Edilizia privata
Giorgetti: l’Italia non va a picco e rispetta vincoli Ue. Pil 2026 +0,6%
- Energia, nel 2025 meno utili per le società quotate ma più investimenti a 32,7 mld
- Simest, nel primo semestre sostenuti circa 6 miliardi investimenti (+20%)
- Saipem-Subsea7, la Ue apre un’indagine approfondita sulla fusione
Vertice di Governo: puntare sulla flessibilità contro il caro energia
- Dazi, Trump pronto a imporre nuovi dazi
- Enti locali, rinnovato il contratto: 154 euro di aumenti medi
- Terna: a giugno consumi elettrici +1,8%, valore mensile più alto degli ultimi 10 anni
La nuova era della vigilanza proattiva: dal trauma di Crans-Montana al piano operativo 2026: vigilanza ispettiva e prevenzione incendi
La tragedia di Crans-Montana non appartiene alla semplice cronaca nera; essa rappresenta il fallimento sistemico di una stagione di controlli reattivi e di approcci derogatori che hanno sacrificato la pubblica incolumità sull’altare della semplificazione burocratica. Questo evento ha agito da catalizzatore per un cambio di paradigma non più rinviabile: lo Stato riassume con vigore la sua funzione di controllore primario, ponendo fine a un’era di eccessiva delega e responsabilità mancate da parte di gestori e professionisti.
Cantieri complessi, la sicurezza si costruisce nel coordinamento: il caso di Ponte al Pino
La sostituzione del cavalcaferrovia nel nodo ferroviario di Firenze mostra quanto la riuscita di un intervento infrastrutturale dipenda dalla capacità di governare lavorazioni, imprese, rischi e ricadute sulla mobilità. Una complessità nella quale le competenze tecniche diventano il punto di raccordo tra progettazione, sicurezza ed esecuzione.
“Bari rigenera con cura” insieme a bambini e famiglie
La convergenza tra giustizia contabile e penale che libera l’urbanistica milanese. La fine del conflitto tra Procure e uffici tecnici comunali
L’urbanistica milanese attraversa oggi una crisi sistemica, originata dal violento attrito tra le prassi amministrative consolidate e le recenti oscillazioni dell’esegesi giudiziaria. Al centro di tale tensione si colloca la “paura della firma”, un fenomeno di burocrazia difensiva che ha rischiato di paralizzare i processi di rigenerazione urbana della metropoli. Superare questa impasse è diventato un obiettivo strategico imprescindibile per restituire certezza del diritto e dignità all’azione amministrativa.
Allarme Hormuz ma l’Ue rassicura: “Nostra economia è resiliente”
- Appello di Confindustria-Medef-Bdi a von der Leyen: “serve una revisione profonda dell’Ets”
- Bankitalia a maggio tasso sui nuovi mutui casa sfiora il 4%
- Edilizia, Istat: in netto calo i permessi di costruzione case nel primo trimestre, -9,2%
Ciucci: “La cabina di regia del PNRR modello vincente per spendere e monitorare, va riproposto. Partiamo da lì, da fondi certi e costanti, da target e milestones per cambiare passo nella programmazione di opere pubbliche”
“Un unico, grande mercato delle costruzioni”: la fiducia di sempre nella concorrenza come bussola per la difficile fase del dopo-2026
Il cuore dell’intervento di insediamento di Antonio Ciucci alla presidenza di ANCE sta nella risposta che propone di dare alla fase nuova e difficile del post-2026. Una risposta coerente al pensiero che Ciucci ha espresso negli anni scorsi e che si può racchiudere in una parola: mercato. Il mantra del mercato chiede meno segmentazioni, meno chiusure, meno eccezioni, meno in house, meno burocrazia per passare a più concorrenza, più programmazione, più certezza, più qualità e più spazio per le imprese: una bandiera issata negli anni scorsi, nella buona e nella cattiva sorte. Ciucci è il primo a riconoscere che dalla battaglia dipende la sopravvivenza stessa del settore e che, tuttavia, l’esito non è scontato in un Paese che sembra aver smarrito il senso di regole uguali per tutti.
Troppi i segnali di questo smarrimento. I numeri ci dicono che il 90% delle opere vanno ormai con affidamenti diretti, procedure negoziate senza bando e procedure derogatorie. Con la scusa di fare presto si è imposta la negazione del mercato; e il mercato che è rimasto è salvo grazie alle regole europee, non a quelle nazionali. Una brutta deriva. Dove ci sono dentro l’in house dilagante, tanto nelle concessioni che negli appalti dei concessionari, e le regole dei settori speciali dove ci si spinge addirittura ad affidamenti sopra soglia senza bando. Con un settore dei lavori pubblici di questo tipo, non ci si può meravigliare che anche il piano casa venga scritto con l’intenzione di favorire i grandi fondi garantendo loro una sorta di monopolio del terzo pilastro (e, quel che è peggio, sapendo già nomi e cognomi di chi acquisirà i vantaggi definiti per queste operazioni).
