La giornata

Dazi, la Ue sospende oggi le contromisure da 93 miliardi

  • Meloni estende la Zes a Marche e Umbria. “Una passerella elettorale”, attacca l’opposizione
  • La Corte dei conti sul Pnrr: per carceri e linee ferroviarie regionali ritardi preoccupanti
  • Dl Sport, da stamani terza lettura al Senato. Ipotesi stralcio norma Sport e Salute
  • Sicurezza sul lavoro: cadono in una vasca biologica, morti due operai nel Veneziano. Un’altra vittima in un’azienda agricola nel Mantovano
  • Ponte sullo Stretto, domani al Cipess il progetto definitivo

04 Ago 2025

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IN SINTESI

 

“L’Ue continua a collaborare con gli Stati Uniti per finalizzare una dichiarazione congiunta, come concordato il 27 luglio. Con questi obiettivi in mente, la Commissione adotterà le misure necessarie per sospendere di 6 mesi le contromisure dell’Ue contro gli Stati Uniti, che avrebbero dovuto entrare in vigore il 7 agosto. L’adozione da parte della Commissione delle misure necessarie è prevista per domani, 5 agosto, tramite procedura d’urgenza”. E’ la linea indicata da Bruxelles in questa fase negoziale con gli Usa, riferita ieri dal portavoce per il Commercio della Commissione europea, Olof Gill. “Il 27 luglio 2025 – ricorda -, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno concordato un accordo su dazi e scambi commerciali. Questo accordo politico ripristina stabilità e prevedibilità per cittadini e imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico. Garantisce l’accesso continuo delle esportazioni dell’Ue al mercato statunitense, preserva catene del valore transatlantiche profondamente integrate, salvaguarda efficacemente milioni di posti di lavoro e costituisce la base per una cooperazione strategica continua tra Ue e Stati Uniti”. Il presidente americano Donald Trump intanto afferma che le ‘centinaia di miliardi di dollari’ generati dai dazi serviranno sì a ridurre il debito pubblico ma ipotizza anche una ‘distribuzione o un dividendo per gli americani a medio-basso reddito’

Meloni estende la Zes a Marche e Umbria. “Una passerella elettorale”, attacca l’opposizione

Il governo estende i benefici delle Zone economiche speciali anche alle Marche e all’Umbria. A deciderlo ieri pomeriggio è stato il Consiglio dei ministri. Ma la stessa premier Giorgia Meloni l’aveva anticipato, ieri mattina, nel suo intervento ad Ancona in una visita istituzionale al quale ha partecipato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, mentre l’altro vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, è intervenuto in videocollegamento. Finora la misura ha interessato solo regioni del Meridione, come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, e le due isole maggiori Sicilia e Sardegna. Ora la strategia si allarga anche a una parte del centro Italia, le cui imprese, sia quelle attive sul territorio che quelle di nuovo insediamento, potranno accedere ad agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative. “Abbiamo scelto di dare a questo territorio, alla sua vita produttiva, alla sua gloriosa tradizione industriale e artigianale un’opportunità in più”, ha detto Meloni. “Dall’entrata in vigore della Zes, dal 1 gennaio 2024, ad oggi sono state già rilasciate oltre 700 autorizzazioni uniche che hanno sbloccato investimenti strategici imponenti” che hanno permesso un “giro d’affari diretto, indiretto e indotto generato dagli investimenti di 26,7 miliardi di euro, cioè un moltiplicatore di 2,6”. Una visita istituzionale, quella del Governo nelle Marche, dal sapore politico e più precisamente elettorale, visto l’appuntamento che si avvicina a grandi passi:  i cittadini andranno alle urne  il 28-29 settembre e il meloniano Francesco Acquaroli che cerca la riconferma contro il dem Matteo Ricci. E’ per questo che l’annuncio sulla Zes è  finito nel mirino delle opposizioni che hanno accusato il capo del governol di fare campagna elettorale “A Meloni, versione Wanna Marchi, non crede più nessuno: dalle accise alla riforma delle pensioni, le italiane e gli italiani hanno imparato che sono solo promesse elettorali”, punta il dito il Pd. “L’ultima trovata della premier ha la chiara fisionomia di un penoso tentativo di mancia elettorale, che sconfina nell’abuso di uno strumento economico valido”, accusa il M5S.

Al centro della visita nelle Marche ci sono stati, inoltre, i temi legati alle infrastrutture.”Abbiamo lavorato per sbloccare opere rimaste ferme per decenni, citava il presidente Acquaroli la Galleria della Quinza, un snodo centrale della Fano-Grosseto, la famosa superstrada dei due mari pensata per collegare Adriatico e Tirreno, perche’ noi dobbiamo sempre ricordarci che in questa Nazione non esiste solo il divario tra il Nord e il Sud, esiste anche un altro divario che e’ il divario tra la Costa Adriatica e’ la Costa Tirrenica che va sanato e va ricostruito”, ha detto Meloni. “I 750 chilometri dell’alta velocita’ della dorsale Adriatica sono per me e per questo Governo una priorita’ come l’e’ stata l’autostrada del Sole per i nostri genitori e per i nostri nonni” ha assicurato Salvini. “Entro inizio 2027 – ha annunciato – ci saranno le prime gare, i primi bandi”.

