LA GIORNATA
Manovra a rilento al Senato. Nomine, Nicola Dell’Acqua presidente Arera
- Tajani vara la nuova Farnesina, due pilastri politico ed economico
- Ponte sullo Stretto, Salvini incontra commissario Ue: “Bruxelles vuole l’opera”
- Terzo Valico, scavati 86,5 km di gallerie su oltre 90 totali
IN SINTESI
Prosegue a rilento il lavoro sulla manovra in commissione Bilancio al Senato. Gli emendamenti del governo sui temi concordati nel vertice di maggioranza (dagli affitti brevi all’Isee, dai dividendi alla compensazione dei crediti) vengono annunciati per giovedì. Ed è quindi destinato a slittare di qualche giorno l’avvio delle votazioni. Una prima riunione tra governo e gruppi politici ha consentito intanto di avviare il confronto sui temi comuni (enti locali, calamità e italiani all’estero) con l’obiettivo di arrivare a proposte condivise. Ma sul tavolo del governo resta una serie di nodi da sciogliere. A partire dal tema banche/assicurazioni: l’intesa è “chiusa”, ma “ora si tratta di scriverla, e si sa che non è facile passare dall’accordo alla scrittura”, dice il ministro dei rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, che non nasconde la difficoltà di tradurre in norme l’accordo che dovrebbe portare 600 milioni in due anni riducendo la deducibilità delle perdite pregresse. C’è poi l’emendamento sulle riserve auree della Banca d’Italia su cui pende l’altolà della Bce: “il tema è sul tavolo, vedremo in che modo formularlo”, spiega Ciriani. Che tira dritto anche sui Lep, nonostante le richieste pressanti delle opposizioni perché vengano stralciati: restano in manovra, non possono essere stralciati, mette in chiaro, assicurando che il tema è “perfettamente ammissibile e costituzionale”. Sul fronte delle misure, intanto, spuntano dalla Lega iniziative per l’autonomia finanziaria delle donne e garanzie pubbliche per gli stipendi dei lavoratori nelle basi Usa, mentre FdI ci riprova con nuove riformulazioni sulla proroga di Opzione donna e sulla detassazione dei rinnovi contrattuali. Intanto, ieri, si è verificato un nuovo cortocircuito in manovra sulla cannabis light. Prima il tentativo, attraverso un emendamento di Fratelli d’Italia, di renderne nuovamente legale la vendita – dopo la stretta impressa sei mesi con il decreto sicurezza – ma con una maxi tassazione. Poi la marcia indietro del partito della premier che, dopo una prima giustificazione formale della mossa, annuncia che l’emendamento sarà ritirato.
Arera, nominati i nuovi vertici: Dell’Acqua presidente
Scelto il nuovo vertice dell’Arera, l’Autorità che si occupa di regolazione di elettricità, gas, servizi idrici e rifiuti, e che era in regime di proroga dal 10 agosto scorso. Il consiglio dei ministri, su proposta dei ministri dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha deliberato l’avvio della procedura per la nomina di Nicola Dell’Acqua alla presidenza e del collegio di cui faranno parte anche Alessandro Bratti, Livio De Santoli, Lorena De Marco e Francesca Salvemini. Nicola Dell’Acqua, nominato dal governo Meloni nel 2023 commissario straordinario nazionale per il contrasto alla scarsità idrica, andrà a sostituire Stefano Besseghini. Di nomina della maggioranza anche Lorena De Marco (dirigente consigliere tecnico scientifico del Collegio d’Autorità in Arera in distacco dall’Acquirente Unico) e Francesca Salvemini capo della segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Sono stati invece indicati dall’opposizione Bratti, già parlamentare del Pd che è stato direttore generale dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e come ultimo incarico segretario generale dell’Autorità distrettuale del Fiume Po, e De Santoli in quota M5s che è prorettore per la sostenibilità all’Università La Sapienza, presidente del corso di laurea in Ingegneria energetica e presidente del Coordinamento Free, che raccoglie 25 associazioni attive nei settori delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. I primi auguri al presidente e al collegio sono arrivati dalla viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava.
Inail in 10 mesi salite a 889 denunce di infortuni mortali
Nei primi dieci mesi dell’anno, le denunce di infortuni mortali (esclusi gli studenti) presentate all’Inail sono state in totale 889, in aumento rispetto alle 877 dello stesso periodo del 2024. E’ quanto emerge dalle tabelle dell’Istituto. Il confronto con l’anno precedente evidenzia un aumento delle morti in occasione di lavoro dello 0,5%, fino a 652, e di quelle in itinere del 3,9%, fino a 237. Risultano di più rispetto ai primi dieci mesi del 2024 anche gli infortuni in occasione di lavoro denunciati (350.849, +0,2%) e quelli in itinere (82.101, +2,8%). Le denunce di malattia professionale sono 81.494, il 10,2% in più. “I dati Inail sulle denunce di infortunio, le malattie professionali e gli incidenti mortali sul lavoro restano drammatici. Siamo di fronte a una vera e propria strage silenziosa”,dichiara la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese. “Nei primi 10 mesi del 2025 sono morte 896 persone sul lavoro. È evidente che i passi avanti fatti dal Decreto salute e sicurezza dello scorso ottobre, con il potenziamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’assunzione di nuovi ispettori, l’introduzione del badge di cantiere o le borse di studio per i superstiti delle vittime sul lavoro, non sono sufficienti”. “Dinanzi a questi dati – ha aggiunto Veronese – ribadiamo le nostre richieste: il divieto dei subappalti a cascata, lo stop alle gare al massimo ribasso, l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, l’istituzione di una Procura nazionale del lavoro, il patrocinio legale gratuito per le famiglie delle vittime e l’equiparazione del trattamento riservato alle vittime sul lavoro a quello previsto per le vittime di mafia, in un’ottica di equità e giustizia sociale. Queste – ha concluso Veronese – sono tutte misure altrettanto necessarie che sottoporremo al Governo per continuare la nostra battaglia per ‘Zero morti sul lavoro”’
Tajani vara la nuova Farnesina, due pilastri politico ed economico
“L’inizio di una vera rivoluzione”. La Farnesina cambia pelle: con la riforma in vigore dal primo gennaio 2026 il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) mette la crescita al centro della politica estera, non in astratto, ma in maniera strutturale, dotandosi di nuovi strumenti, di una rinnovata organizzazione, e di “due teste”, una politica ed una economica. “L’obiettivo è che le due teste del ministero si concentrino in maniera coordinata sulla politica e sull’economia. Perché il mondo è cambiato”, ha spiegato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani presentando la ‘Nuova Farnesina’ a Villa Madama.
