Archivio articoli
Belgio, completato lo Snake Building di C+S Architects
Bilancio Ue, è scontro. Italia e altri 16 a difesa della coesione
- Svimez, il Sud cresce più del Nord per il quarto anno consecutivo. Nel 2025 il Pil +0,7%, al Centro-Nord +0,5%
- Demanio, Archivio di Stato di Napoli: al via la prima concessione integrata dei servizi al pubblico
- Fs lancia nuovo green bond da 650 mln a supporto investimenti infrastrutturali
Piano casa, Albertini Petroni: bene sul PPP e il patrimonio pubblico ma funzionerà solo con bandi, norme e investimenti chiari
Torre Milano, tutti assolti ma il problema resta: e ora chi paga il conto? Il prezzo dell’incertezza tra norme, interpretazioni e investimenti
La vicenda della Torre Milano si è chiusa, almeno per ora, con una sentenza che farà discutere a lungo. Non perché abbia stabilito che il fatto non esisteva. Al contrario. Il fatto c’era. Il Tribunale di Milano qualche giorno fa, ha assolto gli imputati con la formula “il fatto non costituisce reato“, riconoscendo l’assenza dell’elemento soggettivo. Tradotto: costruttori, professionisti e funzionari pubblici hanno operato seguendo un sistema interpretativo che per anni era stato considerato corretto, consolidato e legittimo. Tutti assolti. Fine della storia? In realtà no. Perché la vera domanda non riguarda gli imputati. Riguarda tutti noi.
Destro: “Una politica industriale per i trasporti e la logistica. Nei prossimi 15 anni l’Italia dovrà spendere duemila miliardi per le infrastrutture”
Taranto restaura Palazzo Archita: 7,5 milioni
Il progetto esecutivo prevede il restauro delle facciate esterne del Palazzo, un nuovo sistema di illuminazione artistica delle facciate esterne e la sistemazione delle Piazze prospicienti il Palazzo.
Clausola sociale e lavoro supplementare, il Consiglio di Stato: sì all’applicazione elastica ma il vincolo resta
Una questione che continua a generare incertezze operative riguarda il modo in cui la clausola sociale di cui all’art. 57 del D.Lgs. n. 36/2023 debba essere considerata nella verifica di anomalia dell’offerta. Il tema è delicato perché si colloca in un punto di equilibrio non sempre facile da governare.
Il codice e la modalità facoltativa di retribuzione delle funzioni tecniche (art. 45, comma 2): inquadramento e conseguenze per il personale
In materia di funzioni tecniche, il Codice vigente consente una flessibilità gestionale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti nella valorizzazione del proprio personale, determinante effetti e implicazioni pratiche, che richiedono un approfondimento. L’articolo 45, al comma 2, infatti, contiene una specifica clausola che consente alle amministrazioni, ai fini dell’esclusione dall’obbligo di destinazione delle risorse percentuali stanziate nella commessa, di esercitare la facoltà di prevedere una “modalità diversa di retribuzione delle funzioni tecniche svolte dal proprio personale”. La presente istruzione analizza le caratteristiche, le corrette modalità procedurali, le implicazioni operative e contabili che l’adozione di tale percorso facoltativo comporta sia per l’amministrazione che per il suo personale, offrendo un supporto strutturato per una corretta applicazione della facoltà da parte dell’una nei confronti dell’altro, anche alla luce degli orientamenti e chiarimenti espressi dalle pronunce della magistratura contabile.
Vediamo meglio.
Procura e partecipazione alle gare, il Consiglio di Stato chiarisce i limiti dei poteri di rappresentanza
Lupoi: governance centrale forte per la prevenzione e la cura del territorio. Scalera: aspetto le vostre proposte per il secondo pilastro casa
L’ex capo della Protezione civile, ora commissario per la ricostruzione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche, Fabrizio Curcio, ha spiegato quali sono i caratteri della gestione dell’emergenza che danno efficienza: c’è un sistema decisionale centralizzato, ma esiste anche una pianificazione che viene costruita giorno per giorno, anche con i territori.
Mose, manca il decreto. Polo di Portogruaro: accordo con Rfi
A Venezia torna il nodo del Mose, ancora senza un assetto definitivo sul piano operativo e occupazionale, mentre a Genova si riapre il confronto sull’espansione del porto di Pra’, già contestata dai comitati del Ponente. Per il resto, la rassegna segue altri fronti tra rigenerazione, infrastrutture e trasformazioni urbane: il riscatto del quartiere Gelso a Montemarciano, il bilancio di vent’anni di urbanistica a Milano, i nuovi disagi per il cantiere del Ponte Corleone a Palermo, le bonifiche in Basilicata e tante altre news locali.
