Istat: deficit-Pil ’25 al 3,1%. L’Ue: non basta per uscire dall’infrazione
- Snam, ad agosto +15% di domanda di gas
- Itabus raddoppia l’offerta in Germania
- Ia nell’edilizia: 3 ore risparmiate a settimana, ma 1 impresa su 4 resta indietro sui software
Coinvolte 102 gestioni, che servono oltre 46 milioni di abitanti, il 78% della popolazione. L’uso di tecnologie innovative riguarda interventi di desalinizzazione, riutilizzo, recupero di energia e trattamento di reflui e inquinanti.
La transizione verde urbana è una questione d’innovazione e sicurezza. L’esperienza della ville lumière raccontata all’Eco festival da Chiara Molinar, responsabile della strategia pedonale e della progettazione inclusiva: “Oggi abbiamo più parcheggi per le bici che per le auto, indietro non si torna. Così gli interventi realizzati possono avere continuità politica”.
L’entrata in vigore del D.lgs. 190/2024 (Testo Unico Rinnovabili) impone una rigorosa ridefinizione procedurale per gli interventi energetici in contesti di pregio. Il legislatore ha stabilito un equilibrio tassativo tra l’urgenza della transizione energetica e la tutela del decoro urbano, con particolare riferimento alle Zone A (centri storici) e agli immobili vincolati ai sensi dell’art. 136 del Codice dei Beni Culturali.
Valutate opere da oltre 36 miliardi di euro e 19 gigawatt di potenza. Puglia, Sicilia e Sardegna le regioni più interessate; spicca l’agrivoltaico e primi segnali sull’eolico offshore. Bene la produttività pro capite dei tecnici ma la sostenibilità dell’operato potrà aumentare solo con più personale.
Il ministro Foti ha tracciato il bilancio della misura M7 I.17 del Pnrr in materia di efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica e parla di risultato oltre le aspettative. La domanda ha superato di gran lunga la dotazione. Rimangono esclusi 147 candidati per mancanza di fondi per oltre 1,7 miliardi.
Il Piano Sociale per il Clima (PSC) approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto è uno dei pochi provvedimenti finora definiti nell’ambito delle politiche che dovranno accompagnare la transizione energetica degli edifici. Dei circa 9,35 miliardi programmati per il periodo 2026-2032, 3,3 sono destinati al settore edilizio, principalmente alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica (ERP) e degli immobili delle microimprese vulnerabili; metà delle risorse riservate all’ERP confluirà inoltre nel Programma straordinario previsto dal Piano Casa.
L’evoluzione normativa in materia di fonti energetiche rinnovabili (FER) è stata storicamente segnata da un paradosso burocratico: un “crescendo rossiniano” di norme che, pur professandosi semplificatorie, hanno generato un vero e proprio “labirinto” autorizzativo. Il precedente assetto, frammentato in cinque regimi (AU, PAS, DILA, Attività Libera con comunicazione e CILA), ha alimentato una “complessificazione” che il D.lgs. 190/2024 (Testo Unico Rinnovabili) mira oggi a eradicare. La razionalizzazione del sistema, che riduce i regimi amministrativi a soli tre pilastri — Attività Libera, Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) e Autorizzazione Unica (AU) — non è un mero esercizio tassonomico, ma una scelta strategica volta a garantire la certezza dei tempi per gli operatori, elemento essenziale per la transizione ecologica.