VALORIZZAZIONI

Dal Piemonte alla Sicilia, bandi dell’Agenzia del Demanio per nuove concessioni su 14 immobili pubblici (con foto)

09 Dic 2025 di Giusy Iorlano

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Dal Piemonte alla Sicilia, bandi dell’Agenzia del Demanio per nuove concessioni su 14 immobili pubblici (con foto)

L'ITALIA E I SUOI BENI

Dalle architetture militari cinquecentesche alle maxi-strutture industriali dismesse, fino alle torri costiere ridotte a ruderi: il nuovo portafoglio messo sul mercato dall’Agenzia del Demanio a fine 2025 è uno dei più eterogenei e affascinanti degli ultimi anni. Quattordici immobili distribuiti lungo tutta la Penisola, suddivisi tra uso temporaneo, concessione di valorizzazione e concessione agevolata, che chiamano a raccolta operatori immobiliari, investitori, amministrazioni locali ed enti del Terzo Settore.

Dal Cinquecento alla Manifattura: il nuovo paniere di asset pubblici

A guidare la lista dei beni destinati all’uso temporaneo c’è l’ex Caserma Palestro di Monza: 5 mila mq di storia con una corte centrale incastonata tra piazza San Paolo e via Zucchi, nel cuore del centro storico brianzolo.

Una caserma, questa di Monza, che non rappresenta soltanto uno spazio da riutilizzare, ma un tassello significativo della memoria urbana della città. Nata grazie al lascito del nobile Simone Casato per ospitare un monastero femminile, venne trasformata in clausura da Papa Clemente VIII nel 1595 e successivamente soppressa nel 1785. Con l’arrivo dell’epoca napoleonica, l’edificio cambiò nuovamente funzione, accogliendo le guardie del vicepresidente della Repubblica Italiana Francesco Melzi d’Eril e del viceré Eugenio de Beauharnais.

Nel Novecento e fino a tempi recenti è stata sede del Distretto militare, ricoprendo un ruolo amministrativo centrale per la città. Oggi quella lunga stratificazione storica dialoga con un nuovo capitolo: un progetto che mira a valorizzare un immobile di pregio nel cuore del centro storico. Il prospetto su piazza San Paolo, sobrio ed elegante, è stato già interessato da un primo intervento di riqualificazione curato dall’Agenzia del Demanio, preludio alla futura rigenerazione complessiva dell’intero complesso.

All’estremo opposto della Penisola si colloca la Manifattura Tabacchi di Benevento, che con i suoi 10 corpi edilizi raggiunge complessivamente i 30 mila mq. In particolare, oggetto del bando è una porzione del vasto complesso situato nel rione Ferrovia, all’angolo tra via XXV Luglio e via Bianchi. L’area messa a gara copre complessivamente 8.480 metri quadrati e comprende una superficie scoperta di 6.060 metri quadrati, un fabbricato “Shed” in buone condizioni manutentive per 2.010 metri quadrati e due edifici destinati a officina e deposito per ulteriori 410 metri quadrati.

L’obiettivo è attivare un progetto di utilizzo temporaneo – fino a un massimo di 36 mesi – che consenta di rimettere in funzione questi spazi nell’attesa della futura rigenerazione dell’intero complesso. Le linee programmatiche dell’amministrazione prevedono, nel lungo periodo, la realizzazione di un centro congressi da mille posti e di un museo-memoriale dedicato alla civiltà contadina e alle produzioni sannite: interventi ambiziosi che richiederanno tempi lunghi e investimenti consistenti.

Per evitare che l’inerzia e il degrado continuino a gravare sull’ex Manifattura Tabacchi, Demanio e Comune aprono ora un contest a largo raggio, rivolto al mondo associativo, culturale e imprenditoriale. L’obiettivo è coinvolgere soggetti che intendano contribuire alla rinascita di uno dei luoghi produttivi più rappresentativi della storia economica cittadina: un sito che, per tutto il Novecento, fu tra gli opifici più importanti d’Italia nella trasformazione del tabacco beneventano.

Di due casi emblematici, questi, di un portafoglio che spazia tra epoche, funzioni e contesti urbani diversi. Tra i beni di maggior fascino storico compaiono anche strutture come il Forte Catona, ex deposito di munizioni immerso nel paesaggio collinare tra lo Stretto di Messina e l’Aspromonte, e la Torre Conche a Pollina, nel Palermitano, costruita su incarico del viceré Marcantonio Colonna per difendere la costa siciliana dalle incursioni barbaresche. Capolavori oggi in parte compromessi dal tempo, ma ancora ricchi di potenzialità nella prospettiva della rigenerazione e del turismo culturale.

Le scadenze

Il primo blocco di gare scadrà l’8 aprile 2026, a mezzogiorno. In questa tranche rientrano gli immobili destinati all’uso temporaneo – concessioni da 6 mesi a 6 anni – pensate per aprire i beni alla cittadinanza attraverso attività civiche, sociali, culturali o creative. La formula, sempre più utilizzata negli ultimi anni, permette ai soggetti proponenti di intervenire con progetti snelli, capaci di attivare funzioni nel breve periodo senza la complessità degli interventi strutturali.

Oltre alla Caserma Palestro e alla Manifattura Tabacchi, rientrano in questo gruppo una porzione dell’ex Arsenale di Pavia, una porzione dell’ex Caserma Gherzi di Novara e l’ex Carcere di San Sebastiano a Sassari.

