Pontedera, via alla rigenerazione dell’ex Crastan
IN SINTESI
Per Pontedera è una data destinata a segnare uno spartiacque urbanistico. Il 10 marzo 2026 sono entrate in azione le ruspe nell’area dell’ex fabbrica di caffè Crastan, tra via Primo Maggio, via Pisana e la Tosco Romagnola. Da qui prende ufficialmente il via il primo vero intervento di rigenerazione urbana della città, destinato a cambiare il volto del quartiere della Stazione.
Dopo anni di discussioni e progetti, il piano è entrato finalmente nella fase operativa con l’abbattimento dei volumi non necessari alla riqualificazione dell’area industriale dismessa. Al posto dello storico stabilimento sorgerà un complesso multifunzionale da circa 2.500 metri quadrati con attività commerciali al piano terra e uffici ai livelli superiori, oltre a parcheggi pubblici e privati e a una nuova piazza.
Demolizioni e cantieri
La prima fase dei lavori riguarda proprio la demolizione delle strutture che non rientrano nel progetto di recupero dell’edificio storico. I lavori, iniziati martedì, dureranno circa tre mesi.
Il progetto è firmato dall’architetto Andrea Mannocci, che ha definito il cronoprogramma dell’intervento.
Dopo la fase di demolizione partiranno due cantieri paralleli: uno dedicato alle opere di urbanizzazione e uno al recupero dell’edificio principale. Il primo avrà una durata stimata di circa un anno, mentre il secondo richiederà circa diciotto mesi. Se i tempi verranno rispettati, l’intervento complessivo dovrebbe essere completato entro due anni.
Un polo multifunzionale

Il progetto prevede la trasformazione dell’ex fabbrica di caffè e orzo in uno spazio urbano contemporaneo capace di ospitare diverse funzioni.
Al piano terra saranno realizzati circa 1.500 metri quadrati di superficie commerciale, con spazi destinati anche a una media struttura di vendita. I piani superiori saranno invece dedicati a uffici e attività direzionali, con l’obiettivo di garantire una frequentazione dell’area durante tutto l’arco della giornata.
Il progetto mantiene una parte della struttura originaria dello stabilimento: l’impianto storico resterà leggibile ai piani superiori, mentre al piano terra verrà inserito un nuovo volume contemporaneo pensato per ampliare gli spazi commerciali senza alterare la percezione dell’edificio.
L’intervento sarà gestito da Crastan Immobiliare, che curerà anche la successiva locazione degli spazi.
Viabilità e nuova piazza

Accanto al recupero edilizio, il piano include importanti opere di urbanizzazione. Tra gli interventi previsti ci sono la realizzazione di una nuova piazza su via Primo Maggio, una rotatoria all’incrocio tra via Carducci, via Primo Maggio e via Pisana e una rampa di collegamento tra la Tosco Romagnola e il quartiere della Stazione.
Sarà inoltre abbattuto il muro che oggi separa l’area dalla strada e verranno creati due parcheggi: uno davanti alla struttura e uno laterale lungo la rampa di accesso.
Un progetto atteso da anni
L’ex stabilimento Crastan di Pontedera, fondato nel 1870 dall’imprenditore svizzero Luzio Crastan, è stato un pilastro storico locale per la produzione di surrogati del caffè e orzo. Il primo laboratorio fu aperto proprio a Pontedera, specializzato in alternative al caffè a base di cicoria, guadagnando rapidamente popolarità. Poi, all’inizio del ‘900, i figli Felice, Niccolò e Guglielmo ampliano la gamma con prodotti come Caffeol e Olandese Fago. Nel 1960, la produzione si sposta principalmente sull’orzo tostato. Poi l’abbandono dell’area strategica nel centro di Pontedera rimasta chiusa ed inutilizzata da quando la fabbrica del caffè, e poi di orzo, si è trasferita nella zona industriale di Gello. Ora il primo intervento strutturato di rigenerazione urbana, un tema di cui si discute da oltre un decennio nel comune pisano. Il primo progetto venne abbozzato nel 2018 e poi presentato nel 2019, dall’allora giunta Millozzi. Poi lo scorso anno venne approvata una revisione del progetto, per velocizzare i tempi. Si voleva addirittura partire con i lavori per la fine del 2025 ma tutta una serie di incidenti di percorso relativi alle acque sotterranee ne hanno rallentato l’apertura del cantiere.
Ora il progetto entra nella fase decisiva sotto la guida dell’attuale sindaco Matteo Franconi, che ha indicato la riqualificazione del quartiere della Stazione come uno degli assi principali del programma amministrativo.
L’intervento sull’ex Crastan si inserisce infatti in un piano più ampio che prevede anche lo spostamento del terminal degli autobus nell’area dell’ex scalo merci ferroviario e la realizzazione di una nuova caserma dei carabinieri.
La sfida del quartiere Stazione
Il quartiere della Stazione è da anni al centro del dibattito cittadino per problemi di degrado urbano e sicurezza. La riqualificazione dell’ex stabilimento rappresenta quindi anche un tentativo di rilancio di un’area strategica della città.
Attorno al progetto ruotano anche altre possibili trasformazioni urbane attese da tempo: dal recupero dell’hotel La Rotonda alle aree dell’ex Automar, dell’ex Ipsia, della palazzina ex Enel e dell’ex Consorzio agrario.
La domanda ora riguarda soprattutto i tempi: mentre il cantiere dell’ex Crastan è partito, restano ancora da reperire i finanziamenti per alcune delle altre opere previste nel piano di rilancio del quartiere.
Per la città della Vespa, tuttavia, il segnale è arrivato: la stagione della rigenerazione urbana è iniziata.