a Riparbella, anche Castellina, Montescudaio, Guardistallo e Casale, ma addirittura le richieste vengono da Cecina e oltre, favorendo la richiesta di connessioni trasportistiche più efficaci e facilitando l’apertura di Riparbella a sguardi ed energie nuove.

La struttura scolastica trova posto all’interno di un parco naturale di proprietà del demanio regionale, nel giardino Scornabecchi. Il primo edificio, e poi il secondo, sono realizzati con materiali completamente in bio-edilizia. Le aule sono ampie e luminose e tutte si affacciano sull’esterno, con vista sul bosco della riserva degli Scornabecchi. I laboratori si fanno “in natura”. La palestra è un’area fitness all’aperto, a disposizione della scuola ma anche dei privati cittadini che vogliano utilizzare gli attrezzi per fare fitness open air. La stessa mensa, che al momento è affidata al ristorante del Giardino, meteo permettendo, si trova all’aperto. La scuola diventa non solo istruzione, ma connessione con il territorio, riscoperta delle radici, luogo di costruzione della comunità.

Il secondo fronte della Rigenerazione lavora anch’esso sulla connessione con la storia e l’identità locale, ma attraverso un altro, potente strumento: l’arte.

Riparbella, come detto, non ha bellezze storico-artistiche celebrate come invece altri borghi dell’intorno? Ebbene, la scelta allora è di fare nuova arte, usandola come strumento di connessione tra passato a futuro.

Il progetto “La Collina delle Fiabe” nasce nel 2018, quando, grazie alla collaborazione con la Associazione StArt Attitude ed il suo presidente Gianguido Grassi, l’Amministrazione Comunale decide di partecipare ad un bando pubblico Gal Etruria per l’ottenimento di fondi Europei e regionali, recepiti poi nel 2023.

Nel 2020 e 2021 i primi due murales, poi altri sei, poi le panchine artistiche realizzate in collaborazione con la scuola media statale in natura nel 2023, poi altri cinque murales nel 2025. Questo perché da subito il progetto è stato pensato come un processo, dinamico e in continua evoluzione, un vero festival permanente di street art, con cinque obiettivi principali: city beautification (arte come espressione pubblica di bellezza al servizio di tutti), riqualificazione urbana (vincere il degrado e l’anonimato della zona), partecipazione attiva della comunità (attraverso il racconto di storie tradizionali e identitarie), didattica (con il coinvolgimento della scuole) e attrazione turistica.

Il titolo La Collina delle Fiabe deriva dalle tante storie, anche poco conosciute, racchiuse nei territori di Riparbella, da raccontare e valorizzare attraverso l’arte dei murales, opere volutamente di stili diversi, da “La Gioia” ( 2020) di stile classico, vero e proprio autoritratto del territorio di Riparbella, a “Universo Riparbella” ( 2021) che, in forma fumettistica, racconta l’agenda 20-30 e l’amore per il proprio paese ed il proprio pianeta raccontato dai bambini della primaria, fino agli 11 nuovi murales che, spaziando dal fumetto nel muro di cinta della scuola all’opera figurativa moderna, astratta o simbolica, raccontano le storie del paese, ma anche l’anima le memorie ed i desideri futuri dei cittadini.

Le facciate su cui realizzare le opere? Individuate tramite manifestazione d’interesse pubblica, fornite in comodato d’uso al Comune, che a fine iniziativa le restituisce ristrutturate. La scelta delle storie da raccontare? Residenza artistica degli artisti scelti, che ad agosto e settembre convivono con i cittadini di Riparbella, e, tra un aperitivo e una passeggiata, si fanno depositari prima e interpreti poi di memorie e aspettative. Sono stati inoltre coinvolti con un ruolo attivo nel processo di rigenerazione urbana anche i bambini della Scuola Primaria, grazie alla collaborazione con Giacomo Martellacci, artista originario di Riparbella che da anni vive in Belgio dove si è affermato nell’ambito dell’illustrazione, dell’animazione e delle scenografie dei film. La rinascita del muro di cinta della scuola, in via Antonio Gramsci, è diventata così anche un progetto didattico.

Come dicono gli organizzatori del Festival, “…Ogni muro dipinto diventa pagina di un libro corale, attraverso cui la comunità riflette la propria identità e la rilancia con linguaggi contemporanei. Qui l’arte incontra la memoria e la trasforma in futuro.”

E il legame con la storia e il territorio non si ferma alla scelta delle storie: le numerose cantine vitivinicole dei dintorni, vere “chicche” di biodiversità e autenticità produttiva, si sono unite al Festival, ospitando opere d’arte e partecipando alla lunga lista di eventi collaterali che hanno coinvolto aziende, scuole, cittadini, associazioni del terzo settore, in una sorta di “fuori Festival” diffuso.