E poi, ancora, un vero e proprio gioiello, il Fondo Pisani – Casina dell’Orologio a Palermo. La concessione temporanea riguarda un compendio articolato che comprende terreni, percorsi pedonali e una vasca di raccolta delle acque. All’interno dell’area ricade anche la Casina dell’Orologio, immobile riconosciuto di interesse culturale e pertanto sottoposto alla normativa di tutela prevista dal Codice dei Beni Culturali. L’edificio, situato lungo il fronte di via Umberto Maddalena, risale all’epoca borbonica e fu originariamente concepito come punto di sosta durante le battute di caccia. Oggi, però, versa in condizioni di conservazione particolarmente critiche, rendendo necessari interventi mirati di recupero. Il canone annuo posto a base di gara è pari a 248,98 euro: una cifra simbolica che riflette la volontà del Demanio di incentivare proposte in grado di riattivare l’area.

Come si può notare, si tratta di immobili che, pur non richiedendo investimenti pesanti, offrono ampi margini di sperimentazione: dagli hub culturali ai centri associativi, dagli spazi espositivi alle iniziative temporanee dedicate al turismo locale.

Concessioni di valorizzazione: investimenti per rigenerare il patrimonio pubblico

La seconda finestra di gara – con scadenza il 4 giugno 2026 alle ore 12 – è invece rivolta alla platea degli investitori interessati a interventi di rigenerazione complessi, con piani industriali e orizzonti temporali nell’ordine dei decenni. Le concessioni di valorizzazione, infatti, possono estendersi fino a 50 anni, consentendo di ammortizzare investimenti significativi, trasformare immobili dismessi in funzioni redditizie e contribuire al rilancio di aree urbane strategiche.

Gli asset in questa categoria includono: l’ex Deposito Munizioni Forte Catona e l’ex Carcere Mandamentale Gallina, entrambi a Reggio Calabria; Palazzo Costa Ferrari a Piacenza, storico immobile di pregio nel cuore della città; l’ex edificio di assistenza sanitaria di Sermoneta (Latina); l’ex Batteria Forte dei Centri a Messina; l’ex Casa del Fascio di corso Garibaldi nel comune di Serradifalco, in provincia di Caltanissetta; l’ex Deposito del Fulmicotone a Genova, testimonianza della storia industriale del capoluogo ligure, le cui possibili destinazioni d’uso contemplate dal bando spaziano dall’organizzazione di attività culturali, artistiche e ricreative di interesse sociale – comprese iniziative editoriali o di promozione del volontariato – alla creazione di percorsi e servizi turistici a vocazione culturale o religiosa. Un ventaglio ampio, che conferma la volontà di orientare l’area verso funzioni pubbliche e comunitarie.

E, infine, un altro gioiello siciliano, la  Torre Conche – o Pietra della Nave – a Pollina (Palermo), ai piedi del Parco delle Madonie, che si affaccia direttamente sulla spiaggia omonima. La sua costruzione risale probabilmente al tardo Cinquecento o alla prima metà del Seicento ed è parte del sistema difensivo elaborato inizialmente da Tiburzio Spannocchi e successivamente da Camillo Camilliani, su incarico del viceré Marcantonio Colonna, con l’obiettivo di rafforzare la protezione della costa siciliana dalle incursioni dei pirati barbareschi.

L’edificio presenta una planimetria quadrangolare e si sviluppa verticalmente su due piani collegati da una scala interna. Attualmente, come detto, la Torre Conche è offerta al mercato con la formula della concessione di valorizzazione, destinata a progetti di recupero e riuso funzionale.

Un mercato che cambia: tra rigenerazione urbana, cultura e impatto sociale

Le iniziative del Demanio si inseriscono in un contesto in cui la rigenerazione urbana sta diventando un driver sempre più rilevante del mercato immobiliare italiano. L’interesse degli investitori si sta spostando verso operazioni di lungo periodo, con forte componente di riqualificazione e integrazione con il tessuto cittadino. Parallelamente, la crescente partecipazione degli enti del Terzo Settore riflette la necessità di riconvertire immobili pubblici verso funzioni sociali, educative, assistenziali e culturali.

Le formule di concessione agevolata, in particolare, offrono agli ETS la possibilità di valorizzare edifici storici ridando loro una funzione di pubblica utilità, in un’ottica di sostenibilità economica e sociale. Un modello che, negli ultimi anni, ha dato vita a una nuova generazione di progetti: residenze temporanee, centri per la disabilità, spazi per l’inclusione sociale, presidi culturali e poli educativi.

Un patrimonio che torna a produrre valore

La pubblicazione dei nuovi bandi, pubblicati nelle sezioni Gare e Aste e in evidenza del sito dell’Agenzia, conferma la strategia dell’Agenzia del direttore Alessandra dal Verme: trasformare gli immobili non utilizzati dello Stato in risorse economiche, sociali e culturali. Gli interventi di recupero, oltre a ridurre i costi collegati alla manutenzione del patrimonio pubblico, generano ricadute sul territorio e attivano filiere di investimento che coinvolgono imprese, professionisti e comunità locali.

Il 2026 si preannuncia, dunque, come un anno cruciale in questo percorso. Con un mix di progetti temporanei, investimenti di rigenerazione e iniziative sociali, i 14 beni messi in gara rappresentano un laboratorio a cielo aperto per sperimentare nuovi modelli di valorizzazione del patrimonio pubblico italiano.

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