DECRETO LEGGE "ULTIMO MIGLIO PNRR"
Acqua, dal Fondo ex-Pnrr priorità a opere dei gestori e a PPP (che non ci sono nei 418 interventi del PNIISSI)
Al via le regole per lo strumento finanziario messo a disposizione dal Piano di resilienza. Del futuro del settore idrico si parlerà oggi alla presentazione del libro di Rosario Mazzola (foto) per Astrid. La Corte dei conti contesta al MIT ritardi nelle opere e una governance troppo debole. La tabella con la ripartizione annua degli attuali 3.175 miliardi.

Rosario Mazzola, presidente Utilitatis
IN SINTESI
L’assonanza tra FNIISSI e PNIISSI è tale che è impossibile pensare che non sia stata creata ad arte per stabilire un legame indissolubile tra il Fondo e il Piano nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico. Tuttavia, l’articolo 25 della bozza di decreto legge già ribattezzato “ultimo miglio Pnrr”, che dovrebbe essere approvato entro fine mese dal Consiglio dei ministri – nell’istituire il nuovo Fondo con una dotazione da un miliardo di risorse non spese in uscita dal Pnrr e nel collocarlo all’interno del bilancio di competenza del MIT con una scelta di grande rilevanza politica – lascia un margine, sia pure esiguo, là dove prevede, proprio al primo comma, che il Fondo finanzi “prioritariamente” le opere del PNIISSI. E, cosa ben più rilevante, lascia a Invitalia – la società pubblica che, come anticipato il 10 novembre da DIAC, è stata incaricata di gestire la procedura di assegnazione dei fondi dalla sesta revisione del Pnrr approvata dalla Ue il 27 novembre scorso – il compito di definire “i criteri per la valutazione delle proposte, individuati in coerenza con le finalità del Piano, privilegiando, in particolare, l’attivazione di finanziamenti sia pubblici che privati, il coinvolgimento di operatori privati, nonché forme di partenariato pubblico-privato, secondo le modalità previste dal codice dei contratti pubblici” (comma 5, lettera d)”. Largo al privato, quindi, e soprattutto al PPP.
Il PNIISSI non è oggi un piano che può favorire il rilancio del partenariato pubblico-privato
Ora il punto è che il PNIISSI tutto è meno che una politica di rilancio del partenariato pubblico-privato: approvato il 17 ottobre 2024 con un Dpcm, cui ha fatto seguito l’approvazione con decreto MIT il 16 settembre 2025 di un piano stralcio nel settembre 2025, contiene 418 opere per 12 miliardi di euro di investimento e può contare su una dotazione finanziaria al 2033 di 3.175 milioni, ma è fitto di opere pesantemente pubbliche, proposte prevalentemente da Regioni e Autorità idriche locali. C’è anche una quota non marginale di progetti proposti da soggetti privati, ma solo se per privato intendiamo società di diritto privato (qualche volta anche con capitale privato) che hanno in concessione la gestione del servizio idrico integrato. Qualcosa di profondamente diverso dal PPP.
Le tre ipotesi: modifica e integrazione del Piano, finanziamento di proposte extra o corsia preferenziale ai gestori?
Le ipotesi per allineare il Piano e la corsia preferenziale ai privati sono tre, a questo punto: o potranno accedere al finanziamento del FNIISSI proposte di PPP oggi non presenti nel Piano, quindi esterne al Piano; o si decide di aprire a una radicale riscrittura/integrazione del PNIISSI che però ha procedure farraginose (si è appena chiusa la seconda finestra di proposte) e graduatorie specifiche; o ancora si intende dare un netto vantaggio ai progetti del PNIISSI presentati da soggetti gestori del servizio idrico di diritto privato.
Novanta giorni a Invitalia per approvare i criteri di selezione
In realtà, finché Invitalia non approverà i criteri di accesso al fondo – entro un massimo di 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge – tutto resterà ancora vago e nessuna delle due strade in astratto è esclusa, proprio in virtù di quelle flessibilità contenute nel decreto. Tuttavia, la seconda è quella di gran lunga privilegiata dal decreto stesso che lo dice esplicitamente, al comma 3: “possono accedere ai contributi del Fondo di cui al comma 1 i gestori del servizio idrico integrato accreditati all’anagrafica operatrice” dell’ARERA.
Oggi la presentazione del libro di Mazzola per Astrid
Delle prospettive del PNIISSI, del FNIISSI e del settore idrico, compreso il tema sempre attuale degli accorpamenti delle gestioni, si parlerà oggi alla presentazione del libro curato da Rosario Mazzola per Astrid. Al tavolo alcuni di quelli che hanno contribuito alla nascita del PNIISSI, fra cui lo stesso Mazzola.
I rilievi della Corte dei conti: troppo debole il governo del Piano da parte del MIT
Intanto, la Corte dei conti – nella delibera 56/2025 del Collegio del controllo concomitante – aldilà dei pesanti rilievi mossi a otto opere specifiche, ha contestato più in generale al ministero delle Infrastrutture forti ritardi nella progettazione e nella esecuzione delle opere finanziate con il PNIISSI, attribuendo questi ritardi anzitutto a “un quadro di diffuso ritardo delle tempistiche di attuazione procedurale e finanziaria”, ma anche “alla necessità di un rafforzamento dei meccanismi di governo e controllo del piano da parte del Mit”. Sulla confusione che regna nella programmazione finanziaria, il MIT risponde, fra le altre cose, proprio che questa dipende in buona parte dal fatto che i fondi non sono collacati nella previsione di spesa del MIT, togliendo qualunque agilità nella gestione delle risorse. Per questo abbiamo sottolineato che collocare il nuovo fondo FNIISSI al MIT è una scelta strategica rilevante.
“Ne consegue – scrive il Collegio del controllo concomitante – la raccomandazione all’Amministrazione di sviluppare ogni misura idonea a verificare puntualmente il rispetto dei cronoprogrammi dei lavori. In tale prospettiva, rileva, altresì, l’implementazione di appositi indicatori per misurare l’avanzamento fisico e finanziario, che rappresenterebbe una buona prassi amministrativa per la generalità degli interventi (presenti e futuri) del Pniissi. Nella medesima ottica, risulta utile un rafforzamento dei meccanismi volti a consentire un controllo diretto e disintermediato degli interventi. L’efficacia dei meccanismi di governo e controllo del Piano sarebbe, peraltro, ulteriormente corroborata dall’eventuale previsione di ulteriori meccanismi di deterrenza volti a imporre conseguenze negative a fronte di comportamenti inottemperanti o inerti, inclusa, nei casi più gravi, la revoca dei finanziamenti”.
Nel ricostruire il quadro finanziario del PNIISSI, il CCC pubblica anche una tabella di grande utilità sulla ripartizione negli anni, fino al 2033, dei 3.175,21 milioni disponibili a oggi per il Piano, accogliendo, non del tutto convintamente, anche l’osservazione del MIT che una simile ripartizione deve necessariamente portare a un’attuazione per stralci annuali successivi. Qui di seguito la tabella, tratta dalla delibera.

La tabella trata dalla Deliberazione 56/2025/CCC della Corte dei conti