Sarà per l’instagrammabilità delle opere, sarà per l’effetto sorpresa dell’iniziativa, ma il festival e le sue opere permanenti hanno avuto in poco tempo un successo strepitoso e il turismo di Riparbella sta conoscendo una stagione di grande richiamo, anche in bassa stagione. I ristoranti lavorano, le strutture di ospitalità quasi non bastano, nei giorni di picco del Festival si sperimentano forme di trasporto condiviso che sopperiscono alla mancanza di bus e parcheggi. Apre anche qualche nuova attività, come un’enoteca punto vendita di una delle cantine del territorio e un elegantissimo store-laboratorio di profumi personalizzati, ideato e condotto da una coppia internazionale che da Hudson, trendy sobborgo di New York, si è trasferita proprio a Riparbella, dove produce e da dove spedisce in tutto il mondo.

Promuovere l’arrivo di visitatori da fuori, ma anche sostenere la mobilità sostenibile in sintonia con lo stile di vita di chi sceglie di rimanere a Riparbella è stato inoltre da subito un terzo filone trasversale di azione della Giunta. Il Comune di Riparbella, insieme all’associazione Vignaioli Riparbella, Green Riders Experience, ProLoco Riparbella e Riparbella Green, ha infatti partecipato, ancora una volta in modo corale, al bando ‘Bici in Comune’, ricevendo un finanziamento di quasi 50mila euro dal Ministero per lo Sport e i Giovani per il progetto RIPA-BIKE, che sviluppa tre linee di intervento che si completano e si interconnettono fra loro per incentivare l’uso della bici per cittadini e turisti, riqualificando due percorsi esistenti: l’anello del vino di circa 46 km già tracciato e trasformato in gpx dall’asd Kitewell e il percorso Riparbella-Cecina, entrambi utilizzabili sia a scopo turistico che per collegamenti casa-lavoro, casa-scuola, casa-mare. Il primo è più indirizzato alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico e culturale esistente, il secondo sui collegamenti collina-costa. In entrambi i casi si utilizzeranno tecnologie avanzate e di gamification per rendere l’uso della bicicletta attrattivo e divertente, sistemi di incentivazione economica e giochi interattivi.

E’ inoltre prevista la realizzazione di quattro eventi specifici: due a carattere ludico e due a carattere informativo e formativo, in modo da creare un percorso con i cittadini da realizzare in un anno per incentivare l’uso della bicicletta ed allo stesso tempo educare al suo corretto utilizzo e al rispetto dei percorsi naturalistici e dell’ambiente.

E poiché il bello attira il bello, l’iniziativa più recente promossa dal Comune, che ancora una volta coniuga turismo, arte e territorio, è “Paesaggi cosmici”, un progetto di land art di Luca Serasini, un vero e proprio percorso di installazioni di Arte Contemporanea dedicate all’Universo, nel complesso del Patrimonio Agricolo Forestale Regionale Di Riparbella. Ogni installazione sarà corredata da un pannello con la descrizione in due diverse lingue e un QR-Code che rimanderanno i visitatori, attraverso i propri smartphone, alle sonorità di Ricci Del Mastro per un ascolto e un trasporto dei visitatori in un’atmosfera immersiva. Dal primo al secondo recinto di cattura del parco storico lungo il sentiero principale del bosco, nasce così un itinerario che collega gli elementi storici e naturali con l’arte, il cosmo e le stelle, mettendo in relazione la terra con l’universo, la storia del luogo con ciò che lo circonda. L’intento è promuovere un progetto che rafforzi l’identità culturale di Riparbella e ne valorizzi il territorio facendone al tempo stesso spazio vivo di sperimentazione, educazione e bellezza. Con il valore aggiunto che saranno anche gli artigiani locali a collaborare operativamente alla realizzazione delle installazioni.

Se la sfida all’isolamento fisico e sociale sembra risolta, adesso alla Giunta di Riparbella spetta un nuovo, arduo compito, come confermano Marraffa e Lucibello Piani: il radicamento e la sostenibilità del cambiamento. Da un lato si tratta di mantenere coinvolti e attivare ancora di più nelle varie iniziative i cittadini “tradizionali” di Riparbella, con iniezioni di fiducia, ma anche di sostegni imprenditoriali e culturali, per far sì che colgano le opportunità di questa nuova vitalità del borgo e le trasformino in strumenti di costruzione di futuro lavorativo e sociale soprattutto per i giovani. Dall’altro è necessario valutare e gestire la “misura”, limitando l’effetto “città cartolina” ed evitando il rischio overtourism, ma anche pensando ad una economia, e quindi ad un territorio, sostenibile ambientalmente e socialmente, che guardi al turista ma anche agli abitanti, trovando un bilanciamento tra le varie istanze, rinunciando magari a successi temporanei per provare a guidare una rigenerazione durevole e radicata.

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