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Siamo ancora in tempo per attivare il Fondo di garanzia per le opere idriche (e collegarlo allo SFNIISSI) ora che il PNRR ci ha dato la maturità necessaria per capirne l’importanza
I recenti articoli di Antonio Massarutto (si legga qui) e Lorenzo Bardelli (si legga qui) hanno avviato su DIAC una riflessione sull’eredità del PNRR Idrico e sulle prospettive di finanziamento del settore nel futuro. Non voglio in questa sede ripetere le loro considerazioni con le quali concordo in gran parte, ma solamente sottolineare che uno dei meriti maggiori del PNRR è quello di avere imposto sistemi di valutazione degli investimenti che rimangono patrimonio dei soggetti beneficiari dei finanziamenti a fondo perduto. E questo vale per le modalità di distrettualizzazione e rifacimento delle reti idriche come per la scelta degli interventi per aumentare la resilienza dei sistemi idrici, con l’applicazione dall’analisi costi-benefici, dell’impatto del cambiamento climatico e dell’analisi di sistemi complessi.
Tuttavia, Antonio Massarutto evidenziava nel suo articolo come sia necessario che questo settore disponga di strumenti di finanziamento stabili nel tempo e non episodici come è stato il PNRR, e che anzi l’ultima misura rappresentata dallo SFNIISSI rappresenti almeno parzialmente una occasione perduta, in quanto non attiva fondi rotativi o di garanzia che considera giustamente come strumenti essenziali per il finanziamento del settore in futuro, come dimostra l’esperienza di altri Paesi. A questo proposito è interessante ricostruire la storia del Fondo di Garanzia, al quale ha fatto accenno Lorenzo Bardelli nel suo articolo. Ricostruzione noiosa, ma istruttiva.
Ets, 26,4 miliardi di entrate al 2038 con prezzo finale a 193 euro. ECCO: pesa solo il 3% in bolletta, non va sospeso ma rafforzato
La transizione complessa: stato legittimo, direttiva Case green e il nuovo ruolo dei professionisti tecnici
Il dibattito attorno al recepimento della Direttiva EPBD IV, meglio nota come “Case Green”, attraversa una fase cruciale. Il superamento della scadenza europea del 29 maggio 2026 e l’avvio della formale procedura di infrazione da parte della Commissione Europea non devono essere letti come un segnale di arresto, bensì come il riflesso di un negoziato complesso. La posizione dell’Italia, orientata a richiedere una maggiore flessibilità in virtù delle specificità storiche e strutturali del proprio patrimonio immobiliare, fotografa una necessità reale: coniugare la decarbonizzazione con la sostenibilità economica del sistema.
Rixi: “Le nuove linee guida uno strumento di equilibrio per garantire continuità dei servizi e sostenibilità economica dei contratti. Fondamentale il confronto, avanti con il tavolo”
Masterplan Tufello, così il quartiere diventa inclusivo
Piano casa, rientrano in campo Demanio e Cdp (se arriva l’ok UE sul PNRR). Introiti da vendite alloggi anche alla riqualificazione
L’Agenzia guidata da Alessandra dal Verme potrà fare operazioni di rigenerazione e riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico operazioni con permute di immobili pubblici inutilizzati o sottoutilizzati, non redditizi, non strumentali. A Cdp vanno 10 milioni in forma di Patrimonio destinato, che cresceranno fino a 1.200 se Bruxelles darà il via libera alla revisione del PNRR: non ci sono riserve legislative per alloggi da dare in affitto ai lavoratori, bensì operazioni di edilizia sociale e convenzionata. Chiarito che i contributi per il primo pilastro possono andare non solo agli ex-Iacp ma anche ai Comuni proprietari di alloggi, mentre le vendite delle case ERP non dovranno finanziare necessariamente la riduzione di bilancio ma, come chiedevano le Regioni, anche il recupero del patrimonio abitativo pubblico e, in via residuale, l’acquisto di alloggi sociali. La relatrice Mazzetti (FI) insiste: flessibilità sul 70-30. Chiara Braga (Pd): “Piano casa occasione fallita”. Oggi il voto finale in commissione Ambiente, domani in Aula a Montecitorio per votare la fiducia lunedì.
18 giugno – assessore casa e-r
🎆 Tanti auguri a DIAC, ai suoi collaboratori e ai suoi lettori: oggi sono due anni e 4.918 articoli! Cristina, Giorgio e Mauro 🎆
L’Emilia-Romagna delle costruzioni riparte (+5,5%): il PNRR corre più che nel resto d’Italia. “Ora la casa”
Dopo due anni di caduta, gli investimenti in costruzioni tornano quest’anno in positivo correndo molto più del Pil (+0,6%). Tirano le opere pubbliche: nei comuni della regione nel 2025 +23% contro il +15,3% della media nazionale, in cinque anni da 783 milioni (2020) a 1,95 miliardi (2025) con un +149%. Regione virtuosa sui fondi UE: impegnati il 74,7% contro il 35% nazionale. Il presidente di Ance Emilia-Romagna Croci (in foto): emergenza abitativa drammatica.
Merano riqualifica il Battisti-Polonio: 17,4 milioni
L’Agenzia per i contratti pubblici, in qualità di Stazione unica appaltante per conto della Provincia Autonoma di Bolzano, avvia la gara per riqualificare il comprensorio militare Ugo Polonio-Cesare Battisti a Merano. Tutti i dettagli.
G7: bene accordo Usa-Iran, pronti a contribuire. Trump, Meloni: ok
- Mattarella, Felipe IV e Seguro firmano il memorandum Copec, ‘risposta europea all’Ia’
- Consip avvia la prima gara per servizi professionali BIM per la PA per un valore di 58 milioni
- Accordo strategico tra Eni e Fincantieri per la valorizzazione di tecnologie innovative per il monitoraggio subacqueo
Pavia: altri 5,25 mln per il campus Iuss. Pescara, nuovo bando da 57 alloggi
A Napoli si aggiorna il capitolo del restyling del Maradona, già legato alla candidatura per Euro 2032, con un progetto da 205 milioni che entra nella fase decisiva della conferenza dei servizi. Rientra anche Muggia (TS), dove dopo i passaggi amministrativi delle ultime settimane il raddoppio della galleria Nazario Sauro si avvicina al cantiere. Le news locali.
Tutti assolti al processo per la Torre Milano. Imprese e politica: ora una svolta per la ripartenza
Piano casa, il governo tira dritto. Scalera (Invimit): per il secondo pilastro gestioni con coop e Ater
Il governo boccia tutte le proposte di modifica dei gruppi di maggioranza, compreso l’allargamento del terzo pilastro. Oggi tre emendamenti dei relatori fra cui quello sui nuovi fondi Pnrr. I tempi strettissimi per il voto confermano in pieno la chiusura: le votazioni in commissione, cominciate ieri sera, dovranno concludersi entro domani. Decreto in Aula venerdì, lunedì voto di fiducia. Aperture sono arrivate, invece, ieri dall’amministratore delegato di Invimit al convegno organizzato da Legacoop abitanti: “Per il secondo pilastro a noi servono soggetti gestori che conoscano il territorio, ATER o cooperative”.
La mancata programmazione di un acquisto non determina l’invalidità della procedura di affidamento
Acqui Terme, 10 mln per la rinascita dell’Ex Kaimano
Alma Mater, manutenzione immobili da 14,8 mln
L’Università di Bologna avvia la gara per affidare i servizi di manutenzione del patrimonio immobiliare di proprietà e/o in uso per le sedi dei campus di Cesena, Forlì, Ravenna, Rimini e Fano (PU).