DENTRO IL CERCHIO - La Voce dei Geometri / 32

Torna il conto termico per l’efficienza energetica: come funziona, cosa rientra, chi ha diritto e come arriva il rimborso

22 Gen 2026 di Michele Specchio

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Il Conto Termico 3.0, aggiornato dal D.M. 7 agosto 2025 ed efficace dal 25 dicembre 2025, incentiva la riqualificazione energetica degli edifici e l’uso di energia termica da fonti rinnovabili, l’obbiettivo è quello di ottenere un concreto contributo in favore della decarbonizzazione, sostenere le tecnologie efficienti e ampliare i beneficiari.

I requisiti per ottenere l’abbattimento dei consumi energetici sono essenziali per assicurarsi gli incentivi, una misura alternativa alle detrazioni fiscali, rispetto alla versione precedente introduce alcune novità importanti. Vediamole. (…)

La platea dei soggetti beneficiari

Abbiamo un ampliamento della platea soggetti beneficiari:

  • Privati: proprietari o titolari di diritti reali su immobili residenziali o terziari, in specifiche condizioni.
  • Imprese: di qualsiasi dimensione che gestiscono edifici o impianti per attività produttive, commerciali e/o agrarie;
  • Pubbliche Amministrazioni;
  • Enti del Terzo Settore cui al D.lgs. 117/2017, iscritti nel RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo settore);
  • Comunità energetiche rinnovabili (CER) e autoconsumo collettivo.

Incentivi per interventi su edifici esistenti con impianto di climatizzazione invernale o su impianti termici da sostituire.

Gli impianti incentivabili devono avere una potenza termica nominale pari o inferiore a 2 MW (2.000 kW) se producono energia termica da fonti rinnovabili.

La dotazione annua è stata fissata in 900 milioni di euro: 400 mln € per la PA e 500 mln € per soggetti privati (persone fisiche, soggetti titolari di reddito d’impresa o agrario).

Le percentuali di contributo variano in funzione del soggetto richiedente e dell’intervento realizzato, fino al 65% delle spese ammissibili per un ampio ventaglio di casi.

Nei progetti per edifici pubblici, in comuni fino a 15.000 abitanti l’incentivo può arrivare al 100% vale a dire a costo zero.

Per accedere al Conto Termico 3.0 è fondamentale che gli interventi rispettino requisiti tecnici e il rispetto dei limiti minimi prestazionali, sia per gli interventi di efficienza energetica che per quelli di produzione da fonti rinnovabili.

L’erogazione dei fondi avviene attraverso accordi contrattuali di natura privata tra il GSE e il soggetto responsabile. Il GSE effettua i pagamenti in rate annuali costanti, la cui durata varia da 2 a 5 anni, in funzione del tipo e della portata dell’intervento.

 

Due macrocategorie di piccoli interventi: cosa includono

il Conto Termico 3.0 (Titolo II e dal Titolo III del Decreto) incentiva interventi di piccole dimensioni riconducibili a due macrocategorie:

  • incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti, parti di essi o unità immobiliari esistenti, dotati di impianto di climatizzazione di cui all’articolo 5, comma 1, del Decreto “Categoria Titolo II”;
  • produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza realizzati in edifici esistenti, parti di essi o unità immobiliari esistenti, dotati di impianto di climatizzazione di cui all’articolo 8, comma 1, del Decreto (Categoria Titolo III”).

