Archivio articoli
Laura Rocca: “Essere una donna architetto significa avere i piedi per terra e la testa, insieme alle idee, fra le nuvole”
Antonella Mari: “L’architettura non è la risposta a un contesto ma un atto di rivelazione: contro l’azione spesso violenta del costruire serve uno sguardo plurale e inclusivo”
Guendalina Salimei: “Il punto di vista femminile non rivendica una differenza identitaria, ma intreccia storie, fragilità, conflitti, desideri: elementi strategici nelle trasformazioni di rigenerazione urbana”
Maria Alessandra Segantini: “Uno sguardo al femminile abbandona le rigide gerarchie dello spazio e introduce le infrastrutture lente che rafforzano identità e senso di appartenenza delle comunità”
Maria Claudia Clemente: “Sono stata educata a creare una stanza tutta per me, per citare Virginia Woolf, e penso che la sensibilità necessaria all’architettura sia legata non al genere, ma all’individuo”
Francesca Perani: “Non serve definire un’architettura femminile, serve fare spazio a un’architettura plurale”
Susanna Tradati: “Le donne in architettura sono portatrici di pluralità e dialogo che consentono di vedere e progettare meglio nella complessità del reale”
Il MAXXI fu un acceleratore di consapevolezza, poi un percorso di emersione (ancora incompiuto)
Negli ultimi 15 anni la consapevolezza del contributo femminile alla pratica architettonica si è fatto più esplicita, attraversando mostre, libri, polemiche pubbliche, attivismo professionale e riconoscimenti istituzionali, anche se il percorso alterna aperture e arretramenti, visibilità e rimozione. Si è supportato così un processo che ha una storia più lunga: basta ricordare il lavoro dell’Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti, un’organizzazione senza fini di lucro fondata nel 1957 per valorizzare la presenza femminile nei settori tecnici, o alle numerose commissioni per la parità di genere e per le pari opportunità promosse dagli Ordini professionali.
Il progetto è maschile, la progettazione femminile: riflessione semiseria fra linguistica, professione e un ruolo insostituibile nella rigenerazione urbana
Mappa dei 64mila alloggi ERP vuoti, 13mila a Milano. Buttieri: “950 mln risorse importanti, ne sistemiamo una buona parte”
“La stima dei costi unitari si è abbassata rispetto a quella fatta a settembre, prevediamo fino a 20mila euro per ciascun alloggio recuperato”. Dopo il capoluogo lombardo, le città con più alloggi sfitti sono Genova (2.910) e Venezia (2.675).
Mole Vanvitelliana, ok da 4,9mln. Piano scuole in Basilicata. Il futuro di Galliera
Ad Ancona la giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo per il recupero di due lati della Mole Vanvitelliana, lato terra e lato Porta Pia, portando il quadro economico complessivo a 4,9 milioni. La Regione Basilicata ha ricevuto 25 istanze, più due della Provincia di Potenza, sull’avviso “Piano edilizia scolastica” finanziato con 9,5 milioni a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. A Genova il progetto di valorizzazione di Palazzo Galliera ha cambiato rotta: accantonata l’ipotesi di albergo di lusso con galleria d’arte, ipotesi studentato. Le news locali del giorno.
Il codice appalti italiano e il “protocollo Giubileo” nella proposta delle Regioni europee (firmata Gualtieri)
Il parere del comitato: “Troppo rigore e vincoli amministrativi eccessivi su comuni e Regioni. Si tenga conto delle nostre posizioni in tutto il percorso di riforma. Introdurre il principio di risultato”. Genovesi (Cgil): “Le tutele del codice italiano su clausole sociali, contratti collettivi e responsabilità nelle filiere possono diventare modello di riferimento a livello Ue”.
Piano Casa, prima tranche da 950 milioni per 60 mila alloggi Erp. Ma Federcasa stimava servissero 1,5 mld
Rinvio del Cdm, per il primo sì al Piano Casa bisognerà attendere martedì. Salvini, rispondendo al Senato a un’interrogazione di Renzi, ha annunciato che sul tavolo arriverà un primo decreto da 950 milioni per interventi urgenti destinati esclusivamente alla manutenzione e al recupero del patrimonio pubblico di edilizia residenziale sociale. “Ma questo non è il Piano Casa”, ha precisato Salvini.
Genova: 26,5 mln per sistemare le strade metropolitane
Gara per la conclusione di accordi quadro quadriennali per l’affidamento dei lavoriara per la conclusione di accordi quadro quadriennali per l’affidamento dei lavori di manutenzione delle strade provinciali di proprietà della Città metropolitana e delle strade di proprietà dei Comuni ricompresi nel territorio metropolitano.
Lagarde: no errori anni ’20, cooperare è prezioso specie in tempi incerti
- Iran, Governo: gli Usa hanno agito fuori dal diritto
- Carburanti e inflazione, Urso convoca per oggi la Commissione allerta rapida
- Ricostruzione aree sisma, Ance a commissario Castelli: bene ordinanza su attuazione contributo da 1,3 miliardi
La gestione delle varianti e delle modifiche nell’affidamento diretto
L’affidamento diretto è una procedura semplificata soggetta a precisi limiti economici stabiliti dal Codice all’articolo 50 e pari ad un importo inferiore a 150mila euro per i lavori e ad un importo inferiore a 140mila euro per i servizi e le forniture. Pertanto, le modifiche in corso di esecuzione, possibili e fisiologiche anche per l’affidamento diretto, richiedono particolare attenzione, in quanto, se, da un lato, l’articolo 120 del Dlgs. 36/2023 permette una certa flessibilità per garantire la prosecuzione del contratto, dall’altro lato, è necessario evitare che tali modifiche diventino uno strumento per superare le predette soglie di legge ed eludere la norma. Vediamo, dunque, cosa bisogna sapere per una corretta gestione delle modifiche contrattuali negli affidamenti diretti.