Ex caserma Stamoto, al via il bando internazionale: Bologna cerca investitori per la rigenerazione urbana del compendio dismesso
Siamo ancora in tempo per attivare il Fondo di garanzia per le opere idriche (e collegarlo allo SFNIISSI) ora che il PNRR ci ha dato la maturità necessaria per capirne l’importanza
I recenti articoli di Antonio Massarutto (si legga qui) e Lorenzo Bardelli (si legga qui) hanno avviato su DIAC una riflessione sull’eredità del PNRR Idrico e sulle prospettive di finanziamento del settore nel futuro. Non voglio in questa sede ripetere le loro considerazioni con le quali concordo in gran parte, ma solamente sottolineare che uno dei meriti maggiori del PNRR è quello di avere imposto sistemi di valutazione degli investimenti che rimangono patrimonio dei soggetti beneficiari dei finanziamenti a fondo perduto. E questo vale per le modalità di distrettualizzazione e rifacimento delle reti idriche come per la scelta degli interventi per aumentare la resilienza dei sistemi idrici, con l’applicazione dall’analisi costi-benefici, dell’impatto del cambiamento climatico e dell’analisi di sistemi complessi.
Tuttavia, Antonio Massarutto evidenziava nel suo articolo come sia necessario che questo settore disponga di strumenti di finanziamento stabili nel tempo e non episodici come è stato il PNRR, e che anzi l’ultima misura rappresentata dallo SFNIISSI rappresenti almeno parzialmente una occasione perduta, in quanto non attiva fondi rotativi o di garanzia che considera giustamente come strumenti essenziali per il finanziamento del settore in futuro, come dimostra l’esperienza di altri Paesi. A questo proposito è interessante ricostruire la storia del Fondo di Garanzia, al quale ha fatto accenno Lorenzo Bardelli nel suo articolo. Ricostruzione noiosa, ma istruttiva.
Ets, 26,4 miliardi di entrate al 2038 con prezzo finale a 193 euro. ECCO: pesa solo il 3% in bolletta, non va sospeso ma rafforzato
La transizione complessa: stato legittimo, direttiva Case green e il nuovo ruolo dei professionisti tecnici
Il dibattito attorno al recepimento della Direttiva EPBD IV, meglio nota come “Case Green”, attraversa una fase cruciale. Il superamento della scadenza europea del 29 maggio 2026 e l’avvio della formale procedura di infrazione da parte della Commissione Europea non devono essere letti come un segnale di arresto, bensì come il riflesso di un negoziato complesso. La posizione dell’Italia, orientata a richiedere una maggiore flessibilità in virtù delle specificità storiche e strutturali del proprio patrimonio immobiliare, fotografa una necessità reale: coniugare la decarbonizzazione con la sostenibilità economica del sistema.
Rixi: “Le nuove linee guida uno strumento di equilibrio per garantire continuità dei servizi e sostenibilità economica dei contratti. Fondamentale il confronto, avanti con il tavolo”
Masterplan Tufello, così il quartiere diventa inclusivo
Piano casa, rientrano in campo Demanio e Cdp (se arriva l’ok UE sul PNRR). Introiti da vendite alloggi anche alla riqualificazione
L’Agenzia guidata da Alessandra dal Verme potrà fare operazioni di rigenerazione e riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico operazioni con permute di immobili pubblici inutilizzati o sottoutilizzati, non redditizi, non strumentali. A Cdp vanno 10 milioni in forma di Patrimonio destinato, che cresceranno fino a 1.200 se Bruxelles darà il via libera alla revisione del PNRR: non ci sono riserve legislative per alloggi da dare in affitto ai lavoratori, bensì operazioni di edilizia sociale e convenzionata. Chiarito che i contributi per il primo pilastro possono andare non solo agli ex-Iacp ma anche ai Comuni proprietari di alloggi, mentre le vendite delle case ERP non dovranno finanziare necessariamente la riduzione di bilancio ma, come chiedevano le Regioni, anche il recupero del patrimonio abitativo pubblico e, in via residuale, l’acquisto di alloggi sociali. La relatrice Mazzetti (FI) insiste: flessibilità sul 70-30. Chiara Braga (Pd): “Piano casa occasione fallita”. Oggi il voto finale in commissione Ambiente, domani in Aula a Montecitorio per votare la fiducia lunedì.