Si apre così ufficialmente il sipario su quello che è di fatto un processo in corso da mesi e che ha già toccato alcune delle sue prime tappe, come l’apertura a ottobre della nuova sede dell’ambasciata d’Italia a Londra dove, nello stesso edificio, operano non solo la rappresentanza diplomatica più classicamente intesa, ma l’Istituto di Cultura e l’Ice. O, altro esempio, l’inaugurazione nei giorni scorsi di una sede Simest presso l’ambasciata d’Italia a Riad. “Tutte le ambasciate d’Italia saranno delle piattaforme per sostenere ogni impresa italiana che lavora oltre i confini del nostro Paese affinché nessun imprenditore, piccolo, grande medio, si senta solo ogni volta che deve operare fuori dai confini italiani”, ha spiegato Tajani. “Non possiamo non avere una organizzazione efficiente ed efficace che accompagni le nostre imprese nel mondo”, ha aggiunto. E allora se il più tradizionale pilastro politico del ministero degli Esteri viene rafforzato nelle sue fondamenta, la novità è che viene affiancato da un non meno cruciale pilastro economico, con la nascita di una nuova Direzione Generale per la crescita e la promozione delle esportazioni. Il ministro Tajani lo ha ricordato: l’Italia ha ben chiaro l’obiettivo di raggiungere i 700 miliardi di export entro il 2027, è nero su bianco in un Piano d’Azione, è conditio sine qua non per la crescita, e la crescita appunto entra con la riforma nel Dna della Farnesina. A livello organizzativo al ministero “accanto al segretario Generale, vi sarà un segretario Generale aggiunto che coordinerà per la prima volta tutta l’attività economica del ministero e un segretario Generale aggiunto che coordinerà tutta l’attività politica del ministero”, ha spiegato Tajani. Ma non solo: “Mettere tutto a sistema”, rimarca Tajani, attraverso la stretta collaborazioni con gli altri ministeri e con le agenzie come Ice, Simest, Sace, Cassa depositi e prestiti, le camere di commercio.
Ponte sullo Stretto, Salvini incontra commissario Ue: “Bruxelles vuole l’opera”
Dialogo bilaterale tra il vicepremier e ministro Matteo Salvini e il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas. Al centro del colloquio, anche il dossier-Ponte sullo Stretto. Salvini ha appreso con grande soddisfazione che l’orientamento di Bruxelles non è cambiato e c’è totale interesse e determinazione affinché l’opera possa partire quanto prima. Salvini ha confermato al Commissario l’impegno del Governo ad andare avanti fornendo tutte le risposte richieste dalla Corte dei Conti.
Ue,Fitto: tema casa priorità assoluta, piano in prossime settimane
Il problema della casa per l’Europa è “una priorità assoluta”. Lo ha detto Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della commissione Ue per le riforme e la coesione, intervenendo all’assemblea della Cna. “E’ un altro tema centrale sul quale stiamo lavorando – ha aggiunto – nelle prossime settimane siamo pronti a presentare il primo piano europeo per le case a prezzi accessibili, che rappresenta in particolare per le giovani coppie una grande risposta a una grave crisi”.
Terzo Valico, scavati 86,5 km di gallerie su oltre 90 totali
Scavati 86,5 chilometri di galleria sugli oltre 90 totali della linea del Terzo Valico dei Giovi, realizzato dal General Contractor guidato da Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana, con il supporto della società di ingegneria Italferr, entrambe società del Gruppo FS Italiane, sotto l’egida del Commissario straordinario di Governo, Calogero Mauceri. L’abbattimento del diaframma sulla tratta Castagnola-Vallemme del Tunnel di Valico – la galleria ferroviaria che, con circa 27 km per ciascun binario, sarà la più lunga d’Italia – ha portato l’opera a superare i 50 km di scavi completati su 54 km totali, avvicinandosi così alla sua conclusione. Il breakthrough consolida il completamento di circa 94% degli scavi in galleria sull’intero tracciato. Questo traguardo ha rappresentato il cuore della giornata di celebrazioni per Santa Barbara, patrona dei minatori e di chi lavora in sotterraneo, tenutasi all’interno del Camerone del Tunnel di Valico che vede impegnato anche Cossi Costruzioni, società del Gruppo Webuild. L’abbattimento ha interessato in particolare gli scavi dei lotti più complessi, Vallemme e Castagnola, nel cuore dell’Appennino ligure. Il Progetto Unico, che fa parte del Corridoio Reno-Alpi della rete TEN-T, ridurrà i tempi di percorrenza tra Genova e Milano a circa un’ora, potenziando i collegamenti tra i porti liguri e il resto d’Europa. Un tratto di 8,5 km del Terzo Valico ed il Quadruplicamento del Nodo di Genova Voltri – Sampierdarena sono già attivi. L’evento ha previsto un collegamento in diretta con altri cantieri ferroviari, in particolare con il cantiere di Trappitello (Messina) in Sicilia, creando un ponte virtuale tra opere cruciali per un’Italia pienamente connessa e competitiva. La giornata è stata anche occasione per celebrare i 75 anni di SELI Overseas, società del Gruppo Webuild e leader globale nel tunneling. Dal 1950, SELI Overseas ha contribuito alla realizzazione di alcune delle opere in sotterraneo più sfidanti al mondo, portando competenze e tecnologie che oggi contribuiscono a rendere possibile il progresso del Terzo Valico e di altre opere strategiche, incluse tratte rilevanti in galleria delle nuove linee ad alta velocità Napoli–Bari e Salerno–Reggio Calabria e della direttrice ad alta capacità Palermo–Catania–Messina.
“Celebriamo la tenacia e la competenza di migliaia di lavoratori. L’abbattimento di questo diaframma è il simbolo che ogni sforzo, se ben diretto, rompe ogni ostacolo – ha dichiarato il Viceministro Edoardo Rixi. – Il Terzo Valico non è solo un tunnel, è il futuro del porto di Genova e della logistica del Nord. Questa è l’opera che connette l’Italia con l’Europa in modo strutturale.” “Ogni volta che un diaframma cade, cade una barriera che ci allontanava da un futuro più veloce, più connesso e più competitivo – ha dichiarato il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci -. Oggi celebriamo un risultato importante per l’avanzamento del Terzo Valico, ma anche la ricorrenza di Santa Barbara, patrona dei lavoratori dei cantieri, e desidero rivolgere un ringraziamento sentito alle maestranze e ai tecnici che ogni giorno, con impegno e professionalità, rendono possibile un’opera strategica per la mobilità della Liguria e del Paese”. “Il Terzo Valico è un’infrastruttura che parla al futuro del Paese, capace di connettere territori, economie e comunità in una visione pienamente europea. Il superamento dei 50 chilometri di scavo nel Tunnel di Valico conferma la solidità di un percorso che stiamo guidando con rigore istituzionale e con la collaborazione di un sistema di competenze unico nel suo genere – è intervenuto il Commissario Calogero Mauceri. – In una giornata simbolica come quella di Santa Barbara, desidero esprimere il mio apprezzamento a tutte le maestranze impegnate nei cantieri e a chi, nelle istituzioni e nelle imprese, contribuisce quotidianamente alla realizzazione di un’opera strategica per la competitività dell’Italia. Questo non è solo un cantiere, è l’emblema di un’Italia che sa fare. Ogni metro scavato è un passo verso la modernità e la competitività del nostro sistema logistico. Gli scavi al 94% è il dato che di fatto smentisce ogni scetticismo: il Terzo Valico è in dirittura d’arrivo.”
