LA CONFERENZA A BRUXELLES
Casa, un europeo su dieci spende metà reddito. Tinagli: no speculazioni dei grandi privati. Oggi la strategia Fitto sul diritto a restare

IRENE TINAGLI
“Quando un europeo su dieci spende quasi la metà del proprio reddito solo per avere un tetto sopra la testa, significa che qualcosa è andato seriamente storto. E in questo momento, l’aumento dei costi energetici sta mettendo ancora più sotto pressione le famiglie. Questa è la realtà quotidiana di milioni di europei e, francamente, è inaccettabile”. Senza giri di parole, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola rilancia la necessità di un’azione comune per affrontare l’emergenza abitativa. L’occasione è stata quella della conferenza ad alto livello organizzata ieri a Bruxelles dalla presidente della commissione speciale Hous, Irene Tinagli, Pd-Sd. “Sono orgogliosa che il Parlamento europeo stia assumendo un ruolo guida in questo ambito”, ha rivendicato, sottolineando di attendere con “interesse le proposte della Commissione” sul piano per la casa di prossima pubblicazione. Per Metsola il “prossimo bilancio a lungo termine è una vera opportunità per garantire che i fondi dell’Ue siano mirati, strategici e incentrati su ciò di cui le persone hanno effettivamente bisogno, a cominciare da un tetto sopra la testa”.
A proposito di ruolo europeo, a farle eco la vicepresidente esecutiva della Commissione Ue Teresa Ribera ha anticipato che “con la proposta di legge sull’edilizia a prezzi accessibili, stiamo lavorando alla definizione di un quadro giuridico che sostenga le nostre città e comunità nel rispondere alla pressione abitativa, nel rispetto del loro contesto locale”. Ribadendo poi che “l’acesso alla casa è un diritto fondamentale che dobbiamo assicurare, e garantire tale diritto è essenziale se vogliamo che le nostre democrazie rimangano forti ed eque”. Ribera ha poi rimarcato che “sappiamo che l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili è un problema europeo, per il quale stiamo lavorando per trovare soluzioni”, in riferimento al piano per la casa di prossima pubblicazione. “Abbiamo un obiettivo chiaro: garantire che l’accesso a un alloggio a prezzi accessibili non sia determinato dal codice postale, dal reddito o dall’età, ma diventi una realtà in tutta l’Unione”.
Sul come fare tutto ciò e chi coinvolgere, Tinagli ha posto l’accento sul veicolo degli investimenti spiegando che vanno accompagnati necessariamente “con azioni regolatorie o di condizionalità dei fondi, in modo da essere sicuri che vadano ad affrontare i problemi sociali e a incontrare i bisogni di chi è più esposto a questa crisi”. Il rischio – ha avvertito – “è di alimentare la speculazione finanziaria dei grandi investitori che sono diventati attori sempre più rilevanti nel mercato immobiliare della casa e sono una delle cause che hanno spinto i prezzi in alto”. Nel cercare di reperire risorse e “di sostenere gli investimenti, sicuramente è importante coinvolgere privati, ma bisogna farlo con delle modalità che abbiano precise condizionalità perché questi investimenti vadano ad avere finalità sociali, ad alleviare il problema dell’accessibilità della casa e non ad alimentare i circuiti della speculazione finanziaria che in realtà sono tra le cause dei problemi dell’accessibilità della casa”, ha puntualizzato ancora l’esponente dem. Nel corso dell’evento, promosso proprio dall’eurodeputata, si è parlato “delle soluzioni e di come riuscire ad abbassare i costi delle costruzioni, sostenere le autorità locali e nazionali nel promuovere dei progetti di housing dedicati a chi veramente ha bisogno”, ha ricordato in conclusione.
