La giornata
Milleproroghe, accordo in extremis sulla rottamazione, NO concordato
- Bilaterale in Israele tra Salvini e l’omologa ai trasporti: asse su idrico, voli, idrogeno e tecnologie
- Bankitalia: si conferma a dicembre la frenata dei prestiti alle imprese
- Donnarumma: “investire in sicurezza per difendere le infrastrutture”
- Tariffe da riformare, il CNI: “soddisfazione per la sentenza storica della Corte Costituzionale sulle CTU”
- Reway Group: Tls si aggiudica un contratto da 110,5 milioni per il nodo ferroviario di Bovisa
IN SINTESI
E’ stata una giornata convulsa per il Dl Milleproroghe ma alla fine la situazione si è sbloccata nella tarda serata di ieri. A consentire di superare lo stallo, è stato l’accordo raggiunto in Commissione Affari Costituzionali del Senato tra maggioranza e opposizione sul nodo della rottamazione. Dopo riunioni e interlocuzioni che si sono protratte per tutta la giornata e dopo un’audizione informale in serata del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, governo e maggioranza hanno accettato il ritiro, chiesto dall’opposizione, dell’emendamento dei relatori sulla rottamazione delle cartelle fiscali e la proroga per l’adesione al concordato biennale. La misura sulla rottamazione verrebbe però recuperata con la riformulazione di un emendamento parlamentare mentre salterebbe la proroga per l’adesione al concordato. La Commissione affari costituzionali del Senato potrà iniziare questa mattina le votazioni degli emendamenti al decretoMilleproroghe. Mentre, dunque, si è superato l’impasse sulla rottamazione quater, incombe ora la rottamazione ‘quinquies’, nuovo fronte aperto dalla Lega. Di ritorno dal viaggio in Israele, il viceministro e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, sarà presente oggi al consiglio federale convocato d’urgenza per affrontare la questione della pace fiscale. La Lega, ha detto Salvini, è pronta a formalizzare una proposta che verrà condivisa con gli altri partiti della maggioranza.
Bilaterale in Israele tra Salvini e l’omologa ai trasporti: asse su idrico, voli, idrogeno e tecnologie
Il Vicepremier e Ministro Matteo Salvini ha ieri incontrato a Gerusalemme il Ministro ai Trasporti dello Stato di Israele, Miri Regev. È stata l’occasione, riferisce il Mit, per ribadire l’amicizia tra Italia e Israele e il desiderio di rafforzare ulteriormente la cooperazione. Regev ha iniziato il bilaterale esprimendo soddisfazione per l’esito del processo Open Arms a carico di Salvini che ha ringraziato per l’accoglienza, ricordando gli altri incontri istituzionali avuti nelle ultime ore in Israele a partire da quello con il Primo Ministro Benjamin Netanyahu.
Salvini e Regev si sono confrontati sulla situazione internazionale e hanno parlato di altri dossier con grande concretezza, come la sicurezza marittima, le autostrade intelligenti, il ritorno dei collegamenti aerei diretti Italia-Israele (ripartiti da poco ma che entrambe le parti vorrebbero incrementare), i trasporti a idrogeno come alternativa all’elettrico (è stato citato il nuovo treno che entrerà in funzione nel Bresciano), la partecipazione di aziende italiane nei grandi progetti infrastrutturali in Israele, la collaborazione in altri settori a partire dalle nuove tecnologie per il controllo del traffico. Salvini ha toccato anche il tema idrico, ricordando l’impegno del governo italiano per migliorare e ammodernare la rete, le dighe, nuovi impianti di irrigazione. A questo proposito, Salvini ha auspicato cooperazione alla luce della grande competenza israeliana. Per farlo, gli uffici dei rispettivi ministeri si sono messi al lavoro per individuare i margini di una fruttuosa collaborazione. Regev ha anche illustrato alcune innovazioni che, per esempio, consentono il controllo del territorio per bloccare il traffico in caso di calamità naturali. Spazio anche alla sicurezza stradale: Salvini ha spiegato il nuovo codice appena approvato e che sarà occasione di futuri confronti.