“Il Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi–Nodo di Genova è molto più di un’infrastruttura”, ha dichiarato l’AD di Webuild Pietro Salini. “È la dimostrazione di come l’Italia possa competere e crescere investendo in opere strategiche e sostenibili. L’Italia ha bisogno di progetti integrati che facciano sistema come si sta facendo in Liguria. L’esempio della Liguria con la Nuova Diga Foranea, il Nodo Ferroviario di Genova e il Terzo Valico dei Giovi dimostra come una visione d’insieme possa proiettare l’Italia al centro della logistica mediterranea ed europea, e nel cuore delle reti TEN-T”. Salini ha ricordato che il Terzo Valico dei Giovi è un “atto di responsabilità profonda verso chi verrà dopo di noi” e che “il lavoro svolto da 5.000 persone, con oltre 2.500 fornitori coinvolti da inizio lavori, è la risposta diretta alla vera priorità nazionale: lavoro, sviluppo e welfare”. Per l’AD di RFI Aldo Isi “L’abbattimento del diaframma della galleria Castagnola–Vallemme rappresenta un momento sia simbolico che concreto: un traguardo tecnico rilevante che testimonia il progresso del Terzo Valico e del Nodo di Genova, oltre a valorizzare il lavoro svolto in cantiere. In occasione della festa di Santa Barbara, celebriamo l’impegno di tutte le donne e gli uomini che operano sotto terra, offrendo la loro competenza, dedizione e un forte senso di responsabilità. Il mio pensiero va innanzitutto a loro: alle maestranze, ai tecnici e agli ingegneri che, con il loro costante impegno, rendono possibile la realizzazione di opere strategiche per il Paese”.
Polizze CatNat, Costantini (Cna): il Governo ci ripensi e apra un tavolo
Sull’introduzione dell’obbligo per le imprese di stipula delle polizze anticatastrofali “chiediamo al governo di riaprire un tavolo sul tema e che vengano azzerate le imposte sulle polizze assicurative altrimenti questa operazione dalle imprese viene vista come un’ulteriore antipatica tassa. Per favore ripensateci”. Lo chiede il presidente Cna Dario Costantini, nel corso dell’assemblea annuale, rivolgendosi ai ministri presenti in sala.
Edison accelera sulle rinnovabili: nel 2026 al via cantieri per oltre 500 Mw
Edison accelera il percorso di crescita nelle rinnovabili e annuncia per il 2026 l’avvio di ulteriori cantieri per oltre 500 Mw, in aggiunta agli attuali 250 Mw in fase di costruzione. Il gruppo, che si conferma tra i principali aggiudicatari di nuova capacità alle aste Fer-X, per l’apertura dei nuovi cantieri mette in campo un investimento per oltre 600 milioni di euro. Il successo conseguito alle recenti “aste Fer-X dimostra la nostra capacità di essere competitivi sul mercato sotto il profilo industriale e tecnologico”, afferma l’amministratore delegato Nicola Monti. I nuovi progetti, per buona parte provenienti dagli esiti dell’asta Fer-X eolica e fotovoltaica e in parte sviluppati a mercato, prevedono oltre 300 Mw di eolico, incluse integrali ricostruzioni di impianti con aerogeneratori di ultima generazione, e circa 200 Mw di nuovo fotovoltaico. Gli interventi saranno concentrati soprattutto in Piemonte, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia. I nuovi cantieri potranno beneficiare anche dell’accordo recentemente sottoscritto da Edison con la Banca Europea degli Investimenti (Bei) per un finanziamento fino a 800 milioni di euro. Per l’esecuzione dei lavori, secondo le stime, saranno impiegati complessivamente circa 1.000 lavoratori e 200 imprese fornitrici. L’ottimo risultato delle aste ci “consente di accelerare il percorso di crescita nelle rinnovabili, con l’obiettivo di raddoppiare la capacità green installata nei prossimi anni e di contribuire in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del Paese”, prosegue Monti. Per accrescere la sicurezza della rete elettrica e la stessa energia rinnovabile in rete, Edison ritiene indispensabile abbinare agli impianti strumenti di flessibilità e accumulo. In particolare, i pompaggi idroelettrici rappresentano una forma di accumulo energetico affidabile e duratura, interamente realizzabile con una catena di fornitura italiana. Al termine di un programma di studio, Edison ha individuato cinque progetti di pompaggio idroelettrico al Sud Italia, rispettivamente in Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia, con l’obiettivo di costruire almeno 500 Mw di capacità nei prossimi anni. Progetti questi che sono stati riconosciuti lunedì scorso come infrastrutture di interesse comunitario dall’Unione Europea.
Sul fronte della crescita organica del gruppo, nel corso del 2025 Edison ha impresso un ulteriore accelerazione al piano strategico, completando cantieri per circa 200 Mw complessivi su tutto il territorio nazionale. Nei primi dieci mesi del 2025 “abbiamo incrementato gli investimenti del 38% rispetto allo stesso periodo del 2024 e chiuso nei tempi nuove installazioni green per circa 200 Mw, confermando i nostri obiettivi di crescita”, spiega Marco Stangalino, executive vice president power asset Edison.
Enaon (Gruppo Italgas): previsto un piano di investimenti da 1 miliardo di euro entro il 2031 per accelerare la transizione energetica in Grecia
Italgas conferma il proprio impegno per lo sviluppo energetico della Grecia e approva, nel nuovo Piano Strategico 2025–2031, investimenti per 1 miliardo di euro
destinati a sviluppo e digitalizzazione della rete di distribuzione del gas del Paese. L’attuazione del Piano è affidata a Enaon, la società responsabile della distribuzione del gas in Grecia. Il Piano prevede l’estensione delle reti di distribuzione nelle aree non ancora servite creando le condizioni per favorire lo sviluppo e l’integrazione dei gas rinnovabili – come il biometano – al fine di accelerare la decarbonizzazione delle molecole. Entro il 2031 è prevista la realizzazione di oltre 2.500 km di nuove reti, dei quali oltre 2.200 km a bassa pressione – il 38% dei quali cofinanziati – e il resto a media pressione, destinati principalmente alla fornitura di gas a clienti industriali. Accanto allo sviluppo delle infrastrutture, una quota degli investimenti è dedicata alla digitalizzazione avanzata degli asset e dei processi operativi. Il Piano prevede l’integrazione delle piattaforme ICT di Gruppo, l’adozione di nuove soluzioni per il field service management e l’applicazione al network Enaon delle tecnologie di intelligenza artificiale già utilizzate in Italia. Sono inoltre previsti ulteriori potenziamenti del Centro di Comando e Controllo di Atene, già operativo, che garantisce monitoraggio continuo e gestione da remoto dell’infrastruttura. Nuovi sistemi di supervisione e nuova sensoristica verranno installati anche presso le cabine di
regolazione della pressione. Rientra nel piano di trasformazione digitale anche il completamento del programma di sostituzione dei misuratori tradizionali con smart meter “H2- ready” che inizierà nel terzo trimestre 2026. “Con Enaon stiamo realizzando anche in Grecia un’infrastruttura completamente digitale, che viene monitorata e gestita in tempo reale attraverso il nuovo Centro di Comando e Controllo di Atene. L’integrazione della piattaforma DANA e l’installazione degli smart meter «H2 ready» consentiranno di abilitare rapidamente anche l’utilizzo dei gas rinnovabili. Un percorso supportato da un piano di investimenti significativo, che rafforza il nostro impegno nella sicurezza, nella sostenibilità e nella competitività del sistema energetico del Paese”, ha dichiarato Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas. Con la recente attivazione del servizio, i centri urbani della Macedonia Occidentale e Centrale, della Grecia Occidentale e Centrale e dell’Epiro (Florina, Kastoria, Veria, Alessandria, Karpenisi, Amfissa, le zone industriali di Patra e – a dicembre 2025 – dell’Epiro) sono stabilmente alimentati con gas naturale. Si tratta di un passo importante nell’attuazione dei progetti cofinanziati. È previsto un significativo aumento dei clienti serviti, che passeranno dai 639.000 del 2025 a quasi 1 milione nel 2031. Una crescita che sarà accompagnata da un miglioramento della qualità del servizio, da una maggiore efficienza della rete e da un
contributo rilevante alla sicurezza energetica del Paese.
