OGGI L'ASSEMBLEA FIEC AD ATENE
La priorità acqua nel futuro dei costruttori europei: un’industria che si pone al servizio dell’adattamento climatico
Oggi ad Atene si terrà l’Assemblea annuale della FIEC, la federazione europea dell’industria delle costruzioni, presieduta dall’italiano Piero Petrucco. La parte privata dell’Assemblea affronterà, a porte chiuse, i principali dossier su cui i costruttori cercano, in questa fase di avvio di legislatura Ue, un’interlocuzione fattiva con le istituzioni europee, dall’affordable housing al tentativo di de-ideologizzare e sburocratizzare le regole sulla sostenibilità, dalle nuove direttive appalti (ancora alle consultazioni preliminari) alla riforma delle politiche di coesione presentata da Raffaele Fitto. La parte pubblica dell’Assemblea sarà invece dedicata tutta al tema dell’acqua, con il titolo “Costruzioni domani: soluzioni per la resilienza idrica e le infrastrutture blu”. Un tema che racconta bene le riflessioni di un settore sempre più (nei fatti e nella percezione di se stesso) al centro della svolta verde europea.
Un settore che si sente già e che sempre più vuole essere come uno dei bracci operativi fondamentali della conversione dell’economia europea verso gli obiettivi di adattamento climatico. Un settore che può candidarsi alla guida di questa trasformazione proprio perché ha nel suo patrimonio genetico conoscenze, esperienze, capacità di gestione del territorio. Il peso delle scelte, il consenso, il traino verso altri settori tanto più saranno rilevanti in quanto le costruzioni saranno diventate effettivamente (con progetti realizzati) la leva di trasformazione e adattamento delle nostre città.
C’è una questione urbana enorme, in questo momento, che la politica fa finta di non vedere e da cui passa la sopravvivenza stessa della nostra economia: questa questione urbana richiede investimenti strategici, il superamento dell’immobilismo e la conquista di un primato green nelle nostre città – citiamo non a caso tre delle condizioni che Francesco Rutelli nel suo “Città vince, città perde” indica come risolutive per dar vita a un nuovo modello urbano italiano.
Anche la collaborazione fra la Filiera italiana delle costruzioni (Fondamentale) e la Biennale di Architettura di Venezia curata da Carlo Ratti indica come questa nuova sfida “verde” possa essere affrontata, accelerata, vinta con l’aiuto delle nuove tecnologie, Intelligenza Artificiale e robotica in testa.
L’acqua, forse più di ogni altro tema, rappresenta in maniera chiara la duplicità che in prospettiva strategica deve essere sanata e ricondotta a una visione unitaria: la questione degli investimenti urgenti “difensivi”, che puntano cioè ad acquisire resilienza rispetto agli eventi eccezionali generati dai cambiamenti climatici, e quella degli investimenti “di sviluppo” con le infrastrutture blu che devono e possono fornire soluzioni per garantire la riduzione degli sprechi delle risorse idriche, la realizzazioni di invasi che aiutino a sanare almeno parzialmente gli scompensi generati alternativamente dalla siccità e dalle precipitazioni estreme, soluzioni efficienti nel rapporto fra attività umane e impatti sui fenomeni naturali.
La giornata di oggi già indicherà alcune strade che possono essere seguite, con un lavoro che è di analisi tecnica di singoli aspetti della questione idrica e al tempo stesso di ricomposizione unitaria di una strategia adatta ad affrontare i cambiamenti climatici. Tre tavoli tecnici indicheranno soluzioni possibili ad altrettanti problemi: 1) Strategie per gestire l’eccesso di acqua; 2) Progettazione resiliente alla siccità e contributo delle costruzioni per la scarsità d’acqua; 3) Mitigazione del rischio e permitting. Coordinatore del secondo gruppo di lavoro sarà Mauro Grassi, direttore della EWA Foundation, uno dei massimi esperti italiani di acqua. Nella discussione interverrà la commissaria europea all’Ambiente, alla Resilienza idrica e all’Economia circolare, Jessika Roswall, che dovrebbe anticipare qualche elemento della Water Resilience Strategy annunciata dalla Ue per giugno 2025, mentre sarà Francesco Rutelli a tracciare alcune indicazioni fondamentali per una politica idrica nel nuovo scenario dell’adattamento climatico.