Bankitalia: si conferma a dicembre la frenata dei prestiti alle imprese
La frenata dei prestiti alle imprese italiane si conferma anche a dicembre. A certificarlo sono le rilevazioni della Banca d’Italia nella pubblicazione ‘banche e moneta’. I finanziamenti alle imprese hanno il segno meno davanti ormai da circa due anni. I prestiti a dicembre sono in calo del 2,3% su base annua con un trend in rallentamento rispetto a novembre (-3,6% annuo). La Banca d’Italia indica anche il dato complessivo dei prestiti al settore privato: -0,3% annuo a dicembre (-1,1% in novembre). Calano i tassi sui nuovi finanziamenti alle imprese che seguono, in parte, la riduzione dei tassi di riferimento da parte della Bce. A dicembre la Banca d’Italia li indica al 4,4% (4,53% in novembre). I tassi per le piccole imprese (importi fino a 1 milione) sono indicati in dicembre al 4,95% mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo maggiore (per le grandi imprese) sono indicati al 4,12 per cento. A dicembre sono cresciuti, invece, i finanziamenti alle famiglie: +0,2% sui dodici mesi (-0,1% a novembre). I depositi del settore privato sono aumentati dell’1,9% (+4,4% in novembre); la raccolta obbligazionaria e’ aumentata del 6,8% (7,2 in novembre).I tassi sui mutui casa erogati a dicembre dalle banche operanti in Italia alle famiglie sono calati al 3,55% dal 3,71% di novembre. Lo rileva la Banca d’Italia nella pubblicazione statistica ‘banche e moneta’. La Banca d’Italia considera il tasso taeg, comprensivo delle spese accessorie. Per il credito al consumo il tasso taeg sulle nuove erogazioni in dicembre risulta pari al 10,09% dal 10,24 per cento in novembre.
Donnarumma: “investire in sicurezza per difendere le infrastrutture”
Per tutelare la sicurezza fisica e informatica delle organizzazioni le idee non bastano, ma occorre investire per difendere le infrastrutture sensibili». L’amministratore delegato del Gruppo FS Stefano Antonio Donnarumma è intervenuto oggi alla presentazione dei risultati del Primo Osservatorio Security Risk, tenutasi nell’auditorium di Villa Patrizi, sede di Ferrovie dello Stato a Roma in occasione del Safer Internet Day. «Nel corso della mia carriera ho potuto conoscere da vicino la crescente sensibilità delle aziende nei confronti dei rischi informatici», ha raccontato Donnarumma durante il suo intervento. «Oggi però occorre continuare a alimentare questa cultura della sicurezza per affrontare con sempre più prontezza le tante minacce che coinvolgono le infrastrutture e gli asset strategici delle aziende, come anche l’attualità di Ferrovie di questi giorni insegna». L’indagine presentata dall’Associazione Italiana dei Professionisti della Security Aziendale e da TEHA Group (The European House Ambrosetti) ha coinvolto circa 200 professionisti della Security. Secondo gli intervistati le tre priorità nel campo della sicurezza su cui investire sono: minacce sui dati (35%), violazioni della sicurezza fisica (27%), attacchi ransomware (26%). Le minacce cyber che secondo gli intervistati hanno un maggior potenziale di impatto sono rispettivamente ransomware (0,87% del fatturato), attacchi alla supply chain (0,82% del fatturato) e minacce sui dati (0,69% del fatturato). Tra le minacce fisiche si segnalano le catastrofi naturali che, se si concretizzano pesano per lo 0,68 % del fatturato. Secondo lo studio, i ransomware sono il principale fattore di rischio per le imprese con fatturato inferiore a 1 miliardo di euro l’anno. Per le imprese medio grandi con fatturati tra 1 e 10 miliardi di euro l’anno, invece la minaccia più probabile e devastante secondo gli intervistati dall’osservatorio è quella degli eventi meteo avversi.