Gnv e Axpo effettuano il primo rifornimento a Gnl nel porto di Genova: passo avanti per la transizione energetica dei traghetti in Italia
GNV segna oggi una tappa significativa per la navigazione italiana con il primo rifornimento a GNL effettuato su un traghetto passeggeri. Protagonista dell’operazione è GNV Virgo, la nuova unità della Compagnia e primo mezzo italiano a lunga percorrenza alimentato a gas naturale liquefatto impiegato su un collegamento regolare.L’attività, svolta nel porto di Genova insieme ad Axpo Italia e con il supporto decisivo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e della Capitaneria di Porto di Genova, ha visto la presenza delle principali autorità: Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria; Emilio Robotti, Assessore alla Mobilità Sostenibile Comune di Genova; Matteo Paroli, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale; Ammiraglio Antonio Ranieri, Direttore Marittimo della Liguria e Comandante del Porto di Genova, oltre a quella di diversi rappresentanti dello shipping territoriale. L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra pubblico e privato a sostegno dell’innovazione, della sostenibilità ambientale e della competitività del Paese. «Questo momento rappresenta per GNV una vera svolta nel percorso di riduzione dell’impatto ambientale della nostra flotta. L’introduzione del GNL nella nostra operatività quotidiana non solo riduce drasticamente le emissioni inquinanti, ma ci permette anche di maturare esperienza concreta con le tecnologie che guideranno il futuro del trasporto marittimo europeo, confermando il nostro impegno verso una navigazione sempre più sostenibile e competitiva» ha dichiarato l’Amministratore Delegato di GNV, Matteo Catani.
In occasione di questo primo rifornimento, il carburante impiegato non è semplice GNL fossile, ma bio-GNL, ottenuto da biogas di origine organica. L’adozione di questo combustibile segna un passo significativo nella strategia ambientale della Compagnia: non si tratta più soltanto di ridurre le emissioni, ma di adottare un modello energetico che consente di avvicinarsi concretamente a livelli di impatto prossimi al net zero. Il bio-GNL utilizzato è gestito attraverso un sistema di bilancio di massa riconosciuto dalla Direttiva Europea sulle Energie Rinnovabili (RED II) e certificato dall’International Sustainability & Carbon Certification (ISCC). Grazie a questo rifornimento, l’unità potrà effettuare il primo viaggio Genova–Palermo andata e ritorno con emissioni nette di gas serra pari a zero, dimostrando che operazioni marittime a impatto quasi nullo sono già tecnicamente possibili oggi, a condizione che vi sia disponibilità di combustibili alternativi come il bio-GNL. Sebbene l’impiego di questo carburante dipenda ancora dalla sua disponibilità sul mercato, l’iniziativa si colloca pienamente nel percorso europeo di decarbonizzazione e anticipa gli standard previsti per il 2050.
«Stiamo lavorando affinché l’impiego di bio-GNL possa diventare una soluzione strutturale per le nostre operazioni, pur consapevoli che oggi la disponibilità di questo carburante rimane limitata e richiede investimenti significativi, oltre allo sviluppo di una filiera capace di assicurare approvvigionamenti stabili su larga scala. I costi sono ancora elevati e la quantità di prodotto presente sul mercato non è sufficiente a coprire una domanda crescente. È un percorso complesso, che necessita dell’impegno e della collaborazione di tutti gli attori coinvolti nella filiera.» ha aggiunto Catani. Il bunkering, condotto secondo le normative di sicurezza vigenti e le Linee Guida per la disciplina del bunkeraggio Ship-to-Ship di GNL e bio-GNL nei porti italiani pubblicate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Maggio 2025, ha permesso di un effettuare un rifornimento pari a 500 metri cubi di bio-GNL, sufficiente a garantire l’autonomia necessaria a coprire la tratta Genova-Palermo.
«Siamo particolarmente orgogliosi di portare il nostro contributo in termini di innovazione e sostenibilità del trasporto marittimo in collaborazione con una compagnia di navigazione come GNV, che ha saputo cogliere la sfida di quella che è a tutti gli effetti una nuova frontiera del settore. Partire da Genova, la città che ha visto nascere Axpo in Italia supportandone la crescita lungo i 25 anni che ne caratterizzano la storia nel Paese, rende la soddisfazione ancora maggiore. Un risultato reso possibile solo grazie al supporto e alla collaborazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e della Capitaneria di Porto di Genova ai quali vanno i nostri ringraziamenti. L’Italia rappresenta un crocevia di primaria rilevanza dal punto di vista economico e geografico per l’Europa ed è importante saper cogliere le opportunità di evoluzione che la tecnologia porta al trasporto marittimo. L’esperienza internazionale del Gruppo Axpo e la capacità di mettere a sistema competenze e relazioni con aziende e istituzioni, maturate in altri mercati europei su questo segmento, ci rende oggi un partner estremamente affidabile e credibile per fare la differenza anche in questo comparto. Si tratta di un primo, essenziale, passo per lo sviluppo di ulteriori progetti di Small Scale LNG per la transizione energetica che troveranno applicazione nei prossimi mesi.» Ha commentato Simone Demarchi, Amministratore Delegato di Axpo Italia.
Il successo dell’operazione è stato reso possibile grazie alla stretta collaborazione tra istituzioni, operatori portuali e partner energetici, confermando la capacità del porto di Genova di supportare innovazioni tecnologiche complesse e di alto valore ambientale. Questo bunkeraggio costituisce il primo passo di una serie di operazioni che accompagneranno l’entrata in servizio della nave, mentre GNV continua a sviluppare soluzioni sostenibili e a lungo termine per l’intera flotta.
