La giornata
A Calenzano nuova tragedia sul lavoro. “BASTA morti”, dicono i sindacati
- La maggioranza condivide “aggiustamenti” alla manovra, c’è anche l’Ires premiale
- Draghi: “La leadership franco-tedesca si è indebolita ma non ne vedo altre”
- Appalti: Cgil, tutti contro modifiche Codice su applicazione Ccnl, Governo le ritiri
- Edison accetta l’offerta di Helleniq per la cessione del 50% in Elpedison
- Gruppo Hera: quasi 10 milioni di euro del Pnrr per due progetti all’avanguardia nell’agrivoltaico
- Le ferrovie francesi Sncf nominano Caroline Chabrol direttrice della filiale italiana, obiettivo sviluppo dell’alta velocità in Italia
IN SINTESI
E’ di 2 morti, 3 dispersi e 26 feriti il drammatico bilancio dell’esplosione avvenuta nel sito dell’Eni a Calenzano.Una nuova tragedia sul lavoro che si è consumata ieri mattina a causa dell’esplosione di un’autobotte presso la pensilina di carico, nella zona dove viene caricato il carburante. Questa è l’ipotesi su cui lavora la procura di Prato che ha aperto un’inchiesta per chiarire la dinamica dell’incidente. Mercoledì 11 dicembre sarà una giornata di lutto nazionale in Toscana e i sindacati, Cgil, Cisl e Uil di Firenze, hanno proclamato uno sciopero generale provinciale di 4 ore, con una manifestazione a Calenzano. Oltre al dolore e al cordoglio, le tre sigle esprimono “tanta per quello che è successo. Siamo di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro con dimensioni e risvolti ancora da capire su vari fronti. Quello che è successo è inaccettabile, attendiamo il lavoro degli inquirenti per fare luce sulle modalità di quanto accaduto. Senza sicurezza non c’è lavoro, non c’è dignità, non c’è vita». Il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, chiede che “la presidente Meloni avochi a se’ il capitolo salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e apra un tavolo alla Presidenza del Consiglio. Si definisca, in quella sede e in tempi brevi, con le parti sociali coinvolte, una strategia, una politica che possa garantire a tutti di lavorare in assoluta sicurezza’”.
La maggioranza condivide “aggiustamenti” alla manovra, c’è anche l’Ires premiale
“Aggiustamenti” sulle priorità della manovra: imprese, famiglie e sanità. E’ su questi punti che ieri si è registrata la condivisione tra il Governo e le forze della maggioranza in un vertice sul Ddl Bilancio, il cui iter entra ora nel vivo in Commissione Bilancio alla Camera. Il vertice si è svolto ieri Palazzo Chigi e vi hanno partecipato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i vice presidenti, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e il viceministro Maurizio Leo. L’incontro si è svolto “in un clima molto collaborativo”, ha riferito la Presidenza del Consiglio. Più nel dettaglio, come hanno spiegato fonti del ministero dell’Economia, tra le modifiche della manovra c’è anche l’Ires premiale: si starebbe lavorando in particolare ad un’ipotesi rivolta a una platea di imprese che investono e che incrementano l’occupazione. Si prospetta un taglio della tassazione del 4%, dal 24 al 20%, che verrebbe coperto per 400 milioni di euro dal contributo di banche e assicurazioni.Invece, la riduzione dell’Irpef per il ceto medio verrà fatta invece dopo aver consolidato i conti pubblici. La flat tax sarà ampliata a 35mila euro di reddito dei lavoratori dipendenti. Tra gli altri interventi, il blocco parziale del turn over non varrà per le forze dell’ordine ed enti locali. Per la sanità, è prevista una tassazione al 5% per gli straordinari degli infermieri e degli specializzandi.
Il vertice di maggioranza, ieri pomeriggio, si è svolto prima della riunione del Consiglio dei ministri che ha varato, con netto anticipo rispetto agli anni passati, il decreto Milleproroghe che rinvia i termini di norme e versamenti. Tra le misure approvate, l’annullamento delle multe ai no vax, la proroga dello scudo erariale e più tempo alle imprese per mettersi in regola con l’obbligo di assicurarsi contro le catastrofi e un altro anno per poter stipulare contratti a tempo oltre i 12 mesi con causali meno rigide.