La Corte dei conti sul Pnrr: per carceri e linee ferroviarie regionali ritardi preoccupanti

“La spesa sostenuta nell’ambito del Pnrr fino al 30 giugno 2025 è pari al 22,85% delle risorse previste per l’intera durata del piano, mentre risulta pari al 38,17% del budget programmato fino al 31 dicembre 2025. Se poi si considera il confronto tra la spesa sostenuta (2.181,85 milioni di euro) e il budget (2.628,13 milioni) fino al 31 dicembre 2024, da tale raffronto scaturisce una percentuale di avanzamento pari all’83,02%. Per quanto infine concerne i programmi del Pnc, il totale delle risorse previste per gli interventi oggetto di controllo nel primo semestre 2025 ammonta a 3.070,40 milioni di euro (rispetto ai 28.635,65 milioni attualmente previsti dal Piano)”. Questa è la sintesi conclusiva della Relazione della Corte dei conti pubblicata ieri e relativa alla spesa del Pnrr e del Pnc al 30 giugno 2025. Sono valutazioni non svolte sulla base di un’analisi dell’intero piano ma dall’esame di 16 interventi del Pnrr e 4 programmi del Pnc. Fra i programmi di opere che presentano un ritardo critico, la Corte dei conti ne segnala tre, in particolare, che rischiano seriamente di non raggiungere gli obiettivi prefissati per il completamento del Pnrr: si tratta delle infrastrutture penitenziarie, della sicurezza sismica dei luoghi di culto e del potenziamento delle linee ferroviarie regionali.

Nonostante queste criticità, il giudizio di sintesi espresso dalla Corte dei conti è positivo, in quanto l’attuazione al primo semestre 2025 degli interventi Pnrr e Pnc “risulta sostanzialmente in linea con gli obiettivi europei”.

Su un piano più generale la magistratura contabile osserva anche che “le maggiori criticità, pur limitate agli interventi e programmi oggetto di esame, risiedono in taluni ritardi nella rimodulazione degli interventi, che in alcuni casi potrebbero condizionare il rispetto dei cronoprogrammi. Ulteriori elementi di difficoltà permangono nella rendicontazione (con dati disomogenei e richieste di pagamento frammentate), nelle segnalate carenze di personale nei settori chiave, nell’insufficienza del monitoraggio finanziario – non del tutto efficace per valutare il reale stato di avanzamento dei progetti – e nella scarsa tempestività di aggiornamento delle piattaforme digitali, in particolare ReGiS, strumento centrale per il controllo dei fondi”.

Inoltre, la Corte lancia un nuovo monito sulla tenuta del sistema a partire dal 2026, quando il Pnrr sarà ufficialmente concluso e sorgerà il problema, soprattutto per gli enti locali, della sostenibilità economica e organizzativa degli interventi realizzati o in corso di realizzazione, richiamando ulteriormente l’attenzione sulla necessità di approntare gli adeguati strumenti amministrativi e normativi, ancora fase di elaborazione, per disciplinare la chiusura del Piano.

Dl Sport, da stamani terza lettura al Senato. Ipotesi stralcio norma Sport e Salute

La commissione Cultura della Camera inizierà l’esame del dl Sport nella prima mattinata di oggi. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio riunitasi ieri. Il decreto, si ricorda, è già stato approvato dalla Camera e in questo momento si trova all’esame dell’aula del Senato. Nel corso dell’iter a Palazzo Madama, però, il testo approvato da Montecitorio è stato modificato con l’approvazione di un emendamento soppressivo del relatore. Sarà dunque necessaria una terza lettura che inizierà, appunto, oggi. L’avvio della discussione generale, poi, è stata fissata per stasera alle 20. L’esame del decreto da parte dell’assemblea proseguirà poi nella giornata di domani. Secondo quanto appreso ieri dalle agenzie, la maggioranza stralcerà in aula al Senato anche il comma del decreto sport riguardante Sport e Salute. Secondo quanto si apprende da qualificate fonti della maggioranza, sarebbe stato presentato in Aula un emendamento soppressivo di questa norma. La commissione Cultura del Senato ha approvato la ‘espunzione’ di due commi dell’articolo 11 (relativi al personale della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico delle società sportive e alla competenza giurisdizione del giudice ordinario). Non sono state introdotte altre modifiche (era sub judice secondo quanto riferito l’articolo 9 quater sulle competenze di Sport e salute nella gestione di eventi aventi un contributo superiore ai 5 milioni). “Per quanto mi riguarda, io ho fatto un passo di lato e ora e’ la Commissione e il Parlamento, con la mediazione del Governo, a discutere con il Quirinale” ha detto il ministro dello Sport, Andrea Abodi, a margine dei lavori della Commissione e ha risposto alla domanda su un timore di un possibile rinvio alle Camere del provvedimento: “Se andiamo avanti evidentemente no, rispettosamente no”.

Sicurezza sul lavoro: cadono in una vasca biologica, morti due operai nel Veneziano; un’altra vittima in un’azienda agricola nel Mantovano

Due giovani operai, di 30 e 23 anni, sono morti ieri mattina cadendo in una vasca per la raccolta di residui biologici, a Santa Maria di Sala, in provincia di Venezia. I due erano impegnati nelle operazioni di pulizia della fossa. Nonostante la tempestività dei soccorsi, per i due lavoratori non c’è stato nulla da fare. Una prima ipotesi è che possano essere rimasti vittima delle esalazioni venefiche. I corpi sono stati recuperati dai vigili del fuoco. Incidente mortale sul lavoro anche in un’azienda agricola di Canneto sull’Oglio, nel Mantovano. La vittima è un 50enne italiano precipitato in un’insilatrice, il macchinario elevatore utilizzato per trasportare il trinciato nei silos.

 

Dazi, De Ruvo (Confetra):  l’Europa guardi ad Asia e Mercosur ed elimini barriere alla competitività

“L’introduzione di dazi nel commercio internazionale produce sempre ricadute negative, che si comprendono nella loro interezza solo nel medio lungo periodo. Ritengo, però, che questa vicenda abbia prodotto un elemento positivo, ovvero il dibattito che si è aperto per superare le criticità italiane ed europee al fine di limitare i danni che i dazi potranno produrre”. Ad affermarlo è Carlo De Ruvo, presidente di Confetra, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica. “II Fondo Monetario Internazionale – prosegue De Ruvo – ha recentemente pubblicato gli aggiornamenti relativi alle previsioni di crescita del PIL nel 2025 e 2026 ed emerge che, se l’Unione europea cresce rispettivamente dell’1,0% e 1,2% (l’Italia 0,5% e 0,8%) il ritmo di paesi come l’India e la Cina è di oltre il 6% ed il 4%. Sono queste le economie a cui l’Italia deve guardare per superare possibili cali di export legati al mercato USA. I margini di crescita in termini di esportazioni per il nostro Paese sono elevati se si pensa che meno dell’1% del nostro export ha come destinazione l’India e solo il 2,5% la Cina. Se poi ci confrontiamo con i nostri principali partner europei – Germania e Francia – si evidenzia come del totale delle merci importate in Cina, il 2,6% sia tedesco, l’1% francese e lo 0,7% italiano. Analogamente per l’India, ancora una volta la Germania fornisce il 2,6% delle merci importate, l’Italia lo 0,9% e la Francia lo 0,8%”.

