DIARIO POLITICO
Giorgia Meloni mercoledì sarà ad Algeri. Una missione che fotografa bene l’ordine delle priorità in questo momento. Il risultato del referendum certamente è tra queste. Ma con il petrolio schizzato a oltre 100 dollari al barile e la compromissione dell’impianto di gas di Ras Laffan in Qatar l’emergenza ora, a prescindere da quale sarà l’esito del voto, è rafforzare il rapporto con il Presidente Abdelmadjid Tebboune per aumentare le forniture algerine, che sono già le più cospicue (un terzo dell’intero fabbisogno) e veicolate sia attraverso gasdotto che per GNL.
La progressiva digitalizzazione delle procedure di affidamento e gestione delle opere pubbliche, culminata nell’introduzione dell’obbligo di utilizzo di di metodi e strumenti di gestione informativa digitale, ha attribuito una funzione centrale nell’ecosistema informativo delle stazioni appaltanti all’Ambiente di Condivisione dei Dati (ACDat, per mantenere uniformità con l’acronimo citato nelle linee guida, e che in ambito internazionale coincide con la definizione di CDE – Common Data Environment).
Negli ultimi anni uno dei punti più controversi nel rapporto tra Pubblica Amministrazione, operatori privati impegnati nei processi di trasformazione del territorio e cittadini è rappresentato dalla clausola del cosiddetto “salvo conguaglio”, diffusamente presente nelle convenzioni urbanistiche.
La clausola assume un ruolo sostanziale e vincolante soprattutto nelle convenzioni relative ai programmi di edilizia convenzionata e nei Piani di Zona previsti dalla legge 167/1962 e disciplinati dagli articoli 27 e 35 della legge 865/1971. Essa consente all’Amministrazione di rivedere, anche dopo la stipula della convenzione, gli importi economici pattuiti qualora emergano errori di stima o nuovi elementi nella determinazione del valore delle aree e degli oneri connessi agli interventi edilizi. Il risultato è la provvisorietà – e dunque l’incertezza – di un elemento centrale del rapporto: il prezzo delle aree.
In linea squisitamente amministrativa si tratta di uno strumento volto a tutelare l’interesse pubblico ed evitare squilibri finanziari per l’ente. Tuttavia, nella pratica la sua applicazione ha generato un contenzioso significativo, soprattutto quando le richieste di integrazione economica intervengono molti anni dopo la stipula delle convenzioni o dopo la vendita degli immobili realizzati. In tali casi l’effetto è quello di incidere su rapporti ormai consolidati e su operazioni immobiliari già perfezionate dagli operatori economici attuatori dei piani. (…)
L'INTERVENTO DI PIETRO BARATONO
Sono due le parti significative dal punto di vista interpretativo: il regime transitorio e la prevalenza contrattuale. I procedimenti avviati prima del 1° gennaio 2025 non devono essere rielaborati con l’ausilio dei modelli informativi e tale impostazione vale per l’intero ciclo di realizzazione dell’opera dalla progettazione alla realizzazione: chiarimento utile per gli appalti fra 2 milioni e la soglia Ue che possono continuare fino alla fine con il metodo tradizionale. Il concetto chiave di “praticabilità tecnologica” consente alla Stazione Appaltante, in accordo con il progettista, di stabilire quali elaborati grafici devono essere desunti dal modello e quali elaborati grafici ed alfanumerici restano tradizionali. Costi tecnologici, mito da ridimensionare.
DIARIO DEI NUOVI APPALTI
La deliberazione della Corte dei conti Emilia-Romagna n. 14/2026 è interessante non soltanto perché affronta un tema già divenuto centrale dopo la sentenza della CGUE nella causa C-810/24, ma soprattutto perché lo legge dal punto di vista che più spesso resta sullo sfondo e che invece, per le Amministrazioni, è il più delicato, cioè quello della gestione del rischio finanziario e delle passività potenziali quando una procedura di PPP, avviata sotto il vigore della disciplina previgente, si trova improvvisamente esposta all’urto del primato del diritto dell’Unione.
