CASO MALAGò
L’Italia Paese dei commissari straordinari ieri ha aggiunto un altro record al suo curriculum da primatista mondiale: Giovanni Malagò, presidente della Federazione Giuoco Calcio Italiana, è stato scalzato da Giovanni Malagò commissario straordinario (del Coni, non di governo). Non era mai successo, a memoria d’uomo. Mentre era successo, e anzi succede regolarmente, che il commissario venga insediato per risolvere errori formali, passaggi procedurali, cavilli normativi, iter burocratici eccessivamente farraginosi. Eppure a tanto non sarebbe arrivato neanche Giuseppe De Carlo, avvocato, esperto di contratti pubblici, autore di “Il Commissario Straordinario alle Grandi opere”, edito da McGraw-Hill che nella intervista a Diario DIAC del 6 agosto (si legga qui l’articolo) aveva lanciato l’allarme non solo sulla moltiplicazione ormai senza limiti del numero di commissari, dovuta al fatto che Parlamento e territori continuano a chiederne per tutto neanche fossero la bacchetta magica, ma anche sul fatto che i loro poteri in deroga ormai puntano più a indebolire o sopprimere controlli che ad accelerare le procedure, con la conferma arrivata in estate dal decreto Pnrr. Su questo, però, ci sentiamo di tranquillizzare: Malagò non punta certo a indebolire se stesso.
Il nuovo amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, Gianpiero Strisciuglio, ha annunciato nei giorni scorsi a InnoTrans, la fiera internazionale delle tecnologie dei trasporti, l’avvio della redazione di un nuovo piano industriale del Gruppo. È una notizia importante, sia per l’intenzione dichiarata di segnare una discontinuità rispetto alle attività non strettamente ferroviarie, sia perché il nuovo piano può rappresentare l’occasione per riportare finalmente le città e le aree metropolitane al centro della strategia ferroviaria nazionale (e rispondere così anche alla decima delle domande che Giorgio Santilli ha fatto all’amministratore delegato lo scorso 21 settembre in questo articolo).
È un tema sul quale siamo già intervenuti lo scorso maggio su DIAC. Il ruolo delle reti e degli asset ferroviari all’interno delle città – e in particolare delle Città metropolitane, ma anche delle grandi conurbazioni territoriali a minore densità, come l’area veneta, la Liguria, la costa adriatica abruzzese e romagnola o l’asse Messina-Catania – può diventare determinante per riequilibrare la mobilità e contribuire alle trasformazioni urbane. Una questione destinata ad assumere nei prossimi anni un peso crescente anche per le sue implicazioni economiche, sociali, climatiche e ambientali.
Il punto di partenza è semplice: le città non sono soltanto origine e destinazione dei collegamenti ferroviari nazionali e regionali. Sono esse stesse un grande mercato della mobilità ferroviaria, con una domanda specifica che richiede modelli di servizio differenti da quelli della lunga percorrenza e del trasporto regionale tradizionale. Nelle quattordici Città metropolitane italiane risiedono circa 21,3 milioni di persone, oltre un terzo della popolazione nazionale. Eppure, nel piano industriale FS attualmente in vigore, la dimensione urbana non assume un ruolo strategico autonomo, se non principalmente sotto il profilo della valorizzazione immobiliare.
IL LABIRINTO OSCURO DELL'EDILIZIA
Nel precedente contributo dedicato alla “Torre Milano: capi d’imputazione e criteri urbanistici nella sentenza n. 6127/2026”: le contestazioni della Procura alla prova del dibattimento”, abbiamo ricostruito il quadro d’insieme dell’impianto accusatorio formulato dalla Procura della Repubblica di Milano, delineando il perimetro normativo entro cui si sono articolate le contestazioni per i titoli edilizi e le procedure adottate nell’intervento di “Torre Milano”. A partire da questo articolo, iniziamo l’esame analitico e dettagliato delle singole fattispecie incriminatrici contestate.
LA GIORNATA
- Istat: la pressione fiscale sale al 43,5%, manovra a caccia di coperture
- Trevi, nuova mossa di Webuild: acquista azioni del gruppo e sale al 18,91% del capitale
- Ex Ilva, la Corte di Milano conferma il blocco degli altoforni
IL BANDO DEL GIORNO
Appalto integrato per la ristrutturazione tecnologica dell’impianto di valorizzazione delle frazioni secche da raccolta differenziata.
