La giornata
Meloni: “RECORD investimenti degli Emirati in Italia per 40mld dà fiducia”
- L’Ue adotta il 16° pacchetto di sanzioni contro la Russia
- Pnrr, Uif: dimezzate segnalazioni di operazioni sospette
- Dal Verme al ‘Forum Milano Palermo Genio Mediterraneo’: “patrimonio pubblico strumento di sviluppo delle città”
- Slitta Consiglio dei ministri sul caro bollette previsto per oggi
- Saipem-Subsea, Puliti: “nasce un leader globale nei servizi energetici”
IN SINTESI
Investimenti in Italia per 40 miliardi di dollari, firma di oltre 40 intese, tra memorandum of understanding e lettere di intenti, sia a livello governativo, incluso un Accordo a ulteriore rilancio della cooperazione nel settore della difesa, sia nel settore privato. E’ questo il bilancio della prima visita di Stato in Italia di un presidente degli Emirati Arabi Uniti. Ieri Mohamed bin Zayed Al Nahyan ha incontrato a Palazzo Chigi la premier GiorgiA Meloni e si è svolto anche un business forum con la partecipazione di oltre 200 operatori economici italiani ed emiratini. I due leader hanno concordato di sviluppare un partenariato strategico complessivo, concentrando in particolare la cooperazione tra i due Paesi nei settori dell’economia più̀ orientati al futuro, sfruttando la capacità di innovazione italiana ed emiratina in ambiti strategici quali l’intelligenza artificiale e la creazione di data centre, l’industria avanzata e le nuove tecnologie, le interconnessioni digitali ed energetiche, le tecnologie in ambito subacqueo, i minerali critici e lo spazio. La visita è stata anche l’occasione per i due leader di confrontarsi sulle principali sfide globali ed in particolare su Ucraina e Medio Oriente. Meloni e Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan hanno inoltre confermato, nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, la volontà̀ di rafforzare la cooperazione trilaterale con le Nazioni del continente africano sulla base di un apposito partenariato istituito in occasione della visita nonché di accordi con il settore privato emiratino finalizzati ad agevolare co-investimenti nell’ambito energetico e dell’acqua nel continente africano.
“Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di investire nella nostra economia 40 miliardi di dollari; una dimostrazione di fiducia verso l’Italia e la sua economia”, ha dichiarato Meloni intervenendo al forum. “E’una giornata storica, un’altra tappa fondamentale nei nostri rapporti, l’occasione per sottolineare che Italia ed Emirati Arabi Uniti hanno deciso di portare la collaborazione bilaterale a livelli mai visti prima. E la firma di 40 accordi bilaterali e’ un altro punto di partenza”. “Si tratta senza timore di smentita di uno degli investimenti esteri piu’ rilevanti – ha aggiunto Meloni- piu’ imponenti per la storia della nostra nazione e si tratta chiaramente di una straordinaria manifestazione di fiducia e di amicizia nei confronti dell’Italia, nei confronti del suo sistema produttivo, nei confronti della sua economia. La scelta che abbiamo fatto e’ stata di concentrare questa collaborazione su assi strategici, guardando cioè’ al futuro perche’ vogliamo fare un lavoro di lungo periodo, vogliamo che la nostra cooperazione abbia un orizzonte lungo, vogliamo che abbia un orizzonte stabile. Vogliamo declinare questo lavoro sulle tematiche che saranno centrali nei prossimi anni, quindi chiaramente dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale ai data center, dal dominio subacqueo alla ricerca spaziale, dalle energie rinnovabili alle terre rare”.
Nell’ambito di questa missione, Eni ha siglato oggi accordi di collaborazione con società emiratine nell’ambito dello sviluppo di data center, della capacità di trasmissione di energia rinnovabile tramite interconnessione tra Albania e Italia, e dei minerali critici. In particolare, Eni ha siglato con MGX, un importante fondo dedicato a investimenti in AI e Tecnologie Avanzate, e G42, un gruppo leader globale nella Intelligenza Artificiale basato a Dubai, una Lettera d’Intenti per la realizzazione in Italia di data center all’avanguardia per immagazzinare, elaborare e gestire grandi quantità di dati, con una capacità IT fino a 1 GW. Questi impianti verranno interamente alimentati con “blue power” fornito da Eni, una fonte di energia elettrica a basse emissioni di carbonio, prodotta da centrali a gas naturale, le cui emissioni di CO2 sono catturate e stoccate. Il primo progetto allo studio riguarda Ferrera Erbognone, dove è presente il Green Data Center di Eni, e prevede lo sviluppo in due fasi di fino a 500 MW di capacità IT (pari all’attuale installato Italia), da alimentare con una nuova centrale elettrica dedicata, con cattura e conferimento della CO2 presso l’hub CCS di Ravenna. Inoltre, Eni ha firmato un accordo con Abu Dhabi Future Energy Company PJSC – Masdar, leader nell’energia pulita degli EAU, and TAQA Transmission, specializzata nella trasmissione elettrica, per la definizione di accordi di off-take a lungo termine in Italia, con Eni come off-taker preferenziale, per energia rinnovabile generata in Albania con una capacità fino a 3 GW trasmessa in Italia tramite una interconnessione sottomarina di 1 GW tra l’Albania e l’Italia. L’accordo fa seguito al Quadro di Partenariato Strategico Tripartito firmato ad Abu Dhabi a gennaio 2025 tra i Governi di Italia, Albania e UAE.Infine, Eni e ADQ, fondo sovrano globale con focus sulle infrastrutture critiche e sulle catene di approvvigionamento, hanno firmato un Memorandum of Understanding per collaborare nella ricerca e sviluppo di minerali critici. L’accordo mira a rafforzare la sicurezza e la resilienza della catena di approvvigionamento dei minerali critici sia per l’Italia che per gli EAU.
