DAL VERME (DEMANIO)
“Doppia rete per valorizzare il patrimonio pubblico: con gli enti locali sui territori, con Università ed enti di ricerca per integrare le tecnologie”

ALESSANDRA DAL VERME DIRETTRICE AGENZIA DEL DEMANIO
Alessandra dal Verme, direttrice del Demanio, ha raccontato ieri la sua strategia per la valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato come costruzione di una “doppia rete” con il Demanio al centro. “Il principio che oggi guida l’Agenzia del Demanio – ha detto dal Verme – è quello di essere collegato in rete, da una parte abbiamo una rete con gli enti del territorio per comprendere i fabbisogni dei territori, dall’altra una rete con le università e gli enti di ricerca per integrare tecnologie e competenze fondamentali pure per comprendere i fabbisogni”.
Dal Verme ha parlato al workshop organizzato dal Demanio proprio per fare il punto sull’applicazione delle tecnologie digitali, in particolare l’intelligenza artificiale, con i soggetti che oggi collaborano con il Demanio su questo fronte. Fronte su cui lavora da tempo Massimo Bollati, responsabile della direzione Transizione Digitale dell’Agenzia. Sono stati presentati, in particolare, i casi, i progetti, le collaborazioni relative alla valorizzazione dei beni culturali demaniali e alla tutela delle coste. “ll futuro – ha detto dal Verme – è nella rete di competenze integrate che si avvalgono di tecnologia e intelligenza artificiale per orientare al meglio ogni decisione sulla gestione, valorizzazione e tutela del patrimonio pubblico”.
Tre sono i pilastri indicati dalla direttrice del Demanio per percorrere questa strada: responsabilità etica, linguaggio condiviso, azioni misurabili. “L’evoluzione degli strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale – ha detto dal Verme – rappresenta un fattore abilitante per affrontare la complessità del patrimonio immobiliare e naturale dello Stato, migliorandone la conoscenza, la gestione e l’accessibilità nella tutela”. Una direzione di marcia che tanto più sarà efficace se vi parteciperanno tutte le amministrazioni pubbliche che – ha detto dal Verme – “devono cogliere questa opportunità con responsabilità e visione, operare in rete e in sinergia per potenziare i risultati che derivano dall’uso di tecnologia e intelligenza artificiale. Si tratta di mettere a fattor comune dati, conoscenze e soluzioni”. Si conferma la cvolontà del Demanio di esercitare un ruolo guida in questa direzione, come già fu con la progettazione in Bim.
Fra le esigenze che sono emerse nel corso del workshop ci sono la necessità di una governance condivisa, di strutture stabili di collaborazione fra tutti i soggetti operativi, tavoli permanenti dove siano seduti i rappresentanti delle agenzie governative, degli enti locali, della protezione civile, degli enti del terzo settore, dei privati. Da qui vanno messi a fattor comune le metodologie di condivisione dei dati, gli indicatori di valutazione, la messa a punto di un linguaggio comune.
Dal Verme ha spiegato anche perché intende applicare le potenzialità conoscitive e predittive dell’intelligenza artificiale alla conoscenza e alla tutela del patrimonio delle cose. “Quando imperversava la polemica politica sulle concessioni demaniali marittime e tutti i miei collaboratori mi invitavano alla prudenza, ho spiegato che la prima cosa che dobbiamo fare è conoscere questo patrimonio e anche capire quali sono i fenomeni naturali che lo interesseranno perché mi pare sbagliato affidare la concessione su un tratto di costa che sappiamo verrà cancellato dall’erosione nei prossimi dieci anni. L’azione amministrativa e anche la strategia politica non possono essere che imperniati sulla conoscenza. Quando questa connoscenza sarà un elemento comune e condiviso sarà più trasparente anche la decisione amministrativa e politica”.