LA STRATEGIA
La Commissione Ue punta sui fondi Bei per l’indipendenza energetica: oltre 75 miliardi al 2029, 500 mln sulle infrastrutture strategiche
IN SINTESI
Accanto al piano casa, l’altra strategia affordable dell’Unione europea riguarda l’energia. E’ stata presentata ieri dalla Commissione europea con l’obiettivo di aumentare l’indipendenza e l’accessibilità energetica dell’Ue. In sintesi, prevede un corposo supporto economico della Banca europea degli investimenti, la Bei, che erogherà oltre 75 miliardi da qui a tre anni, con un importo indicativo fino a 500 milioni di euro a favore del Fondo di investimento per le infrastrutture strategiche. Ma non solo. Altri 200 milioni InvestEu arriveranno probabilmente dal Fondo per l’innovazione fino al 2028 per sostenere l’installazione delle prime unità commerciali di tecnologie nucleari innovative attraverso garanzie di riduzione del rischio. Questo perché accanto al piano per i cittadini comunitari e a quello di investimento sulle fonti pulite, Bruxelles ha presentato anche la strategia per i piccoli reattori modulari, gli Smr. Con l’obiettivo di delineare una visione per la costruzione di una catena di approvvigionamento europea realmente scalabile.
Cosa prevede la strategia Ue per l’energia pulita
Andando con ordine, dentro la strategia per l’energia pulita la Bei destinerà fino a 500 milioni al Fondo di investimento per le infrastrutture strategiche, sostenendo gli obiettivi del pacchetto reti con le otto autostrade dell’energia strategiche all’Unione dell’energia. Secondo il piano, in totale, per realizzare la transizione verso l’energia pulita saranno necessari investimenti pari a 660 miliardi di euro all’anno fino al 2030, che saliranno a 695 miliardi di euro all’anno nel decennio successivo.
Si ricorrerà alla cartolarizazione dei flussi di entrate futuri, come le tariffe di rete regolamentate o i pagamenti per l’energia rinnovabile, convertendoli in titoli negoziabili di alta qualità, per garantire rendimenti stabili. Ma anche all‘uso di obbligazioni ibride, per far sì che i gestori di rete e le società energetiche possano raccogliere capitali senza superare i limiti di debito, rendendo questi investimenti più interessanti per le istituzioni avverse al rischio. Ancora, la strategia prevede un Fondo strategico per gli investimenti infrastrutturali: l’obiettivo è co-investire direttamente in progetti insieme a fondi infrastrutturali e gestori patrimoniali. Standardizzando questi strumenti e garantendo solidi rating creditizi, la strategia – spiega Bruxelles nel documento – mira a sbloccare una nuova e significativa fonte di capitale per la transizione energetica.
Inoltre, nel secondo trimestre di quest’anno si prevede il lancio dell’Energy Transition Investment Council. Un Consiglio permanente di dialogo tra decisori politici, Stati membri e istituzioni finanziarie, tra cui la stessa Bei, le banche di promozione nazionali e gli investitori privati.
“Il passaggio all’energia pulita è l’unica soluzione possibile di lungo termine per la nostra competitività, ma anche per le nostre famiglie perché possano pagare l’energia”, ha detto la vicepresidente esecuta della Commissione europea Teresa Ribera presentando il pacchetto energia. “Il dibattito politico sull’energia negli ultimi mesi e anche più si è concentrato soprattutto sulla competitività industriale, però di fatto tocca tanti aspetti diversi e sempre subisce l’influsso della geopolitica, questo vale per tante famiglie – ha spiegato – Le bollette rappresentano una quota significativa del bilancio mensile e in particolar modo l’esposizione ai mercati dei combustibili fossili ci porta a subire le conseguenze della volatilità. Quando aumentano i prezzi sui mercati globali diventano volatili, l’onere si sente proprio per le famiglie”.
Le misure per l’affordable energy
Passando proprio al piano per i cittadini, la Commissione europea punta a ridurre i costi delle bollette consentendo di produrre e condividere l’energia pulita e combattere la povertà energetica. Si potrà, ad esempio, beneficiare di un cambio di fornitore più rapido, di tasse e imposte più basse sulle bollette elettriche e di informazioni più trasparenti su bollette e contratti energetici. “Le tasse e gli oneri sull’elettricità rappresentano, in media, il 25% del prezzo per le famiglie e il 15% del prezzo per le imprese”, ricorda il documento. Queste bollette, secondo l’Ue, potrebbero essere ridotte del 14% o in media di 200 euro l’anno.