La plenaria del Comitato europeo delle Regioni del 4 marzo ha approvato a larghissima maggioranza l’Opinion sulla revisione delle direttive appalti, di cui Roberto Gualtieri è relatore. È un testo che nasce dall’esperienza concreta delle amministrazioni locali e regionali che gestiscono quasi metà della spesa europea in procurement e che indica alla Commissione una via di riforma fondata su principi semplici, capacità amministrativa e attenzione all’esecuzione dei contratti. In controluce, si riconosce con chiarezza l’impronta del percorso italiano avviato in Italia con il Codice del 2023.
DIARIO POLITICO
Giorgia Meloni non si dimetterà in caso di sconfitta del sì al referendum. La premier lo ha ripetuto più volte e non c’è motivo di dubitarne. Ciò non toglie che la bocciatura della riforma della giustizia decisa dal governo e ratificata dal Parlamento, per la prima volta senza neppure una modifica rispetto al testo originario, sarebbe destinata a pesare sul cammino dell’esecutivo. Anche perché arriverebbe in un momento drammatico, in cui la crisi energetica provocata dalla guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran, dopo aver già fatto schizzare in alto i prezzi dei carburanti, sta contagiando rapidamente tutto il resto: trasporti, alimentari, industria. (…)
DIARIO DEI NUOVI APPALTI
Era ampiamente prevedibile: il Comunicato n. 3 del 25 febbraio 2026 del Presidente ANAC (ne abbiamo parlato qui https://diariodiac.it/dl-pnrr-4marzo/) ha sollevato un polverone tra le stazioni appaltanti. (…)
IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA
L’Italia discute nuovamente di condoni edilizi. Lo fa mentre migliaia di pratiche giacciono ancora negli archivi comunali, eredità dei tre grandi provvedimenti del 1985, 1994 e 2003. Lo fa mentre il Governo prepara nuove forme di sanatoria, dalla “doppia regolarizzazione” per gli abusi minori fino alle ipotesi di riordino complessivo del sistema edilizio. E lo fa, soprattutto, senza aver mai affrontato davvero il nodo strutturale: l’arretrato amministrativo che grava sugli uffici tecnici. In questo scenario, il tema non è più solo giuridico o urbanistico. È un tema di capacità amministrativa, di credibilità istituzionale e di governance del territorio. (…)
DIARIO POLITICO
Un tempo Giorgia Meloni esibiva con orgoglio la sua special relationship con Donald Trump. Era quasi un distintivo politico: la prova di un filo diretto con Washington, di un rapporto privilegiato con l’uomo tornato alla Casa Bianca. Oggi, però, quei complimenti — da ultimo affidati ad alcune battute del Presidente USA con il Corriere della Sera in cui la definisce una “grande leader” che anche in questa crisi “cerca di aiutare”— rischiano di trasformarsi in un boomerang politico. Il tempismo, del resto, è pessimo. Mancano appena due settimane al verdetto del referendum sulla giustizia e il clima nel Paese è tutt’altro che sereno. (…)
La recente pubblicazione delle Linee Guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti rappresenta un passaggio rilevante nel percorso di attuazione dell’art. 43 del d.lgs. 36/2023 e del relativo Allegato I.9. Il documento interviene in una fase in cui la digitalizzazione dei contratti pubblici non è più una prospettiva futura, ma una condizione strutturale del sistema, seppur caratterizzata da livelli di maturità ancora fortemente disomogenei.
