L'ASSEMBLREA FIEC AD ATENE

La svolta blu dei costruttori europei: sulla resilienza idrica noi in prima linea, tre proposte per soluzioni su eventi estremi, siccità, gestione rischi. Dalla Ue arriva il Blue Deal. Petrucco: 6.500 miliardi di litri persi ogni anno

18 Mag 2025 di Giorgio Santilli

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La svolta blu dei costruttori europei: sulla resilienza idrica noi in prima linea, tre proposte per soluzioni su eventi estremi, siccità, gestione rischi. Dalla Ue arriva il Blue Deal. Petrucco: 6.500 miliardi di litri persi ogni anno

QUOTAZIONE ICOP

Tre giorni di lavori per cercare una convergenza di posizioni, di seminari tecnici, di confronti con le istituzioni: arriva all’Assemblea annuale 2025 di Atene la svolta blu dei costruttori europei. Mettono nero su bianco che loro vogliono stare in prima linea sul tema della resilienza idrica, perché hanno le expertise giuste per giocare un ruolo decisivo, proprio ora che la commissione Ue passa dalle timidissime direttive sulla qualità dell’acqua al Blue Deal, alla Water Resilience Strategy, accelerazione e cambio di prospettiva che sarà resa nota a giorni. “Noi siamo quelli che, con la nostra rilevante expertise, possono costruire difese e infrastrutture, strutture idrauliche e acquedotti”, dice Piero Petrucco, presidente della FIEC, la federazione dei costruttori europei. “Tutti i nostri Paesi – ha detto nella sua relazione di presentazione Petrucco – si stanno confrontando con un numero crescente di sfide correlate agli eventi estremi, all’eccesso di acqua, allo stress idrico, alla scarsità di acqua, alla qualità dell’acqua. Abbiamo eventi di allagamento e periodi in cui la domanda di acqua supera di gran lunga la disponibilità, con un grande impatto sui cittadini, sull’economia, spesso sulle nostre stesse strutture di imprese e cantieri. Voglio ricordare che in Europa si perdone 6,5 miliardi di metri cubi di qcaua ogni anno e ogni metro cubo vale mille litri”.

La strategia di Petrucco, che guiderà la FIEC fino al prossimo anno, è quella di inserire il “capitolo blu” come momento di straordinaria opportunità dentro la più ampia trasformazione verde del settore delle costruzioni. Una trasformazione non solo difensiva, come è stata in passato, ma che appunto giochi “in prima linea” come lui stesso ha detto, per risolvere problemi, per trovare soluzioni utili ai cittadini, sulla linea strategica dell’Ance guidata da Federica Brancaccio che vede nelle due trasformazioni, quella ambientale e quella digitale-tecnologica, l’opportunità di dare al settore delle costruzioni un ruolo trainante, rigenerativo in un nuovo sviluppo dell’economia.

Su questo schema si è mosso ad Atene anche l’intervento di Francesco Rutelli, che sarà direttore della Conferenza “Città nel futuro” del 7-9 ottobre organizzata a Roma con Ance – quando ha ricordato come già oggi ampi settori dell’economia – compresi quelli finanziari e del mercato delle assicurazioni – abbiano trasformato l’adattamento climatico nella carta da giocare per creare valore facendo della riduzione dei rischi una opportunità di competitività rispetto ai concorrenti.

La svolta blu – come più in generale la trasformazione strategica del settore – trova un senso compiuto, però, solo se evita la chiacchiera, gli slogan, i posizionamenti ideologici o parapolitici, per farsi invece portatrice sul campo di soluzioni ai problemi: soluzioni non solo ingegneristiche e tecniche, ma anche imprenditoriali. Questo si richiede a un settore come qquello delle costruzioni e questo è il ponte per creare una nuova alleanza con i cittadini.

Proprio per questo i tre tavoli tecnici collegati allo svolgimento della giornata di studio sull’acqua – 1) strategie per gestire gli eccessi di acqua, 2) progettazione resiliente alla siccità, costruire per far fronte alla scarsità di acqua, 3) gestione dei rischi e permitting – hanno messo a confronto esperienze positive, soluzioni adottate e allo studio, criticità e problemi da risolvere (come quella di un permitting faticoso ovunque nella gestione dei rischi, anche per l’impreparazione delle amministrazioni pubbliche di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici)  e soprattutto hanno cominciato a buttare giù proposte concrete – che prenderanno poi la forma di documenti più elaborati – per affrontare le criticità. Proposte tecniche e soluzioni imprenditoriali da proporre anche alla commissione europea e agli Stati nazionali. “Per indirizzare queste sfide nella giusta direzione – ha detto Petrucco – dobbiamo lavorare mano nella mano con il legislatore europeo e con quelli nazionali per mettere a punto una struttura di supporto: intendiamo impegnarci per giocare un ruolo in questa direzione”.

Significativo che a coordinare questi tavoli tecnici siano stati chiamati non solo incaricati interni alla Fiec ma personalità autorevoli esterne al mondo dei costruttori, come Mauro Grassi, ora direttore di Ewa Foundation, uno dei maggiori esperti italiani in fatto di acqua, in passato vicedirettore di Italia sicura, struttura di missione di Palazzo Chigi sul dissesto idrogeologico guidata da Erasmo D’Angelis. Grassi ha coordinato il tavolo sulla scarsità d’acqua indicando alcune soluzioni: serve un approccio olistico da parte dei governi (“l’acqua è una sola”), tecnologie e materiali capaci di risparmiare acqua nei cantieri, promuovere appalti verdi, aumentare le infrastrutture di accumulo (comprese le dighe), accrescere manutenzione e rinnovo  delle vecchie strutture per ridurre le perdite. I messaggi utili, ha sintetizzato Grassi, sono: uso razionale per tutti, riduzione della burocrazia nel permitting, capacità delle imprese europee di influenzare il cambiamento.

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