Secondo De Ruvo, i mercati potenziali ci sono e l’Europa, ma soprattutto l’Italia, devono approfittarne: “non si può più guardare solo all’Alleanza Atlantica ma occorre aprire i propri orizzonti verso l’Asia, innanzitutto, senza dimenticare la Turchia, che cresce di oltre il 3% annuo, e il MERCOSUR. Tutto ciò rappresenta un’opportunità ancor più interessante se guardiamo alle categorie merceologiche maggiormente richieste da questi paesi, poiché sono quelle in cui l’Italia eccelle: macchinari per uso speciale, apparecchi elettrici e mezzi di trasporto e prodotti di lusso”. “Società come ICE e SACE – afferma- hanno in questo momento un ruolo strategico enorme poiché devono invogliare ed accompagnare le imprese italiane, grandi medie e piccole, su questi mercati, aiutandole a conoscere nuove realtà e ad allacciare rapporti commerciali stabili con nuovi partner”. Per De Ruvo le imprese manifatturiere hanno anche bisogno che i governi italiano ed europeo si attivino per chiudere gli accordi di libero scambio in corso ed eliminino tutte quelle barriere che ne ostacolano la competitività, a partire da:mercato energetico, è necessaria una politica europea unica affinché siano eliminate quelle asimmetrie che fanno sì che il costo dell’energia in Italia sia maggiore del 60% rispetto a Francia e Spagna e del 20% rispetto alla Germania; mercato unico dei capitali, dal 2014, anno in cui se ne è iniziato a parlare poco si è fatto mentre sarebbe necessario rilanciare il mercato europeo delle cartolarizzazioni, rafforzare la partecipazione degli investitori al dettaglio e una maggiore centralizzazione della vigilanza sui mercati dei capitali. E’ necessario favorire l’accesso delle PMI ai mercati dei capitali e incentivare l’indirizzamento del risparmio privato ai mercati; avorire l’innovazione creando ecosistemi industriali all’avanguardia e soggetti industriali di rilevanza globale (nelle prime 10 aziende del mondo per capitalizzazione non c’è nemmeno una UE). Per farlo, occorre anche prevedere degli incubatori di start up, finanziando l’innovazione; miglioramento delle infrastrutture di frontiera, le criticità che si registrano sui valichi alpini sono una barriera per il nostro export e una tassa invisibile per le merci italiane. Registriamo criticità un po’ su tutti i fronti: il tunnel del Monte Bianco con frequenti chiusure per manutenzione, il Fréjus che ha appena riaperto, il Brennero con le gravi limitazioni che impongono le autorità austriache. Occorre lavorare come Italia ed Europa per la loro rimozione.

 

Aspesi Unione Immobiliare conferma il suo appoggio al Comitato delle Famiglie Sospese.

Sin dal giorno stesso della prima manifestazione del Comitato, il 15 marzo 2025, ASPESI ha manifestato pubblicamente il proprio appoggio convinto all’iniziativa delle famiglie: “Abbiamo lo stesso problema – afferma Federico Filippo Oriana, presidente di ASPESI – nato dalla stessa causa e con la stessa soluzione: una legge nazionale di sistemazione della vicenda, se si vuole salvare contemporaneamente le famiglie -che non hanno più i soldi e nemmeno la casa- e il futuro dell’attività immobiliare-edilizia e quindi della rigenerazione urbana a Milano”.  Il numero degli appartamenti – e quindi dei nuclei familiari – tecnicamente bloccati o inquisiti per presunto abusivismo è pari in questo momento a circa 4.500 mentre gli appartamenti costruiti a Milano dal 2011 con le modalità agevolate previste dal Testo Unico dell’Edilizia del 2001 e sue successive modificazioni, dalla legge urbanistica regionale 12/05 e dai due PGT di Milano (Pisapia e Sala) si possono stimare in circa 50.000, perché il 90% degli appartamenti nuovi immessi sul mercato a Milano in vendita o locazione negli ultimi 11 anni è stato realizzato con le nuove procedure applicate per la prima volta dal PGT di Pisapia. Se si considera che il numero medio di abitanti per appartamento a Milano è di 2,7, si arriva ad un potenziale di 135.000 persone coinvolte o a rischio, pari al 10% della popolazione di Milano. “L’ASPESI ha aderito all’invito rivolto la scorsa settimana dal Comitato Famiglie ad Associazioni e Ordini professionali di chiedere insieme un tavolo tra le Istituzioni e le forze sociali cittadine sul problema perché il mondo economico milanese, sia istituzionale che privato – conclude Oriana – non può da solo sbloccare i cantieri e far ripartire la rigenerazione urbana necessaria allo sviluppo della città, ma può e deve fare valere il proprio grande peso e prestigio per ottenere rapidamente da Governo e Parlamento la soluzione all’enorme problema del blocco della realizzazione di nuovi alloggi determinatosi da ormai oltre un anno e mezzo”.