Draghi: “la leadership franco-tedesca si è indebolita ma non ne vedo altre”
In Europa “la leadership franco-tedesca si e’ indebolita, ma non vedo altre leadership capaci di dirigere l’Europa verso un futuro comune”. A sottolinearlo è stato l’ex premier e presidente della Bce, Mario Draghi, nel corso dell’evento per il conferimento del Premio Ispi 2024.”C’e’ un vuoto leadership ma bisogna aver pazienza e vedere i risultati delle elezioni politiche in Germania”, ha detto Draghi per il quale le istituzioni europee hanno gli anticorpi per superare questa fase: “sono state create dai trattati europei per sopravvivere a una storia lunga”. Ma, ha avvertito Draghi, “se l’Europa andra’ piu’ in una direzione sovranista, come si porra’ di fronte alle necessita’ di percorrere una strada, dove solo l’integrazione di alcune aree permette quel salto di qualita’ che l’Europa chiede per sopravvivere economicamente?”.
Appalti: Cgil, tutti contro modifiche Codice su applicazione Ccnl, Governo le ritiri
“È evidente oramai che le modifiche proposte dal Governo al Codice degli Appalti, in particolare in materia di corretta applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, di subappalti, di equivalenza delle tutele economiche e normative, non convincono gran parte delle forze sociali ed economiche del Paese, importanti esperti di diritto del lavoro, istituzioni come il Consiglio di Stato e l’Anac, moltissimi parlamentari. A questo punto il Governo ritiri l’allegato I.01 proposto e avvii un confronto serio e di merito con le organizzazioni sindacali”. A dichiararlo è Alessandro Genovesi, responsabile Contrattazione inclusiva, appalti e lotta al lavoro nero della Cgil Nazionale. “Evidenti e di buon senso – aggiunge il dirigente sindacale – sono del resto le critiche esplicite del Consiglio di Stato sulle presunte equivalenze tra Ccnl diversi, che potrebbero non rispondere al principio di parità delle tutele, sull’incertezza di riferimenti come la natura giuridica o la dimensione di impresa, sui diversi criteri per misurare la rappresentanza comparativamente maggiore tra organizzazioni sindacali e datoriali. Così come esplicite sono le critiche avanzate da Anac sulla riduzione delle tutele dei lavoratori in subappalto”.
“A queste – prosegue Genovesi – si aggiungano le recenti critiche di esperti o di riviste specializzate che denunciano le difficoltà a cui andranno incontro le stesse amministrazioni pubbliche chiamate ad adottare norme complesse, ambigue e che lasceranno tanta di quella discrezionalità da rischiare di favorire ulteriori ritardi o peggio pressioni e interferenze illecite oltre che contenziosi. Il tutto – sottolinea Genovesi – senza considerare le critiche delle principali associazioni datoriali come Confindustria, Confcommercio, ABI, Ania, Confcooperative e Legacoop, oltre quelle già note di tutti i sindacati a partire dalla Cgil e di tutte le opposizioni da Italia Viva e Azione fino a AVS, passando per PD, 5 stelle, + Europa”.
“Alla vigilia del voto nelle competenti commissioni di Camera e Senato, chiediamo alla maggioranza e al Governo – aggiunge il responsabile Contrattazione inclusiva, appalti e lotto al lavoro nero – di stralciare il tutto e rinviare alle parti sociali le migliori definizioni in materia di tutela dei lavoratori e delle tante imprese serie, contro ogni forma di dumping o di ribassi mascherati. In caso contrario il Governo si assumerà una responsabilità enorme a danno di milioni di lavoratori e per di più a sfregio della disponibilità, data dalle principali forze sociali, di sedersi intorno ad un tavolo per provare a definire insieme come meglio difendere la qualità di un sistema di relazioni industriali, fondamentale per la tenuta sociale e la competitività del Paese. Come Cgil – conclude – siamo pronti comunque ad ogni evenienza, attrezzando tutte le nostre strutture, delegati, categorie e camere del lavoro non solo ad un’azione diffusa di contrattazione di anticipo, ma anche e soprattutto di vertenzialità, in tutte le sedi e con tutti gli strumenti a nostra disposizione”.