PIANO CASA, SECONDO PILASTRO
La collaborazione è utile alla Sgr guidata da Stefano Scalera per individuare sul territorio opportunità da inserire nel secondo pilastro e nel Fondo Hosuing Coesione. Il presidente Buttieri (in foto) prova ad allargare il business delle aziende proprietarie di alloggi ERP all’attività ERS più redditizia. Previsti incontri sui territori, il primo a Cuneo.
BANDI PROGETTAZIONE
Due distinti appalti di servizio del Comune che comprendono PFTE, progetto esecutivo, coordinamento sicurezza in fase progettuale e l’opzione per direzione lavori e coordinamento sicurezza in fase esecutiva. Gli importi a base d’asta sono rispettivamente di 986.114,82 e 852.002,79 euro.
RIFORMA DELLE CONVENZIONI, DELIBERA IN VIGORE
Semplificata la fase di decollo delle iniziative. Per la presidente di Ance Roma-Acer (nella foto qui a fianco) la riforma dello schema di convenzione crea “le migliori condizioni per l’avvio dei programmi urbanistici e favorisce la loro concreta attuazione”. Apprezzamento per il fatto che la norma si possa applicare anche alle convenzioni già sottoscritte.
IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI FINANZA PUBBLICA
DIARIO POLITICO
Il timore (la speranza per i suoi avversari) della sconfitta del governo sulla riforma elettorale si è praticamente dissolto. Salvo sorprese eclatanti, martedì 8 Giorgia Meloni porterá a casa la fiducia e il cosiddetto Stabilicum diventerà legge. La premier ci ha messo del suo, minacciando la fine anticipata della legislatura che rapprenta una carta da sempre convincente.
Subito dopo, a occupare la scena sarà il Dpfp e cioè il prologo della manovra per il 2027. Ed è questa la posta più alta per la Premier perché, al di là delle mosse propagandistiche su sicurezza e migranti (vedi l’inattuabile decreto scuola), a decidere il risultato elettorale sarà l’economia.
I sistemi artificiali agentici iniziano a diffondersi estensivamente in altri settori manifatturieri. È notizia recente che BMW stia portando l’Agentic AI da strumento di supporto a infrastruttura operativa capace di avviare workflow, interrogare fonti dati, creare task, verificare output e gestire autonomamente casi ordinari operando, soprattutto, sulla trasformazione organizzativa.
IL NUOVO DECRETO LEGGE AMBIENTE
Nello schema approvato venerdì in Consiglio dei ministri, ampliate le attribuzioni operativa della Commissione Pnrr-Pniec e unificate le procedure di autorizzazione paesaggistica e Via. Nuovi stanziamenti per istruttorie, emergenza climatica nei comuni (con le società in house) e Terra dei fuochi. Esulta Cisambiente sui combustibili nei cementifici.
L'ARCHITETTURA VISTA DA LPP
Stefano Boeri sembra essere apprezzato dai non addetti ai lavori più che dagli architetti, soprattutto italiani.
Gli rimproverano di essere onnipresente, mediatico, troppo abile nel costruire consenso intorno alle proprie iniziative. E soprattutto gli si rimprovera il Bosco Verticale. Che per il grande pubblico è il suo capolavoro e per molti architetti è invece la prova di tutti i suoi difetti: un edificio costoso, abitato da ricchi, trasformato in una gigantesca macchina pubblicitaria, dove il verde rischia di funzionare come una sofisticata operazione di greenwashing.
Le critiche non sono tutte infondate. Ma credo sia arrivato il momento di essere giusti con Boeri.
IL BANDO DEL GIORNO
Il progetto esecutivo in gara prevede il completamento dell’esistente stazione autostradale con la realizzazione di due ulteriori stazioni autostradali autonome.
LA SETTIMANA
- Mercati, spread e petrolio: una settimana sotto osservazione
- Infrastrutture 2030, la Filt-Cgil organizza due giorni di confronto a Bari
- Saie 2026, dal 7 al 10 ottobre Bologna capitale delle costruzioni