 

Ponte sullo Stretto, domani al Cipess il progetto definitivo

Domani, mercoledì 6 agosto, sarà sottoposta al Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, che comprende una articolata documentazione proposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo annuncia il ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Il Cipess è la massima sede di coordinamento istituzionale della programmazione economica, con particolare riguardo agli investimenti infrastrutturali. “Per questo motivo – sottolinea il Mit -l’approvazione del Cipess rappresenta un passaggio decisivo per l’opera, che consacra il riavvio del progetto fortemente voluto dal Ministro Matteo Salvini. Mai nella lunga storia dell’opera, infatti, si era arrivati ad una fase approvativa così avanzata”. Il Ponte, prosegue il Mit, è un capolavoro ingegneristico da record mondiale, dalla campata unica della lunghezza di oltre 3 chilometri e larghezza di oltre 60 metri, che ospiterà 6 corsie stradali e due binari ferroviari, all’altezza delle torri di quasi 400 metri. Una volta realizzato, il Ponte sarà aperto al traffico di treni e auto 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, garantendo un più efficiente, sicuro e moderno sistema di collegamento tra la Sicilia, la Calabria e il resto del Continente, con una riduzione dei tempi di attraversamento fino ad un’ora per gli autoveicoli e fino a 2 ore per i treni. Dall’intervento si attendono reali opportunità di rilancio socioeconomico per il sud e per l’Italia intera: crescita dell’occupazione; incremento del PIL; aumento del turismo; sviluppo della ricerca e del know-how; aumento della “credibilità” di un “Sistema Paese” che sviluppa la capacità di attrarre e realizzare investimenti pionieristici. È una tessera del mosaico trasportistico europeo a completamento di uno dei principali corridoi UE Nord/Sud, il corridoio Scandinavo – Mediterraneo, che rende l’area dello Stretto di Messina la porta tra il Mediterraneo e l’Europa, e valorizza il potenziale della Sicilia come piattaforma logistica naturale. La realizzazione di un collegamento stabile tra Sicilia e Calabria risponde ad un puntuale obbligo dell’Italia associato a quattro obiettivi dei corridoi TEN-T: coesione, efficienza, sostenibilità e incremento dei benefici per gli utenti. Il progetto del Ponte si inserisce in un più ampio programma di rilancio infrastrutturale promosso dal Ministero, con investimenti in strade e ferrovie tra Sicilia e Calabria del valore di 70 miliardi fino al 2032.

Intanto, ieri Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf hanno presentato un nuovo reclamo all’Unione europea a integrazione di quello gia’ inviato il 27 marzo di quest’anno sul Ponte sullo Stretto di Messina. Oggetto del reclamo e’ il secondo parere della Commissione Via Vas con cui si e’ chiusa la cosiddetta procedura di ‘livello III della Vinca’ (Valutazione d’Incidenza), cioe’ la procedura che si e’ dovuta obbligatoriamente attivare perche’ indicata dal primo parere della Commissione Via Vas, che pur rilasciando parere positivo di compatibilita’ ambientale dell’opera lo ha condizionato a ben 62 prescrizioni (ancora da ottemperare). Per le associazioni, se non ci fossero impatti ambientali questa procedura non sarebbe mai stata avviata. Questa, infatti, si attiva solo in presenza di impatti ambientali acclarati e non mitigabili che riguardano aree tutelate dalle direttive comunitarie. La Commissione Via Vas ha evidenziato gli impatti ambientali che il Ponte produrrebbe e, quindi, per poter procedere all’autorizzazione del progetto nonostante questo incida sui siti Natura 2000, ha prescritto la procedura di autorizzazione in deroga che pero’ prevede tre condizioni ineludibili: l’assenza di alternative rispetto al progetto che produce impatti, la presenza di motivi imperativi di rilevante interesse pubblico che lo giustifichino, e interventi ambientali compensativi che bilancino gli impatti che provoca. Secondo Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf tali condizioni non sussistono. Inoltre il modo in cui si e’ tentato di dimostrare la sussistenza di questi requisiti e’ stato strumentale per eludere il parere che altrimenti si darebbe dovuto chiedere all’Unione europea.

 

Infrastrutture, incontro al Mit su ferrovie, strade e aeroporto in Valle d’Aosta

Incontro al Mit tra il vicepremier e ministro Matteo Salvini con la senatrice Nicoletta Spelgatti, il deputato Franco Manes, il vicepresidente e assessore ai trasporti della Valle d’Aosta Luigi Bertschy e la dirigente Laura Obert. Al centro del colloquio, anche la programmazione dei nuovi Intercity per ampliare l’offerta di servizi alla riapertura della linea ferroviaria, e lo studio per il potenziamento dei trasporti su ferro verso il Piemonte. Altri temi sul tavolo, la firma dell’accordo di cabotaggio per il servizio di autobus verso la Svizzera, l’iter autorizzativo per l’avvio dei lavori di rifacimento dei viadotti della Camolesa sull’autostrada A5 e l’avanzamento delle certificazioni necessarie all’elevazione della categoria dell’aeroporto di Aosta. Attenzione è stata posta anche al tema della seconda canna per il tunnel del Monte Bianco, su cui il ministro è al lavoro da tempo in coordinamento con la Francia. Salvini ha confermato massima attenzione e conta di essere in Valle d’Aosta all’inizio di settembre.

 

Carceri, Nordio stanzia 700mila euro per reinserimento detenuti in Molise

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio stanzia oltre 700.000 euro per il Molise, con l’obiettivo di avviare percorsi di orientamento, formazione e housing sociale delle persone sottoposte a misura penale esterna o in uscita dagli istituti penitenziari, e attivare una rete per favorirne il reinserimento socio-lavorativo. L’azione, costruita grazie alla collaborazione con il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, con la conduzione di Gabriella De Stradis, dg per il coordinamento delle Politiche di coesione del ministero, creerà un sistema integrato di interventi e nuove sinergie e collaborazioni sui territori.
Una parte delle risorse sarà impiegata per l’ampliamento e il miglioramento funzionale di spazi finalizzati allo svolgimento delle attività trattamentali di formazione e inclusione socio-lavorativa; altra per residenzialità assistita e temporanea, idonee a ospitare – per periodi di tempo limitati – i destinatari dei percorsi di reinserimento e formazione privi di soluzione abitativa, altrimenti impossibilitati a fruire di misure alternative o sanzioni sostitutive.
Il Progetto è finanziato nell’ambito del Piano “Una Giustizia più Inclusiva: Inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a misura penale anche attraverso la riqualificazione delle aree trattamentali” di cui il ministero della Giustizia è Organismo intermedio per il Piano nazionale “Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027”.

