Proprio in quell’occasione era stato illustrato il quadro delle opere inserite nella pianificazione strategica dell’Autorità di Sistema Portuale e lo sviluppo del Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS), per definire la crescita dei porti amministrati e la loro integrazione con il contesto urbano e territoriale. Nel piano operativo 2026-2028, infatti, per il porto di Crotone sono previsti 12,5 milioni solo per l’anno in corso. Obiettivi: riqualificare il molo foraneo, il dragaggio e il livellamento delle imboccature portuali, completare l’impianto antincendio, la riqualificazione della Casa Cantoniera, l’adeguamento statico e la rifunzionalizzazione dell’ex Stazione Val di Neto e il prolungamento del lungomare del Porto Vecchio.
Gli esempi di Fregene e Rimini
Insomma, ora la situazione sembra essersi sbloccata. All’incontro organizzato dagli architetti locali, peraltro, sono stati illustrati gli esempi di Fiumicino e Rimini, presenti rispettivamente con il sindaco Mario Baccini e l’assessora all’urbanistica Valentina Ridolfi. “Il fatto che il progetto di riqualificazione del lungomare di Fregene sia stato scelto come caso di studio, dimostra che la strada intrapresa è quella giusta e ci stimola a proseguire con ancora maggiore determinazione nella costruzione di una città più bella, sostenibile e competitiva. La collaborazione e lo scambio di esperienze tra amministrazioni, rappresenta un valore aggiunto: consente di condividere competenze, idee e buone pratiche per affrontare sfide comuni e valorizzare al meglio lo straordinario patrimonio costiero del nostro Paese”, ha evidenziato Baccini.
Per Lorenzo Busnengo, vicepresidente degli architetti di Roma e provincia, su Fiumicino “l’intervento punta a valorizzare l’ambiente naturale, integrando e rigenerando il tessuto urbano attraverso una migliore accessibilità e una fruizione più agevole. Sotto il profilo paesaggistico, l’obiettivo centrale è ricucire il legame visivo e funzionale tra il mare e lo storico patrimonio della pineta, veri elementi identitari di Fregene. Il concorso mira a trasformare il lungomare in uno spazio vivo 365 giorni all’anno, favorendo una reale destagionalizzazione a beneficio di residenti, turisti e visitatori. Attraverso un’architettura di alta qualità, la costa diventerà un luogo accogliente e polifunzionale, aperto allo sport, al tempo libero, al commercio, all’artigianato e alla ristorazione”.
Mentre l’assessora Ridolfi ha condiviso l’esperienza del Piano Strategico di Rimini: “Rappresenta uno dei casi più interessanti di pianificazione strategica urbana in Italia perché non si è limitata alla redazione di un documento di indirizzo, ma ha costruito nel tempo un modello stabile di governance territoriale. L’elemento innovativo è stato il metodo: un processo permanente di elaborazione, confronto con tutti gli attori territoriali e attuazione condivisa delle politiche pubbliche che ha accompagnato la trasformazione tangibile della città negli ultimi quindici anni”. Il caso Rimini, l’ha definito Roberto Ricci, consigliere nazionale del Cnappc delegato alla rigenerazione urbana e all’internazionalizzazione, è un “esempio di pianificazione strategica integrata, evidenziando come una visione di lungo periodo, la partecipazione della comunità e il ruolo centrale dell’architetto possano tradursi in interventi concreti di rigenerazione urbana e valorizzazione del territorio”.