LA GIORNATA
- Rapporto del Mes: eurozona sotto pressione, sfide senza precedenti
- Pnrr, Mit: raggiunto e superato target per le infrastrutture idriche
- Eni Storage Systems avvia il cantiere della fabbrica per la produzione di batterie stazionarie a Brindisi
LA GIORNATA
- Istat, a maggio occupati in calo, -22mila unità sul mese
- Confindustria, ‘imprese estere sempre più motore di crescita per l’Italia’
- Assicurazioni, raccolta premi sale a 182 miliardi ma poche polizze catastrofali per la casa
La pubblicazione della UNI 11337-8 “Sistema di gestione dei processi digitalizzati in una organizzazione operante nel settore delle costruzioni e dell’immobiliare”, segna un passaggio che va oltre l’evoluzione del BIM. Il cambiamento introdotto dalla norma non riguarda tanto strumenti o metodologie, quanto il perimetro stesso della trasformazione digitale nel settore delle costruzioni: il BIM cessa di rappresentare il centro del sistema e diventa una componente di un più ampio modello di governo dei processi digitalizzati.
DENTRO IL CERCHIO - La Voce dei Geometri
Negli ultimi anni la sicurezza nei luoghi di lavoro è cambiata profondamente. Non può più essere considerata solo un insieme di obblighi normativi o adempimenti documentali: oggi è un sistema integrato di prevenzione, gestione e controllo che coinvolge persone, edifici, impianti, organizzazione del lavoro e tecnologie digitali.
L’evoluzione normativa, la complessità crescente degli edifici pubblici e privati, l’automazione e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale stanno trasformando il modo in cui la sicurezza viene progettata, monitorata e governata. In questo scenario serve un approccio multidisciplinare, capace di collegare aspetti edilizi, impiantistici, manutentivi, organizzativi e gestionali in un modello evoluto e coerente.
Sembra quasi il titolo di un film futuristico o di fantascienza, e invece la cosiddetta “riserva di umanità” indica un principio reale e concreto, sancito dallo stesso Codice dei contratti pubblici all’articolo 30, commi 3 e 4, e strettamente connesso con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA). Contratti pubblici – ormai completamente digitalizzati – e IA rappresentano infatti un binomio sempre più attuale. Ma cosa significa, in concreto, questo principio per l’attività delle stazioni appaltanti? La risposta arriva da una recente sentenza del TAR Marche (Ancona, 1° giugno 2026, n. 758), che ha affrontato un caso emblematico.
Isabel Ryl, recentemente audita al Sénat a Parigi, sosteneva che le proprie tesi esposte sull’Intelligenza Artificiale avrebbero potuto avere una scarsa validità solo tra pochi mesi. Analoga cura si evince dalla altrettanto recente Enciclica Pontificia, riguardo alla possibilità (e all’intento di parecchi soggetti) di conseguire una intelligenza adattiva superiore a quella umana, nell’ottica di ottenere risultati nel campo, ad esempio, della medicina e della salute.
Il tema dell’Intelligenza Artificiale, tra sfruttamento delle risorse umane e ambientali, promesse miracolistiche, attese bolle finanziarie, bollette crescenti, appare in costante ebollizione, ponendo straordinari interrogativi: tralasciando la Intelligenza Artificiale Generale, una nozione non ben definita e probabilmente fuorviante.
La pubblicazione di alcune bozze normative britanniche e internazionali consente di avviare una riflessione sulle prospettive della digitalizzazione del settore dell’ambiente costruito.
La congiuntura in cui ci si trova vede, infatti, da una parte, una evidente difficoltà da parte degli attori della costruzione e dell’immobiliare nel trarre le debite conseguenze dall’avvento della digitalizzazione, a proposito, specialmente della centralità del dato.
LA GIORNATA
- Meloni: no alla patrimoniale, ridurre il carico fiscale sul ceto medio
- Unem: bolletta energia 2026 sale a 57-58 miliardi se rientra la crisi in Iran. Sul settore “stormi di cigni neri”
- Bankitalia, economia del Lazio frena nel 2025, dimezzata crescita. Pil a +0,6%, spinta da Giubileo e Pnrr
LA GIORNATA
- Ferrovie, Rixi: impegnati per lotto unico nella gara intercity. Sindacati rinviano lo sciopero dell’11 giugno
- Ue, Giorgetti: Occorre cambio di passo in Europa, crisi sono zavorra per imprese
- Ets, ‘ultima chiamata’ di Confindustria: rivedere il sistema, no a perdita di competitività. Le dieci proposte
Il Codice dei Contratti Pubblici, come è noto, introduce, secondo determinate condizioni, precisi obblighi inerenti alla Gestione Informativa Digitale (GID). All’interno del testo di legge, in maniera talora esplicita, ancorché non cogente, sono rinvenibili elementi che consentirebbero di utilizzare dati strutturati nell’ottica della gestione degli investimenti pubblici a partire dal bilancio di previsione di una amministrazione pubblica e dal relativo piano pluriennale degli investimenti pubblici.
Jim H. Snabe sarà inviato speciale per l’intelligenza artificiale industriale
Si è tenuto a Bruxelles il giorno 27 Maggio 2026 un Workshop, col supporto del CEN TC 442 BIM, dello EU BIM Task Group e dello European Network for Digital Building Permits, dedicato al potenziale futuro a livello della normazione relativa al cosiddetto Permesso di Costruire Digitale, ovvero del Digital Building Permit (DBP).
I diversi interventi e le interessanti testimonianze hanno dimostrato come il tema, ormai assurto a pilastro delle politiche comunitarie per il settore assieme al Digital Product Passport (DPP), al Digital Building Logbook (DBL) e al combinato disposto tra Digital Twin (DTw) e Smart Readiness Indicator for Buildings (SRI), richieda una normativa a livello europeo, per il tramite del CEN, segnatamente attraverso il TC 442 BIM, al fine di poter efficacemente mettere a sistema gli esiti dei programmi di ricerca sull’argomento appena conclusisi nell’ambito di Horizon Europe, le azioni legislative di Paesi come Estonia, Finlandia e Portogallo, le iniziative di città come Amburgo, Madrid o Vienna sul medio periodo.
LA GIORNATA
- Mattarella: l’Italia è il risultati di tante migrazioni
- Lagarde: serve un calendario ambizioso su mercato unico e unione investimenti
- Salvini: al lavoro per evitare sciopero delle ferrovie dell’11 giugno
DIARIO DEI NUOVI APPALTI
LE CONSIDERAZIONI FINALI
Crescita, produttività e innovazione sono strettamente legate e decisive per il futuro dell’Italia nell’era dell’intelligenza artificiale. L’IA può diventare una leva fondamentale per la produttività, ma la sua efficacia dipende dalla diffusione nelle imprese e dal rafforzamento delle competenze. Capitale umano, formazione e politiche industriali mirate affinché il progresso tecnologico sia inclusivo.