IL RAPPORTO OICE
L’ingegneria VINCE all’estero: +142% dal 2014, trasporti ed energia in testa
Nel 2023 le aziende italiane di settore hanno realizzato all’estero il 30% del loro fatturato, che quest’anno sfiorera i 1.200 milioni. La crescita si inserisce in un trend positivo negli anni nonostante la crisi della pandemia da Covid-19. Prevalgono le imprese private e quelle con più di 500 dipendenti, Africa e Asia le regioni più coinvolte nella presenza italiana
Le aziende italiane sono sempre più internazionali. L’Oice, Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica ha presentato il suo Rapporto Estero 2024 sulla presenza e l’attività dell’industria grande, media e piccola nostrana nel mondo. Nel 2023 le aziende italiane di settore hanno realizzato all’estero il 30% del loro fatturato complessivo – in costante crescita -, confermando la posizione di rilievo dell’Italia nelle classifiche mondiali, come in quella Enr 2024 (Engineering News Record) relativa alle Top 225 International Design Firm per fatturato all’estero, dove l’Italia figura con il maggior numero di società (11) tra i principali 6 Paesi dell’Unione Europea e come quarta a livello mondiale per numero di società operanti all’estero. Nel 2024, il fatturato sfiorerà i 1.200 milioni: guardando tutto ciò su una scala decennale, la crescita che si registra dal 2014 è del 142%. Un trend più che positivo, illustra il report, nonostante gli anni della pandemia da Covid-19.

Come mostra il grafico, i settori che domineranno all’estero in termini di produzione anche quest’anno sono l’energia e le infrastrutture di trasporto. Dal punto di vista dimensionale, invece, le aziende con oltre 500 dipendenti hanno una quota di produzione estera dell’88% (dati sul 2023), quota che scende al 17,3% per le imprese da 11-25 impiegati.
Tra le aree maggiormente interessate dalla costante diffusione delle aziende tricolore c’è l’Europa, l’area dei Balcani, l’Africa Sub-sahariana, il Medio Oriente e il Sudamerica. Nel 2023, però, per il 26,9% spicca l’Asia tutta, seguita dall’Africa Sub-sahariana. E a facilitare il loro operato globale c’è tutto il sistema istituzionale italiano, dalla Farnesina in giù. Per l’Africa, ade sempio, il Piano Mattei è l’ultima dimostrazione di quanto l’Italia consideri strategico operarvi. Ad oggi, gli uffici di commercio estero italiani in loco sono saliti a tredici.

In occasione della presentazione è avvenuta anche la firma di tre accordi tra Oice con Simest, Ance e Sace. A presentare, invece, gli altri highlights del rapporto è stato Antonio Forte, Economista senior Cer: “Tutti remano nella stessa direzione, con il settore privato che risulta trainante (48,1%) ma con il pubblico che copre comunque un quarto di quota (23,3%)”. Come fattori più trainanti, il networking e le missioni istituzionali. “Lo scenario quindi è moderatamente positivo, con una crescita congiunturale Oice inserita in un trend già positivo di crescita”. In un contesto di riavvicinamento delle filiere.