Edison accetta l’offerta di Helleniq per la cessione del 50% in Elpedison
Il consiglio di amministrazione di Edison, riunitosi lo scorso 6 dicembre, ha accettato l’offerta di Helleniq Energy Holdings per la cessione del 50% della propria partecipazione in Elpedison BV a Helleniq Energy Holdings SA, che detiene, unitamente alla controllata Helleniq Energy International GMBH, la restante quota del 50% della società. Le parti, al fine di perseguire le proprie strategie di crescita, hanno concordato di sciogliere la joint-venture 50/50 in Elpedison, società di diritto olandese e titolare dell’intero capitale della società greca Elpedison SA (Elpedison). L’offerta di acquisto di Helleniq, ricevuta il 22 novembre 2024, riconosce un valore fino a €195m per il 50% dell’equity di ELPEDISON BV, che corrisponde a circa €540m di Enterprise Value. Il completamento dell’operazione è soggetto alla firma del contratto di acquisto definitivo tra i due partner e all’approvazione delle competenti autorità regolatorie.Il Gruppo Edison, riferisce in una nota, è orgoglioso di aver contribuito allo sviluppo di Elpedison facendola diventare uno dei principali operatori del settore energetico in Grecia e, dopo oltre 16 anni di proficua collaborazione con Helleniq, desidera ringraziare il suo partner e tutte le persone di Elpedison per il loro prezioso lavoro e la loro eccellente professionalità. Edison è fiduciosa che Elpedison e il suo staff continueranno a contribuire positivamente alla transizione energetica della Grecia. Elpedison gestisce due centrali elettriche a gas naturale a Thisvi e Salonicco, con una capacità totale di 820 MW, è uno dei principali operatori del mercato del gas in Grecia, e serve circa 350.000 clienti finali.
Gruppo Hera: quasi 10 milioni di euro del Pnrr per due progetti all’avanguardia nell’agrivoltaico
Il Gruppo Hera si è aggiudicato 9,4 milioni di euro di contributi PNRR per finanziare due progetti all’avanguardia per lo sviluppo di sistemi agrivoltaici avanzati. Gli impianti forniranno un importante contributo per la transizione energetica e la decarbonizzazione in Emilia-Romagna: presentano, infatti, una potenza di picco complessiva di oltre 19 MW, equivalente al consumo di circa 11.000 famiglie italiane e al risparmio di 7.700 tonnellate di CO2 annue, pari all’anidride carbonica assorbita in un anno da un bosco di circa 830 ettari, corrispondenti a circa 1.200 campi da calcio. In particolare, 6,6 milioni di euro sono stati assegnati al progetto del Gruppo Hera per lo sviluppo di un Energy Park a Faenza, mentre 2,8 milioni al progetto cesenate di Horowatt, newco tra la multiutility e la società cooperativa agricola Orogel. L’aggiudicazione di questi contributi PNRR rafforza gli investimenti del Gruppo Hera nel settore delle energie rinnovabili e dell’installazione di impianti agrivoltaici e rappresenta un ulteriore riconoscimento dell’impegno della multiutility nel campo della transizione energetica e della decarbonizzazione a favore dei territori serviti. I progetti di sviluppo dell’agrivoltaico rientrano nella strategia delineata nel piano industriale del Gruppo che prevede numerose iniziative e investimenti per traguardare la neutralità carbonica, abbattere le emissioni e incrementare la produzione di energia green. Queste iniziative si inseriscono, inoltre, nel Piano di transizione climatica del Gruppo, che punta a raggiungere emissioni Net Zero al 2050.
