IL DIBATTITO ALLA FESTA DI URBAN VALUE

“In pericolo il rapporto pubblico-privato, decisivo per rigenerare”. L’allarme di Civita e del Demanio

Maccanico, VP di Civita: “La rigenerazione esiste perché il pubblico parla con il privato, ma sono mondi sempre più lontani”. Dal Verme (Demanio): “L’immobile pubblico è diventato strumento di dialogo fra pubblico e privato anche con l’uso temporaneo. Giordani, segretario generale di Civita: i ragazzi vogliono luoghi fisici in cui partecipare e co-progettare.

11 Dic 2025 di Giorgio Santilli

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“In pericolo il rapporto pubblico-privato, decisivo per rigenerare”.  L’allarme di Civita e del Demanio

ALESSANDRA DAL VERME DIRETTRICE AGENZIA DEL DEMANIO

“La rigenerazione è un incontro fra pubblico e privato: esiste perché il pubblico parla con il privato. E questa cosa che alla fine degli anni ’80 sembrava un’utopia, con il passare degli anni è diventata una solida realtà. Ma oggi non bisogna abbassare la guardia perché il dialogo costante che deve esistere fra pubblico e privato oggi è in pericolo”. A lanciare questo allarme, alla celebrazione del decimo anniversario di Urban Value, è Nicola Maccanico, vicepresidente dell’Associazione Civita che, per altro, ospita l’incontro. “Non è che manchi voglia di parlarsi – spiega Maccanico – ma l’evoluzione del pubblico è stata sempre più lontana rispetto a quella del mercato e del privato. Veniamo da un certo numero di anni in cui le regole, le dinamiche, i modelli pubblici sono diventati sempre più difficili da interpretare dal privato e viceversa. Sono due mondi che si parlano meno e questo è un effetto anche dell’onda demagogica che appartiene di tutto il mondo e che ha creato questa distanza cui non ci dobbiamo arrendere. A maggior ragione il lavoro che viene fatto fra pubblico e privato nella rigenerazione va portato avanti con ancora maggiore energia. La nostra associazione nasce proprio per questo e quindi non ci arrendiamo. Ma c’è bisogno di ponti fra dinamiche e linguaggi di questi due mondi che possono essere diversi ma devono trovare un punto di contatto”.

A Maccanico ha risposto Alessandra dal Verme, direttrice dell’Agenzia del Demanio. “È vero, si sta allargando il gap tra il privato e il pubblico, tra il mondo degli operatori economici e il pubblico. All’Agenzia del Demanio che rappresenta il pubblico, lo Stato, quando sono arrivata la proprietà veniva chiamata proprietà domenicale, una cosa che desta una certa impressione “, ha convenuto dal Verme che però è convinta di dare già oggi una risposta con il suo lavoro. “L’Agenzia del Demanio ha fatto sì, da dal 2022, che l’immobile pubblico divenisse lo strumento di avvicinamento con l’operatore economico, con il privato. Il temporary house è uno dei metodi. Perché è uno strumento di avvicinamento? Perché al centro abbiamo messo l’utenza; al centro non c’è più l’immobile pubblico ma c’è l’utenza. Noi non dobbiamo riempire questo immobile o  dismetterlo, ma dobbiamo creare valore economico, sociale e ambientale attraverso l’immobile pubblico. Quindi un immobile vuoto non è solo una mancata opportunità, ma è l’immagine della sfiducia verso lo Stato, perché l’immobile inutilizzato è l’immagine dell’abbandono”. Dal Verme ha portato l’esempio della Vela di Calatrava Tor Vergata, dove, dopo il primo risanamento, ora si punterà proprio su una partnership fra pubblico e privato, o per un uso temporaneo o per un assetto di lungo periodo”.

Ma come è possibile costruire quei ponti attraverso l’immobile pubblico? “Ci vuole la condivisione con il territorio – ha detto dal Verme – e il nostro piano industriale del 2022 è basato sul metodo della condivisione con gli enti del territorio, con gli stakeholder, con gli operatori. Laddove c’erano operatori disponibili, come Ninetynine, anche a creare rigenerazione in termini temporanei. Poi la temporaneità si può trasformare in un tempo più lungo e in questo tempo dobbiamo osservare la partecipazione. L’evoluzione naturale della condivisione è la partecipazione. La collettività si deve riappropriare del bene attraverso operatori di mercato che rendano il bene disponibile, creativo, pieno di iniziative”.

Sul dialogo pubblico-privato è tornata anche Simonetta Giordani, segretario generale di Associazione Civita. “Stiamo vivendo battaglie di civiltà e di valori che per noi occidentali – ha detto Giordani – significa un futuro che valga la pena di essere vissuto a misura d’uomo. Questo rende necessaria una mobilitazione della rete pubblica, della rete privata, della società civile e la messa a fattor comune delle migliori esperienze e delle migliori pratiche è il modo migliore per provare insieme a perseguire questi obiettivi. La rigenerazione urbana serve a questo, a creare città resilienti. Come Associazione Civita – ha continuato Giordani – abbiamo recentemente condotto una ricerca sul benessere emotivo dei ragazzi e una delle richieste che è venuta fuori a gran voce è la necessità di avere luoghi fisici in cui partecipare, in cui co-progettare pratiche culturali. C’è in questo momento storico una grande esigenza di luoghi fisici, proprio nel momento della crescita esponenziale dell’innovazione tecnologica. L’iperconnessione procura isolamento. I luoghi fisici hanno un grande valore, consentono di esprimere orgoglio di appartenenza, creatività comune che è la precondizione per sentirsi parte integrante di una comunità e star bene”.

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