Matteo Paroli, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha commentato: «È con grande soddisfazione che saluto l’arrivo in Italia di GNV Virgo e insieme, oggi, celebriamo qui a Genova, un passaggio storico per l’intero sistema marittimo nazionale. Il primo bunkeraggio ship-to-ship di bio-GNL, ottenuto da biogas di origine organica, effettuato in Italia su un traghetto rappresenta non solo un traguardo tecnico e operativo di assoluto rilievo, ma anche un segnale concreto della direzione che abbiamo scelto: quella dell’innovazione, della sostenibilità e della responsabilità verso il futuro. Un risultato di questa portata è possibile solo grazie a una collaborazione solida e lungimirante fra istituzioni e soggetti privati. Desidero quindi sottolineare la straordinaria sinergia fra GNV, Axpo, l’Autorità di Sistema Portuale e la Capitaneria di Porto. L’Autorità Marittima, in particolare, ha svolto un ruolo determinante nel definire e applicare il quadro regolamentare che consente oggi di svolgere questa operazione in piena sicurezza e in linea con gli standard internazionali. È la dimostrazione concreta di quanto sia fondamentale, per un sistema portuale moderno, un lavoro istituzionale coerente, competente e tempestivo. Grazie a questa collaborazione, GNV Virgo, nave di ultima generazione, efficiente, sicura e rispettosa dell’ambiente, può oggi segnare un passo avanti per Genova e per tutta la marittimità italiana. Il nostro porto si conferma un punto di riferimento per lo sviluppo dei carburanti alternativi, per l’adozione di nuove tecnologie e per l’applicazione delle migliori pratiche operative. A nome di tutti, rivolgo quindi il mio più sincero augurio di buon vento a GNV Virgo e a chi, ogni giorno, lavora con professionalità per rendere il nostro mare un luogo sempre più sicuro, efficiente e sostenibile. La strada intrapresa insieme dimostra che il futuro non si attende: si costruisce, con visione e con responsabilità».
GNV Virgo, progettata per operare a GNL, servirà la rotta Genova-Palermo, riducendo l’impatto ambientale nelle aree portuali e nelle città costiere. La compagnia proseguirà inoltre il suo percorso di investimenti nel GNL con altre cinque nuove unità il cui ingresso in flotta è previsto entro il 2030. L’utilizzo del GNL permetterà a GNV Virgo di ridurre le emissioni di CO₂ di circa il 50% per unità trasportabile rispetto alle navi di precedente generazione. La nuova nave è dotata anche delle altre tecnologie ambientali di ultima generazione, tra cui le predisposizioni per il cold ironing, sistemi di riduzione catalitica selettiva (SCR) e tecnologie di riciclaggio del calore per soddisfare i requisiti IMO Tier III e EEDI Fase II. Con una stazza lorda di circa 52.300 tonnellate, lunghezza di 218 metri, larghezza di 29,60 metri e una velocità massima di 25 nodi, GNV Virgo dispone di oltre 420 cabine, può accogliere 1.785 passeggeri e offre una capacità di carico di 2.770 metri lineari.
Eni firma un accordo a lungo termine di vendita di GNL con la tailandese Gulf Development Company
Eni ha siglato un accordo a lungo termine di vendita di GNL con la tailandese Gulf Development Company che rafforza la strategia dell’azienda volta a sviluppare un portafoglio globale diversificato e ad assicurarsi relazioni stabili e pluriennali nei principali mercati internazionali. Con questa operazione, Eni si impegna a vendere 0,8 milioni di tonnellate anno (MTPA) di GNL per 10 anni a Gulf, uno dei maggiori produttori privati di energia elettrica della Tailandia. Il GNL sarà consegnato ai terminali di rigassificazione situati nel Paese a partire dal 2027. Questo contratto fa seguito a un accordo biennale siglato dalle due società nel 2024, per la fornitura di circa 0,5 MTPA di GNL a partire dal 2025. L’accordo rappresenta la prima fornitura a lungo termine di GNL da parte di Eni alla Tailandia e consente di rafforzare la propria presenza in Asia. È in linea con la strategia dell’Azienda di diversificare la propria presenza globale nel settore del GNL, ampliando la propria base clienti in mercati ad alto potenziale, e con l’ambizione di aumentare il proprio portafoglio GNL a circa 20 MTPA entro il 2030, facendo leva sui propri progetti in Congo, Mozambico, Stati Uniti, Indonesia e altri paesi.
Eniverse: nasce Sentris, nuova venture con DG Impianti Industriali per il monitoraggio dello stato e dell’integrità delle condotte
La nuova società porta sul mercato e-splora™, la tecnologia proprietaria di Eni per Eniverse, Corporate Venture Builder di Eni, annuncia la costituzione di Sentris, nuova società creata dalla partnership con DG Impianti Industriali – azienda specializzata in servizi di Engineering, Project Management e Procurement – con l’obiettivo di valorizzare la tecnologia proprietaria e-splora™ (Eni Systems for Pipeline Low Risk Assessment). La tecnologia, sviluppata nei centri di ricerca Eni, permette di svolgere attività di ispezione in linea (In-Line Inspection) delle condotte per il trasporto di fluidi, migliorando l’efficienza operativa e incrementando l’integrità delle infrastrutture. E-splora™ è una suite di tecnologie progettate per analizzare in dettaglio le condizioni operative delle pipeline e identificare l’eventuale presenza di depositi, deformazioni o corrosione, riducendo i rischi legati alle attività di pulizia tradizionale. In particolare, grazie all’utilizzo di sensori miniaturizzati installati su dispositivi di ispezione standard (Pig), vengono acquisiti i dati sulle condizioni interne della condotta, permettendo di individuare eventuali depositi interni o variazioni strutturali, riducendo i tempi e i costi operativi e migliorando la pianificazione delle attività di manutenzione. L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di Eniverse che ha l’obiettivo di trasformare il patrimonio di tecnologie e competenze distintive dell’azienda in nuove opportunità di business, in applicazione del Dual Innovation Model, elemento strutturale della strategia dell’innovazione Eni che prevede il coinvolgimento di partner esterni fin dalle prime fasi progettuali per ottimizzare i risultati. Con questa nuova società, Eniverse valorizza il patrimonio tecnologico e brevettuale di Eni, integrandolo con l’esperienza di DG Impianti Industriali nello sviluppo hardware e software, nella gestione di progetti innovativi e nelle attività operative e commerciali. Grazie a questa collaborazione, Sentris si posiziona sui mercati nazionali ed internazionali, offrendo soluzioni innovative per la gestione e la conservazione dell’integrità delle infrastrutture energetiche, promuovendone l’adozione non soltanto da parte delle proprie linee di business, ma anche presso realtà terze. Il capitale sociale di Sentris è detenuto al 52,5% da DG Impianti Industriali e al 47,5% da Eniverse.Giacomo Silvestri, Presidente di Eniverse, ha commentato: “Sentris rappresenta un avanzamento ulteriore nel percorso di Eniverse, rafforzando il portafoglio di venture create. L’innovazione costituisce la leva di competitività di Eni da sempre e la valorizzazione di una tecnologia come e-splora™ contribuisce a consolidare ulteriormente la sicurezza, l’efficienza e la sostenibilità sia delle operazioni di Eni sia di quelle dei futuri clienti di Sentris.”
William Palozzo, Amministratore Delegato di DG Impianti Industriali ha dichiarato: “La nascita di Sentris rappresenta per DG Impianti un passo importante nel percorso di innovazione e partnership che portiamo avanti da anni. Mettiamo a disposizione della joint venture il nostro know-how, attitudine a fornire soluzioni ed efficienza operativa nel time to market, contribuendo ad esportare l’eccellenza italiana su scala globale. Sentris è la sintesi di competenze, visione e capacità di execution.”
