DENTRO IL CERCHIO - La Voce dei Geometri
Nel dibattito sulla transizione energetica, il settore delle costruzioni occupa un ruolo centrale. Non solo perché gli edifici assorbono circa il 40% dell’energia finale consumata in Europa, ma soprattutto perché rappresentano una delle leve più efficaci per ridurre le emissioni climalteranti. Il dato più significativo è che quasi il 75% del patrimonio edilizio europeo è energeticamente inefficiente. (…)
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Negli ultimi anni, le autorimesse condominiali sono diventate ambienti sempre più complessi sotto il profilo della sicurezza antincendio. La crescente diffusione dei veicoli elettrici e ibridi, insieme alla presenza di infrastrutture di ricarica, ha introdotto nuove variabili di rischio che richiedono un’attenta progettazione e una gestione consapevole da parte dell’amministratore di condominio. In questo contesto, la prevenzione incendi non può più essere considerata soltanto un adempimento normativo, ma deve diventare parte integrante della progettazione e della gestione dell’edificio. (…)
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Il 27 febbraio 2026 è stato emanato il Decreto-Legge n. 25, un provvedimento d’urgenza volto a fronteggiare i devastanti eventi meteorologici che, a partire dal 18 gennaio 2026, hanno colpito duramente Calabria, Sardegna e Sicilia. Sebbene il testo nasca per rispondere a una crisi specifica, esso introduce novità sistemiche che ridisegnano alcuni pilastri della gestione delle emergenze in Italia, dalla tecnologia di allertamento alla qualificazione professionale dei tecnici. (…)
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Il prossimo 30 maggio saranno trascorsi due anni dall’entrata in vigore del Decreto Legge numero 69/2024, per i più definito “Salva Casa”, convertito nella Legge numero 105 del 24 luglio 2024. Nel frattempo diciassette regioni, oltre alla Provincia autonoma di Trento, hanno adeguato la normativa alle nuove disposizioni del Testo Unico dell’Edilizia, anche se per Sardegna e Toscana il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’impugnazione di alcuni articoli per il successivo ricorso in Corte Costituzionale.
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Il decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5 rappresenta un aggiornamento e una integrazione al precedente d.lgs. 199/2021, che aveva posto le basi della politica nazionale sulle energie rinnovabili dopo l’attuazione della RED II. La modifica normativa rappresenta uno sviluppo strutturale: il nuovo decreto aggiorna le definizioni, gli allegati tecnici e i criteri di sostenibilità, estende l’ambito di applicazione e incorpora completamente le categorie introdotte dalla più recente direttiva europea.
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Acclarata l’urgenza di intervenire su un patrimonio di circa 40.000 edifici (di cui oltre il 40% in zone ad alto rischio sismico) e la necessità di superare il modello di “prelazione” italiana a seguito della recente sentenza della Corte di Giustizia UE (Causa C-810/24, Urban Vision), il dibattito tecnico si sposta oggi sulla necessità di una riforma strutturale del Partenariato Pubblico-Privato (PPP). Il venir meno della “corsia preferenziale” per il promotore, impone necessariamente di ripensare non solo e unicamente la norma, ma l’intera concezione dell’infrastruttura scolastica per garantirne l’attrattività sul mercato dopo la fase emergenziale del PNRR. (…)
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Il Disegno di Legge AS-1711, recante la “Legge quadro sull’architettura e sulla Rinascenza urbana per finalità di valorizzazione culturale e di benessere psicofisico e sociale”, si pone l’ambizioso obiettivo di promuovere la qualità dello spazio costruito come leva di progresso civile e sociale. Tuttavia, affinché questa iniziativa non rimanga una mera enunciazione di principi estetici, è necessario che il testo normativo riconosca la complessità multidisciplinare dell’atto progettuale e il ruolo fondamentale di tutte le professioni tecniche coinvolte nella trasformazione del territorio.
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Negli ultimi anni il mercato immobiliare dei centri storici delle città d’arte è stato profondamente influenzato dall’espansione delle locazioni turistiche di breve periodo, che hanno introdotto una rendita differenziale significativa rispetto alla locazione residenziale ordinaria. Tale differenziale, una volta capitalizzato, ha contribuito a sostenere i valori di mercato degli immobili centrali, spostando progressivamente l’equilibrio del mercato dalla funzione abitativa a quella turistico-ricettiva e riducendo l’offerta disponibile per la residenza stabile.
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La modifica all’art. 5 DL 70/2011 (comma 23, L. 199/2025) chiarisce che gli interventi di rigenerazione urbana su immobili sanati con condoni (L. 47/85, 724/94, DL 269/03) sono pienamente legittimi, superando interpretazioni giurisprudenziali restrittive e ampliando l’ambito applicativo esclusi abusi non sanati, centri storici e aree inedificabili. Questo restituisce titolarità agli interventi, con effetti immediati in pronunce TAR.
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Il Conto Termico 3.0, aggiornato dal D.M. 7 agosto 2025 ed efficace dal 25 dicembre 2025, incentiva la riqualificazione energetica degli edifici e l’uso di energia termica da fonti rinnovabili, l’obbiettivo è quello di ottenere un concreto contributo in favore della decarbonizzazione, sostenere le tecnologie efficienti e ampliare i beneficiari.
