OGGI LA PRESENTAZIONE, CONSULTAZIONE APERTA FINO A FINE AGOSTO
Milano anticipa Roma e vara il suo Piano del verde e del paesaggio: 6 obiettivi e 17 azioni. Focus su suolo, acqua e spazi ciclopedonali
Sei obiettivi specifici e 17 azioni strategiche. Oggi Milano presenta ufficialmente il suo piano del verde e del paesaggio, un documento per “orientare le politiche per il verde, il paesaggio e il capitale naturale della città, riconoscendone il ruolo strategico per la tutela ambientale, la resilienza climatica, la qualità dello spazio urbano e il benessere delle persone”. Un piano che nei mesi scorsi, in alcuni casi già nel 2024, hanno presentato altre città come Genova, Ancona e Rimini. Roma, come anticipato in esclusiva su questo giornale, sta scrivendo il suo ed entro fine anno pubblicherà una vera e propria vision sul ripristino della natura.
Tornando a Milano, allora, gli obiettivi specifici riguardano 1) la tutela e la valorizzazione dei paesaggi urbani e periurbani; 2) la biodiversità urbana da incrementare e valorizzare connettendo gli spazi naturali, agricoli e verdi; 3) la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici; 4) il miglioramento della qualità dell’aria; 5) il miglioramento dell’accessibilità e fruibilità degli spazi verdi e, infine, la gestione del verde attraverso pratiche di progettazione, manutenzione e monitoraggio orientate alla qualità ecologica, all’efficienza e alla capacità del sistema del verde.
Le azioni concrete si dividono, invece, in cinque direttrici: tutela, incremento, connessione, valorizzazione, innovazione. Si parte dall’adozione di criteri di qualità per i progetti verdi; c’è poi la salvaguardia del suolo libero e delle aree tutelate “anche attraverso il rafforzamento e l’estensione delle aree protette e l’individuazione di ambiti da destinare alla conservazione del suolo nel tessuto consolidato”. Idem per le aree del territorio periurbano. Spazio quindi all’acqua, favorendo la continuità degli spazi pubblici e naturali lungo i corsi e ampliando gli ambiti di pertinenza fluviale anche oltre i limiti di tutela, al fine di restituire valore naturalistico, paesaggistico e fruitivo alle acque in ambito urbano. Quindi, inserire nuovo verde in città: negli spazi pubblici, con nuovi giardini e parchi, sugli edifici. Rientrano in questa categoria la realizzazione di nuovi spazi verdi, compresi tetti e pareti verdi, le depavimentazioni, l’introduzione di Nature-Based Solutions. Si punta poi ad aumentare le connessioni ecologiche verdi e blu, cioè appunto tra aree boscate, alberate e corsi d’acqua. Spazio, infine, alla rigenerazione urbana e alla mobilità ciclopedonale da promuovere.
Il piano prevede un sistema di monitoraggio per verificare nel tempo l’attuazione di queste misure, un punto fondamentale per dare concretezza a una strategia come questa. Allo stesso modo, la governance prevista punta a un coordinamento tra i soggetti coinvolti e una collaborazione stabile tra istituzioni, gestori, operatori economici, enti della conoscenza e società civile. Un altro aspetto che dovrà essere ben analizzato è quello, poi, dei finanziamenti di questi interventi. Nel mentre, il documento rimarrà aperto all’invio di pareri, osservazioni e contributi fino al 31 agosto prossimo.
“Il Piano del Verde e del Paesaggio è un progetto ambizioso e coraggioso, per ora non obbligatorio per i Comuni, ma certamente strategico sul lungo termine, in grado di migliorare la pianificazione del verde e del paesaggio delle città”, aveva spiegato l’assessora Elena Grandi (Ambiente) al momento dell’approvazione delle linee guida in Giunta. “Con questo Piano, seguendo le indicazioni delle norme europee come la Nature Restoration Law, Milano si pone all’avanguardia insieme a quelle città italiane che come noi hanno adottato un piano o lo stanno redigendo, in attesa che le normative europee vengano recepite anche a livello nazionale”. Poi, la vera sfida sarà quella di mettere a terra tutte queste misure per migliorare davvero la vivibilità urbana.