Tariffe da riformare, il CNI: “soddisfazione per la sentenza storica della Corte Costituzionale sulle CTU”
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri accoglie con soddisfazione la recente sentenza 16/2025 della Corte Costituzionale depositata lunedi’ 10 febbraio che dichiara l’illegittimità costituzionale della discriminante tariffaria prevista per le vacazioni successive alla prima nell’ambito dei compensi agli ausiliari del giudice. Tale decisione rappresenta un segnale inconfutabile della necessità di una revisione strutturale del sistema tariffario, che non può più essere rinviata se si intende garantire un’equa remunerazione alle professionalità tecniche e assicurare la qualità dell’amministrazione della giustizia. “La storica pronuncia della Corte evidenzia, con chiarezza, come il sistema attuale, ormai obsoleto e inadeguato rispetto agli standard economici e qualitativi contemporanei, penalizzi non solo il diritto dei professionisti a un compenso dignitoso, ma rischi di compromettere l’efficacia stessa del processo. In un contesto in cui le esigenze di una giustizia moderna e competente sono sempre più stringenti, il CNI ritiene imprescindibile che il Legislatore si faccia carico di un intervento di revisione strutturale delle tariffe, volto a valorizzare il contributo tecnico degli ingegneri e degli altri ausiliari del giudice. «Questa sentenza – secondo il Presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini – rappresenta un importante riconoscimento della necessità di rinnovare un sistema che, da troppo tempo, penalizza la professionalità tecnica con compensi inadeguati e sproporzionati. È il momento di agire, per rafforzare il ruolo degli ingegneri nel processo e per contribuire attivamente all’efficienza del sistema giudiziario e il CNI è pronto a sostenere e promuovere tutte le iniziative volte a garantire una giusta valorizzazione delle competenze tecniche in ambito giudiziario». La Consigliera del CNI con delega all’Ingegneria forense, Carla Cappiello, da anni impegnata in questa tematica, ha sottolineato che «la decisione della Corte Costituzionale rappresenta un punto di svolta fondamentale. Abbiamo osservato con preoccupazione come l’inerzia nell’aggiornamento delle tariffe abbia progressivamente minato la qualità delle prestazioni tecniche, mettendo a rischio la competitività e l’impegno degli ingegneri forensi. La decisione della Corte Costituzionale non solo evidenzia le lacune di un modello superato, ma sprona con forza a intraprendere con urgenza un percorso di revisione strutturale delle tariffe, al fine di garantire una remunerazione che rifletta realmente l’impegno e la qualità
del lavoro svolto dai nostri iscritti e metta in linea il sistema tariffario con i mutamenti economici e le esigenze di un processo equo e moderno. Il CNI è pronto a sostenere e promuovere tutte le iniziative volte a garantire una giusta valorizzazione delle competenze tecniche in ambito giudiziario». Il CNI, da sempre attento alla qualità delle prestazioni dei propri iscritti e all’interesse pubblico, invita il legislatore, l’amministrazione e tutti gli stakeholder a raccogliere le indicazioni della Corte. La revisione strutturale delle tariffe è un intervento indispensabile per assicurare che il contributo degli ausiliari del giudice sia adeguatamente riconosciuto e valorizzato, garantendo così una giustizia che sia al passo con i tempi e rispettosa dei principi costituzionali.
Reway Group: Tls si aggiudica un contratto da 110,5 milioni per il nodo ferroviario di Bovisa
Prosegue la crescita di Reway Group , il più grande operatore italiano nel settore del risanamento di infrastrutture stradali e autostradali nonché l’unico in Italia ad avere nel proprio core business anche la manutenzione della rete ferroviaria), nel settore ferroviario. La controllata TLS si è infatti aggiudicata un contratto del valore di 110,5 milioni di Euro per la progettazione esecutiva e la realizzazione di lavori di ammodernamento e potenziamento del nodo ferroviario di Bovisa (Milano), gestito da FERROVIENORD S.p.A.. Paolo Luccini, Presidente e Amministratore Delegato di Reway Group, ha commentato: “I lavori per un nodo ferroviario importante quale quello di Bovisa, gestito da FERROVIENORD sono un nuovo rilevante incarico che rafforza la nostra leadership in Italia nel settore della manutenzione ferroviaria. Questa commessa assume, inoltre, particolare significato perché, grazie ad essa, Reway inizia ad operare con un nuovo importante cliente in un’area geografica strategica per il paese”.m“In poco più di un anno dall’ingresso nel segmento ferroviario – ha proseguito Luccini – Reway Group ha ottenuto numerose commesse, per un valore complessivo di oltre 320 milioni di Euro. Un traguardo sicuramente significativo che puntiamo a migliorare ulteriormente, considerando l’importante piano di investimenti in programma nel nostro Paese”.
