Nuova spiaggia green a Mestre (Ve), a Barletta è scontro sul piano casa
Il parco di San Giuliano si allarga con l’apertura di circa 42mila metri quadrati nell’area dei “6 ettari”, trasformata da ex discarica in “spiaggia di Mestre” con affaccio diretto sulla laguna. A Barletta, la commissione Urbanistica è ferma da luglio e la seduta convocata per esprimere il parere su Piano Casa e zone B5 è stata sospesa dopo un duro scontro tra il presidente Luigi Antonucci (Fdi) e alcuni consiglieri.
IN SINTESI
A Mestre (comune di Venezia) il parco di San Giuliano si allarga con l’apertura di circa 42mila metri quadrati nell’area dei “6 ettari”, trasformata da ex discarica in “spiaggia di Mestre” con affaccio diretto sulla laguna. L’intervento, da 1,7 milioni di euro di fondi Pnrr, ha portato pavimentazioni drenanti e terra stabilizzata sul fronte acqua, 36 nuovi punti luce e un grande lavoro di rinaturalizzazione con 90 alberi, 350 arbusti, 8.500 piante aromatiche e piccole dune ottenute movimentando 24mila metri cubi di terra. L’erba, seminata a settembre, sarà pienamente fruibile dalla primavera 2026. Nello stesso anno è previsto il completamento della “piazza della Laguna” a Punta San Giuliano, finanziata con 600mila euro, che offrirà un teatro verde, vasche vegetali, nuove alberature, illuminazione, irrigazione e servizi, permettendo a cittadini e visitatori di affacciarsi direttamente sull’acqua con vista sul campanile di San Marco.
Barletta, commissione Urbanistica bloccata e scontro politico sul Piano Casa
A Barletta la commissione Urbanistica è ferma da luglio e la seduta convocata per esprimere il parere su Piano Casa e zone B5 è stata sospesa dopo un duro scontro tra il presidente Luigi Antonucci (Fratelli d’Italia) e i consiglieri Rosa Cascella (Partito Democratico), Antonello Damato (Lista Emiliano Sindaco di Puglia) e Michele Trimigno (Barletta al Centro). Il casus belli è stata la nomina del segretario verbalizzante: l’opposizione chiedeva la conferma di Cascella, mentre Antonucci voleva designare Antonio Comitangelo (Forza Italia), senza voto della commissione, scelta definita “illiberale” da Damato. Sullo sfondo restano le richieste di revoca del presidente, per “gravi disfunzioni”, e il giudizio politico sulle delibere urbanistiche: Cascella, Damato e Trimigno si dichiarano contrari a “colate di cemento” e alla possibilità di usare il Piano Casa per speculazioni in aree turistiche, chiedendo più verde pubblico e parcheggi. Antonucci replica che il regolamento consente la sua nomina del segretario, rivendica la legittimità delle delibere basate su norme nazionali e regionali e accusa l’opposizione di voler bloccare lo sviluppo della città per “capriccio politico”.
Firenze, cronoprogramma Franchi e costi in rialzo di 60 milioni
A Firenze la sindaca Sara Funaro ha fissato le nuove tappe per il restyling dello stadio Artemio Franchi: il primo lotto, con nuova curva Fiesole, Tribuna laterale adiacente e metà Maratona coperte, dovrà essere completato entro il 30 aprile 2027, mentre l’intero impianto sarà pronto per la stagione 2029-2030. I costi complessivi dell’opera salgono da 205 a 265 milioni di euro, con un buco di circa 60 milioni ancora da coprire tramite project financing con l’ACF Fiorentina, mutui o altri finanziamenti. Nel 2026 saranno completate fondazioni, strutture in cemento armato e gradoni prefabbricati della nuova Fiesole, oltre alla “copertura nord” che riparerà Fiesole, Tribuna laterale e metà Maratona con nuovi skybox e sedute in legno. Il cantiere, che si allargherà verso viale Fanti costringendo allo spostamento del mercato rionale, potrà lavorare anche in orario notturno; a fine primo lotto partiranno le demolizioni lato curva Ferrovia e gli interventi su Tribuna centrale, parterre e skybox, con settore ospiti provvisorio tra Fiesole e Maratona.