Terna, Mase autorizza progetto da 44 milioni per Ostuni

Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha autorizzato il progetto di Terna per la realizzazione di nuove linee interrate finalizzate a potenziare la rete elettrica a Ostuni, in provincia di Brindisi. Lo annuncia in una nota la stessa società. L’intervento prevede la posa di nuovi elettrodotti a 150 kV lunghi complessivamente 22 km, di cui circa 19 km in cavo interrato. In totale l’investimento è di 44 milioni di euro. Le nuove infrastrutture consentiranno il collegamento della cabina primaria Ostuni Mare, di proprietà del distributore locale, con l’esistente linea ‘CP Fasano – CP Ostuni’. Contestualmente, saranno demoliti circa 1,5 km di elettrodotti aerei e 6 sostegni elettrici. “L’opera – prosegue la nota – contribuirà al potenziamento della rete locale, incrementandone resilienza ed efficienza in linea con il crescente fabbisogno elettrico, e migliorerà la qualità del servizio per cittadini e imprese”.
La progettazione è stata eseguita da Terna secondo “indicatori ambientali e sociali, con l’obiettivo di ottimizzare l’inserimento delle opere nel contesto paesaggistico, in coerenza con i principi di tutela del territorio”. In Puglia Terna gestisce attualmente oltre 4.000 km di linee elettriche ad alta e altissima tensione e 61 stazioni. Con un investimento di 3,2 miliardi di euro nel Piano di Sviluppo 2025-2034, la regione rappresenta “la seconda area a livello nazionale per volume di investimenti in infrastrutture elettriche”.

 

Bari: Temporary Use, prorogata al 29 settembre la scadenza del bando per l’ex Caserma Magrone e l’ex Ospedale Militare Bonomo

L’Agenzia del Demanio ha prorogato la scadenza del bando pubblico “Temporary Use – Bari”, sulla concessione temporanea di due immobili statali: una porzione dell’ex Caserma Magrone (Lotto 1) e una porzione dell’ex Ospedale Militare L. Bonomo (Lotto 2).
La nuova data di scadenza per la presentazione delle offerte è stata fissata al 29 settembre 2025 alle ore 12:00.
L’obiettivo dell’iniziativa è favorire l’utilizzo civico, sociale e culturale degli spazi, in attesa della loro riqualificazione. Il bando si rivolge a enti del terzo settore, investitori privati e operatori attivi nei settori del sociale, del turismo e della cultura.
Per ulteriori informazioni e per consultare la documentazione completa, è possibile visitare il sito dell’Agenzia del Demanio nella sezione “Gare e Aste”

Demanio, gara da 6,6 milioni per demolizioni nella caserma Perotti a Firenze

L’Agenzia del Demanio affida a Firenze la progettazione esecutiva e l’esecuzione delle opere di demolizione propedeutiche alla riconfigurazione morfologica e funzionale del compendio demaniale della caserma Perotti in via del Gignoro n. 34.
L’importo a base di gara e’ di 6.688.283 euro. L’intervento nel suo complesso prevede la riqualificazione di una porzione dismessa della caserma mediante lavori di demolizione, progettazione del nuovo assetto del lotto e nuove costruzioni finalizzate a diventare l’area statale dei servizi operativi della Citta’ di Firenze. L’Agenzia ha stanziato, per gli interventi gravanti sul compendio, l’importo complessivo di 71.300.000 euro. Le attività di demolizione sono prodromiche alla realizzazione di tutti gli interventi sul compendio, che saranno avviati una volta completata la definizione delle risorse disponibili da parte delle amministrazioni coinvolte. L’avviso scade il 16 settembre.

A2a, rinnovo triennale del patto Milano-Brescia

Il comune di Milano e quello di Brescia comunicano che l’accordo del patto relativo all’assetto proprietario e di corporate governance di A2A e’ stato rinnovato tacitamente per un ulteriore triennio con decorrenza dal primo febbraio 2026. Nel dettaglio sono oggetto dell’accordo azioni ordinarie che rappresentano il 42% del capitale della società.

 

Sicurezza stradale, Aspi: primo simulatori di guida con realtà aumentatats con droni e IA