“La Commissione invita gli Stati membri e le aziende ad andare oltre l’approccio basato solo su contributi e a sviluppare servizi energetici innovativi e soluzioni di finanziamento – ad esempio, schemi che combinano locazione sociale con potenziale a coprire i costi iniziali di capitale, offrire calore come servizio o tariffe flessibili per pompe di calore e costi di manutenzione”, spiega la strategia. Che ricorda anche come la legislazione Ue garantisce ai cittadini il diritto di passare a fornitori di energia alternativi ma si stima che i cittadini perdano in media 152 euro all’anno non facendolo. Sugli ostacoli tecnici, però, “la Commissione stabilirà norme tecniche per i fornitori affinché le operazioni di cambio back-office in tutta l’Ue possano essere completate entro 24 ore. Inoltre, un’implementazione completa dei misuratori intelligenti da parte degli Stati membri è fondamentale — per esercitare i propri diritti o beneficiare dei servizi di flessibilità, i cittadini devono avere una visione chiara dell’energia che consumano”.
Quanto alla spinta sulle rinnovabili come strada da percorrere sempre di più, la Commissione spiega che “entro il 2030, oltre 16 milioni di famiglie e 630mila pmi potrebbero produrre la propria energia rinnovabile”. Per Bruxelles, “c’è potenziale per aumentare fino a dieci volte la capacità installata di energia rinnovabile nelle famiglie” fino a risparmiare tra 260 e 550 euro all’anno e benefici finanziari compresi tra 440 e 930 euro l’anno.
Nello specifico contro la povertà energetica, infine, la Commissione punta ad aggiornare la sua Raccomandazione per fornire ulteriori analisi e condividere buone pratiche replicabili. Ci saranno buone pratiche che affrontano con successo la povertà energetica e rimuovono gli incentivi divisi, come utilizzare strumenti digitali, semplificare il contatto con i cittadini vulnerabili, implementare misure trasversali per proteggere i cittadini dalle ondate di calore, promuovere strumenti finanziari innovativi per misure di efficienza energetica e mostrare come la condivisione dell’energia e le comunità energetiche possano alleviare efficacemente la povertà energetica (nel Q4 di quest’anno).
Il rilancio sul nuovo nucleare
Infine, il nuovo nucleare. L’Ue l’ha da tempo inserito nella propria tassonomia verde per inseguire la piena decarbonizzazione. Nella strategia spiega che occorre “rafforzare la presenza europea e costruire una solida catena di approvvigionamento dell’Ue sarà essenziale per ridurre la dipendenza dalle importazioni e garantire l’autonomia strategica”. Nel dettaglio, “la strategia per i piccoli reattori modulari (Smr) propone azioni che consentano agli Stati membri che perseguono questa tecnologia di installare i primi reattori operativi all’inizio degli anni 2030”. Una previsione decisamente ottimistica, almeno per l’Italia.
In termini di investimenti, la Commissione prenderà in considerazione un’integrazione aggiuntiva di 200 milioni di euro InvestEu dal Fondo per l’innovazione fino al 2028 per sostenere l’installazione delle prime unità commerciali di tecnologie nucleari innovative attraverso garanzie di riduzione del rischio. “I piccoli reattori modulari (Smr) europei possono fornire una fonte di decarbonizzazione rafforzando al contempo la nostra competitività industriale e la nostra sicurezza energetica. Entro il 2050 potremo arrivare a 53 gigawatt. Ci concentriamo quindi sulla creazione di una catena di approvvigionamento europea”, ha detto Dan Jørgensen, commissario per l’energia e l’edilizia abitativa, intervenendo nella plenaria di Strasburgo del Parlamento Ue.
Sempre in materia di nucleare civile, ieri al G7 di Parigi sull’energia il ministro italiano Gilberto Pichetto Fratin ha sancito l’impegno dell’Italia a contribuire a triplicare la capacità globale. Dal punto di vista tecnologico, ha ricordato tra l’altro, “guardiamo nel breve-medio termine con attenzione agli Small modular reactors di terza generazione avanzata, con uno sguardo attento anche alle tecnologie di IV generazione, in particolare ai reattori veloci raffreddati al piombo”, ha aggiunto il ministro, ricordando poi che “nel 2025 è stata costituita Nuclitalia, partecipata da Enel, Ansaldo Energia e Leonardo, per valutare le tecnologie più adatte al contesto italiano”. Poi la chiusura enfatica: “L’Italia sta costruendo una strategia nucleare responsabile, moderna e trasparente. Il nostro obiettivo è un mix energetico sicuro, decarbonizzato e competitivo, capace di integrare tutte le fonti sostenibili in una logica di neutralità tecnologica”. Sipario, non prima di aver stretto la mano con il presidente francese Emmanuel Macron: “Il nucleare civile, sicuro e sostenibile, serve alla transizione energetica e alla competitività”.