Venezia, Cittadella della giustizia a 55 milioni e consegne scaglionate fino al 2027
A Venezia la Cittadella della giustizia di piazzale Roma riceve altri 15 milioni di euro di finanziamenti statali, che portano a 55 milioni il costo del terzo lotto e allungano i tempi di chiusura del cantiere oltre la scadenza Pnrr di marzo 2026. L’assessora ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto ha spiegato che gli edifici 7 e 12, destinati a Procura generale e Corte d’Appello, saranno comunque pronti per marzo grazie ai fondi Pnrr, mentre il recupero dell’edificio 13 e degli spazi residui dovrebbe concludersi tra fine 2026 e inizio 2027, con traslochi scaglionati degli uffici giudiziari. La giunta ha inoltre stanziato 1,647 milioni per il restauro conservativo della torre di guardia all’ingresso dell’Arsenale, 450mila euro per il recupero delle mura tra rio de le Gorne e rio di San Francesco della Vigna e 65mila euro per uno studio dello Iuav sui marginamenti lungo i rii della Tana e di San Daniele, nell’ambito di un più ampio programma da 25 milioni già previsto per il restauro del paramento esterno dell’Arsenale.
Matera, demolito il ponte pedonale di Serra Rifusa dopo 13 anni di attesa
A Matera è iniziata la demolizione del ponte pedonale di Serra Rifusa, danneggiato gravemente nel 2012 dall’urto di un camion e rimasto per oltre un decennio un caso irrisolto tra messe in sicurezza parziali e recupero mancato delle somme assicurative. L’intervento si inserisce nel progetto da 1,4 milioni di euro per il nuovo Parco di Serra Rifusa, che ridisegnerà l’intera area con un campo da calcetto, due campi da padel, uno spazio per il calisthenics e due parcheggi, oltre alla ristrutturazione di 560 metri quadrati di edifici destinati a uffici, reception, bar, servizi igienici e spogliatoi a servizio degli impianti. Il sindaco Nicoletti sottolinea che la demolizione chiude “un capitolo aperto da 13 anni” e che la priorità dell’amministrazione è garantire sicurezza e decoro ai residenti, accelerando i lavori appena le condizioni tecniche e finanziarie lo hanno consentito.
Mesagne, piano opere pubbliche da 22,6 milioni tra sicurezza, casa e patrimonio storico
A Mesagne (BR) il Piano triennale delle opere pubbliche approvato dalla commissaria prefettizia Maria Antonietta Olivieri prevede investimenti per circa 22,6 milioni di euro concentrati su pochi interventi strategici. La quota maggiore, 2,3 milioni, è destinata a un nuovo progetto anti-alluvione in continuità con i 3,1 milioni già spesi sul Canale Capece e sulle aree critiche cittadine; quasi 2 milioni finanzieranno nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica nel quartiere Zecchino, mentre 1,94 milioni andranno alla valorizzazione del parco archeologico di Muro Tenente e 1,525 milioni alla messa in sicurezza di viale Indipendenza. Tra i progetti Pnrr spiccano la rifunzionalizzazione della Masseria Canali (1,09 milioni), bene confiscato alla criminalità e al centro del caso della cooperativa “Terre di Puglia – Libera Terra” in liquidazione, e l’eliminazione delle barriere architettoniche nel museo (380mila euro). Sono inoltre previsti il restauro del municipio (1 milione), l’adeguamento dello stadio Guarini (1,5 milioni), la messa in sicurezza sismica della palestra della scuola Giovanni XXIII (1,11 milioni), l’ampliamento del cimitero (1,05 milioni) e interventi verdi e di riqualificazione urbana nello Zecchino, con oltre 7,3 milioni di opere da avviare già nel 2026.