Gli interventi includono:

  • coibentazione dell’involucro opaco;
  • riqualificazioni profonde finanche al raggiungimento della qualificaNZEB (Near Zero Energy Building);
  • sostituzione infissi;
  • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione da ESCo (Energy Service Company), fissi o mobili, non trasportabili;
  • installazione sistemi BACS (Building Automation and Control Systems) di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici, inclusa l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore;
  • sostituzione impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche (con potenza termica utile nominale fino a 2000 kW); salvo eccezioni come sistemi ibridi sistemi “add on” (sistemi integrati bivalenti che permettono di aggiungere uno o più climatizzatori all’impianto di riscaldamento esistente senza dover sostituire la caldaia a gas.), ovvero in aggiunta, senza necessità di sostituire la tipica caldaia a gas.
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti con generatori di calore alimentati da biomassa (stufe, termocamini o caldaie con potenza termica nominale fino a 2000 kWt);
  • installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling (con superficie solare lorda fino a 2500 m2);
  • sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore.
  • solare termico, generatori a biomassa e fotovoltaico con accumulo.
  • colonnine EV solo se installati assieme alla pompa di calore.

Qual è la documentazione richiesta

La documentazione richiesta include:

  • Fatture;
  • ricevute di pagamento;
  • diagnosi energetica;
  • scheda-intervento;
  • dichiarazioni tecniche;
  • Attestato di Prestazione energetica pre-intervento e post-intervento;
  • relazioni asseverate.

Il processo consta nella registrazione sul Portale Termico GSE, il caricamento dati e la verifica della pratica.

C’è la possibilità di affidarsi a una ESCo, società energetica che gestisce sia i lavori che le pratiche burocratiche con il GSE, offrendo al cliente l’incentivo senza complicazioni.

I tempi, la cumulabilità con altri incentivi non statali

Tempistiche

  • Decreto pubblicato settembre 2025, l’operatività avverrà dopo l’aggiornamento del portale GSE e la definizione delle regole attuative presumibilmente, da febbraio 2026.
  • La domanda deve essere presentata al GSE entro 90 giornidalla fine lavori (per accesso diretto al portale).

Il Conto Termico è cumulabile con altri incentivi non statali.

Precauzioni per svolgere la procedura serenamente.

  • È importante non eccedere nella dimensione degli impianti rispetto al generatore che viene sostituito; infatti, il decreto stabilisce dei limiti per l’installazione di pompe di calore “add-on” o di sistemi ibridi.
  • È necessario verificare la compatibilità tecnico-economica dell’intervento: ad esempio, l’integrazione di sistema fotovoltaico, accumulo e pompa di calore beneficia degli incentivi soltanto nel caso in cui la pompa di calore sostituisca integralmente l’impianto termico preesistente.
  • È fondamentale la cura documentale della procedura riferita ai lavori: la richiesta deve essere inviata solo dopo l’avvio degli interventi, errori formali possono comportare esclusione o decadenza del contributo.
  • Il decreto ha aggiornato massimali di spesa e percentuali per adeguarli ai nuovi prezzi di mercato.
  • Occorre valutare la tipologia e la categoria catastale dell’edificio: gli interventi ammessi variano tra residenziale e terziario.
  • Verificare la conformità dell’edificio/impianto.
  • Raccogliere documentazione tecnica e verificare che il progetto risponda alle prestazioni attese.
  • Presentare la domanda sul portale GSE entro i termini.
  • Il GSE verifica e eroga il pagamento dell’incentivo. In certi casi è necessario inviare diagnosi energetica entro 12 mesi dall’accettazione.

 

Conclusione

È essenziale una buona diagnosi energetica per la progettazione affidandosi a professionisti qualificati. La chiave è combinare efficienza energetica, corretto dimensionamento e tecnologie ad alto rendimento.

Grazie alle semplificazioni normative e procedurali del Conto Termico 3.0, l’accesso ai fondi è stato velocizzato. Questo bonus offre una soluzione concreta per migliorare l’efficienza energetica, senza complicazioni amministrative né vincoli ISEE.

Il Conto Termico 3.0 rappresenta quindi una misura incentivante per l’efficienza energetica e la diffusione di tecnologie sostenibili, rivolta a cittadini imprese e amministrazioni pubbliche. Grazie a procedure semplificate e contributi economici significativi, offre un’opportunità concreta per investire in interventi di riqualificazione energetica e nell’utilizzo di fonti rinnovabili.

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