La commessa, affidata dal Consorzio Europeo Costruttori (Consorzio CEC), di cui TLS fa parte, ha una durata di 4 anni, con avvio previsto nel primo semestre 2025. Nel dettaglio, i lavori, che coinvolgeranno circa 50 addetti altamente specializzati, prevedono la realizzazione di opere civili ed impianti per migliorare il servizio e la sicurezza degli spazi per i viaggiatori: la costruzione di quattro nuovi binari, di un ponte di scavalco e di un sovrappasso pedonale e l’ammodernamento della stazione ferroviaria. Le diverse opere hanno l’obiettivo di mettere l’impianto di Bovisa in condizioni di garantire ulteriori sviluppi dell’esercizio ferroviario, che già oggi conta nei giorni feriali 750 corse su un arco di 21 ore giornaliere. Gli interventi assegnati a TLS verranno realizzati da MGA, anch’essa società controllata da Reway Group, a seguito del perfezionamento della fusione per incorporazione delle controllate TLS e Soteco in MGA (cfr. comunicato stampa del 2 dicembre 2024), prevista a inizio marzo . Alla manodopera di MGA si affiancheranno le competenze del settore della controllata Gema. La nuova commessa porta il portafoglio ordini di Reway Group a 1,241 miliardi di Euro, al lordo della quota fatturata dal quarto trimestre 2024 e risulta così composto: 34% lavori ferroviari, 27% lavori in gallerie autostradali, 13% viadotti autostradali, 10% barriere di sicurezza ed antirumore, 14% altri lavori autostradali, 2% ingegneria civile. In ambito ferroviario, Reway Group, con le sue società controllate, è attualmente impegnato in numerosi importanti progetti per Rete Ferroviaria Italiana- RFI, tra cui la realizzazione di opere di mitigazione acustica lungo la linea ferroviaria Bologna – Lecce nel Comune di Tortoreto (Teramo), l’abbattimento delle barriere architettoniche del Lotto 8 (Roma e Cagliari), il potenziamento infrastrutturale e la manutenzione straordinaria di un ponte situato a Pavia sulla linea ferroviaria Milano-Genova e la manutenzione straordinaria di opere civili in Lazio e Sardegna, oltre a diverse commesse riferite ad Accordi Quadro.
Calderone: “Bene insegnamento a scuola della sicurezza sul lavoro”
“L’approvazione della proposta di legge a prima firma del presidente della Commissione lavoro della Camera dei deputati, Walter Rizzetto, che prevede l’inserimento della sicurezza sul lavoro tra gli argomenti di educazione civica nelle scuole, va nella direzione da tutti auspicata di una nuova cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro”. A dichiararlo è il ministro del Lavoro, Marina Calderone. “E proprio l’aspetto culturale della legge è fondamentale, perché punta alla formazione dei lavoratori e degli imprenditori di domani, crea le basi per una creazione di una rinnovata sensibilità sui temi della sicurezza e il suo inserimento all’interno dei programmi di educazione civica rendono l’idea della straordinaria importanza per la maggioranza e per il governo del tema della sicurezza del lavoro, che vogliamo diventi una priorità per tutto il paese e per tutte le istituzioni”.
Ansaldo Energia si aggiudica una gara di Terna da 300 milioni
Il raggruppamento temporaneo di concorrenti formato da Ansaldo Energia, Hitachi Energy e Lucente Mario spa si e’ aggiudicato due lotti di una gara pubblica indetta da Terna per cinque compensatori sincroni, per un valore complessivo di circa 300 milioni di euro. Lo rende noto un comunicato aggiungendo che lo scopo di fornitura di Ansaldo Energia include “la progettazione, la fornitura, la messa in servizio e le attivita’ di manutenzione e assistenza di cinque compensatori sincroni da 250 MVAR ognuno, da installare e mettere in servizio entro i prossimi 5 anni”. Con questa acquisizione, il numero di compensatori sincroni di Ansaldo Energia operativi in Italia salira’ a 15, distribuiti in 13 impianti.
