L'ANNUNCIO DEL SINDACO

Crotone, si sblocca la rigenerazione del waterfront: a settembre il concorso di progettazione

05 Ago 2026 di Mauro Giansante

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Crotone, si sblocca la rigenerazione del waterfront: a settembre il concorso di progettazione

Anche Crotone vuole rigenerare il suo affaccio sul mare. Ieri, il sindaco Vincenzo Voce ha annunciato che a settembre si aprirà il percorso che porterà al concorso di progettazione tanto atteso. “Riteniamo infatti che questa sia la soluzione più efficace per coinvolgere professionisti qualificati, raccogliere proposte innovative e individuare un progetto di alto livello, capace di interpretare al meglio le potenzialità del waterfront e dello sviluppo portuale”, ha detto all’evento organizzato dall’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Crotone. Lo stesso Voce ha confermato, poi, che c’è piena sintonia tra l’amministrazione e l’Autorità di sistema portuale.

Anche perché, ha spiegato, “è fondamentale risolvere il problema del dragaggio per ampliare la possibilità di ospitare navi da crociera di stazza particolarmente elevata e rendere il porto sempre più competitivo. Per 70 anni abbiamo vissuto l’epoca dell’industrializzazione, che ha portato importanti benefici ma che oggi ci ha lasciato un problema enorme: l’inquinamento. Dobbiamo affrontarlo e superarlo, creando le condizioni per una nuova stagione di crescita e valorizzazione del nostro territorio“. Un’intesa, peraltro, che fa seguito a quanto avvenuto esattamente un mese fa. Quando, infatti, l‘assessore alle Infrastrutture e Trasporti, Simona Ferraina, aveva espresso soddisfazione a seguito dell’incontro istituzionale svoltosi al porto di Crotone con il presidente dell’Adsp Paolo Piacenza.

Intesa tra Comune e Adsp anche per il dragaggio

Proprio in quell’occasione era stato illustrato il quadro delle opere inserite nella pianificazione strategica dell’Autorità di Sistema Portuale e lo sviluppo del Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS), per definire la crescita dei porti amministrati e la loro integrazione con il contesto urbano e territoriale. Nel piano operativo 2026-2028, infatti, per il porto di Crotone sono previsti 12,5 milioni solo per l’anno in corso. Obiettivi: riqualificare il molo foraneo, il dragaggio e il livellamento delle imboccature portuali, completare l’impianto antincendio, la riqualificazione della Casa Cantoniera, l’adeguamento statico e la rifunzionalizzazione dell’ex Stazione Val di Neto e il prolungamento del lungomare del Porto Vecchio.

Gli esempi di Fregene e Rimini

Insomma, ora la situazione sembra essersi sbloccata. All’incontro organizzato dagli architetti locali, peraltro, sono stati illustrati gli esempi di Fiumicino e Rimini, presenti rispettivamente con il sindaco Mario Baccini e l’assessora all’urbanistica Valentina Ridolfi. “Il fatto che il progetto di riqualificazione del lungomare di Fregene sia stato scelto come caso di studio, dimostra che la strada intrapresa è quella giusta e ci stimola a proseguire con ancora maggiore determinazione nella costruzione di una città più bella, sostenibile e competitiva. La collaborazione e lo scambio di esperienze tra amministrazioni, rappresenta un valore aggiunto: consente di condividere competenze, idee e buone pratiche per affrontare sfide comuni e valorizzare al meglio lo straordinario patrimonio costiero del nostro Paese”, ha evidenziato Baccini. 

Per Lorenzo Busnengo, vicepresidente degli architetti di Roma e provincia, su Fiumicino “l’intervento punta a valorizzare l’ambiente naturale, integrando e rigenerando il tessuto urbano attraverso una migliore accessibilità e una fruizione più agevole. Sotto il profilo paesaggistico, l’obiettivo centrale è ricucire il legame visivo e funzionale tra il mare e lo storico patrimonio della pineta, veri elementi identitari di Fregene. Il concorso mira a trasformare il lungomare in uno spazio vivo 365 giorni all’anno, favorendo una reale destagionalizzazione a beneficio di residenti, turisti e visitatori. Attraverso un’architettura di alta qualità, la costa diventerà un luogo accogliente e polifunzionale, aperto allo sport, al tempo libero, al commercio, all’artigianato e alla ristorazione”.

Mentre l’assessora Ridolfi ha condiviso l’esperienza del Piano Strategico di Rimini: “Rappresenta uno dei casi più interessanti di pianificazione strategica urbana in Italia perché non si è limitata alla redazione di un documento di indirizzo, ma ha costruito nel tempo un modello stabile di governance territoriale. L’elemento innovativo è stato il metodo: un processo permanente di elaborazione, confronto con tutti gli attori territoriali e attuazione condivisa delle politiche pubbliche che ha accompagnato la trasformazione tangibile della città negli ultimi quindici anni”. Il caso Rimini, l’ha definito Roberto Ricci, consigliere nazionale del Cnappc delegato alla rigenerazione urbana e all’internazionalizzazione, è un “esempio di pianificazione strategica integrata, evidenziando come una visione di lungo periodo, la partecipazione della comunità e il ruolo centrale dell’architetto possano tradursi in interventi concreti di rigenerazione urbana e valorizzazione del territorio”.

Gli scenari per Crotone

Quali scenari, allora, anche per Crotone? Giovanni Greco, assessore all’urbanistica, ha spiegato che la zona interessata dalla futura rigenerazione è “un luogo molto ampio, ma al momento fortemente sottoutilizzato. Mentre la parte più a sud riesce a far dialogare la città col mare, salendo verso nord c’è una cesura che a noi riteniamo si debba eliminare. L’interlocuzione che abbiamo su questo tema con l’autorità di sistema portuale ci ha aiutato a superare le criticità perché anche loro ritengono che nel prossimo piano regolatore portuale la parte del porto nuovo debba essere dedicata soprattutto al diporto, alla cantieristica, alla croceristica. Questo ci consente di accentuare la vocazione turistica del waterfront e poter allungare la passeggiata sul lungomare fino al fiume Esaro”.

Da qui, l’idea del concorso di progettazione: “Speriamo di poter mettere a concorso il masterplan di un’area molto importante della nostra città che all’interno del piano strutturale comunale è previsto sia soggetta ad un piano di rigenerazione urbana ed è l’area che unisce i due quartieri contigui di Sant’Antonio e di Marinella che presentano caratteri peculiari sicuramente, ma che sono uniti al di là della contiguità fisica, dalle criticità che li accomunano. Quindi avere un bagaglio di progetti che diano la soluzione a queste criticità, ci sembra particolarmente utile per l’amministrazione”. E rigenerante per l’intera città.

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