PROGETTO CORALE / 12

I Festival, micce per energie urbane sopite. Ma la Rigenerazione è circolarità, non episodi “mordi e fuggi”

Settembre, si sa, in Italia è il mese dei festival. Vuoi il clima favorevole, vuoi quell’energia speciale di riattivazione della vita urbana che caratterizza le città in questo periodo, i festival fioriscono un po’ ovunque, dai borghi medievali in cui si celebrano prodotti enogastronomici e artigianali ai contesti urbani in cui Letteratura, Filosofia, Musica, Fotografia, Danza, Cinema diventano parole-guida per sequenze di eventi della più varia natura.

16 Set 2025 di Maria Cristina Fregni

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Le città, con i loro spazi pubblici e i grandi “contenitori culturali”, sono i palcoscenici privilegiati di queste iniziative, che muovono visitatori e curiosi da tutta Italia e anche dall’estero e attivano economie e occasioni di socialità inedite durante il resto dell’anno.

Proprio per la potenza, economica e mediatica in primis, di queste iniziative, spesso i Festival tendono ad essere associati alla Rigenerazione Urbana, essenzialmente come micce di energie urbane sopite o occasioni di riscoperta di luoghi dimenticati o dati per scontati.

In effetti, i Festival, come tutti gli eventi di risonanza locale e sovralocale, possono consentire di testare nuove funzioni per spazi abbandonati, coinvolgere le comunità, promuovere la strutturazione o la reinvenzione di identità locali e creare processi di riqualificazione dei luoghi. Questi eventi, infatti, tendono a facilitare il dialogo tra esperti, istituzioni e cittadini e supportano, se ben processati, nella definizione di strategie per la riscoperta e la trasformazione delle aree urbane degradate.

Gli allestimenti predisposti nelle piazze o in luoghi inusuali come stazioni, archivi, parchi, possono sicuramente aiutare l’immaginazione collettiva nella prefigurazione di usi e assetti possibili. La conferenza o il concerto di grande richiamo possono accendere un faro importante su luoghi potenzialmente interessanti ma dimenticati, spesso inaccessibili, magari talvolta percepiti come pericolosi.

Tuttavia, non bisogna dimenticare, se si vuole dare sostenibilità e senso alla Rigenerazione Urbana, che si sta parlando, per l’appunto, di eventi, appuntamenti episodici, spesso effimeri, che fanno scattare una scintilla, ma che poi, spesso, per gli altri 360 giorni dell’anno non sono davvero in grado di interagire con il tessuto – edilizio, umano, economico – della città in cui si svolgono.

Per questo motivo occorre essere attenti nell’abbinare festival ed eventi alla Rigenerazione a base culturale, che invece evoca un lavoro meticoloso, continuativo, profondamente radicato e radicante nel territorio, spesso fatta di piccole iniziative dal richiamo modesto, almeno inizialmente, e con budget contenuti, ma finalizzate a consolidare e accrescere le comunità e il loro legame con luoghi specifici. Si è già parlato, in questa rubrica, del Festival Periferico, che da anni lavora con artisti che vengono da fuori e con la comunità locale del Villaggio Artigiano in cui è insediato, per poi concentrare nelle due settimane di eventi la manifestazione tangibile e pubblica di questo lavoro su e con il territorio. E’ un tipo di iniziativa molto diversa dal grande evento che in tre giorni richiama, a volte anche con evidenti disagi alle comunità locali, centinaia di migliaia di utenti, in un rapporto “mordi-e-fuggi” degli stessi con i luoghi in cui vanno in scena.

Dopo il rischio delle città-cartolina già evidenziato da Richard Ingersoll, il rischio è quello delle città-palcoscenico, vivaci, belle e prorompenti per una settimana, ma che poi, quando cala il sipario, non trovano tracce, materiali o immateriali, da coltivare e far crescere nella quotidianità.

Eppure nemmeno questo è del tutto vero, a ben pensare. Indipendentemente dal tema dell’evento o dalla sua connessione giornaliera con l’identità della città in cui ha luogo, i Festival ci fanno riscoprire la naturalezza e il piacere del rapporto uomo-spazio urbano e, proprio per questo, rappresentano occasioni preziose per imparare e sperimentare forme specifiche di fruizione degli spazi e di generazione di relazioni con essi, necessarie a renderli luoghi.

Godiamoci dunque settembre e i suoi festival, ascoltiamo la bellezza e la cultura che ci propongono, auspicando, come diceva Ingersoll, che “…il rapporto tra eventi e servizi (sia) circolare, perché altrimenti lo spazio pubblico si trasforma in una fiera delle vanità”.

Per approfondimenti:

https://www.perifericofestival.it/

https://www.campodellacultura.it/discutere/le-citta-cartolina/index.html

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