Sace ha firmato accordi che ammontano a un totale di 350 milioni di dollari a sostegno dell’export italiano nell’ambito del Piano Mattei. L’accordo con Amea Power ha lo scopo di facilitare l’export dalle imprese italiane e sviluppare progetti in settori strategici come energia rinnovabile, acqua e desalinizzazione, la produzione di ammoniaca e idrogeno verde, per un ammontare di 250 milioni di dollari. Inoltre, Sace e Metito Utilities rafforzano la collaborazione tra Italia e gli Emirati Arabi Uniti per l’Africa: l’accordo ha lo scopo di sostenere lo sviluppo di iniziative di investimento su progetti relativi all’acqua in Africa, per un ammontare di 100 milioni di dollari. Aumentano le opportunità per le imprese italiane in settori strategici come l’acqua, le acque reflue, la desalinizzazione e i progetti di conversione dei rifiuti in energia. Anche Acea ha firmato un accordo con Metito Utilities per lo sviluppo congiunto di opportunità commerciali nel settore idrico a livello mondiale, con particolare attenzione all’Africa, nell’ambito del Piano Mattei, e al Medio Oriente. Fincantieri ha firmato con EDGE, uno dei gruppi leader a livello mondiale nel settore della tecnologia avanzata e della difesa, hanno annunciato un nuovo Memorandum of Understanding che amplia e rafforza l’accordo siglato a Parigi nel novembre 2024 nel settore in rapida evoluzione della subacquea.
Per il ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, “la nuova collaborazione con gli Emirati Arabi, avviata dal governo Meloni e concretizzatasi nella firma di oltre 40 accordi bilaterali, rappresenta un passo strategico di grande rilievo per l’Italia. Dall’intelligenza artificiale, alla cultura fino alle terre rare, l’intesa copre settori chiave della nostra economia. Gli Emirati Arabi investiranno nel nostro Paese 40 miliardi di dollari, una cifra destinata ad avere un impatto significativo sul sistema produttivo nazionale. Questo accordo storico rafforzerà la competitività italiana, consolidando il nostro ruolo di polo economico e industriale di riferimento. Inoltre, darà ulteriore slancio all’export, in cui l’Italia continua a registrare risultati da record”.
A sottolineare l’importanza della collaborazione economica bilaterale tra Italia ed Emirati Arabi Uniti è anche Confindustria. “Gli obiettivi che ci siamo dati a livello europeo sono molto ambiziosi e per soddisfarli occorrono alleanze strategiche sul piano internazionale, collaborazioni, joint venture e investimenti. Gli accordi siglati oggi e gli investimenti emiratini in Italia, annunciati per circa 40 miliardi di dollari, sono determinanti per la crescita e il consolidamento del nostro sistema industriale, portando risorse nell’ottica della transizione ambientale e tecnologica e dello sviluppo di settori come l’edilizia sostenibile, l’energia, le infrastrutture, le materie prime critiche, le filiere strategiche, l’intelligenza artificiale, l’industria manifatturiera, le tecnologie avanzate per la connettività e la sicurezza e i fondi per la patrimonializzazione delle pmi” ha affermato il presidente Emanuele Orsini. “Un punto che ci sta particolarmente a cuore sono gli investimenti nell’edilizia sostenibile – prosegue il numero uno di viale dell’astronomia – che vogliamo legare al piano casa”.
L’Ue adotta il 16° pacchetto di sanzioni contro la Russia
La Commissione accoglie con favore l’adozione da parte del Consiglio del 16 ° pacchetto di sanzioni alla Russia. “Mentre l’aggressione illegale della Russia entra nel suo quarto anno, questo pacchetto è progettato per aumentare ulteriormente la pressione sull’aggressore e fa parte dell’impegno incrollabile dell’UE per una pace giusta e duratura per l’Ucraina”, sottolinea la Commissione. Il 16 ° pacchetto si rivolge a settori di importanza sistemica dell’economia russa, come energia, commercio, trasporti, infrastrutture e servizi finanziari . Aggiunge inoltre ulteriori misure volte a contrastare l’elusione. Per limitare il rischio che le nostre sanzioni vengano aggirate, alcune disposizioni del 16 ° pacchetto sono ora rispecchiate anche nel regime di sanzioni per la Bielorussia . L’UE ha inoltre aggiornato e rafforzato i suoi regimi di sanzioni riguardanti la Crimea e Sebastopoli e le aree non controllate dal governo degli oblast di Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia.