Genova, a gennaio il verdetto sul progetto Ferraris e 20 milioni per il “nuovo” Carlini
A Genova il mese di gennaio sarà decisivo per il futuro dello stadio Luigi Ferraris: la conferenza dei servizi istruttoria dovrà stabilire se la proposta di riqualificazione presentata da Genoa e Sampdoria, basata su un diritto di superficie novantanovennale, sia di interesse pubblico. La sindaca Silvia Salis ribadisce la volontà di procedere con un progetto che veda protagoniste le due società ma sotto il controllo finale del Comune, mentre dal centrodestra arrivano dubbi sui 26,2 milioni di contribuzione chiesti per l’operazione e sul fatto che il diritto di superficie equivalga di fatto a una cessione. Il vicesindaco Alessandro Terrile replica che durata e condizioni saranno valutate in sede tecnica. Parallelamente la giunta punta a completare entro il 2028 il restyling dello stadio Carlini, con 1,5 milioni stanziati nel 2026 per la progettazione e 18,5 milioni programmati tra 2027 e 2028, e conferma l’area dell’ex Tiro al piccione a Quinto per la nuova piscina di pallanuoto che sostituirà l’impianto demolito di Nervi, in dialogo con la Federazione italiana nuoto sulle caratteristiche del progetto.
Milano, ultima corsa della giunta Sala tra nuovo stadio, casa e sicurezza
A Milano il sindaco Giuseppe Sala prepara l’“ultimo miglio” del mandato con una serie di obiettivi da chiudere entro il 2027, a partire dal dossier San Siro per assicurare gli Europei di calcio 2032 nel nuovo stadio progettato con gli studi Foster e Manica e completare tutti gli atti post-vendita della Scala del calcio nei tempi concordati con le squadre. In urbanistica la giunta, con la vicesindaca Anna Scavuzzo alla delega, ha varato misure rimediali per i cantieri finiti nelle inchieste della procura e una variante al Pgt per irrigidire le regole future, puntando a far ripartire l’edilizia senza deroghe opache. L’ambizioso piano casa dei 10mila alloggi sociali in dieci anni viene ricalibrato sulla gestione del patrimonio comunale: l’obiettivo è arrivare a “zero sfitti” negli immobili Mm entro il 2027. Tra le priorità rientrano anche il rilancio delle piscine cittadine con modelli di partenariato pubblico-privato sullo schema Cozzi e Argelati e il rafforzamento della polizia locale, che dovrà raggiungere 3.350 agenti entro la primavera 2027. Sul tavolo del centrosinistra, trainato dal PD, ci sono inoltre il salario minimo comunale sul modello Genova e un’attenzione maggiore ai temi della sicurezza urbana.
Ancona, saltano i lavori alla Verrocchio: rescissione con Rennova e rischio incompiuta
Ad Ancona il sindaco Daniele Silvetti ha dato mandato ai legali del Comune di rescindere il contratto con il Consorzio Rennova per la realizzazione dell’autostazione Verrocchio alla Palombella, con parcheggio scambiatore da 200 posti, riaprendo lo spettro di una nuova incompiuta dopo trent’anni di vicende giudiziarie. Il consorzio, che aveva riavviato il cantiere nel 2021 con consegna prevista per gennaio 2023, rivendica riserve per 700mila euro, un ultimo stato d’avanzamento da 240mila euro non pagato e 90mila euro trattenuti, oltre a ulteriori somme, per un totale che il presidente Gianni Tanzi quantifica in circa 1,5 milioni; secondo lui, anche un riconoscimento del 30% in tribunale costerebbe al Comune 500mila euro, più l’incognita delle penali da 300mila euro applicate dall’ente. L’opera, già finita in contenzioso con la Salini Locatelli dopo il primo cantiere avviato nel 2006 e chiuso con un lodo da 3,6 milioni poi ridotto dalla giustizia a circa 1 milione da restituire, è passata in questi anni da 2,7 a quasi 3,8 milioni di costo per effetto di quattro varianti, rincari e imprevisti. Ora il dossier torna in mano agli avvocati, mentre l’area dell’ex fornace Verrocchio rischia di rimanere ancora a lungo un cantiere fermo.
(a cura di Francesco Stati)