L'EDITORIALE

Bollo auto: il dopo-2026 comincia male, altro che modello Pnrr

di Giorgio Santilli

Da una parte la confusione fatta dai numeri della lettera al governo di Webuild, che evidentemente ha urgenze di “incassi” da risolvere (e non solo battaglie “lunghe” come il controllo di Trevi). Dall’altra il bollo auto cancellato dal governo con parte del “tesoretto” Pnrr. Sappiamo bene che all’approssimarsi di una campagna elettorale, l’orizzonte dei politici – anche di quelli che hanno dato buona prova di tenuta strategica internazionale e nazionale come la premier Meloni – si accorcia repentinamente e il consenso diventa il metro di tutte le cose, giustificato con argomenti che si cerca di nobilitare.

Il Paese ha, però, altre questioni fondamentali da risolvere.

Non è questione di snobismo: è giusto pensare agli italiani che a fine mese non ce la fanno con le batoste che arrivano dalle bollette. Giustissimo. Ancora più giusto, però, è pensare al futuro dell’Italia. E il futuro dell’Italia – fuori di ogni retorica del consenso – è garantire ancora una crescita economica, sia pure “zero virgola”. Come? Con una situazione internazionale al culmine dell’incertezza, l’industria in difficoltà, l’inflazione che torna e i consumi frenati dai timori del futuro, appunto, l’unico motore che può spingere la crescita, propria come è stato negli ultimi tre anni, sono gli investimenti interni. E gli investimenti pubblici devono fare la parte principale, keynesianamente parlando.

Questione di risorse, di fondi, certo, che bisogna recuperare, con accortezza, senza sacrificare la tenuta della finanza pubblica (altro merito del governo). Destinando, però, agli investimenti ciò che dagli investimenti mancati del Pnrr viene. Non vorremmo che il bollo auto fosse la prima di una serie di mosse elettorali che dissipano il tesoretto Pnrr.

Poi, e soprattutto, gli investimenti sono un problema serio di ordine e di chiarezza nelle strategie. Non ha aiuitato la ridda di numeri tirati fuori dalle lettere di Webuild su riserve ed extracosti nelle opere ferroviarie e le relative risposte di Rete Ferroviaria Italiana che li considerano fortemente esagerati (due scoop del Fatto quotidiano, complimenti). Per chiudere il cerchio dovremo capire cosa ha spiegato Matteo Salvini nella sua informativa al Consiglio dei ministri di giovedì scorso. Ma intanto noi di DIAC preferiamo stare ancorati ai numeri dell’Ance, più sobri ed essenziali, con i piedi per terra, che tuttavia dicono chiaramente come ci sia un problema di extracosti da coprire (a oggi 3,8 miliardi per il pregresso 2024-2025 e il nuovo 2026). SEGUE

“Fs, trasformare in servizi le infrastrutture”. Bene. E poi? Dieci domande strategiche a Strisciuglio A BERLINO LA PRIMA VERA USCITA DEL NUOVO AD

“Fs, trasformare in servizi le infrastrutture”. Bene. E poi? Dieci domande strategiche a Strisciuglio

di Giorgio Santilli

Nella sua unica intervista strategica, data a Daniele Manca sul Corriere della Sera un mese fa, Gianpiero Strisciuglio è rimasto sulle generali rispetto agli obiettivi del suo mandato a Fs, ma un concetto forte lo ha delineato: gli investimenti fatti grazie al Pnrr (e non solo) vanno trasformati in servizi e qualità per gli utenti. Ma come? Diario DIAC ha messo a punto 10 domande che torneranno utili lungo il cammino.

PRIMA MANIFESTAZIONE DOPO LO SGOMBERO

Spin time, il Comune punta all’acquisto prima delle elezioni. “Regolarizzare raddoppia il valore sociale”

Spin time, il Comune punta all’acquisto prima delle elezioni. “Regolarizzare raddoppia il valore sociale”

di Mauro Giansante

Ciaccheri, presidente del Municipio VIII, spiega a Diac che per l’edificio c’è solo una opzione: “riportarlo all’interno del patrimonio pubblico e creare alloggi popolari”. Fiducia anche dagli attivisti del palazzo: “L’amministrazione e la città intera si rendono conto che un’esperienza come questa non può essere cancellata da uno sgombero”.

LA SETTIMANA

Ferrovie, a Berlino Innotrans 2026. L’Art presenta la relazione annuale

di Maria Cristina Carlini

  • L’Istat diffonde la revisione del dato sul deficit
  • Gli investimenti del post-Pnrr: l’Assemblea Anie a Milano
  • Focus sul lavoro, l’Inail presenta la relazione annuale
IL BANDO DEL GIORNO

Taranto, 36mln per il nuovo impalcato del Molo S. Cataldo

di Mercedes Tascedda

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio avvia la gara per l’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori di demolizione e ricostruzione sul lato Ponente del porto. 

DAI TERRITORI

Potenza, nuove regole sul verde. Stadio Pietralata, si conclude l’iter

di Diac Territori

Nella rassegna di oggi anche il ricorso degli ambientalisti sull’iter di valutazione di Porto Vecchio a Trieste. L’aggiornamento di Palermo sul Pnrr: 32 interventi conclusi entro giugno, per 150,1 milioni di euro, e ulteriori progetti ultimati dopo proroga.

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📣 “Regolarizzare raddoppia il valore sociale”.
Le parole del Presidente del Municipio VIII @amedeo_ciaccheri: “una sola opzione: riportare l’edificio nel patrimonio pubblico realizzando alloggi popolari”.

#DiarioDiac con Mauro Giansante ha partecipato alla prima manifestazione di #SpinTime dopo lo sgombero di luglio. 

🎙️ Le voci dal corteo, la ricostruzione della vicenda e i possibili scenari li potete leggere sul nostro sito, al link nelle stories!
🏛️ Gianluca Peluffo occupa una posizione singolare nell’architettura italiana. Non è un teorico che costruisce prima un sistema per poi verificarlo nelle opere, neppure un architetto-brand. 

👉 Leggi la nuova puntata della rubrica “L’architettura vista da #lpp” firmata Luigi Prestinenza Puglisi sul nostro sito!
🚗 Altro che "Modello #Pnrr", il dopo-2026 inizia malissimo con il #bolloauto.

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🚄 “Fs, trasformare in servizi le infrastrutture”. Bene. E poi? Le dieci domande strategiche di #DiarioDiac a Gianpiero Strisciuglio.

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La prima pagina di oggi, lunedì #21settembre.

Un numero ricchissimo di #DiarioDiac, tutti gli articoli sono disponibili sul nostro sito: www.diariodiac.it
🚨 Emergenza siccità, emergenza caldo, emergenza frane, emergenza sismica.
La vera emergenza, ormai, non è ciò che accade ma è quella di continuare a comportarci come se non sapessimo che accadrà.

👉 Torna su #DiarioDiac “Prossimità”, la rubrica settimanale a cura di Anna Gagliardi: https://diariodiac.it/il-costo-dellemergenza-quando-non-decidere-costa-piu-che-prevenire/
💧 #Idroelettrico: la pronuncia della Cgue di Lussemburgo può sbloccare investimenti per 16 miliardi; ma verrà recepita a metà ’27 e resta l’incognita delle gare per i grandi impianti.

🔎 Per saperne di più, leggi Mauro Giansante su #DiarioDiac https://diariodiac.it/mini-idro-cosa-cambia/
La prima pagina di oggi, #18settembre

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