Il 16 ° pacchetto contiene i seguenti elementi chiave. MISURE ANTI-ELUSIONE: Il pacchetto odierno punta a 74 imbarcazioni aggiuntive, portando il numero totale di imbarcazioni elencate a 153. Queste imbarcazioni fanno parte della flotta ombra o hanno contribuito alle entrate energetiche della Russia. Le misure aggiungono un nuovo criterio di inserimento nell’elenco, prendendo di mira coloro che supportano le operazioni di petroliere non sicure . Il pacchetto impone restrizioni mirate all’esportazione su 53 nuove aziende che supportano il complesso militare-industriale russo o che sono impegnate nell’elusione delle sanzioni . Tra queste, 34 aziende in paesi diversi dalla Russia. ELENCHI AGGIUNTIVI: Il pacchetto odierno include 83 elenchi aggiuntivi , tra cui 48 individui e 35 entità, come quelle che supportano il complesso militare russo, attive nell’elusione delle sanzioni, negli scambi di criptovalute russe e nel settore marittimo. Il 16° pacchetto aggiunge anche un altro nuovo criterio per elencare gli individui e le entità che fanno parte del complesso militare e industriale russo, lo sostengono o ne traggono vantaggio.
MISURE COMMERCIALI: Divieto di importazione diretta di alluminio russo. Oltre al divieto già in vigore sulle importazioni di prodotti in alluminio lavorato dalla Russia, questo pacchetto include il divieto sulle importazioni nell’UE di alluminio primario dalla Russia. Per garantire una transizione graduale per le imprese, viene introdotto un meccanismo di quote che consente di utilizzare 275.000 tonnellate, pari all’80% delle importazioni dell’UE nel 2024, in un periodo di 12 mesi. Le restrizioni all’esportazione di prodotti a duplice uso sono state estese ad altri articoli per limitare l’accesso della Russia alle tecnologie chiave utilizzate sul campo di battaglia, tra cui: Precursori chimici a duplice uso per produrre cloropicrina e altri agenti antisommossa utilizzati come armi chimiche dalla Russia in violazione della Convenzione sulle armi chimiche. Software correlato alle macchine utensili a controllo numerico computerizzato (CNC) utilizzate per la fabbricazione di armi e controller di videogiochi utilizzati dall’esercito russo per pilotare i droni sul campo di battaglia. Minerali e composti di cromo per le loro applicazioni militari. Le deroghe e le esenzioni limitate per alcune esportazioni di tecnologie avanzate e a duplice uso, ad esempio per uso medico, sono state chiarite e ulteriormente rafforzate per favorirne un’applicazione efficace da parte delle dogane e delle agenzie di rilascio delle licenze.Inoltre, sono state introdotte ulteriori restrizioni all’esportazione di beni industriali , in particolare minerali, prodotti chimici, acciaio, materiali in vetro e fuochi d’artificio, che hanno particolare rilevanza militare.
MISURE ENERGETICHE: L’UE ha deciso di vietare completamente lo stoccaggio temporaneo o il collocamento in regime di zona franca di petrolio greggio russo o di prodotti petroliferi nei porti dell’UE, cosa che era finora consentita se il petrolio rispettava il tetto massimo di prezzo ed era destinato a un paese terzo. Il pacchetto estende il divieto di fornire beni, tecnologie e servizi per il completamento dei progetti GNL russi anche ai progetti di petrolio greggio in Russia, come il progetto petrolifero Vostok. Il pacchetto estende l’attuale divieto di software per limitare l’esportazione, la fornitura o la fornitura di software per l’esplorazione di petrolio e gas alla Russia .
MISURE DI TRASPORTO: Il pacchetto estende il divieto di volo per consentire l’inserimento nell’elenco dei vettori di paesi terzi che effettuano voli nazionali all’interno della Russia o forniscono beni aeronautici alle compagnie aeree russe o per voli nazionali in Russia . Se inseriti nell’elenco, a queste compagnie aeree non sarà consentito volare verso l’UE.
Divieto di trasporto su strada: il pacchetto aggiunge un emendamento che impedisce di aumentare la quota di proprietà russa oltre il 25% nelle imprese di trasporto su strada dell’UE, eliminando così potenziali scappatoie per eludere le sanzioni esistenti.
MISURE INFRASTRUTTURALI: Divieto totale di transazioni su infrastrutture russe specifiche: questo include due aeroporti di Mosca (aeroporto di Vnukovo e aeroporto di Zhukovsky), quattro aeroporti regionali e il porto di Astrakhan sul Volga e il porto di Makhachkala sul Mar Caspio. Sono stati inclusi anche i porti marittimi di Ust-Luga e Primorsk sul Mar Baltico e di Novorossiysk sul Mar Nero.