Le ferrovie francesi Sncf nominano Caroline Chabrol direttrice della filiale italiana, obiettivo sviluppo dell’alta velocità in Italia
Condurre la ripresa del servizio ferroviario tra Milano e Parigi, e soprattutto, contribuire allo sviluppo dell’offerta di alta velocità con i nuovi treni TGV M di ultima generazione, promuovendo l’innovazione e la mobilità sostenibile come alternativa al trasporto aereo e su
gomma. E’ questo il compito che le ferrovie francesi Sncf hanno affidato a Caroline Chabrol, nominata direttrice generale di Sncf Voyages Italia, filiale del gruppo ferrovirio francese. In questo contesto, riferiscono le ferrovie francesi, Caroline Chabrol si appresta a guidare SNCF Voyages Italia in
un’importante fase di sviluppo del business, che vedrà il lancio di una campagna di recruiting, rivolta a tutte le figure professionali, finalizzata a rafforzare il suo team, attualmente composto da circa sessanta dipendenti. A sostegno di questa iniziativa, è stato appena lanciato il
nuovo sito web aziendale www.sv-italia.com, con l’obiettivo principale di attrarre nuovi talenti e far conoscere al pubblico l'azienda e i suoi valori. L’ampliamento dello staff è essenziale per consentire a SNCF Voyages Italia di sostenere l’espansione delle sue attività e di avviare, entro due anni, il lancio della sua nuova offerta sulle linee italiane ad alta velocità, in particolare verso Torino, Milano, Brescia, Verona, Padova,
Venezia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, sempre continuando a mantenere l’offerta verso Parigi. Questo nuovo servizio potrebbe servire circa 10 milioni di passeggeri italiani all’anno. La nomina di Chabrol giunge in un momento in cui il settore del trasporto ferroviario italiano mostra significativi segnali di resilienza e crescita.
Generali si aggiudica Palazzo Carciotti a Trieste, prima sede storica
Generali si è aggiudicata Palazzo Carciotti, a Trieste, edificio simbolo del Neoclassicismo triestino, dove le Assicurazioni Generali furono fondate nel 1831. L’aggiudicazione dell’immobile, a seguito di un bando di gara indetto dal Comune di Trieste, è stata proclamata oggi.
Con questa operazione, Generali si propone di restituire a Trieste un palazzo protagonista della sua storia architettonica e sociale, con l’obiettivo di dargli nuova centralità, anche attraverso progetti legati all’innovazione e alla formazione, che saranno sviluppati in partnership con istituzioni pubbliche e importanti aziende di livello internazionale. Il Palazzo, di pregio storico-artistico, verrà ristrutturato e riqualificato attraverso la società Generali Real Estate SGR, e comprenderà la realizzazione di una parte residenziale. Palazzo Carciotti sulle Rive, edificato tra il 1798 e il 1805 su progetto dell’architetto Matteo Pertsch, è frutto della visione di una persona – il committente Demetrio Carciotti, il cui nipote, omonimo dello zio, fu tra i primi azionisti delle Generali – che ad una brillante ed innovativa soluzione di casa-fondaco abbinò un programma di decorazione artistica e scultorea che ne racconta lo spirito di ambizione, di apertura internazionale e di mecenatismo. L’acquisto annunciato oggi prosegue il vasto programma di investimenti immobiliari su cui Generali ha operato fin dalle proprie origini. L’iniziativa si inserisce nel programma di riqualificazione di grandi progetti già effettuati in anni recenti sul territorio nazionale e in alcune delle principali capitali europee. In Italia, si ricordano il restauro di Palazzo Berlam a Trieste, inaugurato nel 2019 e oggi sede dell’Academy di Gruppo e dell’Archivio storico; delle Procuratie Vecchie in piazza San Marco a Venezia, aperte al pubblico nel 2022 e oggi Casa della Fondazione The Human Safety Net di Generali; la trasformazione della storica sede di Generali in piazza Cordusio a Milano, e CityLife, il progetto di rigenerazione urbana della ex-fiera di Milano, in via di completamento.
Sace e Confartigianato insieme per la crescita sostenibile e digitale delle imprese italiane
Maria Cristina Carlini