L'ANALISI SVIMEZ SULLA RIVISTA IL MULINO
Coesione e aree interne: l’anello mancante delle città medie
Una nuova analisi della Svimez, a firma del direttore Luca Bianchi e di Carmelo Petraglia, pubblicata sulla Rivista Il Mulino, rilancia i temi strettamente connessi della riforma delle politiche di coesione, dei risultati deludenti della Strategia per le aree interne (SNIA) e del ruolo delle città medie nello sviluppo territoriale, rilanciando questioni e proposte che DIAC ha già trattato con le analisi della stessa Svimez, di Lanfranco Senn, di Mecenate 90 e di Irpet. Alcuni fili comuni – a partire dalla necessità di una “rifondazione” della politica per le aree interne che rigetti la sua identificazione con una mra funzione redistributiva o, peggio, di “gestione del declino” – assumono oggi un’enfasi politica particolare alla luce di alcuni importanti impegni politici in agenda, come la riforma della politica di coesione, in ambito europeo e nazionale, e la discussione sul bilancio Ue 2028-2034 che quelle politiche deve finanziare.
Già il titolo dell’analisi di Bianchi e Petraglia mette in chiaro il fuoco e l’obiettivo del lavoro: “Città medie: l’anello mancante”: si intende affermare “il ruolo strategico delle città medie come nodi di connessione, per superare la dicotomia tra grandi centri urbani e aree interne in crisi e per garantire servizi, lavoro e coesione territoriale”. D’altra parte, alcune aree del Paese, in particolare il Nord-Est e il Mezzogiorno, evidenziano già un sistema urbano policentrico e un peso delle città medie (fra 50mila e 250mila abitanti) sul Pil niente affatto trascurabile (rispettivamente 22,6% e 17,4%). Al Sud queste realtà hanno i nomi di Salerno, Avellino, Cosenza e Lecce.
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