Divieto di servizi di costruzione forniti da operatori dell’UE in Russia.
MISURE PER IL SETTORE FINANZIARIO: La Russia ha deviato gran parte dei suoi flussi finanziari tramite banche più piccole. Il 16° pacchetto rafforza le nostre misure sul settore finanziario. In particolare: aggiunta di 13 istituti finanziari all’elenco delle entità soggette al divieto di fornire servizi di messaggistica finanziaria specializzati; aggiunta di 3 banche al divieto di transazione a causa del loro utilizzo del Sistema di messaggistica finanziaria della Banca centrale russa (SPFS) per eludere le sanzioni dell’UE; estensione del divieto di transazione per consentire all’UE di elencare gli istituti finanziari e i fornitori di criptovalute che partecipano all’elusione del tetto massimo al prezzo del petrolio e facilitano le transazioni con le navi elencate della flotta ombra.
MISURE CONTRO LA DISINFORMAZIONE: Sospensione delle attività di trasmissione di altri 8 organi di informazione nell’UE o diretti all’UE, in considerazione del loro ruolo di sostegno e giustificazione della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina.
Pnrr, Uif: dimezzate segnalazioni di operazioni sospette
In calo il numero delle informative di operazioni sospette legate al Pnrr: nel secondo semestre 2024 scendono a 225, dal picco di 481 del semestre precedente. Lo comunica la Uif, l’unità di informazione finanziaria istituita presso la Banca d’Italia, che dal 2022 ha messo a punto uno specifico strumento che consente di far emergere le informative su anomalie connesse all’attuazione del Pnrr, grazie al quale ne sono state classificate 1.261 nel triennio 2022-24. Nel secondo semestre dello scorso anno è calato anche il numero complessivo delle comunicazioni di anomalie ricevute dalla Pa, non necessariamente legate al Pnrr: da 752 dei primi sei mesi il numero è sceso a 512. Di queste, solo il 38,3% è legato al Pnrr, percentuale in calo rispetto al 58,9% del semestre precedente. Il 95,7% delle informative di anomalie legate al Pnrr arrivate nel secondo semestre 2024 è stato classificato dalla Uif a rischio alto o medio-alto, classe che copre il 42% di tutte le segnalazioni analizzate nel triennio. A fine gennaio 2025 gli organi investigativi hanno restituito un feedback su circa il 94% delle informative sul Pnrr, che si è rivelato positivo per oltre il 71% dei casi.
Dal Verme al ‘Forum Milano Palermo Genio Mediterraneo’: “patrimonio pubblico strumento di sviluppo delle città”
Un confronto sull’asse Nord-Sud tra esponenti delle istituzioni, dell’impresa e del mondo accademico per condividere e definire un progetto di sviluppo sostenibile, ambientale e sociale, in grado di rilanciare il Sistema Paese nel contesto europeo e mediterraneo. Sono questi i temi discussi al “Forum Milano Palermo Genio Mediterraneo”, che si è svolto ieri a Palermo e al quale ha partecipato l’Agenzia del Demanio. Al centro del dibattito i temi delle infrastrutture a sostegno dello sviluppo economico e della rigenerazione urbana, le nuove filiere industriali tra Nord e Sud, le politiche dell’abitare e le strategie ambientali per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio e per una crescita economica più sostenibile.
Il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, ha sottolineato l’importanza del patrimonio immobiliare pubblico come strumento di sviluppo per le città: “Il patrimonio è al servizio dei cittadini e del territorio. Se bene utilizzato può aiutare a risolvere i problemi delle città, non solo per ospitare la pubblica amministrazione, ma anche per dare una risposta alle criticità e può essere riconvertito in luogo di relazioni, con un mix funzionale per far fronte alla dimensione dell’abitare. Nel contesto geopolitico attuale – ha continuato dal Verme – il patrimonio dello Stato richiama l’identità e la storia del cittadino, la grandezza delle città italiane ed europee, lo stratificarsi delle culture che hanno permeato la nostra civiltà e, dunque, può garantire la continuità culturale della nostra società”. Il Direttore dell’Agenzia del Demanio ha posto l’accento anche sull’importanza del partenariato pubblico privato per attrarre investimenti indispensabili a valorizzare gli immobili pubblici e a rigenerare il patrimonio: “Con gli immobili pubblici possiamo offrire servizi di qualità al cittadino all’interno di edifici sempre più digitalizzati, attrattivi e accoglienti, in grado di coinvolgere i giovani e costruire relazioni”. Infine, dal Verme ha ricordato che l’Agenzia del Demanio sta lavorando con molti comuni italiani, da Milano a Palermo, per avviare strumenti di pianificazione integrata in grado di soddisfare i fabbisogni del territorio, mettendo al centro gli immobili pubblici: “Questo è l’unico futuro possibile per il patrimonio immobiliare pubblico”.
