L'INCHIESTA sull'urbanistica
Arrestato Oggioni, Assimpredil indagata. Sala e Pd: alt al salva-Milano
L’ex dirigente dello Sportello unico edilizia del comune e poi membro della commissione Paesaggio è ai domiciliari, accusato di corruzione, depistaggio, frode processuale e falso. Oggioni sarebbe la punta avanzata di un sistema finalizzato al rilascio di titoli edilizi illeciti e a operazioni immobiliari speculative. L’ex dirigente avrebbe favorito pratiche dell’associazione costruttori in cambio di una consulenza. Indagata anche la società Abitare In che ha assunto la figlia di Oggioni. Schlein e il comune di Milano ritirano l’appoggio al salva-Milano. La maggioranza deciderà la prossima settimana, ma l’alt di Sala pesa.
IN SINTESI
Primo arresto nelle indagini della Procura di Milano sulla gestione dell’urbanistica della città. Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf ha eseguito un’ordinanza con cui il gip Mattia Fiorentini ha disposto gli arresti domiciliari per Giovanni Oggioni, architetto, ex direttore dello Sportello unico edilizia del Comune ed ex componente della Commissione paesaggio. Per Oggioni sono state ipotizzate dai pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici le accuse di corruzione, frode processuale, depistaggio e falso. La Procura è convinta che esista un “sistema” composto da membri della Commissione per il paesaggio, operatori economici, progettisti privati e soggetti interni all’amministrazione comunale milanese, il cui fine era quello di favorire il rilascio di titoli edilizi illeciti e di realizzare operazioni immobiliari altamente speculative.
Oggioni avrebbe favorito “il buon esito di numerose pratiche edilizie”, anche in favore dell’associazione dei costruttori milanesi Assimpredil e della società Abitare In, operatore economico del real estate. In cambio Oggioni avrebbe ricevuto dall’associazione dei costruttori una consulenza per circa 179mila euro nel periodo febbraio 2022-novembre 2024. La società immobiliare ha invece assunto la figlia di Oggioni (che non è indagata) creando anche una “situazione di conflitto di interessi” che non è stata dichiarata da Oggioni. Assimpredil-Ance Milano e Abitare In sono indagate in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.
L’associazione dei costruttori milanesi ha diramato un comunciato in cui dice che “nella piena fiducia dell’operato della magistratura, Assimpredil Ance ribadisce di aver sempre operato nella massima trasparenza e correttezza, per gli obiettivi e nelle modalità stabilite dal proprio Statuto. L’Associazione – aggiunge la nota – sta collaborando con l’Autorità giudiziaria per fornire ogni elemento utile all’accertamento dei fatti”.
Gli interventi degli indagati sui parlamentari per influenzare il salva-Milano
Un’altra richiesta di misura interdittiva riguarda Marco Cerri, progettista già indagato per traffico di influenze illecite e pure ex componente della Commissione paesaggio. Per la Procura Oggioni e Cerri si sono mossi con vari parlamentari per avere una legge utile a stoppare le indagini e abbiano avuto vari contatti per tentare di influenzare la redazione del testo. Cerri in telefonate di ottobre spiega che la prima bozza gli sarebbe arrivata dal deputato Maurizio Lupi (non indagato) e che lui doveva dare pareri. E afferma di aver dato il testo al relatore, il ministro Tommaso Foti (non indagato), in accordo con Guido Bardelli, assessore alla Casa a Milano. A riscontro i pm riportano il contatto tra le utenze di Cerri e Lupi il 21 novembre 2024, giorno dell’approvazione alla Camera. “Abbiamo ascoltato tutti i soggetti coinvolti”, ha replicato ieri Lupi, precisando che “il testo finale è stato elaborato in totale autonomia perché il Parlamento non scrive leggi sotto dettatura”.Un altro ex dirigente comunale Franco Zinna avrebbe contattato il leghista Alessandro Morelli.
Da Sala e Pd alt al salva-Milano, la maggioranza deciderà la prossima settimana
Il Comune di Milano fa un passo indietro sul Salva Milano, il disegno di legge che avrebbe dovuto far ripartire la città dopo il blocco dell’urbanistica causato dalle inchieste. “Gli elementi di novità, e purtroppo di maggiore gravità, descritti negli atti di accusa” nei confronti dell’ex dirigente Giovanni Oggioni, che è stato arrestato, “inducono questa amministrazione a non sostenere più la necessità di proseguire nell’iter di approvazione della proposta di legge cosiddetta ‘Salva Milano'”, sottolinea l’amministrazione, che considera la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario.
Lo stop arriva anche dalla segreteria del Pd, Elly Schlein: “Dopo i gravi fatti emersi oggi dalla magistratura è evidente che non ci sono le condizioni per andare avanti”.
La maggioranza deciderà se andare avanti la prossima settimana, quando è calendarizzato il termine per la presentazione degli emendamenti alla commissione Ambiente del Senato. “La prossima settimana ci saranno riunioni, di maggioranza e di commissione, per valutare se e come proseguire l’iter del salva-Milano”, afferma Roberto Rosso, senatore di Forza Italia e relatore del provvedimento. “Non commento le indagini, ma è un fatto politico – aggiunge – che il Comune di Milano abbia tolto il suo appoggio al provvedimento”. La legge, ormai, è avviata sul binario morto.
Lega e Fratelli d’Itali a Milano attaccano, a Roma sembrano meno drastici. Per il gruppo consiliare della Lega le inchieste “sono l’ennesima conferma dell’esistenza di un ‘sistema Milano’ dettato dalla politica delle amministrazioni Pisapia e Sala. Dopo i disastri fatti sul Salva Milano serve maggiore trasparenza e un immediato commissariamento sulla materia urbanistica”. Mentre il sottosegretario Alessandro Morelli, leghista pure lui, si dice “convinto che tutti debbano sforzarsi per trovare quanto prima una soluzione che faccia uscire da questa situazione di drammatico stallo che danneggia il Paese e vede vittime decine di famiglie nel limbo”.
Fratelli d’Italia evidenzia le spaccature nel centrosinistra sul salva-Milano: “Se questa maggioranza non c’è più, il Sindaco Sala ne prenda atto”, dice il capogruppo in Comune Riccardo Truppo che chiede a Sala di farsi da parte.
Avs e il Movimento 5 stelle sono più che mai contrari ora, dopo aver sempre votato contro per paura di un condono generalizzato. Il leader pentastellato, Giuseppe Conte la indica come una “legge scempio”. Per Angelo Bonelli deputato di Avs e co-portavoce dei Verdi “quello che preoccupa è il contenuto delle intercettazioni che evidenziano come il salva-Milano sia stato scritto dagli stessi funzionari indagati e poi consegnato al relatore in commissione ambiente. Per questo la legge va fermata”.