S. Maria sopra Minerva si apre al pubblico e online

23 Dic 2025 di

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S. Maria sopra Minerva si apre al pubblico e online

Il Convento di Santa Maria sopra Minerva, a Roma, si apre al pubblico e sbarca online. E’ di ieri, infatti, l’annuncio dell’Agenzia del Demanio della firma della concessione d’uso gratuita con la Provincia Romana dei Frati Predicatori. Il Convento, sede centrale dell’ordine dei Domenicani, potrà essere così conosciuto al meglio dalla comunità.  
Al centro dell’iniziativa c’è il Chiostro della Minerva, grazie a un programma di apertura al pubblico con visite guidate dedicate alla storia del complesso e del chiostro stesso.
Ma c’è anche un fronte digitale: il sito web verrà arricchito con nuovi contenuti, anche attraverso strumenti digitali innovativi e virtual tour immersivi. L’Agenzia del Demanio curerà la digitalizzazione per la più ampia diffusione on line.

La storia ripercorsa dalla nota ufficiale del Demanio

Il Convento di Santa Maria sopra Minerva, gioiello della storia e dell’arte di Roma, – che oggi ricorda l’anniversario di 809 anni dalla conferma dell’Ordine dei Predicatori da parte di Papa Onorio III, avvenuta il 22 dicembre del 1216 – torna protagonista con la sottoscrizione della conferma della tra l’Agenzia del Demanio e Il Padre provinciale, Antonio Cocolicchio ricorda la presenza nella basilica adiacente della tomba della patrona d’Italia e compatrona d’Europa e di Roma, Santa Caterina da Siena, e la tomba del Beato Angelico, patrono universale degli artisti, che ha segnato nella pittura il passaggio ai valori dell’Umanesimo cristiano.  Entrambi trascorsero lì gli ultimi anni della loro vita a dimostrazione del significato del compendio nella vita religiosa romana dell’epoca.
Il Convento, parte dell’area sacra di epoca romana denominata Minervum che ospitava, tra gli altri, il tempio di Minerva Chalcidica, è inserito nella cosiddetta Insula Sapientiae o Dominicana, che ha concluso nel corso del XVIII secolo il suo ciclo formativo con il completamento della biblioteca Casanatense. Il compendio passò al patrimonio dello Stato a fine ‘800 e, proprio in relazione alla sua storica vocazione culturale, è divenuto sede del polo bibliotecario parlamentare con la Biblioteca della Camera dei Deputati e quella del Senato della Repubblica. Il Senato oggi per i propri scopi istituzionali ha in uso la Sala Capitolare che affaccia sul bellissimo chiostro affrescato.

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