Slitta Consiglio dei ministri sul caro bollette previsto per oggi
Slitta la riunione del Consiglio dei ministri prevista per oggi. La riunione dovrebbe essere riprogrammata per venerdì prossimo. Sul tavolo del Cdm era atteso il provvedimento contro il caro bollette per famiglie e imprese. I tecnici del Mef e del Mase sono al lavoro per la definizione del decreto e per la copertura finanziaria di circa 3 miliardi di euro.
Saipem-Subsea, Puliti: “nasce un leader globale nei servizi energetici”
‘Saipem e Subsea7 sono leader del settore e sono due società altamente complementari in termini di attività e di presenza geografica. Dalle due società si creerà un leader globale nei servizi energetici attraverso una integrazione lungo tutto la catena di valore’. A sottolinearlo è stato l’amministratore delegato di Saipem,Alessandro Puliti, ad di Saipem, presentando ieri agli analisti l’accordo di fusione tra le due societa’, annunciata nella tarda serata di domenica. Per Puliti, la nuova realta’ avra’ ‘una forza lavoro di oltre 45mila persone e sara’ presente in oltre 60 Paesi nel mondo e avra’ un forte focus sull’innovazione e la tecnologia’. In particolare ‘la combination rafforzera’ il posizionamento delle due aziende in tutti i prodotti, sia nell’energia convenzionale che nell’eolico offshore’. L’accordo con Saipem ‘rappresenta per Subsea7 una pietra miliare nella storia della nostra societa’. Questa combination ci da’ una dimensione molto piu’ armonica per quanto riguardo i progetti nel settore oil&gas per il futuro’, ha affermato Kristian Siem, presidente di Subsea7.
A gennaio l’inflazione dell’eurozona sale al 2,5%
A gennaio il tasso di inflazione annuale è aumentato a 2,5% dopo 2,4% a dicembre nell’area euro. Un anno prima era al 2,8%. Lo indica Eurostat confermando la stima flash. Nella Ue 2,8% dopo 2,7% a dicembre. Un anno prima era al 3,1%. Tassi più bassi in Danimarca (1,4%), Irlanda, Italia e Finlandia (1,7%, in Italia a dicembre 1,4%). Tassi più alti in Ungheria (5,4%), Romania (5,3%), Croazia (5%). A gennaio il contributo più alto al tasso di inflazione è arrivato dai servizi (+1,77%) seguiti da alimentari, alcol e tabacco (+0,45%), energia (+0,18%), beni industriali non energetici (+0,12%).
Il “caro energia” mina la competitività delle imprese. Assolombarda: “Disaccoppiare il prezzo di gas e energia elettrica”
Il “caro energia” mina la competitività delle imprese. Assolombarda: “Disaccoppiare il prezzo di gas e energia elettrica, velocizzare il rilascio dei permessi sulle rinnovabili, puntare su idrogeno e nucleare moderno” Istituzioni nazionali, enti gestori dei servizi energetici, autorità di regolazione e imprese a confronto, questa mattina, sul tema transizione energetica: nell’ambito dell’incontro “Le imprese al centro della transizione energetica: strumenti, sfide e prospettive”, tenutosi nella sede di Assolombarda, infatti, è stato fatto il punto sul tema dell’efficientamento energetico, sul percorso di decarbonizzazione in atto, oltre che sugli strumenti messi a disposizione delle imprese e sul contesto regolatorio. All’iniziativa, oltre al presidente Alessandro Spada e al vicepresidente con delega alla Transizione Ecologica, Alberto Dossi, sono intervenuti il presidente dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, Stefano Besseghini, e il presidente del Gestore Servizi Energetici, Paolo Arrigoni. Anche le imprese sono state protagoniste dell’incontro: alla tavola ritonda hanno partecipato Filippo Bonaccorsi (Direttore Public Affairs, A2A), Cecilia Gatti (Executive Director Institutional Affairs, Snam), Claudio Fiorentini (Responsabile Affari Istituzionali Lombardia, Enel), Simone Nisi (Direttore Affari Istituzionali, Edison), Francesca Paludetti (Chief Corporate Development Officer, Sapio), Michele Pizzolato (Head of Regulatory Affairs, Eni Plenitude), Luca Prosdocimi (Head of Power Trading & Origination, Nadara). L’appuntamento è stato l’occasione per commentare i più recenti trend legati al costo dell’energia, oltre che per condividere le nuove opportunità connesse ai consumi attraverso impianti per la produzione di energia rinnovabile o comunità energetiche. I dati del Centro Studi di Assolombarda, del resto, hanno confermato che la quotazione del gas naturale europeo continua a crescere e, addirittura, risulta raddoppiata negli ultimi 12 mesi, superando la soglia dei 50 €/MWh a fine gennaio. Un incremento che, inevitabilmente, si è riverberato sul costo dell’energia elettrica a causa del meccanismo di formazione del prezzo che lega inscindibilmente il costo delle due commodities. In particolare, in Italia, dove il ricorso al gas è più accentuato rispetto ad altre aree del continente europeo, l’energia elettrica è costata a gennaio 2025, in media, 143,03 €/MWh mentre Spagna, Francia e Germania hanno pagato rispettivamente il 32%, il 29% e il 20% in meno.
