MISSIONE ANCE A BRUXELLES
Il sostegno di Brancaccio alla riprogrammazione dei fondi per la coesione proposta da Fitto: “Rende più facile il Pnrr per la casa che abbiamo proposto, trovate molte convergenze col vicepresidente della commissione Ue”

Federica Brancaccio, presidente Ance
“La riforma della politica di coesione, con il focus sull’emergenza abitativa e sulle politiche di adattamento climatico, rende più facile e realizzabile il Pnrr sulla casa, che Ance chiede insieme a un piano per le città”. È questa la prima ragione – ma non l’unica – per il giudizio pressoché entusiastico che l’associazione dei costruttori ha dato ieri della proposta di riforma e riprogrammazione dei fondi europei per la coesione, approvata dalla commissione Ue martedì scorso, su proposta del vicepresidente esecutivo, Raffaele Fitto (si può leggere l’articolo di Diario DIAC di ieri cliccando qui). E proprio Fitto ha incontrato la presidente di Ance, Federico Brancaccio, nella sua missione di ieri a Bruxelles.
Ci sono altre due ragioni dietro il giudizio positivo di Ance sull’azione di Fitto. La prima è sempre connessa al “piano casa” di cui si fa un gran parlare in Italia senza avere disponibilità finanziarie a breve. Lo stesso “Piano Casa Italia” di Salvini potrà contare su 730 milioni, ma soltanto dal 2027, mentre la riprogrammazione di Fitto – che indica nella casa una delle cinque priorità cui destinare risorse insieme a competitività industriale, acqua, difesa e transizione energetica – metterà a disposizione le risorse, se i Paesi sapranno cogliere le opportunità, almeno sulla carta, già dal gennaio 2026. Risorse immediate, a prescindere dall’inserimento degli interventi in un piano.
Va forse ricordato – e qui arriviamo alla terza ragione del sostegno dei costruttori a Fitto . che l’attuale programmazione dei fondi di coesione 2021-2027 vale per l’Italia 75 miliardi circa e che la quota spesa si attesta al 5% mentre la quota impegnata è sotto il 20%. C’è quindi sulla carta un potenziale di 60 miliardi riprogrammabili. Se anche si riuscisse a riprogrammare un quinto di questo potenziale – passando ovviamente per i necessari accordi con le Regioni – si supererebbero i 10 miliardi immediatamente impegnabili. Lo sblocco di fondi il cui iter di programmazione-progettazione-spesa è lentissimo per destinarli invece a emergenze prioritarie la cui spesa potrebbe correre molto più velocemente è una prospettiva che non può non allettare l’Ance. Da qui il comunicato dei costruttori. “Piena sintonia è emersa nel corso dell’incontro sulle strategie e gli strumenti per una completa realizzazione dei Fondi Ue: sfruttare i meccanismi innovativi del Pnrr, in termini di semplificazione, riforme e accelerazioni, in linea con la proposta lanciata da Ance di un Pnrr per la casa”.