Logistica, Destro (Confindustria ): “è pilastro della politica industriale, serve un’Europa che decida”
La logistica internazionale e’ decisiva per la competitivita’ delle imprese, “in particolare in un mondo in cui i cambiamenti geopolitici accelerano” osserva Leopoldo Destro, Delegato del Presidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo, nel corso di un evento organizzato da Confindustria Vicenza. La geografia dei collegamenti globali sta cambiando ricorda ancora Destro, “il Mediterraneo torna baricentro e l’Italia puo’ diventarne la piattaforma naturale ma servono rapidita’ decisionale, interoperabilita’ e infrastrutture efficienti”. Secondo l’esponente di Confindustria “E’ qui che si gioca anche la sfida delle reti TEN-T e dei valichi alpini, per cui chiediamo una governance europea. Per tutto questo serve un’Europa che decida, un’Italia che attui e imprese che investano nelle connessioni. Perche’ la logistica e’ un pilastro della politica industriale e della competitivita”.
Adr accelera sull’innovazione: oltre 350 startup da tutto il mondo per la nuova Call4Startups
Idee di impresa da tutto il mondo e nuove traiettorie di sviluppo per continuare a costruire l’aeroporto del futuro: all’interno dell’Innovation Hub dello scalo di Roma Fiumicino, lo scorso 3 dicembre ha preso ufficialmente il via la quarta edizione della Call4Startups nell’ambito del programma di accelerazione “Runway to the Future”, promosso da ADR, società del Gruppo Mundys. Quest’anno sono state oltre 400 le candidature pervenute da più di 350 startup, di cui il 75% proviene dall’estero, a conferma dell’attrattività internazionale del modello di open innovation sviluppato da Aeroporti di Roma. Le startup selezionate lavoreranno per i prossimi 8 mesi all’interno degli scali di Fiumicino e Ciampino, dove avranno l’opportunità di sviluppare e testare le loro soluzioni innovative direttamente sul campo, in un contesto operativo reale. A guidarle in questo percorso sarà l’Innovation Cabin Crew, il team multidisciplinare composto da 25 professionisti di ADR che, in qualità di mentor, supporteranno l’integrazione delle tecnologie nei processi aeroportuali, contribuendo a migliorarne l’operatività e l’esperienza dei passeggeri.
“L’avvio dei lavori della quarta edizione del programma Runway to The Future conferma la nostra volontà di accelerare la trasformazione dell’aeroporto in una vera smart city – ha affermato Emanuele Calà, Senior Vice President Transformation & Technology di Aeroporti di Roma & Managing Director di ADR Ventures. – Le startup selezionate implementeranno soluzioni che spaziano dall’automazione all’intelligenza artificiale, lavorando a stretto contatto con l’Innovation Cabin Crew all’interno dell’Innovation Hub, rafforzando il ruolo di Fiumicino come piattaforma internazionale di sperimentazione.” Durante l’evento del 3 dicembre, le startup selezionate hanno presentato soluzioni tecnologiche avanzate in diversi ambiti, tra cui intelligenza artificiale, automazione, robotica e riduzione attiva del rumore. Tra le principali proposte illustrate: un robot autonomo per la sanificazione di ambienti e superfici, un sistema intelligente per digitalizzare controlli e manutenzioni, una macchina per la gestione automatica dei bagagli e una piattaforma che consente di tracciare l’avanzamento dei cantieri in tempo reale. La giornata ha rappresentato anche un’opportunità concreta di confronto, con i primi tavoli di lavoro, momenti di networking e incontri one-to-one tra i giovani e i partner di ADR, con l’obiettivo di dare forma, insieme, all’aeroporto del domani. La Call4Startups rappresenta un tassello chiave della più ampia strategia di innovazione portata avanti da Aeroporti di Roma, che punta al co-sviluppo di nuove soluzioni, alla sperimentazione diretta e alla contaminazione tra competenze per accelerare l’evoluzione del sistema aeroportuale in un modello aperto e internazionale finalizzato a migliorare l’efficienza operativa, promuovere la sostenibilità e rispondere in modo sempre più efficace
alle esigenze dei passeggeri.
Ex Ilva, sindacati: il Governo ritiri il piano di chiusura o la mobilitazione continua
“Il tempo degli annunci è finito. Il governo si confronti con il sindacato, ritiri il piano di chiusura altrimenti continueremo a mobilitarci”. Lo sottolinea il Consiglio di fabbrica permanente delle Rsu Fim, Fiom, Uilm e Usb di Acciaierie d’Italia, Ilva in As e appalto, riunitosi oggi per programmare le prossime iniziative in assenza della convocazione di un tavolo unico a Palazzo Chigi. “Nelle prossime ore inoltreremo alle istituzioni locali e regionali una formale richiesta di incontro”, annunciano le Rsu, “che si terrà il 9 dicembre alle ore 10 nello stabilimento di Taranto per discutere come traguardare la decarbonizzazione partendo dalla garanzia della continuità produttiva del gruppo ex Ilva”. Secondo il Consiglio di fabbrica, tale continuità non è assicurata dal piano corto presentato dal governo. “Le dichiarazioni del ministro Urso vanno in contraddizione con quanto realmente accade negli impianti”, affermano i delegati, citando la chiusura delle cokerie dal primo gennaio 2026 e l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 220 lavoratori della Semat. “Si registrano inoltre gravi difficoltà per le aziende dell’appalto e dell’indotto, direttamente colpite dalla fermata degli impianti”, aggiungono, ricordando che in assenza di un acquirente e di nuove risorse per la manutenzione, dal primo marzo lo stabilimento non avrebbe liquidità sufficiente a proseguire la produzione. “Serve un forte intervento pubblico e un tavolo tecnico sugli strumenti straordinari per i lavoratori. Non chiediamo lo status quo, ma una vera transizione ecologica e sociale”.
“La presidente del Consiglio deve convocare subito i sindacati a Palazzo Chigi, fermare il piano di chiusura degli impianti ex Ilva e mettere le risorse necessarie per dare continuità agli impianti produttivi”, afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, nella giornata dello sciopero generale dei lavoratori metalmeccanici proclamato oggi a Genova dai sindacati per la vertenza ex Ilva. “Dal ministro Urso – prosegue il leader della Cgil – non sono arrivate risposte adeguate. Le lavoratrici e i lavoratori chiedono solamente di poter continuare a lavorare e il nostro Paese non può permettersi di perdere un altro pezzo d’industria in un settore, peraltro strategico, come quello siderurgico”. “Oggi – conclude Landini – dai metalmeccanici e dalla città di Genova è arrivata una risposta straordinaria in termini di partecipazione allo sciopero generale e di solidarietà. La Cgil è al loro fianco e sostiene tutte le iniziative di mobilitazione in corso in tutti i territori del gruppo dell’ex Ilva e andremo avanti insieme per impedirne la chiusura”.
Eni: selezionati i progetti della Call4Innovators che accederanno alle risorse computazionali di HPC6
Eni ha concluso la selezione di 10 progetti innovativi che sono stati proposti da startup, PMI, istituzioni accademiche e centri di ricerca nell’ambito della Call4Innovators. L’iniziativa ha come obiettivo lo sviluppo di progetti con un impatto significativo sulla transizione energetica e sulla competitività tecnologica.