Quello dell’aumento dei prezzi non è il solo tema al quale l’iniziativa odierna ha riservato una particolare attenzione: si è discusso anche dell’obiettivo, stabilito dall’Unione europea, di ridurre le emissioni di CO2 da -40% a -55% al 2030. Con il pacchetto di misure “Fit for 55” la normativa in materia di clima ed energia, inoltre, viene recepita la prospettiva di tendere alla neutralità climatica entro il 2050.
“Oggi le nostre imprese pagano una delle bollette più alte del mondo, un’emergenza – partita già prima dello scoppio della guerra in Ucraina – che è ormai diventata strutturale – ha dichiarato Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda -. Soluzioni ce ne sono, vanno attuate. Dobbiamo disaccoppiare il prezzo del gas e il prezzo dell’energia elettrica, fare acquisti comuni europei, puntare sui rigassificatori e velocizzare il rilascio dei permessi sulle rinnovabili. E poi, lo dico da anni ormai, puntare seriamente e concretamente sul nucleare moderno, una fonte pulita, continua e sostenibile che ci permetterà – insieme alle altre fonti come le rinnovabili – di avere una bolletta competitiva e di sostenere il grande fabbisogno energetico legato alle nuove tecnologie. È necessario, però, lavorare sul tema culturale e di accettabilità di tutte le soluzioni energetiche: superiamo la logica del “no” e del Not In My BackYard. Solo in questo modo riusciremo a fare quegli investimenti per mettere le imprese nelle condizioni di competere ad armi pari sui mercati internazionali centrando gli obiettivi di decarbonizzazione”.
“L’obiettivo che, come Assolombarda, ci siamo posti in questi anni è stato quello di aiutare le nostre imprese in questa difficile congiuntura economica, caratterizzata da un incremento considerevole dei costi dell’energia e dall’avvento della transizione ecologica – ha aggiunto il vicepresidente Alberto Dossi -. Continuiamo a essere al loro fianco per rendere le nostre realtà industriali più competitive, supportandole concretamente nel percorso teso a diventare autonome nel consumare energia e, quindi, sostenibili. Investire in rinnovabili per l’autoconsumo o per la condivisione di energia e fare efficienza energetica sono solo alcune delle scelte operate, oggi, da molte imprese per pianificare nuove traiettorie di sviluppo. Si tratta di un traguardo a cui tutte le aziende devono ambire per beneficiare, nel lungo periodo, degli impatti positivi sulla redditività e sulla qualità produttiva”.
Edison, nuova operazione di bunkeraggio di Gnl nel Mar Adriatico per Tui Cruises
Edison ha portato a termine un rifornimento di gas naturale liquefatto (GNL) per la nave da crociera Mein Schiff Relax della compagnia TUI Cruises
nel porto di Trieste. Con questa operazione Edison rafforza la sua presenza nel mercato del bunkeraggio di GNL in Italia. Il rifornimento della nave, recentemente varata da TUI Cruises, segue altri rifornimenti ship-to-ship svolti dalla società energetica di Foro Buonaparte nel corso del 2024 nel Mare Adriatico, le prime eseguite in questa area del Mediterraneo. Il bunkeraggio di GNL è stato eseguito tramite l’impiego della nave metaniera da 30.000 mc Ravenna Knutsen, asset strategico della catena logistica integrata realizzata da Edison per lo Small Scale LNG. Questa operazione conferma il crescente ruolo strategico del mare Adriatico per l’approvvigionamento e rifornimento di combustibili alternativi per il settore marittimo. Dal 2021, infatti, il Gruppo Edison si è posizionato strategicamente su tutta la catena del valore dello Small Scale GNL, realizzando la prima catena logistica integrata finalizzata alla sostenibilità dei trasporti stradali e marittimi. Grazie ad una nave metaniera (Ravenna Knutsen) e la costruzione di
un deposito costiero di GNL da 20.000 mc a Ravenna, Edison è in grado di rifornire sia bunker vessels che autobotti. Il porto di Ravenna è stato il primo snodo italiano della rete trans-europea di trasporto TEN-T a dotarsi di combustibile alternativo, in linea con la direttiva europea DAFI e il regolamento dell’International Maritime Organization, che ha fissato i limiti per le emissioni di zolfo delle imbarcazioni in specifiche aree, come il Mediterraneo. Edison è uno dei principali attori della sicurezza degli approvvigionamenti gas in Italia, in virtù di uno dei portafogli long-term tra i più ampi e diversificati del Paese, con contratti di importazione dal Qatar, Libia, Algeria, Azerbaijan, USA e la gestione di una flotta di 3 navi dedicate al trasporto del GNL.
