IL NUOVO DECRETO INFRASTRUTTURE

Boccata d’ossigeno Rfi: 2,8 miliardi per pagare fatture scadute. Anticipi per Anas e Cisterna-Valmontone

La manovra dispone 4,8 miliardi di anticipi di cassa di cui beneficiano anche manutenzioni Rfi e Anas e il programma Ponti, Viadotti Gallerie della società stradale. Rimodulazioni per il Ponte: cancellati 2,787 milioni stanziati nel 2026-2029 e recupero di 2.607 milioni nel 2030-2034. Per la superstrada nel Lazio i fondi consentiranno di definre il nuovo cronoprogramma accelerato entro fine mese.

12 Mar 2026 di Giorgio Santilli

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Boccata d’ossigeno Rfi: 2,8 miliardi per pagare fatture scadute. Anticipi per Anas e Cisterna-Valmontone

Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti

Una manovra in dieci commi che spiega, a posteriori, il perché di tanti cavillosi rilievi da parte della Ragioneria generale dello Stato, al punto da dover ripassare per l’approvazione del Consiglio dei ministri. La nuova versione del decreto legge Infrastrutture dispone all’articolo 1, dai commi 8 ai commi 17, una manovra finanziaria degna quasi di una legge di bilancio, anche se gli effetti concreti alla fine saranno più contenuti, ma tutt’altro che irrilevanti, fra spostamenti di fondi in avanti e indietro. Gli oneri aggiuntivi quantificati dal comma 17 ammontano a 10.732 milioni, ma l’indebitamento ne vale 4.821, tutto speso per anticipare cassa e liquidità finalizzata agli investimenti. Comunque non poco. La sostanza è proprio un’anticipazione di fondi di competenza e cassa per RFI, Anas e per la superstrada Cisterna-Valmontone, mentre una parte del conto la paga il Ponte sullo Stretto, con la rimodulazione di risorse in avanti che vede cancellati 2,787 milioni stanziati per il 2026-2029 e il recupero di 2.607 milioni nel 2030-2034. Inutile dire che il completamento al 2032 è ormai saltato. Per il resto si vedrà.

La norma più forte è al comma 9 che dispone: “Ai fini della riduzione dell’esposizione debitoria della società Rete Ferroviaria Italiana (RFI) è autorizzata la spesa di 1.800 milioni per l’anno 2026 e di 1.000 milioni per l’anno 2027”. Dove quella esposizione debitoria deve certamente riferirsi a un debito commerciale: fatture scadute. I ritardi dei pagamenti di RFI sono diventati un problema serio da 6-7 mesi e, nonostante le buone intenzioni e le promesse di mettere a posto i pagamenti da parte della società, la scarsità di liquidità in cassa lo ha di fatto finora impedito. Da qui la manovra che è una vera boccata di ossigeno per RFI e per le imprese appaltatrici che stanno aspettando. La norma non è chiaro che impatto quantitativo effettivo avrà nelle casse delle aziende appaltatrici, ma sembra essere scritta bene, nel senso che privilegia i pagamenti (in ritardo) dei lavori fatti rispetto alle anticipazioni del 10% sulle riserve iscritte dalle imprese, che sono state previste dal decreto legge PNRR:  “Prima pagare i lavori svolti, poi le anticipazioni delle riserve”, aveva tuonato qualche giorno fa in commissione Bilancio della Camera la presidente di Ance, Federica Brancaccio

I principali spostamenti di risorse di competenza devono intendersi come anticipazioni, anche se il MEF – oltre a rimodulare il Ponte – interviene con un paio di fondi del suo bilancio (conto poste sospese e fondo in conto capitale per gli scostamenti dalla traiettoria del programma a medio termine) proprio per alimentare la cassa. Le stesse somme in favore di RFI si rivalgono su futuri stanziamenti di competenza in favore del contratto di programma della società. Con il risultato che la boccata di ossigeno potrebbe portare qualche disordine in più in  termini di programmazione e di pianificazione. Stessa cosa vale per gli 804 milioni del programma Ponti Viadotti Gallerie di ANAS: 750 anticipati al triennio 2026-2028 con una coda di 54 milioni al 2029, tutte risorse precedentemente previste per il periodo 2030-2033. Con lo stesso meccanismo ci sono 372 milioni di euro per manutenzioni straordinarie ANAS e 180 di manutenzioni RFI.

Un caso a sé è la superstrada Cisterna-Valmontone per cui è prevista a fine mese l’approvazione dell nuovo cronoprogramma finanziario e procedurale. Come aveva anticipato nelle settimane scorse il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a Latina, per quest’opera c’è in corso un’accelerazione della fase progettuale-autorizzativa che dovrà portare all’apertura dei cantieri. Il decreto interviene a suggellare questa decisione, anticipando 379 milioni dal periodo 2031-2034 al triennio 2029-2031.

 

 

La manovra dispone 4,8 miliardi di anticipi di cassa di cui beneficiano anche manutenzioni Rfi e Anas e il programma Ponti, Viadotti Gallerie della società stradale. Rimodulazioni per il Ponte: cancellati Per la superstrada nel Lazio i fondi consentiranno di definre il nuovo cronoprogramma accelerato entro fine mese.

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