I requisiti per ottenere l’abbattimento dei consumi energetici sono essenziali per assicurarsi gli incentivi, una misura alternativa alle detrazioni fiscali, rispetto alla versione precedente introduce alcune novità importanti. Vediamole. (…)
APPALTI ISTRUZIONI PER L'USO
Il prossimo 2 febbraio 2026 entreranno in vigore i nuovi CAM Edilizia adottati con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 24 novembre 2025 e pubblicati al link https://www.mase.gov.it/portale/cam-vigenti. Non si tratta di un semplice restyling dell’edizione precedente del 2022 (adottata con Decreto n. 256 del 23 giugno 2022 e modificata col successivo Decreto 5 agosto 2024), ma di una riforma sostanziale e necessaria per allinearsi non solo al sopravvenuto nuovo Codice 36/2023, ma anche alle stringenti direttive europee sull’economia circolare. I nuovi CAM rafforzano, infatti, il ruolo dei criteri ambientali lungo l’intero ciclo dell’affidamento, dalla fase di programmazione e progettazione, fino all’esecuzione e al collaudo, prevedendo requisiti ambientali minimi, clausole contrattuali e specifici mezzi di prova. Per le stazioni appaltanti ciò comporta la necessità di presidiare in modo sistematico tutte le fasi dell’intervento, assicurando la coerenza tra la progettazione, la documentazione di gara, l’esecuzione e la verifica finale.
Vediamo, dunque, come i nuovi criteri impattano concretamente sull’operato delle stazioni appaltanti.
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L’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) segna una svolta strutturale nella gestione economica dei lavori pubblici in Italia. Dopo un triennio caratterizzato da una volatilità dei prezzi senza precedenti, dovuto alle instabilità economiche legate alle guerre ed alle emergenze sanitarie che ci hanno interessato davvero da vicino, il legislatore ha scelto di abbandonare le misure emergenziali e temporanee a favore di un sistema organico basato sulla stabilità e sulla trasparenza dei costi. Il fulcro di questa riforma risiede nell’articolo 1, commi da 487 a 494 della Legge di Bilancio recentemente approvata, che introduce il nuovo Prezzario Nazionale ed istituisce l’Osservatorio permanente per il monitoraggio dei prezzi.
L’approvazione all’unanimità della legge regionale 1/2026 ha destato grande clamore e un dibattito non solo a livello locale, prefigurando un’evoluzione della figura anche a livello nazionale, nel vuoto di una normativa chiara sulla professione del RUP. L’analisi della legge regionale. Il rischio di depauperamento dell’ente di appartenenza è elevato.
LE AUDIZIONI SUL DDL DI RIFORMA DELLE PROFESSIONI
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Nello stillicidio di iniziative legislative in materia edilizia ed urbanistica che caratterizza gli ultimi mesi dell’anno, è passata forse sottotono l’approvazione della Legge 2 dicembre 2025 numero 182, che si occupa di “disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese”. Il testo introduce importanti novità destinate ad incidere significativamente sul procedimento amministrativo in ambito edilizio.
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I Criteri Ambientali Minimi (CAM) costituiscono lo strumento fondamentale e vincolante del Green Public Procurement (GPP) italiano, ideato per promuovere la sostenibilità ambientale agendo sulla leva degli acquisti pubblici. L’azione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) tra il 2024 e il 2025 ha portato all’introduzione e all’aggiornamento di numerosi Decreti Ministeriali, rendendo questi criteri obbligatori per una vasta gamma di servizi e lavori.
L’approvazione, nel Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2025, del Disegno di legge delega per la riforma del Testo Unico dell’edilizia ha chiarito fin da subito che il percorso del nuovo Codice dell’Edilizia si preannuncia complesso e carico di incognite. Le difficoltà non derivano solo dall’ampiezza degli obiettivi dichiarati — dalla riorganizzazione complessiva della disciplina alla semplificazione della legislazione vigente, fino alla gestione degli illeciti edilizi e delle possibili forme di sanatoria — ma soprattutto dalla natura eterogenea e talvolta divergente delle finalità che il Governo intende cumulare in un unico provvedimento.
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Il Consiglio dei Ministri del 4 dicembre scorso ha approvato il Disegno di Legge delega di “razionalizzazione e riordino dei regimi amministrativi edilizi e urbanistici e dei connessi titoli abilitativi“, di cui ad oggi, in attesa del testo definitivo, è stata diffusa la versione in bozza. Il provvedimento si prefigge di raggiungere un’ampia e organica riforma della disciplina in materia edilizia e di sicurezza delle costruzioni, con particolare riguardo alle disposizioni statali che determinano i livelli essenziali delle prestazioni nella materia dell’edilizia e delle costruzioni (LEP), per ridefinire il perimetro degli ambiti di materia statale, regionale e settoriale.
IL RAPPORTO EXCELSIOR E L'INDAGINE CNA
Il mancato incontro di domanda e offerta di lavoro rischia di frenare la crescita dell’occupazione. Dalla Cna e dalla Fondazione dei Geometri si è levato ieri un doppio grido d’allarme. Nelle costruzioni e infrastrutture, tra 226mila e 271mila nuovi tecnici saranno richiesti per il quinquennio 2025-2029. La confederazione degli artigiani calcola che serviranno 750mila lavoratori alle piccole imprese, ma aumenta la difficoltà a trovare i profili richiesti. C’è un problema legato ad adeguati percorsi formativi, ma a pesare è anche la questione degli alloggi in caso di trasferimento.
IL CONVEGNO DELL'ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA
Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Massimo Cerri (in foto): “Dobbiamo essere facilitatori della complessità”.