Maire, Eni e Iren Ambiente avviano l’iter autorizzativo per un innovativo impianto di produzione di metanolo e idrogeno circolari
MET Development (MAIRE), Eni e Iren Ambiente hanno iniziato l’iter autorizzativo per un innovativo impianto di produzione di metanolo e idrogeno circolari presso il sito industriale a Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia), Italia. L’impianto verrà sviluppato da MAIRE insieme con Eni e Iren, impiegando la tecnologia proprietaria NX CircularTM di NEXTCHEM (BU tecnologica di MAIRE), che sta ultimando le attività di ingegneria propedeutiche alla fase esecutiva. Questa tecnologia prevede la conversione di specifiche tipologie di scarti generando gas di sintesi (syngas), successivamente utilizzato per produrre carburanti e prodotti chimici sostenibili di alta qualità. Una volta realizzato, infatti, l’impianto sarà in grado di convertire in gas di sintesi circa
200.000 tonnellate all’anno di scarti non riciclabili che saranno forniti da Iren Ambiente. Il gas di sintesi verrà a sua volta convertito per produrre fino a 110.000 tonnellate all’anno di metanolo circolare, che rappresenta un’alternativa innovativa per la decarbonizzazione del settore marittimo, e fino a 1.500 tonnellate all’anno di idrogeno circolare, che potrebbe essere utilizzato nei processi di raffineria, riducendo le emissioni di CO2 rispetto a quello generato per via fossile, o, in alternativa, potrebbe essere destinato alla mobilità sostenibile nei trasporti stradali e ferroviari. Inoltre, l’impianto sarà in grado di recuperare 33.000 tonnellate all’anno di granulato inerte, destinabile all’industria del cemento, contribuendo alla decarbonizzazione anche di questo settore. Il metanolo circolare prodotto rispetta i criteri previsti dalla Direttiva UE sulle Energie Rinnovabili per i Recycled Carbon Fuels (RCF) e rappresenta una soluzione efficace e innovativa per la riduzione delle emissioni carboniche. L’impianto sfrutterà le infrastrutture e i servizi già disponibili presso il sito della raffineria, ottimizzando così i costi e valorizzando il grande patrimonio di competenze tecniche del sito di Sannazzaro.
Fabio Fritelli, Managing director di NEXTCHEM, ha commentato: “Questo progetto rappresenta un’opportunità unica per coniugare sostenibilità ambientale e ulteriore crescita economica e, in particolare, i porti italiani saranno tra i primi al mondo a poter fruire del nuovo carburante ecologico
richiesto dalle normative internazionali. La tecnologia NX CircularTM di NEXTCHEM consente di ridurre l’impatto ambientale con una soluzione che supporta e rafforza il percorso dei nostri clienti verso la transizione energetica”.
Energia, da Enea nuovo software per Cer e gruppi di autoconsumo
Enea ha rilasciato la nuova versione 2.2 del simulatore Recon, l’applicativo web che consente di effettuare valutazioni preliminari di tipo energetico, economico e finanziario per la creazione di comunità energetiche rinnovabili (Cer) e di gruppi di autoconsumo di energia rinnovabile. Il software, aggiornato al quadro legislativo e regolatorio attualmente in vigore in Italia, intende fornire un valido supporto a enti locali e stakeholder per compiere scelte consapevoli e informate. “Sono molte le innovazioni introdotte rispetto alla versione dello scorso anno. A livello di analisi energetica, ora è possibile simulare anche gli impianti eolici e idroelettrici, oltre a quelli fotovoltaici, mentre i cluster delle unità di produzione e consumo possono essere distinti in base a utenti diversi e con differenti profili di consumo”, spiega Matteo Caldera referente del progetto del Laboratorio Enea Smart Cities and Communities. “A livello di analisi economica – aggiunge – la nuova versione consente di valutare possibili strategie di utilizzo dei ricavi delle Cer sotto forma di finanziamento di servizi e redistribuzione ai membri”. Recon calcola l’autoconsumo fisico e diffuso, l’autosufficienza energetica, i benefici ambientali in termini di riduzione delle emissioni di CO2, i risparmi legati all’autoconsumo, i ricavi da vendita di energia, l’incentivo e il contributo di valorizzazione dell’autoconsumo diffuso, i costi operativi e di gestione, i flussi di cassa attualizzati e i principali indicatori finanziari. “Con la nuova versione è anche possibile definire i prezzi medi annuali dell’energia elettrica su un orizzonte ventennale, mentre le curve orarie di prezzo sono state aggiornate agli ultimi dati disponibili dal Gme”, prosegue Caldera. Inoltre, sono stati apportati perfezionamenti e introdotti controlli che hanno riguardato, tra gli altri, le detrazioni fiscali per l’acquisto dell’impianto fotovoltaico. “Abbiamo migliorato l’usabilità abilitando il caricamento tramite file excel di alcuni input, tra cui i prelievi mensili di energia elettrica, il profilo di consumo orario del giorno-tipo per le utenze industriali, gli orari di attività per alcune tipologie di utenza. Con la nuova versione è inoltre possibile scaricare il report in formato Pdf delle schede simulate”, conclude Caldera. Il simulatore, che attualmente conta 7.400 utenti registrati, è stato sviluppato nell’ambito della Ricerca di Sistema elettrico 2022-2024, finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Rwe mette in esercizio il suo primo parco fotovoltaico in Italia