La battaglia va combattuta fino in fondo, anche con parole nuove. Unitariamente, dice Ciucci al settore. Con l’obiettivo di costruire – o, meglio, ricostruire – un grande mercato unico e trasparente delle costruzioni che metta fine a riserve, aree oscure, scappatoie e privilegi. Per costruire questo mercato regole chiare, trasparenti e concorrenziali sono fondamentali e questa è la prima battaglia. Ma non bastano. Per ripartire servono due elementi decisivi la cui mancanza ha prodotto negli anni scorsi l’inizio dello smarrimento. Il primo è una seria programmazione pluriennale e stabile, credibile e basata su risorse certe. Una certa consapevolezza che sono gli investimenti – e in particolare gli investimenti in costruzioni – a trainare il Pil in Italia dovrebbe aiutare a mettere in cantiere una seria riforma della pianificazione e della programmazione. Il secondo elemento decisivo riguarda meccanismi che consentano di riconoscere marginalità adeguate e prospettive di crescita dimensionale alle imprese che investono in qualità, sicurezza, organizzazione, competenze e legalità. A questi due elementi Ciucci ha fatto riferimento parlando ai colleghi, sapendo che comincia una battaglia non solo normativa, ma culturale. In cui deve vincere il migliore, verrebbe da dire; a condizione che la partita, almeno, cominci.
Antonio Ciucci eletto all’unanimità presidente ANCE. “Identità, mercato e innovazione” le parole chiave. Al via la squadra
Fra i nuovi vicepresidenti Regina De Albertis all’edilizia e Francesco Tuccillo alle opere pubbliche. Confermati Piero Petrucco al centro studi, Massimo Deldossi all’innovazione, Vanessa Pesenti al fisco e Carlo Trestini alle relazioni industriali.
Prezzario Nazionale 2026 e nuovo Piano Casa: cosa è già obbligatorio e quali sono i risvolti per i professionisti
A sei mesi dall’approvazione della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), il settore dei lavori pubblici si trova a vivere una transizione normativa complessa, sospesa tra rigidi obblighi già operativi e scadenze cruciali che sono purtroppo spirate a vuoto. Se a gennaio avevamo salutato la riforma come un cambio di paradigma strutturale volto ad abbandonare la logica emergenziale del caro-materiali, a luglio 2026 lo stato dell’arte ci impone un’analisi più pragmatica. Il traguardo del 29 giugno – termine ultimo dei 180 giorni per l’adozione del Prezzario Nazionale da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) – è passato senza la pubblicazione del testo definitivo.
Per tutti i professionisti, che operano quotidianamente come computisti, direttori dei lavori e asseveratori, comprendere l’esatto confine tra ciò che è già precetto di legge e ciò che è ancora in divenire è fondamentale.
Nuovo attacco di Trump ma Meloni tace. Vertice Nato, vigilia tesa
- Rapporto del Mes: eurozona sotto pressione, sfide senza precedenti
- Pnrr, Mit: raggiunto e superato target per le infrastrutture idriche
- Eni Storage Systems avvia il cantiere della fabbrica per la produzione di batterie stazionarie a Brindisi
Carbonato di calcio da cozze e vongole, il progetto
Cresme: dal 2027 mercato in flessione ma è resiliente e resta a livelli alti. Piano casa, serve se è subito. Boom di case in eredità
Nell’immagine a sinistra del titolo l’altopiano su cui cammina oggi il mercato delle costruzioni: la “finestra” è tratta dal grafico degli investimenti in costruzioni in valori costanti (che riportiamo integrale all’interno).
Iperammortamento 5.0, Ance promuove la misura ma chiede correttivi: “Meno burocrazia e regole adatte alle costruzioni”
Cresme: cresce il mercato immobiliare in Lombardia con un valore di 45,7 miliardi nel 2025, la spinta arriva dalla provincia
Non solo Milano: il mercato immobiliare lombardo si conferma forte e soprattutto policentrico e continua a crescere grazie al dinamismo diffuso di città medie, hinterland e comuni non capoluogo. In crescita anche il primo trimestre 2026. E’ “un territorio dinamico, in vivace competizione”, sottolinea il direttore Cresme Bellicini. Il presidente di Ance Lombardia Bertazzi: “servono normative urbanistiche chiare e adeguate all’attuale contesto nazionale e regionale”.