Prelios SGR completa il processo di dismissione immobiliare del Fondo Cristoforo
Prelios SGR, società di gestione del risparmio del Gruppo Prelios, ha finalizzato, tramite il Fondo Cristoforo, la vendita a SCPI Transitions Europe, un fondo istituzionale francese gestito da Arkéa REIM, del complesso immobiliare di via Rizzoli 2-4-6 a Milano. L’asset, completamente locato, è situato nel distretto urbano denominato “Crescenzago District” e si compone di tre corpi di fabbrica che si estendono su una superficie di circa 31.000 comprensivi di tre piani interrati adibiti a parcheggio. Con questa operazione Prelios SGR completa il processo di dismissione immobiliare del Fondo Cristoforo, raggiungendo un significativo traguardo nell’ambito della progressiva strategia di cessione degli asset avviata nel 2021. Un risultato che arriva al termine di un’intensa attività di asset management sul portafoglio acquisito nel 2019, volta a valorizzare gli immobili prima della loro vendita. Il Fondo Cristoforo concentrava la propria attività sull’investimento in immobili a uso uffici situati nelle città di Milano e Roma e locati a primari tenant: in portafoglio risultavano tre asset, tra cui due situati a Roma già ceduti in proprietà negli ultimi 24 mesi a investitori istituzionali esteri e uno situato a Milano oggetto della presente operazione di compravendita. Nicola Sajeva, Head of Asset & Development Management di Prelios SGR, ha commentato: “L’operazione rappresenta il completamento di una intensa attività di asset management con una strategia value added che ha consentito la valorizzazione del portafoglio immobiliare tramite mirati interventi di riqualificazione e il miglioramento del profilo reddituale con la sottoscrizione di nuovi contratti di locazione a condizioni in linea con il mercato. Un risultato particolarmente significativo che rafforza ulteriormente il track record di Prelios SGR che, grazie alla sua expertise nella valorizzazione e gestione degli immobili, è in grado di raggiungere obiettivi sfidanti anche in un contesto di mercato caratterizzato da una forte contrazione delle transazioni nel settore corporate degli uffici”. L’operazione è stata completata con il supporto di Clifford Chance Studio legale e tributario, che ha curato gli aspetti legali e fiscali della transazione, e Dils S.p.A. e Vitale&Co. Real Estate S.p.A. che si sono occupati degli aspetti di natura commerciale.
Gruppo Hera: per S&P è la migliore Multi & Water Utility
Il Gruppo Hera è per Standard &Poor’s la migliore azienda al mondo nel settore Multi &Water Utility ed è stata inclusa, per il quinto anno consecutivo, nel Sustainability Yearbook di S&P Global, per le migliori performance su tre fronti: Governance&Economics, Environment and Social. Un risultato che arriva dopo l’inclusione del titolo di Hera, nei Dow Jones Europe & World Indices di S&P Global, due autorevoli indici borsistici internazionali, che includono le aziende quotate che si distinguono per le loro performance in ambito di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG). In particolare, Hera è all’interno del “Top 1%” delle aziende più performanti del settore, con un punteggio di 80/100, a fronte di una media di settore di 35/100: una leadership basata su un’esemplare capacità di cogliere le opportunità di mercato e di gestire in modo attento il controllo e la gestione dei rischi, delle crisi e della cybersecurity. L’analisi di S&P’s Global restituisce l’immagine di un’azienda all’avanguardia e in testa, per il quinto anno consecutivo, a un benchmark composto dalle eccellenze del settore in tutto il mondo. Anche Morningstar Sustainalytics ha incluso per l’anno 2025 il Gruppo Hera nella lista delle migliori società in termini di performance nella qualità della gestione anche dei rischi. In particolare, il Gruppo si è anche distinto come “Industry Top Rated”, ottenendo un punteggio che lo posiziona ai vertici del suo settore di riferimento, accanto ad aziende con un profilo di rischio/rendimento tra i più elevati, avendo business completamente regolati ed essendo altamente protette dai rischi derivanti dal contesto macro. Queste valutazioni così positive confermano la capacità del Gruppo Hera di perseguire una strategia di sostenibilità lungo un percorso che vede un costante impegno nello sviluppo dell’intera catena del valore, con uno sguardo attento alle best practice mondiali. Questi riconoscimenti arrivano a poca distanza dalla diffusione del nuovo Piano industriale al 2028, in cui vengono riconfermati gli aspetti della multiutility messi maggiormente in luce dagli analisti: un’azienda che continua a sostenere un’importante creazione di valore condivisa, che si traduce in un ritorno totale medio anno per gli azionisti (Total Shareholders Return) previsto a un tasso percentuale a doppia cifra. Il Piano industriale al 2028 destina, inoltre, investimenti significativi a strategie e iniziative indirizzate a resilienza, innovazione e sostenibilità nel lungo termine. In particolare, dei 4,6 miliardi di euro di investimenti complessivi previsti per il quinquennio 2024-2028, 2,6 miliardi di euro (pari al 96% degli investimenti ammissibili) saranno allineati alla Tassonomia europea per progettualità di sostenibilità ambientale, potendo quindi accedere a pieno titolo agli strumenti agevolati di finanza sostenibile, con un beneficio anche in termini di costi finanziari. Mantenendo il focus sui principali driver di decarbonizzazione, economia circolare.
