LA CONFERENZA IFEC

Cer, superata quota 2.400 configurazioni ma i fondi Pnrr scendono del 64%. Pichetto si difende: “Mantenuto plafond 800mln”

26 Nov 2025 di Mauro Giansante

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Oltre 1730 megawatt di comunità energetiche già maturati, 2400 configurazioni registrate tra Cer vere e proprie, autoconsumo e gruppi collettivi. Insomma, il fenomeno della condivisione energetica avanza in tutta Italia e promette bene. Anche perché gli obiettivi Pnrr sono stati raggiunti e, in generale, cresce l’interesse nazionale di imprese, istituzioni, amministrazioni e attori locali attorno agli aggregatori e ai nuovi modelli territoriali. Risultanze, queste, emerse ieri alla Conferenza nazionale Ifec promossa da Wec Italia ed Energy Center del Politecnico di Torino.

Soddisfazione espressa, anzitutto, dal ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin: “Una crescita esponenziale rispetto agli anni precedenti, e confermo che i termini per le presentazioni delle istanze restano aperti fino al 30 novembre”. Eppure, il capo del Mase ha dovuto difendersi dalla notizia che nelle ore precedenti aveva scosso in senso opposto i diretti interessati (e la politica, Pd). Quella della conferma della rimodulazione delle risorse Pnrr, scese da 2,2 miliardi a 795 milioni (-64%) di cui 772,5 già richiesti. E i progetti che non avranno accesso ai fondi resteranno in graduatoria per eventuali scorrimenti o rifinanziamenti. “Si è resa necessaria per evitare di perdere i finanziamenti, ma abbiamo mantenuto un plafond di 800 milioni e per il futuro intendiamo continuare a valorizzare le comunità energetiche quale strumento innovativo irrinunciabile per la transizione energetica del Paese anche con ulteriori risorse”, è stata la difesa del ministro.

“I progetti che al termine dell’istruttoria risulteranno positivi, ma non ammessi a finanziamento per effetto del superamento della dotazione finanziaria aggiornata della misura, saranno comunque considerati idonei ai fini di possibili scorrimenti della graduatoria”, ha spiegato, invece, il presidente del Gse Paolo Arrigoni alla conferenza Ifec. Il quale già lunedì aveva notificato sui suoi canali social che le richieste Pnrr per le comunità energetiche ammontavano a 864,6 milioni. Sul territorio, ha aggiunto, “il percorso delle Cer è in evoluzione, in progressione. Si sta diffondendo in tutte le Regioni italiane, in prevalenza nel nord Italia ma registriamo anche una regione Sicilia molto virtuosa. Sta coinvolgendo altre tecnologie, che non siano solo il fotovoltaico che è la tecnologia trainante in assoluto nella transizione energetica”.

Secondo Enea, comunque, il potenziale è pari al doppio dei dati sopra rappresentati. Sono in aumento i progetti, ha spiegato l’agenzia ieri in conferenza. “E poi, occorre considerare che parliamo di un fenomeno messo a regime soltanto da un anno”, ha ricordato Edoardo Zanchini, direttore dell’Ufficio clima di Roma Capitale. “Certo, serve una prospettiva oltre il 2027 (scadenza per i gigawatt incentivabili secondo il decreto Cacer, ndr) ma il cambiamento è lento ma costante. I Comuni stanno giocando un ruolo importante”. Arrigoni ha poi stimato: “a fine anno 2 milioni e 90 mila impianti fotovoltaici. Gran parte delle configurazioni di autoconsumo sono abbinate a un impianto fotovoltaico, ma da qualche mese a questa parte registriamo anche altre tecnologie: elettrico, eolico, biogas e biomasse”.

Un fenomeno, quello delle comunità energetiche (200 nate dal 2020 al 2024), in crescita anche nelle strutture religiose. Ieri, alla conferenza Ifec, ne ha parlato Sergio Criveller (Diocesi di Treviso) raccontando il coinvolgimento di 265 parrocchie e la messa in opera di una cer, con altre nove in fase di richiesta al Gse. Ieri pomeriggio, a Roma, Rete Sicomoro ha presentato il progetto RsCer: un progetto nazionale già attivo da cinque anni che ha individuato potenziali investimenti da 400 milioni di euro per almeno 400 impianti da realizzare. Gli utenti della rete sono oltre centomila per 12mila organizzazioni. “Per ogni megawatt, noi distribuiamo al territorio un contributo di 60.000 euro all’anno”, ha raccontato il presidente RsCer Salvatore Di Palo. Come raccontato da Arrigoni all’appuntamento di Palazzo della Cancelleria, oggi sono 70 le Comunità Energetiche Rinnovabili, di cui 35 già attive, che hanno fatto richiesta di qualifica al Gse e che hanno tra i propri membri soci enti religiosi. Per 24 Cer, di cui 13 già attive, gli enti religiosi svolgono il ruolo di Prosumer; mentre nelle altre 46, di cui 22 già attive, gli enti religiosi svolgono solo il ruolo di cliente finale. Sono 128 in totale gli enti religiosi coinvolti, di cui 56 per le 35 comunità già attive.

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Secondo una ricerca Ipsos presentata ieri al Gse durante l’evento Ifec, il 44% degli intervistati teme l’aumento dei prezzi collegato al passaggio alle rinnovabili. E sulle comunità energetiche da un lato solo il 14% degli italiani ne conosce davvero il significato, dall’altro c’è un buon interesse a partecipare ad una cer. Il quadro, insomma, rimane incerto: un motivo in più per insistere sulla direzione da prendere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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