Studiare il comportamento del guidatore in autostrada in prossimità dei cantieri, grazie a un simulatore di guida a realtà aumentata, con l’obiettivo di analizzarne le reazioni e valutare soluzioni alternative per aumentare ulteriormente la sicurezza dei viaggiatori. È quanto prevede il progetto DBA – Driver Behaviour Analysis del Gruppo di Autostrade per l’Italia che ha coinvolto quattro eccellenze italiane nel mondo della ricerca accademica, tra cui il Politecnico di Milano, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università degli Studi di Firenze e l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Per la prima volta, Movyon, società del Gruppo leader nello sviluppo e nell’integrazione di soluzioni di Intelligent Transport Systems, ha avviato una sperimentazione innovativa basata su un approccio scientifico integrato, combinando dati raccolti sul campo tramite droni e avanzate tecnologie di simulazione di guida. Il centro dell’analisi è il comportamento umano, osservato attraverso test condotti in una realtà immersiva altamente realistica, ricreata all’interno di una cabina di guida di ultima generazione. L’obiettivo è studiare le reazioni dei guidatori di fronte a situazioni critiche, identificare i principali fattori di rischio, comprendere le cause dei comportamenti scorretti e valutare l’efficacia di nuove soluzioni per incrementare la sicurezza nei cantieri autostradali. La tecnologia diventa quindi una risorsa fondamentale a servizio della sicurezza dei viaggiatori e dei lavoratori nei cantieri: i droni e l’intelligenza artificiale assumono un ruolo di primo piano per la raccolta di dati propedeutici alla creazione degli scenari di simulazione. I droni, già utilizzati per analizzare i flussi di traffico, possono ora acquisire le immagini utili a ricreare fedelmente ciò che accade sulla rete autostradale: dai cantieri, alle traiettorie dei veicoli. Quello che prima si vedeva con una dash cam installata all’interno delle automobili ora è acquisibile e verificabile grazie all’utilizzo dei droni che possono restituire una visione completa di quello che accade in autostrada. Un viaggio nella realtà aumentata. Analizzando le traiettorie dei veicoli rilevate dai droni nei pressi dei cantieri autostradali, è stato possibile, in questa prima fase, individuare con precisione i comportamenti di guida scorretti più frequenti e significativi. A partire da questi risultati, sono stati sviluppati specifici scenari immersivi utilizzando un digital twin (gemello digitale) altamente dettagliato, che riproduce il tratto autostradale della A26 tra Borgomanero e Novara. La simulazione ha previsto sia uno scenario con la segnaletica temporanea tradizionale presente nei cantieri, sia una versione alternativa che incorpora soluzioni innovative mirate a migliorare la sicurezza. Questo approccio garantisce un elevato livello di realismo e consente di testare l’efficacia di nuove proposte in un ambiente virtuale controllato e realistico, ponendo al centro il comportamento dei guidatori e la loro risposta a situazioni potenzialmente critiche.

Parte della sperimentazione è proprio il simulatore di guida del Politecnico di Milano, sede universitaria dove sono state condotte le simulazioni attraverso gli scenari di realtà aumentata e dove è stato analizzato il comportamento di guida. Le osservazioni riguardanti le traiettorie e i profili di velocità nei cantieri con il calcolo di misure surrogate di sicurezza sono frutto delle analisi dell’Università di Napoli Federico II, mentre lo studio della percezione di sicurezza e del modo in cui i diversi profili di conducenti recepiscono l’ambiente stradale e la segnaletica in approccio ai cantieri è stato il lavoro portato avanti dall’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’esame con algoritmi di intelligenza artificiale dei flussi video registrati dai droni, volta a identificare veicoli e traiettorie, infine, ha fatto capo all’Università degli Studi di Firenze. La sperimentazione rientra fra le iniziative promosse nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale di Autostrade per l’Italia in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Polizia di Stato, per sensibilizzare i viaggiatori sull’importanza di una guida corretta anche a tutela dei lavoratori che ogni giorno operano sulla rete autostradale.

 

L’Ia contro il green washing: il progetto di Consob e Università di Trento per rilevare i messaggi ingannevoli sulle “obbligazioni verdi”

L’intelligenza artificiale contro il greenwashing: è il progetto avviato da Consob e Università di Trento, che hanno sviluppato insieme un prototipo per la rilevazione di eventuali messaggi ingannevoli da parte degli emittenti di green bonds. L’obiettivo è quello di mettere a punto strumenti nuovi da impiegare in futuro nelle attività di vigilanza sui mercati finanziari per verificare l’effettiva sussistenza dei requisiti di sostenibilità vantati dalle obbligazioni societarie etichettate come “verdi”. Il prototipo è descritto nel Quaderno Fintech Greenwashing Alert System for EU Green Bonds: the Consob-University of Trento prototype, pubblicato sul sito www.consob.it, a cura di Sandra Paterlini e Andrea Nicolodi per l’Università di Trento e di Monica Gentile, Vincenzo Foglia Manzillo, Maria Raffaella Sancilio e Paola Deriu per la Consob. Lo studio, in inglese, prende come base-dati di riferimento le “obbligazioni verdi” emesse nei Paesi dell’Unione europea dal 2013 al 2023. Il prototipo utilizza tecnologie avanzate per riconoscere dichiarazioni ambientali nei testi, analizzarne il tono (positivo, neutro o critico), evidenziare le possibili discrepanze tra gli obiettivi di sostenibilità dichiarati e quelli effettivamente rilevati. Il progetto è una tappa importante per supportare le attività di vigilanza nell’ottica di rendere più rapida ed efficace l’analisi dei documenti, riducendo il rischio di errori o interpretazioni soggettive. Lo studio evidenzia un significativo risparmio di tempo: a titolo esemplificativo, a fronte di un impegno di circa quattro ore richiesto da un esame condotto con metodi tradizionali per l’analisi di un report di sostenibilità, l’algoritmo impiega circa dieci minuti. Sebbene il prototipo debba ancora essere validato su larga scala, rappresenta un primo passo verso una finanza più trasparente e responsabile, in cui la tecnologia diventa alleata della sostenibilità. Il contrasto del greenwashing è finalizzato al sostegno della fiducia degli investitori, dell’integrità dei mercati e della transizione verso l’economia sostenibile. È uno degli obiettivi prioritari del Piano Strategico della Consob per il 2025 – 2027. In ambito Ue è pienamente condiviso dall’Esma.

Bankitalia verso la neutralità carbonica: completata l’allaccio del nuovo impianto fotovoltaico al Centro Donato Menichella

Prosegue l’impegno della Banca d’Italia per ridurre la propria impronta ambientale e migliorare l’efficienza energetica.È stato completato l’allaccio del nuovo impianto fotovoltaico creato sulle coperture di uno dei parcheggi del Centro Donato Menichella (CDM) di Frascati. Il nuovo impianto sarà connesso alla rete elettrica nazionale in alta tensione e sarà in grado di produrre all’incirca 320 megawattora all’anno di energia, con risparmi di costo intorno ai 70 mila euro. Si tratta dell’impianto di maggiore potenza finora realizzato dalla Banca d’Italia. Il piano di sostenibilità energetica non si ferma qui: è prevista l’istallazione di ulteriori impianti fotovoltaici sia presso il Centro Donato Menichella sia presso altre sedi della Banca.