Webuild si conferma leader di sostenibilità con rating A-
Leader mondiale nelle azioni di contrasto del cambiamento climatico: è la valutazione assegnata a Webuild dal Programma Climate Change 2024 di CDP (ex Carbon Disclosure Project) che, per il terzo anno consecutivo, conferma per il Gruppo il rating “A‐”. Il Programma CDP punta a misurare l’impatto ambientale e la trasparenza aziendale di oltre 24.800 aziende coinvolte su scala globale, con l’obiettivo di costruire un’economia sempre più sostenibile a livello mondiale.Nell’ambito di questo programma Webuild ha inoltre ottenuto la valutazione “B” nella sezione “Water Security”, compilata per la prima volta nel 2024, con un riconoscimento per la gestione attenta e responsabile della risorsa idrica focalizzata sulla diminuzione dei prelievi di acqua dolce e sul ricorso sempre più frequente a forme di riutilizzo.Il riconoscimento di CDP consolida il ruolo di leader in tema ambientale del Gruppo Webuild che, già da anni, ha integrato obiettivi ambientali strategici nei propri piani di lungo periodo e nelle proprie politiche di crescita, contribuendo significativamente allo sviluppo sostenibile nei territori in cui opera. Il rating CDP, confermato al termine di un attento e dettagliato processo di valutazione delle politiche e delle performance ambientali di Webuild, costituisce un importante strumento di analisi per gli stakeholder del Gruppo, a cui fornisce informazioni sintetiche, indipendenti, chiare e comparabili. Il Gruppo Webuild ha già ottenuto nel tempo numerosi riconoscimenti internazionali per il suo impegno in ambito ESG. Il Gruppo fa parte del MIB® ESG Index di Borsa Italiana ed è tra i top player di settore nelle valutazioni dei rating ESG (Environmental, Social and Governance) emesse da organizzazioni indipendenti, quali ISS‐ESG (B‐ livello Prime), Moody’s ESG – ex Vigeo Eiris (livello Advanced), MSCI ESG Ratings (AA), Ecovadis Sustanaibility Rating (78/100, Gold Medal).
Al via il progetto di Tecnimont dell’impianto di biogas in India
Tecnimont Private Limited (TCMPL), la controllata indiana di TECNIMONT, la Municipalità di Paradeep e il National Institute of Technology of Karmataka Surathkal (NITK) oggi hanno tenuto la cerimonia di inizio lavori per la costruzione di un impianto di biogas da una tonnellata presso la Municipalità di Paradeep, Distretto di Jagatsinghpur, Odisha nel nord-est dell’India. L’evento si è svolto alla presenza di Shri. Sampad Chandra Swain, Ministro per l’Industria, lo Sviluppo delle Competenze e l’Istruzione Tecnica del Governo di Odisha, Shri. Basanta Biswal, Presidente della Municipalità di Paradeep e Alessandro Bernini, CEO del gruppo MAIRE, oltre ad altri importanti dignitari governativi e rappresentanti del NITK. Questo impianto di biogas fa parte delle iniziative di Responsabilità Sociale d’Impresa di TCMPL, eseguite in base a un accordo di collaborazione con la Municipalità di Paradeep, l’Amministrazione Distrettuale di Jagatsinghpur e il NITK. Il progetto mira a costruire un impianto su piccola scala per produrre biogas da scarti alimentari e vegetali come materia prima per le cucine della comunità, trasformando i rifiuti in risorsa. L’impianto è atteso essere operativo entro i prossimi 12 mesi per servire le comunità locali. Nel corso dell’evento, Milind Baride, Vicepresidente India del gruppo MAIRE, ha dichiarato: “L’impianto rappresenta il forte impegno del gruppo MAIRE per la circolarità, la responsabilità sociale d’impresa e la sostenibilità economica nelle comunità che serve. Sottolinea il duplice obiettivo di
TCMPL di tutela ambientale e empowerment sociale, offrendo un modello scalabile per progetti di energia rinnovabile in futuro”.
Maria Cristina Carlini