EVOLUZIONE DIGITALE

Il dato come fondamento della nuova convergenza tra digitale e costruzioni

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Nel settore delle costruzioni siamo abituati a pensare in termini di materiali, procedure, ruoli. È un mondo fatto di concretezza, nel senso letterale del termine. Eppure, negli ultimi anni, accanto agli elementi più tradizionali, si è affermato qualcosa che non si vede, ma che incide sempre di più su ogni fase del processo: il dato.

La trasformazione digitale che sta coinvolgendo il comparto AEC non riguarda solo l’introduzione di strumenti più evoluti o la diffusione dell’intelligenza artificiale. Questi sono effetti visibili di un cambiamento più profondo, in cui il dato diventa il punto di partenza e di arrivo di ogni decisione. Senza un’informazione corretta, strutturata e condivisibile, infatti, nessuna tecnologia può generare valore reale.

Il progetto non è più solo un elaborato

Per molto tempo il progetto è stato considerato il prodotto finito di un processo: tavole, documenti, disegni. Oggi questa visione non è più sufficiente. Il progetto sta diventando un sistema informativo, un contenitore dinamico di conoscenza che evolve nel tempo.

La digitalizzazione sposta dunque l’attenzione: non più solo l’oggetto costruito, ma l’insieme di informazioni che lo descrivono, lo spiegano e lo rendono gestibile lungo tutto il suo ciclo di vita. È un passaggio non banale, che richiede una nuova consapevolezza: non basta introdurre tecnologia, serve riconoscere che il dato è parte integrante del processo.

Il BIM e i digital twin, in questo senso, non sono soluzioni “tecniche”, ma strumenti che permettono di governare questo patrimonio informativo. Danno ordine, struttura e continuità a ciò che altrimenti rimarrebbe frammentato.

Perché l’AI ha bisogno del dato — e non il contrario

Molto spesso, quando si parla di AI applicata alle costruzioni, si immaginano scenari estremamente avanzati. In realtà l’intelligenza artificiale, oggi, è già parte della pratica quotidiana, anche se in modo meno evidente. Analizza dati, identifica correlazioni, propone alternative o segnala criticità.

Ma il punto è semplice: l’AI funziona solo se il dato è robusto.

Non si tratta quindi di usare l’AI per “sostituire” l’esperienza umana, ma di permettere alla competenza di essere supportata da un insieme di informazioni completo, affidabile e aggiornato. Il valore non nasce dalla tecnologia in sé, ma dalla capacità di mettere ordine nell’informazione.

Il dato come linguaggio comune

Uno degli aspetti più delicati del settore è sempre stato la frammentazione: competenze diverse, ruoli diversi, responsabilità diverse. La digitalizzazione può aiutare solo se riesce a creare una base informativa condivisa.

Il dato diventa quindi un linguaggio che consente alle parti coinvolte — progettisti, imprese, committenti, gestori — di interpretare il processo allo stesso modo. È questo l’elemento che permette di ridurre ambiguità, eliminare ridondanze, limitare gli errori.

Il salto non è tecnologico: è organizzativo e culturale.

Una cultura del dato prima della tecnologia

La convergenza tra digitalizzazione e intelligenza artificiale non può essere affrontata solo con nuove piattaforme o nuovi software. Richiede un cambiamento più profondo: la costruzione di una cultura del dato.

Significa:

  • definire regole chiare, responsabilità e flussi;
  • riconoscere il valore dell’informazione lungo tutte le fasi del processo;
  • comprendere che la tecnologia è un abilitatore, non un fine;
  • investire nella formazione, perché senza competenze adeguate nessun sistema può funzionare.

Questa visione, che emerge anche dal tuo modo di trattare i temi della digitalizzazione e dei processi, è essenziale: solo un approccio strutturato e consapevole permette di sfruttare davvero il potenziale del digitale.

Se digitale e AI stanno convergendo sempre di più nel settore delle costruzioni, è perché il dato rappresenta il punto d’incontro tra questi due mondi. È il vero materiale con cui si costruisce il futuro del settore.

Senza una gestione consapevole delle informazioni, ogni tecnologia rischia di rimanere un isolo­to esercizio di innovazione. Con una cultura del dato matura, invece, digitale e AI diventano strumenti per migliorare qualità, efficienza e sostenibilità.

In altre parole: oggi non stiamo solo costruendo edifici, stiamo costruendo conoscenza.
E da come la gestiremo dipenderà gran parte della competitività del settore nei prossimi anni.

Alessio Bertella
di Alessio Bertella

Direttore BIM & Digitalisation Harpaceas

Direttore della Divisione BIM & Digitalisation Consulting Services e partener  di Harpaceas. Ingegnere Edile con vasta esperienza su digitalizzazione della commessa, aspetti normativi e tecnologie informatiche BIM oriented nell’ambito della filiera delle costruzioni. Siede al tavolo UNI CT 033/SC 05 per l’aggiornamento della norma UNI 11337:2017 Gestione digitale di processi informativi delle costruzioni ed è osservatore al CEN/TC 442 – Building Information Modelling (BIM) nel WG8 -Competence, è presidente della Commissione BIM dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano;ha svolto una pluriennale attività didattica su programmi di calcolo strutturale e geotecnico, ingegneria strutturale, normative di settore, metodologia BIM, applicata anche alle strutture, e normative tecniche legate al BIM.

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