Rwe ha messo in esercizio il suo primo parco fotovoltaico in Italia. Bosco, con una potenza di 8,3 megawatt (MWac), è un impianto a terra composto da circa 15.000 moduli bifacciali. Situato su un’area di 16 ettari nel comune di Partinico, vicino a Palermo, in Sicilia, l’impianto fornirà elettricità verde fino a 7.000 famiglie italiane. Grazie all’implementazione di un nuovo processo autorizzativo accelerato, Rwe è riuscita a raggiungere lo stato di Ready to Build in meno di 18 mesi. La costruzione è durata circa dieci mesi. Per razionalizzare l’uso del territorio e delle risorse, e per ottimizzare la capacità della rete, il Parco Fotovoltaico Bosco utilizza la vicina sottostazione Rwe già esistente ed impiegata per immettere in rete l’energia prodotta dai parchi eolici locali di Rwe. Per gestire l’impianto in armonia con l’ecosistema locale, è stata installata una recinzione progettata per la fauna selvatica, che consente il passaggio sicuro dei piccoli animali. In particolare, è stato previsto uno spazio tra il terreno e il filo inferiore, che permette il transito di specie come volpi e conigli. Paolo Raia, Country Chair Rwe Renewables Italia: Con la messa in esercizio di Bosco, il nostro primo parco fotovoltaico in Italia è ora operativo, e seguiranno molti altri progetti. Il solare si integra perfettamente con la nostra flotta eolica in espansione in Italia, poiché solare ed eolico si completano a vicenda grazie ai loro schemi di produzione che si bilanciano naturalmente. Bosco è un progetto di punta nel campo dell’efficienza, sia per quanto riguarda il processo autorizzativo sia per l’accesso alla rete. Non vediamo l’ora di raggiungere i prossimi obiettivi nel nostro cammino verso un futuro energetico sostenibile, stabile ed economicamente vantaggioso per il nostro Paese.
Logistica, Bureau Veritas lancia la sfida per aumentare la sicurezza dei container
Più di 50.000.000 di container in circolazione nel mondo, 250 milioni oggetto di trasporto, a fronte di una capacità di quasi 14 milioni di container da 20 piedi della sola flotta esistente di navi specializzate. Ma questi container, diventati l’elemento centrale nel trasporto, specie di beni lavorati e finiti, nel mondo producono anche, secondo le valutazioni sulla loro sinistrosità, qualcosa come 6 miliardi di dollari all’anno di danni al comparto della logistica mondiale. Ciò essenzialmente per fissaggi male effettuati, errata disposizione dei carichi e dei pesi al loro interno, danni indotti a camion e treni che li trasportano, nonché a infrastrutture portuali e centri merci, documentazione insufficiente che ne provoca il blocco specie nei Paesi che applicano le norme più stringenti per il loro controllo. È contro questo monte crescente di rischi e quindi di danni che Bureau Veritas Italia si prepara a lanciare la sua sfida finalizzata ad abbattere i costi della sinistrosità, mettendo a disposizione del mercato uno strumento di garanzia che permette di abbassare il rischio, grazie ai criteri di sicurezza condensati in 34 punti di una check list del Centro Italiano Studi Containers, derivata dal Codice CTU e quindi nel certificato Container Loading Assessment rilasciato da Bureau Veritas.
Un attestato frutto di verifiche fisiche, ma anche di un lavoro di interfaccia e di collaborazione con le compagnie che gestiscono i container (incluse le società di leasing). In linea teorica tutti i container dovrebbero essere verificati, dopo i primi 5 anni dalla loro produzione, almeno ogni 30 mesi per il controllo delle loro condizioni di sicurezza e nei paesi sottoscrittori della Convention, l’assenza del certificato CSC (Convention For Safe Container che attesta i requisiti e le condizioni di sicurezza del contenitore) è causa di un blocco del container stesso che non può essere né utilizzato né immesso in centri merci.
“Bureau Veritas – sottolinea Diego D’Amato, Presidente e Amministratore Delegato di Bureau Veritas Italia – è leader mondiale nella certificazione e nella omologazione dei container ed effettua quindi i test di qualità nella fase di costruzione e di successiva immissione sul mercato, attuando anche certificazioni periodiche sui container dry dopo i 5 anni dalla produzione e sui container cisterna per merci pericolose, ogni 2 anni e mezzo. Ma la crescita esponenziale dei danni relativi all’utilizzo del contenitore ha spinto adesso la nostra organizzazione a farsi parte attiva per un intervento globale sulla Unità di trasporto. Processo – aggiunge – che potrebbe ottenere un impulso decisivo se effettivamente si concretizzasse una forma di collaborazione con le compagnie di assicurazione e quindi un beneficio per tutto il comparto dovuto ad un comportamento virtuoso nell’utilizzo dei contenitori. E considerando il conto danni annuale, l’ipotesi suona realistica”.
M.C.C.