Digitalizzazione
Digital Product Passport e Off Site Construction nell’ottica del Piano Casa: politica tecnica e logica sistemica
L’avvento del Passaporto Digitale del Prodotto (Digital Product Passport), in virtù del nuovo quadro regolamentare comunitario attinente ai prodotti della costruzione, e il ritorno dell’Industrializzazione Edilizia (Off Site Construction), dovuto alla convergenza di diverse concause, potrebbero sancire, dopo molti decenni, la possibilità di introdurre una effettiva cultura industriale nel settore della costruzione e dell’immobiliare. La leva decisiva è data, anzitutto, dalla trasformazione dell’informazione tecnica in dati strutturati, interoperabili e leggibili dalle macchine, o meglio, degli algoritmi.
Giorgetti alla Ue: estenda deroghe al Patto sulla difesa anche all’energia
- Ue, sui dazi ogni opzione sul tavolo, oggi incontro Sefcovic-Greer
- Inail: a marzo crescono gli infortuni sul lavoro (+4,4) ma meno decessi (-6,8%)
- Mase-Mimit, 7 progetti sulle materie prime critiche per la seconda call Ue
Bankitalia, banche e famiglie solide ma l’impatto della guerra è in arrivo
- Piano Casa, fonti maggioranza: vale circa 4 miliardi di euro
- Pnrr, via libera Ue alla nona rata da 12,8 mld
- Cipess via libera 1,42 miliardi per Torino-Lione, in servizio nel 2033
L’IA nella progettazione edilizia fa la differenza ma in Italia i professionisti la considerano ancora inaffidabile. La sfida dell’integrazione
Infrastrutture e IA: monitoraggio in Ansfisa, dataspace pubblico-privato e cloud per l’intermodalità
Sono quattro le linee d’azione indicate dal documento finale discusso a Palazzo Madama venerdì: rigenerazione e digitalizzazione delle opere d’arte; logistica aumentata; mobility, infrastructures & logistics data space e un ecosistema digitale per il trasporto intermodale sostenibile, focus sulla portualità.
La burocrazia che uccide due volte
C’è un errore che pesa più degli altri: quello che arriva quando sei già a terra. Le fatture inviate ai feriti di Crans-Montana non sono solo uno scivolone amministrativo, sono un promemoria brutale di quanto ogni atto della Pubblica Amministrazione abbia un impatto diretto, concreto, spesso doloroso sulla vita delle persone.
L’Iot torna a crescere in Italia: 11 miliardi di fatturato nel 2025. Utilities, smart car e smart building in testa ma pesa il caos incentivi
Dal Verme (Demanio): “Digitalizzare il patrimonio, accrescerne il valore con il dialogo centro-territori”
Gestione informativa digitale e intelligenza artificiale: un dialogo coerente?
È ormai da un quindicennio, vale a dire da tre lustri, che il settore della costruzione e dell’immobiliare, meglio definibile come settore dell’ambiente costruito, si confronta con i temi della digitalizzazione, a partire dalla Modellazione informativa, il solo sotto insieme della Gestione Informativa Digitale che abbia ricevuto un riconoscimento legislativo in termini di cogenza, benché, ad esempio, le applicazioni di Internet of Things ai macchinari di cantiere abbiano goduto di importanti agevolazioni fiscali.
Progettazioni in BIM: gli obblighi di legge spingono i bandi ma solo uno su tre ha capitolato informativo
Bandi BIM a quota 638 nel 2025 (+81% in numero e +151% in valore sul 2024). Ma la strada verso la maturità delle PA è lunga se non esprimono le proprie esigenze in gara. Demanio, Difesa e Anas fanno il 40% del totale. Lupoi: “Digitalizzazione e IA percorsi ineluttabili ma occorre organizzarsi, investire e studiare per cogliere tutte le opportunità; anche per il BIM va rivisto il decreto parametri”.
Porti e interporti green e integrati nelle città, Genova e Bologna apripista. Assocostieri punta sul Ppp, il problema Terna sulla rete instabile
Analisi dei documenti della gara di appalto e predisposizione dell’offerta nei processi per l’affidamento dei contratti pubblici tramite IA
Vi è, in premessa, da dire che è presumibile che, ben presto, si smorzerà, parzialmente, l’entusiasmo da parte delle parti in causa (principalmente, nel caso presente, dei concorrenti nei processi di affidamento dei servizi e dei lavori) per l’Intelligenza Artificiale Generativa poiché è immaginabile che il ricorso a questo tipo di dispositivi migliori qualitativamente, ma pure quantitativamente, la capacità di analizzare i documenti di gara e di predisporre le offerte metodologicamente, ma, altresì, originando da modelli fondazionali comuni o simili, è possibile che conduca a un innalzamento del livello in termini di mediocrità (nel senso letterale), rendendo sempre meno distinguibili e competitive le proposte dei candidati.
La cura a distanza del nonno fragile ci aiuta già ad accettare data center e tecnologie digitali: facciamoci i conti, nulla è più come prima
Spesso guardiamo con diffidenza i data center. Li percepiamo come presenze ingombranti, difficili da accettare nei nostri territori. Consumano suolo, energia, acqua. Non li vogliamo vicino casa. Anzi, non li vogliamo affatto. Temiamo che l’intelligenza artificiale ci porterà via il lavoro, che automatizzerà ciò che resta umano, che sostituirà più che affiancare.
Poi però torniamo a casa. E lì, spesso in silenzio, c’è una domanda che non riusciamo più a rimandare: chi si prende cura dei nostri anziani? (…)
I depuratori come miniere energetiche per alimentare il teleriscaldamento nelle città. Ma l’Italia è lenta su norme, risorse e governance
Costruzioni, il digitale è presupposto di legittimità. Deldossi (Ance): “Raccogliere dati ad hoc per prendere decisioni per tempo”
L’IA Agentica nelle gare di appalto pubbliche: collusioni e diversità algoritmiche tra candidati e stazioni appaltanti
“Per le costruzioni non c’è futuro senza off-site, digitale, collaborazione e trasparenza contrattuale” La sfida dei tecnologi
Coro unanime di addetti ai lavori, che hanno fatto il punto sullo stato della digitalizzazione di un settore “ancora troppo resistente al cambiamento”. Ufficializzata la nuova associazione per parlare in Europa.
Linee Guida sulla gestione informativa digitale: tra chiarimenti normativi e una transizione ancora prudente
La recente pubblicazione delle Linee Guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti rappresenta un passaggio rilevante nel percorso di attuazione dell’art. 43 del d.lgs. 36/2023 e del relativo Allegato I.9. Il documento interviene in una fase in cui la digitalizzazione dei contratti pubblici non è più una prospettiva futura, ma una condizione strutturale del sistema, seppur caratterizzata da livelli di maturità ancora fortemente disomogenei.
Costruzioni pubbliche, la svolta digitale: il valore aggiunto delle linee guida del MIT
Il processo di digitalizzazione dei contratti pubblici avviato con il nuovo codice dei contratti pubblici (Dlgs 36/2023) ha introdotto, a partire dal primo gennaio 2025, un’altra importante novità che riguarda il mondo delle costruzioni e cioè l’obbligo, per le stazioni appaltanti, di adottare metodi e strumenti di gestione informativa digitale per realizzare opere di importo superiore a 2 milioni di euro, con estensioni anche agli interventi su beni culturali sopra soglia (art. 43). Tale previsione ha una grande rilevanza perché determina un cambiamento strutturale che incide non solo sulle modalità progettuali, ma anche sull’organizzazione amministrativa e sulla gestione dell’intero ciclo di vita dell’opera pubblica. (…)