FESTIVAL VERDE E PAESAGGIO
Roma anticipa le capitali Ue, a fine anno il piano verde e natura. Orti, giardini e alberi: i progetti in campo nei municipi
“Tra poco verrà presentato un primo documento ufficiale, poi il piano che presenteremo entro fine anno avrà una vision e una strategia. Quella del ripristino della natura”. Roma sarà tra le prime capitali europee a presentare il piano verde e natura, spiega in esclusiva a Diario Diac Carlo Blasi, professore e direttore scientifico del Centro di Ricerca Interuniversitario Biodiversità, Servizi Ecosistemici e Sostenibilità (Cirbises) de La Sapienza. “La strategia è venire incontro all’adattamento climatico, quindi far sì che le persone vivano meglio in città nei prossimi decenni”. Come? “Depavimentazioni, intensificazione della messa a dimora di piante, arbusti, alberi e piante. Senza più la logica del ‘taglio un pino e metto un pino’ ma con l’idea di decidere cosa fare a seconda del contesto”. Secondo Blasi, che Diac ha interpellato a margine di un talk durante la prima giornata del festival del verde e del paesaggio di Roma, venerdì, “questo piano sta nascendo con la partecipazione attiva dei cittadini, ecco perché abbiamo subito coinvolto i municipi dando loro cartografie e informazioni per sapere cosa fare in ognuno. Ma stiamo incontrando anche i comitati civici”. Tutto secondo i criteri delle nuove norme Ue sul ripristino della natura. “Abbandoniamo l’approccio conservativo” di sostituzione troppo lenta delle piante in città, a differenza di Parigi, per esempio, che ha un ricambio ogni 30-40 anni, conclude Blasi.
Altri elementi su come Roma sta ripianificando il proprio assetto in base al verde li dà l’assessora all’ambiente, Sabrina Alfonsi. “Stiamo rinaturalizzando la città rinnovando e potenziando il verde cittadino secondo la regola del 3-30-300”, per cui ogni cittadino dovrebbe vedere almeno 3 alberi da casa, avere il 30% di copertura arborea nel quartiere e vivere al massimo a 300 metri da un’area verde. “Stiamo lavorando al piano dei cento parchi per abbattere le disuguaglianze ambientali ma dobbiamo anche diventare una comunità educante. Roma è piena di verde ma è intercluso, allo stesso tempo la cultura del verde già c’è perché sono cresciuti tanti comitati e associazioni”.
Prosegue intanto il censimento Crea sulle alberature stradali, che vede oggi toccare quota 121mila senza contare la zona di Ostia. Si è concluso sempre nei giorni scorsi il programma Forest for Rome che ha consentito di creare un minibosco per ogni municipio per un totale di 375 alberi e 240 arbusti. L’ultimo, inaugurato appunto tre giorni fa, è stato quello al parco Volusia al municipio XV dove sono stati piantumati tra via Casalattico e via Veientana – circa 400 metri quadrati – 25 alberi e 16 arbusti. Oggi, invece, partiranno nuovi interventi a circonvallazione Cornelia per sostituire alcuni esemplari di pini domestici nel municipio XIII. Qui, in tutta l’ultima stagione agronomica sono stati messi a dimora circa 600 alberi, 50 piante, 20 essenze.
Nella prima mattinata del festival all’auditorium, poi, sono stati raccontati alcuni progetti significativi in corso a Roma. Tanto locali quanto europei. A Monte Ciocci, ad esempio, sta per arrivare un biolago da 70 metriquadri in grado di raccogliere e riutilizzare l’acqua per gli orti urbani. Un programma che fa parte di un piano europeo chiamato Real Urban Green e che è a tutti gli effetti un esempio di nature-based solution. Cioè, di una soluzione totalmente naturale di innovazione ambientale. E questa sperimentazione promette già di estendersi ad altri municipi.
Si è parlato del progetto dei tetti verdi sugli edifici scolastici superiori, protagonisti del programma Green O2 che è stato aperto con una call nel 2023 e si chiuderà a fine agosto prossimo. Mentre la società di ingegneria Iridra, leader delle Nbs, ha raccontato una serie di progetti europei Interreg-Euromed conclusi e ancora in corso. Per esempio, a Roma, c’è Urwan che trasforma l’istituto Matteo Ricci in un laboratorio urbano di sperimentazione delle Soluzioni basate sulla Natura. Nel dettaglio, l’investimento Urwan prevede la realizzazione di un giardino della pioggia per la raccolta, filtrazione e infiltrazione delle acque meteoriche; due aree di bioritenzione per la gestione sostenibile dei deflussi urbani; sostituzione delle superfici asfaltate con pavimentazioni drenanti ad alta permeabilità; un serbatoio di accumulo per il riuso dell’acqua piovana e l’integrazione con l’orto scolastico e supporto alle attività didattiche e laboratoriali. Il professor Raffaele Pelorosso, Università della Tuscia, ha invece raccontato il lavoro del MechHydroLab per combinare tecnologie di ingegneria meccanica e scienze idrologiche verso lo sviluppo di nuovi sistemi sperimentali per il monitoraggio ambientale avanzato. La ricerca per pensare a città più verdi e sostenibili continua.