Olimpiadi Milano – Cortina, Mit: i lavoro fanno emergere una scoperta archeologica a Verona

Durante i lavori di preparazione ai Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026, è emersa una scoperta straordinaria: una fornace vetraria di epoca tardo-antica è stata rinvenuta nell’arcovolo 65 dell’Arena di Verona. Lo riferisce il Mit, nell’ormai consueto aggiornato quotidiano dei lavori in corso per le olimpiadi invernali. Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito degli scavi per la realizzazione di un nuovo ascensore, pensato per garantire un accesso più agevole – anche alle persone con disabilità – alle gradinate superiori dell’anfiteatro. La fornace serviva a fondere e riutilizzare il vetro, suggerendo che l’Arena fosse stata trasformata, in un certo periodo, in un’officina artigianale. Una scoperta accolta con entusiasmo dal mondo scientifico, che ha permesso nuovi approfondimenti da parte degli archeologi sui reperti rinvenuti. Si tratta di un’ulteriore dimostrazione dell’eredità che lasceranno i Giochi: oltre allo sport, opere finalmente sbloccate, benefici economici e nuove opportunità per i territori. E, in alcuni casi, anche scoperte straordinarie come questa.

Riassetto per Sorgenia, entra Sixth Street

Riassetto per il gruppo energetico Sorgenia a cui l’azionista di controllo F2i cederà le sue attività nel settore delle rinnovabili e nella cui compagine sociale entrerà Sixth Street, che rileverà dal fondo Asterion il 38% del capitale. F2i, che resta primo azionista con il 62%, consoliderà in Sorgenia Ef Solare, Renovalia e Renovalia Tramontana, attive nella generazione di energia solare ed eolica in Italia e Spagna. L’investimento di Sixth Street, spiega una nota, corrisponde ad un enterprise value di Sorgenia superiore a 4 miliardi di euro. L’operazione punta a creare “una delle maggiori piattaforme in Italia nella transizione energetica”.

Rinnovabili, ad Erg Merli: dalla Sardegna comportamento ostile, faremo ricorso

“Avremmo voluto portare maggiore capacita’ al FerX, ma purtroppo siamo in Italia e abbiamo alcune Autorizzazioni Uniche su alcuni progetti, per esempio in Sardegna, che stanno facendo fatica a trovare il giusto quadro normativo da attuare a causa del comportamento ostile della regione. La Regione ha rilasciato l’Autorizzazione Unica (AU) per il nostro parco eolico Nulvi Ploaghe, che supera i 100 megawatt, ma soggetta a diverse condizioni sospensive che rendono di fatto il progetto non realizzabile”. Paolo Merli, amministratore delegato di Erg, nel corso del webcast con gli analisti per la presentazione della semestrale, commenta il ricevimento dell’AU da parte della regione sarda sul progetto di Nulvi Ploaghe. “Sapete che stiamo combattendo su questo progetto da circa 6-7 anni, perche’ abbiamo presentato i primi documenti per il permitting nel 2018, e per farla breve, il progetto e’ stato autorizzato nel 2022 dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, che ha cercato di trovare un equilibrio tra le diverse opinioni delle varie istituzioni coinvolte nel progetto. La decisione e’ stata impugnata dalla Regione Sardegna e, l’ultimo atto e’ stato il tribunale amministrativo che ha deciso a nostro favore, costringendo la regione a rilasciare il permesso e, in caso contrario, il prefetto avrebbe rilasciato il permesso per conto della regione. Ieri la regione ha rilasciato l’Autorizzazione Unica ma, come ho detto, piena di errori e condizioni”. E annuncia: “Lo scenario piu’ probabile, che intendiamo perseguire, e’ che faremo ricorso o impugneremo questa AU (Autorizzazione Unica) davanti alla Corte Suprema”.

La joint venture tra LG Chem ed Enilive avvierà dal 2027  un impianto per trattare circa 400.000 tonnellate di materie prime biogeniche

LG Chem ed Enilive hanno compiuto un passo importante per la crescita nella produzione di biocarburanti avviando la costruzione delle fondazioni del primo impianto di produzione di HVO (olio vegetale idrogenato) e SAF (carburante sostenibile per l’aviazione) in Corea del Sud, nel complesso petrolchimico di Daesan di LG Chem, situato a Seosan, Chungcheongnam-do, 80 chilometri a sud-ovest di Seoul. L’impianto sarà realizzato dalla joint venture tra LG Chem ed Enilive, denominata LG-Eni BioRefining, e il completamento è previsto entro il 2027; tratterà circa 400.000 tonnellate di materie prime biogeniche sostenibili all’anno. HVO e SAF, la cui domanda è destinata ad aumentare in conseguenza alle normative sui biocarburanti, sono prodotti idrogenando oli vegetali più sostenibili come l’olio da cucina usato (UCO) e altri scarti e residui, attraverso la tecnologia Ecofining™, sviluppata da Eni in collaborazione con Honeywell UOP. Tenendo conto dell’intera catena del valore dei prodotti, le emissioni di gas serra (GHG) di HVO e SAF sono significativamente inferiori rispetto a quelle dei combustibili fossili tradizionali. Con la costruzione del primo impianto HVO/SAF della Corea del Sud, LG Chem rafforza il suo ruolo di leader crescente nella sostenibilità, contribuendo alla transizione globale verso le energie rinnovabili e progredendo verso un futuro a zero emissioni nette. Integrando l’HVO nella sua catena di approvvigionamento, LG Chem intende ridurre le emissioni di anidride carbonica ed espandere il proprio portafoglio di prodotti bio-circular balanced (BCB) certificati ISCC PLUS. Le applicazioni target includono l’acrilonitrile-butadiene-stirene (ABS) per l’elettronica e l’automotive, l’etilene-vinil acetato (EVA) per gli articoli sportivi e i polimeri super assorbenti (SAP) utilizzati nei prodotti per l’igiene.