Il processo di digitalizzazione dei contratti pubblici avviato con il nuovo codice dei contratti pubblici (Dlgs 36/2023) ha introdotto, a partire dal primo gennaio 2025, un’altra importante novità che riguarda il mondo delle costruzioni e cioè l’obbligo, per le stazioni appaltanti, di adottare metodi e strumenti di gestione informativa digitale per realizzare opere di importo superiore a 2 milioni di euro, con estensioni anche agli interventi su beni culturali sopra soglia (art. 43). Tale previsione ha una grande rilevanza perché determina un cambiamento strutturale che incide non solo sulle modalità progettuali, ma anche sull’organizzazione amministrativa e sulla gestione dell’intero ciclo di vita dell’opera pubblica. (…)
Il 26 febbraio 2026 doveva essere il “giorno del giudizio digitale” per i SUAP. La data fatidica, la soglia oltre la quale il vecchio mondo dei procedimenti frammentati avrebbe ceduto il passo a un ecosistema finalmente ordinato, interoperabile, misurabile. C’era chi si aspettava una scossa tellurica amministrativa, chi temeva il caos, chi pronosticava il blocco delle pratiche. E invece? Non è successo assolutamente nulla. (…)
L’esistenza di una soluzione tecnologica basata sull’Intelligenza Artificiale è ben lungi dal tradursi sistematicamente e rapidamente in un’integrazione nell’attività quotidiana… I costi di installazione, di manutenzione e di utilizzo di tali soluzioni possono essere superiori al costo salariale della mansione, senza contare i costi indiretti (supporto agli utenti, formazione) o i rischi inerenti a una tecnologia ancora poco matura. L’Intelligenza Artificiale dovrebbe rimanere uno strumento nelle mani di professionisti qualificati. (…)
DIARIO POLITICO
Nelle ore che hanno preceduto l’attacco israelo-statunitense in Iran, mentre il nostro ignaro ministro della Difesa volava a Dubai per poi restarvi bloccato allo scoppio dei bombardamenti, a Roma la priorità della maggioranza era un’altra: la nuova legge elettorale. (…)
Le Linee Guida del 20 febbraio 2026 sulla gestione informativa digitale delle costruzioni segnano un passaggio strutturale nell’attuazione dell’articolo 43 del Dlgs 36/2023, come modificato dal Dlgs 209/2024. Non confermano soltanto un obbligo tecnico operativo già dal 1° gennaio 2025 per le opere sopra i 2 milioni di euro. Introducono un cambio di paradigma: l’opera pubblica non è più un insieme di elaborati, ma un sistema di dati strutturati che accompagna il progetto dalla sua concezione fino alla gestione e, se necessario, alla sua demolizione o riuso. È qui che la questione diventa decisiva per gli enti locali. (…)
Unicità del RUP significa, prima di tutto, prendere sul serio l’idea che il nuovo Codice non abbia introdotto la qualificazione delle stazioni appaltanti come un adempimento reputazionale, ma come una regola di sistema pensata per riallocare responsabilità e competenze lungo l’intero ciclo dell’affidamento, dalla progettazione alla gara fino alla gestione contrattuale, con un effetto immediato sul modo in cui si deve intendere la titolarità del procedimento quando una stazione appaltante non qualificata ricorre a una centrale di committenza qualificata. (…)
DIARIO POLITICO
Nessuna presa di posizione, nessuna parola di distanza. Di fronte all’ennesima escalation di Donald Trump il governo italiano sceglie il silenzio. Dopo la sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato illegittimi i dazi imposti dalla casa Bianca, il presidente Usa ha reagito con un attacco frontale ai giudici – molti dei quali nominati da lui stesso – e con la minaccia di una nuova ondata di tariffe ancora più pesante della precedente. Una rappresaglia politica contro il controllo di legalità, un messaggio che suona come un avvertimento: chi limita il potere esecutivo diventa un nemico. Non solo. (…)
Il sistema portuale italiano sta attraversando una fase di profonda revisione regolatoria che, a partire dalle nuove regole sulle concessioni per i terminal di movimentazione merci, sta contribuendo a ridisegnare la governance del settore in chiave di maggiore trasparenza e tutela della concorrenza.
Nell’attesa della riforma dei porti, il punto di svolta è già rappresentato dal Decreto Ministeriale n. 110/2023, che ha ridefinito i criteri di selezione dei concessionari introducendo parametri omogenei e coerenti con principi economici e standard di servizio, con il chiaro obiettivo di superare le difformità applicative tra le diverse Autorità di Sistema Portuale e assicurare procedure più prevedibili per gli operatori.