Diario dei Nuovi Appalti
Per la Corte dei Conti la norma sulla prelazione nel project financing va disapplicata
Somministrazione di lavoro e anomalia dell’offerta: il costo del personale non è una zona franca
CCNL prevalente: le istruzioni dell’ANAC che già anticipa nuovi chiarimenti sulla relazione al bando tipo e l’equivalenza contrattuale
Valutazione della maturità digitale, proporzionalità, capitolato informativo: SA alle prese con le linee guida
Le linee guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti (meglio note come linee guida BIM), adottate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 20 febbraio 2026, si collocano nel solco dell’allegato I.9 del codice, di cui rappresentano uno strumento attuativo e interpretativo. Non introducono, pertanto, nuovi obblighi, autonomi rispetto al Dlgs. 36/2023, ma forniscono indicazioni operative per dare concreta attuazione all’obbligo di adozione dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale, non prima, però, di aver chiarito la definizione stessa di cosa sia il BIM in termini di operatività quotidiana per una pubblica amministrazione.
Prompt efficaci o RUP competenti? Il dilemma dell’intelligenza artificiale nei contratti pubblici
Negli ultimi mesi, il dibattito sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nei contratti pubblici ha conosciuto una forte accelerazione.
Se fino a poco tempo fa si trattava di suggestioni teoriche o di sperimentazioni isolate, oggi il tema è entrato stabilmente nelle discussioni, nell’agenda di convegni, riviste specialistiche e, finanche, nei percorsi formativi dedicati ai RUP. (…)
La qualificazione (dimenticata) per la fase di progettazione
Unicità del RUP significa, prima di tutto, prendere sul serio l’idea che il nuovo Codice non abbia introdotto la qualificazione delle stazioni appaltanti come un adempimento reputazionale, ma come una regola di sistema pensata per riallocare responsabilità e competenze lungo l’intero ciclo dell’affidamento, dalla progettazione alla gara fino alla gestione contrattuale, con un effetto immediato sul modo in cui si deve intendere la titolarità del procedimento quando una stazione appaltante non qualificata ricorre a una centrale di committenza qualificata. (…)
Per il CdS è sanabile l’omessa produzione del DGUE
Obbligo di copertura assicurativa per colpa grave: la proroga deve servire a chiarire alcuni aspetti operativi
Attenzione a prorogare il termine di scadenza per le offerte: il confine netto tracciato dal TAR di Napoli
Appalti pubblici più verdi: il programma 2026 del Mase in materia di CAM
Il RUP non può riscrivere la gara: la sentenza del TAR di Napoli smonta le illusioni degli operatori economici
Dichiarazioni non veritiere nella qualificazione: quali responsabilità per la stazione appaltante? La delibera dell’ANAC
Responsabili di fase: un’occasione mancata che dipende dalle scelte organizzative delle stazioni appaltanti
Il Consiglio di Stato: l’art. 9 del Codice è un principio ordinatore, non clausola generale di rinegoziazione
L’anticipazione del prezzo secondo il MIT: così la mancata previsione diventa una scelta ingiustificabile
La revoca della procedura di gara per mancanza di copertura finanziaria: momento ed effetti
Il soccorso istruttorio non ripara gli errori degli operatori economici. La sentenza del CdS
Il Tar Lazio conferma le regole Anac sugli obblighi di esternazionalizzazione delle concessionarie
La sentenza 3 febbraio 2026, n. 2111, conferma la legittimità della delibera ANAC 265 del 20 giugno 2023, chiamata a dare attuazione all’articolo 186 del codice dei contratti pubblici. Il giudice amministrativo ha rigettato la tesi del concessionario ricorrente seondo cui l’eccesso di dettaglio della delibera Anac avrebbe compresso lo spazio negoziale delle parti. Restano i criteri per definire la quota fra 50% e 60%.