I soggetti selezionati e di seguito elencati avranno accesso diretto alle risorse computazionali del supercomputer di Eni, HPC6: Gianpietro Moras (Fraunhofer Institute for Mechanics of Materials IWM) – Computational Material Science, Zachary Smith (Massachussets Institute of Technology) – Computational Material Science, Filippo De Girolamo (Sapienza Università di Roma) – Engineering Systems: Modelling and Optimization, Meteorology & Earth Science, Rohan Ramasamy (Proxima Fusion GmbH) – Engineering Systems: Modelling and Optimization, Meteorology & Earth Science, Enrico Cesare Maggioni (Ideam S.r.l.) – Meteorology & Earth Science, Natale Walter Talarico (Algorithmiq Oy) – Computational Material Science, Gianluca Ferrari (Hypermeteo S.r.l) – Meteorology & Earth Science, Joan Saladich (Geoskop SL) – Meteorology & Earth Science, Christopher Valdivia (Enurgen Inc) – Engineering Systems: Modelling and Optimization, Leonardo Chhabra (G2Q Computing S.r.l.) – Energy Portfolio Management La Call4Innovators, lanciata a giugno 2025 in collaborazione con Advanced Micro Devices (AMD),
HPE e Consorzio Interuniversitario CINECA, con il supporto di Plug and Play, prevede che i progetti selezionati avranno a disposizione ore di calcolo su HPC6 per sviluppare, evolvere e scalare i propri modelli di calcolo avanzato anche avvalendosi del supporto di esperti Eni e dei suoi partner tecnologici.
I numerosi candidati che hanno partecipato alla selezione provengono da 20 paesi con una distribuzione geografica ampia: 61% dall’Europa, 30% dagli Stati Uniti, 9% dal resto del mondo. Le candidature si sono distribuite tra le cinque categorie tematiche: scienza computazionale dei materiali, meteorologia e scienze della terra, gestione del portafoglio energetico, sistemi ingegneristici, mobilità intelligente e sono state valutate da Eni, insieme ai partner tecnologici AMD, HPE e CINECA, secondo criteri di solidità della proposta, novità della soluzione, compatibilità con l’infrastruttura HPC6, allineamento con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e con la strategia di Eni. La Call4Innovators rappresenta un’ulteriore conferma dell’importanza che la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica hanno per Eni nel costruire un ecosistema dell’innovazione allargato, con l’obiettivo di facilitare la collaborazione sinergica tra progetti. In questo contesto HPC6, un supercomputer di livello mondiale, si è dimostrato ancora una volta un importante abilitatore di tecnologia unitamente alla rete di competenze e know-how dell’azienda.
Porti, Assocostieri lancia l’allarme sugli effetti delle normative europee e annuncia uno studio strategico per quantificare il gap competitivo
“I nostri porti sono nell’occhio del ciclone di una tempesta regolatoria perfetta”. Con queste parole Dario Soria, Direttore Generale di Assocostieri, ha sintetizzato la situazione critica del settore marittimo italiano durante il convegno “Indipendenza energetica – Governare la transizione: ETS ed ETS2, quale impatto per l’Italia”, tenutosi ieri alla Camera dei Deputati. L’evento ha rappresentato un momento di confronto di alto livello istituzionale, con la partecipazione di figure di primo piano del panorama politico nazionale. Nel suo intervento, collocato nel panel dedicato al settore marittimo, Soria ha delineato un quadro allarmante delle condizioni in cui versa il comparto portuale italiano, mettendo in luce come l’applicazione asimmetrica delle normative europee stia compromettendo gravemente la competitività del sistema nazionale. “Siamo di fronte a un paradosso normativo in cui l’Italia, applicando in modo più rigoroso rispetto ad altri Paesi europei regolamenti come ETS, ETS2, RED III, FuelEU Maritime, ReFuelEU Aviation, AFIR, Tassonomia, Area SECA del Mediterraneo ed ETD, si trova in una posizione di svantaggio competitivo strutturale”. I dati preliminari presentati da Assocostieri durante il convegno offrono una fotografia inequivocabile della situazione: il bunkeraggio italiano ha subito un calo del 14% nell’ultimo anno, passando da 2,7 a 2,3 milioni di tonnellate. Il confronto con altri Paesi europei è impietoso: la Spagna, pur avendo un traffico passeggeri pari a un terzo di quello italiano, movimenta quasi 8 milioni di tonnellate di bunker, circa quattro volte il volume italiano. Questa contrazione dei volumi si traduce in una perdita economica stimata di oltre 120 milioni di euro per i principali scali nazionali, con ripercussioni a cascata sull’intero indotto portuale.
“Quello che stiamo osservando non è una semplice fluttuazione di mercato ma un trend strutturale preoccupante”, ha sottolineato Soria durante il suo intervento. “Non si tratta soltanto di numeri ma di posti di lavoro, investimenti strategici e capacità di attrarre traffico internazionale. Stiamo assistendo a una progressiva marginalizzazione dei porti italiani nelle rotte internazionali, con conseguenze che si estendono ben oltre il settore marittimo, colpendo l’intera catena logistica nazionale”.
Soria ha poi evidenziato come l’Italia stia applicando norme significativamente più stringenti rispetto ad altri Paesi europei, creando una disparità competitiva difficilmente sostenibile nel lungo periodo. Un esempio emblematico di questa asimmetria è l’obbligo bio sul bunkeraggio internazionale previsto dalla Direttiva sulle Energie Rinnovabili (RED III): mentre l’Italia ha fissato un obiettivo del 29% al 2030, Spagna, Germania, Danimarca (che ha già formalmente recepito la direttiva) optano per lo 0%, il Portogallo per un 18% e Malta e Cipro possono limitare il contributo dei combustibili marittimi al 5% del consumo totale. “Queste differenze non sono dettagli tecnici marginali”, ha precisato Soria, “ma fattori determinanti nelle scelte logistiche degli armatori internazionali, che privilegiano naturalmente i porti dove possono operare con costi inferiori e regole meno onerose”. L’ingresso del Mediterraneo in Area SECA (Sulphur Emission Control Area) dallo scorso maggio ha ulteriormente accelerato questo fenomeno di dirottamento del traffico, riducendo ulteriormente i margini operativi e la redditività degli scali italiani.
Per quantificare con precisione l’impatto di questa asimmetria normativa e fornire alle istituzioni una base solida su cui elaborare strategie correttive, Soria ha annunciato la presentazione di uno studio approfondito il prossimo 27 gennaio 2026 alla Camera dei Deputati. “Questo studio rappresenterà un punto di svolta nel dibattito sulla competitività portuale italiana”, ha spiegato il Direttore Generale. “Analizzerà in dettaglio i volumi e le toccate dei principali porti europei, offrendo un confronto diretto tra gli scali italiani e quelli dei principali competitor continentali. Esamineremo le tendenze degli ultimi cinque anni, le proiezioni future e l’impatto economico complessivo delle asimmetrie normative sul sistema-Paese”. Assocostieri ha lanciato un appello al Governo affinché vengano adottate politiche che bilancino la transizione energetica con la sostenibilità economica del sistema portuale. “Una nazione che non controlla le proprie fonti di energia non può controllare il proprio futuro”, ha dichiarato Soria con fermezza. “Lo studio che presenteremo a gennaio fornirà alle istituzioni uno strumento essenziale per comprendere la reale portata del problema e adottare misure efficaci per salvaguardare un asset strategico nazionale”. Soria ha poi sottolineato come il declino del bunkeraggio italiano abbia ripercussioni che vanno ben oltre il settore specifico, coinvolgendo l’intera filiera logistica e compromettendo la capacità del Paese di fungere da hub per il traffico internazionale. “La perdita di competitività dei nostri porti ha effetti a catena sull’autotrasporto, sulla logistica integrata e sulle attività portuali accessorie, dal rimessaggio navale ai servizi portuali, mettendo a rischio decine di migliaia di posti di lavoro e riducendo il gettito fiscale per le amministrazioni locali”, ha spiegato.
