DENTRO IL CERCHIO - La Voce dei Geometri / 27
Il sole in azienda: incentivi fotovoltaici, semplificazioni burocratiche e il ruolo indispensabile del professionista tecnico
L’agricoltura italiana, pilastro economico e culturale del Paese, si trova oggi in un momento decisivo. Le sfide dovute all’aumento dei costi energetici e alla transizione ecologica impongono alle aziende agricole di ripensare i propri modelli produttivi. In questo contesto, il fotovoltaico rappresenta un’opportunità strategica non solo per ridurre l’impatto ambientale, ma anche per conseguire un rilevante risparmio economico e accrescere la competitività. L’accesso agli incentivi e la realizzazione degli impianti, tuttavia, risultano spesso complessi a causa delle numerose norme e procedure da rispettare.
Qui entra in gioco la figura del professionista tecnico – e in particolare del geometra – che, grazie alla conoscenza del territorio e alla capacità di gestire processi articolati, accompagna l’azienda agricola lungo ogni fase: dalla pianificazione alla messa in esercizio dell’impianto.
Un quadro di incentivi in evoluzione: le opportunità per il 2026
Le possibilità di installare impianti fotovoltaici in ambito agricolo si fondano principalmente sulle misure previste dal PNRR e da specifici decreti nazionali. Tra le più importanti per i prossimi anni spiccano:
Decreto Agrisolare/Agrivoltaico
Una misura chiave che promuove sistemi fotovoltaici innovativi senza sottrarre terreno all’attività agricola. L’obiettivo è installare 1,04 gigawatt di potenza agrivoltaica entro il 30 giugno 2026.
In concreto, per le aziende agricole sono previsti:
- Contributi a fondo perduto fino al 40%, con possibilità di incrementi fino al 90% in alcune condizioni.
- Tariffa incentivante sull’energia elettrica netta immessa in rete, che garantisce un flusso di reddito stabile nel tempo.
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)
Le aziende agricole possono condividere l’energia prodotta all’interno di una CER e ricevere una tariffa incentivante sull’energia condivisa. Nei comuni sotto i 50.000 abitanti sono previsti anche contributi a fondo perduto, con ulteriori vantaggi economici.
Il Decreto Legislativo 190/2024: una svolta per la semplificazione
Il 30 dicembre 2024 è entrato in vigore il D. Lgs. 190/2024, il cosiddetto “Testo Unico Rinnovabili”, che introduce una razionalizzazione delle procedure autorizzative per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Le principali novità per il settore agricolo riguardano:
Razionalizzazione delle procedure
Il decreto riorganizza l’iter amministrativo, distinguendo chiaramente tra attività libera, PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) e AU (Autorizzazione Unica). Ciò riduce la frammentazione normativa e accelera i tempi di approvazione.
Zone di accelerazione
Vengono introdotte aree particolarmente idonee alla realizzazione di impianti FER. Regioni ed enti locali dovranno individuarle, facilitando una pianificazione più efficiente e coerente con le esigenze di tutela ambientale e paesaggistica.
Equilibrio tra sviluppo e tutela
Il decreto promuove le rinnovabili garantendo al contempo la salvaguardia di ambiente, biodiversità, paesaggio e beni culturali. Un passaggio particolarmente rilevante per gli impianti agrivoltaici, che richiedono valutazioni approfondite sull’impatto territoriale.
Rimangono però alcune sfide: l’aggiornamento delle normative regionali entro 180 giorni e la gestione dei vincoli ambientali e paesaggistici.
Il professionista tecnico: la guida tra norme, incentivi e progettazione
In un quadro normativo in rapida evoluzione, il ruolo del professionista tecnico diventa centrale. La sua competenza consente all’azienda agricola di affrontare con sicurezza ogni fase del progetto.
I geometri, grazie alla conoscenza capillare del territorio e al rapporto diretto con le imprese agricole, risultano spesso i professionisti più coinvolti nell’intero processo.
- Analisi preliminare e studi di fattibilità
Il professionista valuta attentamente il sito, verifica l’eventuale collocazione in “zone di accelerazione” e considera esposizione solare, ombreggiature e conformità urbanistica. Da questa analisi emerge la fattibilità tecnica ed economica, insieme alle previsioni di risparmio e ai potenziali ritorni.
- Gestione dell’iter amministrativo
Si tratta spesso della fase più impegnativa per l’imprenditore agricolo. Il professionista si occupa di:
- presentare le istanze per l’accesso agli incentivi presso GSE o Regioni;
- ottenere permessi e autorizzazioni edilizie e urbanistiche, utilizzando le procedure semplificate quando applicabili.
- Progettazione e direzione lavori
Il professionista:
- definisce le specifiche tecniche dell’impianto (moduli, inverter, configurazioni);
- supervisiona l’installazione e verifica che i lavori procedano secondo progetto e nel rispetto delle norme.
- Integrazione con l’attività agricola
Per gli impianti agrivoltaici il ruolo del professionista diventa ancora più centrale: occorre garantire la piena compatibilità tra produzione energetica e attività agricola, soprattutto in presenza di vincoli paesaggistici e ambientali.
- Assistenza post-installazione
Una volta completato l’impianto, il tecnico segue l’azienda anche nella rendicontazione, nelle verifiche finali e nella gestione delle pratiche necessarie per ottenere tutti i benefici previsti.
Un investimento strategico
Il D. Lgs. 190/2024 rappresenta un passo importante verso la semplificazione burocratica, ma la sua efficacia dipenderà dall’attuazione a livello regionale. In questo scenario, affidarsi a un professionista tecnico non è un costo, bensì un investimento strategico: permette alle aziende di orientarsi tra norme, bandi e procedure, e di massimizzare le possibilità di successo.
Grazie alla solidità delle competenze e alla vicinanza al territorio, il geometra si conferma un partner decisivo per accompagnare le aziende agricole nella transizione energetica, aiutandole a cogliere appieno le opportunità offerte dal fotovoltaico e dalle energie rinnovabili.