IL POSITION PAPER

La ricetta di Asvis: incentivi, nuova finanza green e affordable energy

27 Nov 2025 di Mauro Giansante

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Secondo il nuovo position paper di Asvis, l’associazione per lo sviluppo sostenibile guidata dall’ex ministro Enrico Giovannini, ci sono alcuni strumenti da mettere in campo per aiutare le imprese nella sfida della transizione verde. Adattamento e mitigazione del cambiamento climatico; accesso all’energia rinnovabile e alle risorse; sviluppo di competenze per gestire la transizione; accesso alla finanza e strumenti per finanziare la svolta green. Dice il documento: nell’attuale scenario climatico la priorità è agire con un mix di azioni di adattamento e di mitigazione per ridurre le emissioni. Questo perché ad oggi mancano ancora troppe informazioni sull’esposizione ai rischi climatici, permangono difficoltà di accesso al credito per investimenti a lungo termine e scarseggiano competenze tecniche specifiche.

Di qui le proposte chiave: incentivi specifici per i settori energivori, la riforma della bolletta per alleggerire l’impatto delle parafiscalità sulle piccole e medie imprese (Pmi) e la facilitazione dell’accesso al credito e all’assistenza assicurativa.

Dal punto di vista energetico, secondo Asvis, gli interventi più importanti nel processo di transizione hanno a che vedere con le energie rinnovabili, cruciali per l’autonomia energetica, l’inclusione sociale nell’accesso all’energia e la gestione sostenibile di acqua e suolo. Tuttavia, la complessità burocratica del permitting per i nuovi impianti rinnovabili e l’assenza di un piano nazionale coordinato per la gestione delle emergenze idriche rappresentano i maggiori ostacoli. Va urgentemente semplificato l’iter autorizzativo, sostenuta la creazione di Comunità energetiche rinnovabili e solidali e realizzato un piano infrastrutturale straordinario per nuovi invasi e la manutenzione delle reti idriche.

C’è poi il versante delle competenze professionali da ricercare e rafforzare. In tal senso, per l’associazione, si devono trovare risorse con competenze avanzate nelle tecnologie green, nella digitalizzazione e nell’economia circolare, in particolare tra i profili tecnici intermedi. Un tema particolarmente sentito dalle piccole e micro imprese.

È cruciale, poi, rendere il sistema finanziario più inclusivo, facilitando l’accesso ai finanziamenti green e costruendo sinergie tra finanza pubblica e privata. Nell’ambito finanziario, infatti, le difficoltà si concentrano sulle barriere per le Pmi, causate dall’eccessiva tecnicità dei requisiti Esg (Environmental, Social, Governance) e dalla frammentazione e complessità dei questionari da compilare per la rendicontazione di sostenibilità. La proposta macro riguarda, allora, la semplificazione dell’accesso ai fondi pubblici per le piccole e medie imprese, l’armonizzazione e il supporto nella compilazione dei questionari Esg e l’individuazione di un set minimo di indicatori comune a livello europeo. Un esempio: lo standard Vsme, lo standard volontario di rendicontazione della sostenibilità per le piccole e medie imprese non quotate per valorizzare il contributo delle aziende di piccole dimensioni.

 

 

 

 

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