Enac, la piattaforma digitale HyperTwin riscrive la gestione dello spazio aereo per droni e mobilità aerea innovativa
In occasione della cerimonia di inaugurazione del Palazzo dell’Aviazione Civile, mercoledì 3 dicembre, l’Enac e il Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD) hanno fatto il punto a un anno dalla presentazione di HyperTwin, la piattaforma digitale all’avanguardia per la mobilità aerea innovativa: progetto concreto che mira a semplificare e velocizzare la valutazione per le autorizzazioni e per la gestione dei servizi innovativi. HyperTwin nasce da un accordo di collaborazione tra il DTD e l’Enac e di un macro progetto che si prefigge di creare l’ecosistema italiano della Mobilità Aerea Avanzata, ovvero di realizzare un sistema nazionale per l’utilizzo sicuro dei droni e dei eVTOL, gli aeromobili a decollo e atterraggio verticale a propulsione elettrica per il trasporto di persone. Il progetto promuove la cooperazione tra stakeholder pubblici e privati, la condivisione di dati e informazioni e la creazione di un contesto trasparente e affidabile per lo sviluppo del settore. La nuova piattaforma digitale rappresenta un passaggio decisivo per la crescita dei servizi aerei innovativi e della Mobilità Aerea Avanzata (AAM), che grazie all’elettrificazione e alla digitalizzazione introduce una nuova dimensione della mobilità urbana, alleggerendo la congestione dei trasporti terrestri e favorendo soluzioni più sostenibili. L’integrazione multimodale con i sistemi pubblici e privati consentirà ai territori di ottimizzare le risorse esistenti. L’impiego di droni permetterà operazioni sicure e a basse emissioni, con benefici per la qualità della vita e per attività critiche come il trasporto medicale, gli interventi di emergenza e il collegamento delle aree remote. La collaborazione tra le Parti punta inoltre a promuovere la nascita di Hub Tecnologici di Cross-Industry dedicati alla mobilità verticale, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di servizi innovativi provenienti da settori differenti. Nel corso della giornata è stato presentato lo stato di avanzamento del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Avanzata 2021–2030, sviluppato da Enac e dal Dipartimento per la trasformazione digitale insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Esperti, rappresentanti istituzionali e stakeholder si sono confrontati sulle prossime fasi di sviluppo di un ecosistema digitale più efficiente e inclusivo. Il Presidente di Enac, Pierluigi Di Palma, in apertura dei lavori ha dichiarato: “Desidero innanzitutto ringraziare il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sen. Alessio Butti, la cui visione ha reso possibile l’avvio di questa collaborazione che unisce mobilità e dimensione aerea, mettendosi al servizio della collettività, con regole chiare e capacità innovative. Dobbiamo riconoscere che i droni e le nuove tecnologie hanno trasformato la nostra vita quotidiana. Nell’ambito della mobilità aerea, Enac sta anticipando l’innovazione con la Regional Air Mobility (RAM), con cui garantiamo spostamenti veloci coi mezzi tradizionali, in attesa di poter poi sviluppare il traffico quando arriveranno i droni per il trasporto passeggeri. Il futuro è già presente. Abbiamo a disposizione strumenti in grado di migliorare la qualità della vita e rafforzare la competitività del Paese, creando e valorizzando nuove competenzeprofessionali. HyperTwin è solo il primo passo di un percorso evolutivo che contribuirà a ridisegnare lo spazio aereo dei prossimi anni, rendendolo più sicuro, efficiente e sostenibile”.
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sen. Alessio Butti: “HyperTwin è la prova di come l’innovazione e la tecnologia possano cambiare, letteralmente, la vita delle persone. La mobilità aerea avanzata introduce una nuova dimensione della mobilità urbana e territoriale. Offre un’alternativa reale a una mobilità terrestre sempre più congestionata e ai limiti delle forme tradizionali di trasporto. In tutti questi casi HyperTwin consente di simulare gli scenari prima che accadano, di valutarne la fattibilità, di misurarne i rischi, di costruire procedure operative sicure. Un gemello digitale come HyperTwin è, insomma, un alleato prezioso per le politiche pubbliche”. Per il direttore generale Enac, Alexander D’Orsogna, “HyperTwin è un modello esemplare di innovazione e trasformazione digitale al servizio della Pubblica Amministrazione. Grazie alla sua architettura tecnologica di ultima generazione, la piattaforma ottimizza i processi dedicati alla gestione della mobilità aerea avanzata. In un panorama in cui sicurezza, efficienza e trasparenza rappresentano requisiti imprescindibili, HyperTwin può rappresentare una soluzione per guidare l’evoluzione della mobilità aerea del futuro”.
Sparkle si rafforza in Cile con un nuovo Punto di Presenza a Santiago
Sparkle, primo operatore di servizi internazionali in Italia e fra i primi nel mondo, annuncia l’espansione della propria rete in Cile con l’apertura di un nuovo Punto di Presenza (PoP) a Santiago. Con questa infrastruttura, che si aggiunge ai nodi già attivi a Santiago e Valparaiso, Sparkle offre una maggiore diversificazione e ridondanza ai clienti locali e rafforza ulteriormente la connettività in Sud America. Situato presso Ascenty, hub all’avanguardia e in rapida crescita, il nuovo nodo – dotato di un router abilitato 400 Gigabit Ethernet (GBE) per i servizi IP Transit – è completamente integrato con la rete IP Tier-1 globale di Sparkle Seabone (AS6762), permettendo un accesso sicuro e scalabile alla Big Internet. Inoltre, grazie al cavo sottomarino Curie, che collega direttamente il Cile alla California, Sparkle offre connessioni ad altissima velocità e latenza minima verso gli Stati Uniti. La combinazione con le altre reti terrestri e sottomarine – tra cui le “autostrade digitali” Monet, Seabras-1 e presto Manta nell’Atlantico – garantisce percorsi diversificati tra Sud e Nord America, per una ridondanza completa. Presso il nuovo PoP, operatori di rete, ISP, OTT, content delivery networks, content e application provider possono accedere a servizi di capacità e transito IP, oltre a soluzioni avanzate come DDoS Protection, per proteggere le reti da attacchi informatici, e Virtual NAP, per un accesso virtuale ai principali Internet Exchange Point (IXP) senza investire in infrastrutture proprietarie. Con questa espansione, che porta a 54 il numero totale dei punti di presenza in America – distribuiti tra Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Panama, Perù, Porto Rico, Stati Uniti e Venezuela – Sparkle consolida la propria leadership in America Latina, offrendo una rete globale robusta e sicura, pronta a sostenere la crescente domanda di connettività internazionale.