Analogo tasto della speculazione, affrontata anche in relazione alle difficoltà degli studenti fuori sede ed Erasmus, è stato toccato da Sorcha Edwards, segretaria Generale di Housing Europe – la federazione europea per l’edilizia pubblica, cooperativa e sociale – secondo cui la crisi abitativa va attribuita proprio a investimenti speculativi distorti e al poco supporto al pubblico. “L’edilizia abitativa – ha rimarcato – va trattata come un’infrastruttura”. Come a dire, è strategica, eccome. non è dovuta a una mancanza di capitali, ma a investimenti speculativi mal concepiti che hanno alimentato la rabbia sociale e la disillusione verso le istituzioni, nonché la mancanza di supporto al tessuto abitativo pubblico europeo che fatica a rimanere in piedi per gli alti costi di costruzione e del capitale. “Il comitato consultivo della task force ha fatto un ottimo lavoro nel sottolineare che l’edilizia abitativa deve essere trattata come un’infrastruttura”, sottolinea Edwards, “ciò significa che dobbiamo pensare a lungo termine”.
Sul fronte finanziario è tornato, invece, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Che dopo l’incontro di pochi giorni fa con la Mayors for housing alliance ieri ha ribadito: “abbiamo bisogno di risorse pubbliche, private, a livello Ue, nazionale e locale” per affrontare questa emergenza abitativa. “Stimiamo un deficit di finanziamento di almeno 153 miliardi di euro a livello dell’Ue: tutte le istituzioni devono fare la loro parte. Il prossimo quadro finanziario europeo (2028-2034) sarà decisivo in tal senso”, ha ricordato. Per Gualtieri, insomma, la portata del prossimo bilancio europeo andrebbe aumentata attraverso i “168 miliardi di euro attualmente stanziati per coprire le prime rate di rimborso della componente sovvenzioni di Next Generation Eu. Chiediamo – ha incalzato – di rifinanziare questa componente rifinanziando le obbligazioni in scadenza, come fa qualsiasi emittente nel mondo. È assolutamente normale. Tutte le banche centrali fanno lo stesso”.
Sempre ieri, intanto, la Commissione europea ha aperto un bando per la presentazione di proposte nell’ambito del programma New European Bauhaus (Neb) Facility, finalizzato a promuovere soluzioni innovative che rendano i quartieri europei più belli, inclusivi e sostenibili. Il bando contribuirà anche ad affrontare la crisi dell’accessibilità economica degli alloggi, spiega la nota di Palazzo Berlaymont. Per il 2026, si legge, con un budget complessivo di circa 101 milioni di euro provenienti da Horizon Europe, il programma di punta dell’Ue per la ricerca e l’innovazione, il Fondo Neb finanzierà progetti selezionati in tre aree: collegare la transizione verde, l’inclusione sociale e la democrazia locale; approcci circolari e rigenerativi per l’ambiente costruito; e finanziamenti innovativi e nuovi modelli di business per la trasformazione dei quartieri. Le proposte dovranno pervenire entro il 1° dicembre prossimo.
Il gruppo Bei – Banca europea degli investimenti – ha invece firmato, in occasione del roadshow di Berlino, un accordo da 322,5 milioni di euro per un nuovo finanziamento destinato alla costruzione di alloggi a prezzi accessibili e al sostegno dell’innovazione nel settore delle costruzioni.
Oggi, infine, il vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto, ospiterà l’evento per l’avvio ufficiale dell’iter di consultazione per la ‘strategia sul diritto a restare’ di prossima pubblicazione. L’evento, che si terrà al Parlamento europeo, riunirà le istituzioni, i leader nazionali e regionali, i responsabili politici e le organizzazioni della società civile per definire la strategia. Prenderanno parte Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo; il ministro delle Finanze Makis Keravnos, in rappresentanza della presidenza cipriota del Consiglio Ue; Kata Tüttő, presidente del Comitato europeo delle regioni; ed Enrico Letta, ex primo ministro italiano e autore del rapporto sul mercato unico. “Il diritto a restare riguarda le persone, le comunità e i territori. Si tratta di restituire a tutti gli europei la libertà di rimanere, crescere e costruire il proprio futuro nel luogo che chiamano casa”, ha sottolineato Fitto. “Andarsene dovrebbe sempre essere una libera scelta, mai una necessità dettata dalla mancanza di opportunità. Ecco perché stiamo lavorando per rendere ogni regione europea più competitiva, più connessa e più attraente, investendo in servizi, connettività e istruzione”, ha aggiunto.