“LG Chem sta trasformando il proprio portafoglio per sviluppare un’offerta sempre più decarbonizzata capace di coniugare una crescita progressivamente più sostenibile con la redditività”, ha dichiarato Shin Hak-cheol, amministratore delegato di LG Chem. “Promuovendo l’innovazione nei biocarburanti e nelle cariche biogeniche come l’HVO, puntiamo a rafforzare la nostra competitività globale e a soddisfare in modo efficiente le esigenze in continua evoluzione dei nostri clienti”. “L’avvio della costruzione delle fondamenta della bioraffineria di Seosan rappresenta un altro importante passo nell’attuazione della strategia di Enilive, volta ad ampliare l’offerta di prodotti sempre più sostenibili, nonché il consolidamento del nostro posizionamento di leader nella produzione di biocarburanti” ha dichiarato Stefano Ballista, amministratore delegato di Enilive. “Insieme agli impianti già operativi in Italia e negli Stati Uniti d’America, e ai nuovi impianti di bioraffinazione in costruzione in Italia e in Malesia, l’impianto di bioraffinazione di Daesan contribuirà al nostro obiettivo di aumentare la capacità di bioraffinazione a oltre 5 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030, e di oltre 2 milioni di tonnellate l’opzionalità per la produzione di SAF”.

Brianzacque, dalla Bei un finanziamento di 45 milioni per gli investimenti 2025-2029

La Banca europea per gli investimenti ha concesso un finanziamento da 45 milioni di euro a BrianzAcque, la societa’ pubblica del servizio idrico integrato della provincia di Monza e Brianza, per sostenere il suo programma di investimenti nel periodo 2025-2029. L’accordo, annunciato dalla Vicepresidente della Bei Gelsomina Vigliotti e dal Presidente e AD di BrianzAcque Enrico Boerci, mira a migliorare l’efficienza delle infrastrutture idriche e fognarie nei comuni serviti, a beneficio di circa 877,000 cittadini. Il finanziamento concesso dalla Bei – si spiega in un comunicato – strutturato come Prestito Verde e sostenuto da InvestEU, contribuira’ a migliorare la qualita’ del servizio idrico, a prevenire allagamenti ed esondazioni e a rendere le infrastrutture piu’ resilienti agli eventi meteorologici estremi. Il progetto prevede, tra gli altri interventi, il potenziamento della capacita’ di trattamento dei depuratori, la realizzazione di 16 km di nuove condotte fognarie, la separazione delle acque meteoriche dalla rete fognaria, la costruzione di vasche volano per la raccolta temporanea delle acque piovane e l’implementazione di soluzioni innovative di rigenerazione urbana e sociale. Si stima che, durante la fase di implementazione, saranno creati circa 50 nuovi posti di lavoro. “Investire in infrastrutture idriche moderne e resilienti e’ fondamentale per proteggere i territori dagli effetti dei cambiamenti climatici e per ridurre in modo significativo le perdite d’acqua, una delle principali sfide ambientali del nostro servizio idrico. Con questo nuovo finanziamento sosteniamo una gestione piu’ efficiente, sostenibile e sicura dell’acqua, a beneficio dei cittadini e dell’ambiente’ ha dichiarato la vicepresidente Bei.

 

Bp scopre un giacimento di gas e petrolio in Brasile, la più grande scoperta in 25 anni

Bp ha scoperto un giacimento di gas e petrolio al largo delle coste del Brasile, la piu’ grande scoperta “in 25 anni”, alla vigilia della presentazione dei risultati. “Siamo lieti di annunciare questa importante scoperta, la piu’ grande realizzata da Bp in 25 anni”, ha dichiarato Gordon Birrell, vice presidente esecutivo. “I risultati delle analisi presso il sito di perforazione indicano livelli elevati di anidride carbonica”, ha dichiarato Bp, aggiungendo che “ora iniziera’ le analisi di laboratorio per caratterizzare meglio il giacimento e i fluidi scoperti”. Si tratta della decima scoperta rivelata dal gruppo nel 2025. Bp ha appena annunciato l’imminente nomina dell’irlandese Albert Manifold a presidente del cda. A febbraio, il gruppo ha abbandonato una strategia climatica ambiziosa per riconcentrarsi su petrolio e gas.

Edil San Felice si aggiudica una nuova commessa di oltre 13 milioni da Autostrade del Brennero

Edil San Felice Societa’ Benefit, primario operatore integrato attivo nel settore delle manutenzioni e delle infrastrutture critiche in Italia, quotato sul mercato Euronext Growth Milan, si e’ aggiudicata, come impresa esecutrice designata dal Consorzio Stabile Fenix S.c.a.r.l., una nuova commessa da Autostrade del Brennero dal valore complessivo di 13.235.652,60 euro, per la progettazione esecutiva e realizzazione di una stazione di rifornimento di idrogeno. Questa commessa, sottolinea la societa’ in una nota, “riveste un’importanza strategica significativa: in linea con gli obiettivi che hanno guidato la recente emissione di un sustainability-linked bond, la societa’ rafforza il proprio impegno verso iniziative in grado di generare benefici ambientali concreti”. ‘Con questa aggiudicazione confermiamo il nostro forte impegno in progetti a impatto ambientale positivo, in linea con gli obiettivi che hanno guidato l’emissione del sustainability-linked bond dello scorso febbraio. L’intervento si inserisce pienamente nel contesto della transizione verso una mobilita’ piu’ sostenibile, che richiede infrastrutture sempre piu’ evolute e all’avanguardia. Allo stesso tempo, proseguiamo il nostro percorso di progressiva diversificazione del business, affiancando alla consolidata expertise nella manutenzione stradale una strategia di crescita mirata nella realizzazione di opere civili, con l’obiettivo di rispondere in modo sempre piu’ efficace alle esigenze di un mercato in costante evoluzione’ commenta Lorenzo Di Palma, ceo di Edil San Felice.

 

M.C.C.

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