LO STUDIO DELLA LUISS

Adr, con il nuovo Masterplan valore aggiunto per 70 mld e 300mila posti. Troncone: “Noi pronti, fare presto per evitare la congestione”

10 Dic 2025 di Maria Cristina Carlini

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Adr, con il nuovo Masterplan valore aggiunto per 70 mld e 300mila posti. Troncone: “Noi pronti, fare presto per evitare la congestione”

AEROPORTO FIUMICINO

Trecentomila nuovi posti di lavoro in tutta Italia e fino a 70 miliardi di valore aggiunto: sono questi i principali numeri dell’impatto generato dalla realizzazione del Piano di sviluppo sostenibile dell’aeroporto di Roma Fiumicino. Un piano da 9 miliardi di euro di investimenti in autofinanziamento con il quale Aeroporti di Roma, la società che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino, controllata dal gruppo Mundys, punta ad adeguare la capacità del principale aeroporto italiano alla domanda di traffico di circa 100 milioni di passeggeri stimata al 2046, anno di fine concessione. Si tratta del raddoppio dei passeggeri considerando che quest’anno Fiumicino taglierà il traguardo dei 51 milioni di passeggeri. Ma il piano deve affrontare ora l’iter amministrativo-autorizzativo e, nonostante la “volontà politica e il forte supporto delle istituzioni” che evidenzia l’amministratore delegato di Adr, Marco Troncone, il fattore tempo di questa fase rimane, al momento, una grande incognita. E questo ha il suo peso perché un solo anno di ritardo nella realizzazione del piano comporterebbe un costo di 2 miliardi di euro per il sistema Paese.

Questi numeri sono alcune delle principali evidenze dello studio realizzato dal Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” della Luiss Guido Carli, che ha analizzato gli effetti economici e sociali connessi al masterplan, curato dal direttore del Centro e Prorettore alla Didattica Enzo Peruffo e dal direttore del Dipartimento di Economics and Financial Markets Alberto Petrucci, presentato ieri nell’ateneo romano. Lo studio si è focalizzato su tre fasi: quella di costruzione che nell’ipotesi di avvio dei lavori partirebbe nel 2026; quella gestionale, dal 2033, che riguarda l’operatività dell’aeroporto una volta completate le infrastrutture del Masterplan; la fase catalitica, che misura gli effetti di lungo periodo legati alla crescita dei flussi internazionali di passeggeri e, più in generale, del comparto turistico fino al 2046.
Quello che risulta è che il valore aggiunto complessivo generato dalle tre fasi, attualizzato ad oggi con un tasso di sconto del 3%, risulta pari a circa 70 miliardi di euro, una stima che non include ulteriori importanti benefici indiretti. Tra questi rientrano, ad esempio, gli effetti positivi sul commercio internazionale, in grado di produrre un impatto aggiuntivo sul reddito nazionale compreso tra lo 0,54% e lo 0,98% del PIL, pari a un valore compreso tra 10,9 e 19,6 miliardi di euro. L’intero progetto è destinato inoltre ad attivare circa 300.000 nuove posizioni lavorative complessive in Italia, di cui 10.000, nella sola fase di costruzione, entro il 2030.
Risulta poi particolarmente rilevante l’impatto socioeconomico sui territori direttamente interessati. Nella sola Regione Lazio, infatti, il Masterplan genererebbe un valore aggiunto attualizzato ad oggi pari a 18 miliardi di euro, con oltre 67.000 nuovi posti di lavoro. Nella Provincia di Roma, invece, l’effetto stimato è di 14 miliardi di euro e 53.200 nuovi posti di lavoro. Il Comune di Fiumicino, infine, beneficerebbe di un valore aggiunto di 5 miliardi di euro e di 13.450 nuovi posti di lavoro.

I principali interventi infrastrutturali, è prevista la costruzione di una quarta pista di volo (parallela all’attuale pista 3), per aumentare la capacità di operazioni e ridurre impatti su residenti. Contestualmente, la pista 1 verrà ridimensionata (accorciata di ~ 400 metri) e sarà utilizzata solo in casi di picco traffico, per rendere l’organizzazione delle piste più efficiente;  un nuovo terminal “a Est” — con tre nuovi moli — per aumentare la capacità di accoglienza passeggeri; il potenziamento delle aree di imbarco e flussi passeggeri.

Lo studio affronta inoltre il tema dei possibili ritardi nell’attuazione del Masterplan e ne quantifica gli effetti sull’economia locale e nazionale. Un solo anno di ritardo, come si è detto, nella realizzazione del piano comporterebbe, infatti, un costo stimato per il Paese di circa 2 miliardi di euro. Nello studio, accanto agli aspetti economici e occupazionali, vengono anche ricordate le possibili ricadute di natura ambientale e territoriale. In particolare, il nuovo assetto infrastrutturale consentirebbe una riduzione dell’inquinamento acustico fino all’80%, grazie allo spostamento verso Est del baricentro delle operazioni di volo, che allontanerebbe le traiettorie di decollo e atterraggio dai centri abitati. Contestualmente, è previsto un progetto di valorizzazione ambientale e culturale che restituirà alla comunità un Parco di interesse archeologico da 85 ettari.

Ma ci sono anche i costi del non fare: per quantificarlo, come ha spiegato Petrucci, bisogna distinguere tra costo contabile, che è l’esborso sostenuto per realizzare gli interventi, e il costo economico. “L’economista ragiona in termini di impiego delle risorse al meglio, di utilizzo efficiente delle risorse, cioè con il rendimento più elevato possibile. Quindi, quando si valuta questa dimensione, va valutato l’impiego che si può fare di queste risorse cercando di ottenere il rendimento più alto possibile. E, siccome il rendimento di questo progetto risulta essere più alto del rendimento che Adr potrebbe ottenere prestando questi soldi sul mercato finanziario, per esempio allo Stato, che avrebbe un rendimento del 4-5%,  è questo il benchmark sul quale si misura l’utilizzo migliore delle risorse. Quindi, se non faccio l’investimento, il costo contabile è zero ma il costo economico è quei 70 miliardi attualizzato che perdo”.

Troncone: “Ci sono la volontà politica e il supporto delle istituzioni. Ma il tempo stringe”

Il Piano di sviluppo sostenibile dell’aeroporto di Roma Fiumicino, come mostrato dallo studio rappresenta un driver strategico per garantire la connettività internazionale dell’Italia, con effetti positivi nel breve e lungo periodo,generando valore sia per il territorio sia per l’intero Paese. “Un lavoro così puntuale e robusto supporta le ragioni per le quali riteniamo che il progetto di sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino sia davvero un progetto strategico a livello nazionale. Un progetto di vero interesse nazionale”, ha commentato l’ad di Adr Troncone nel suo intervento. “Le ragioni sono molte. La prima è che un aeroporto porta con sé una grande valenza di connettività. In un mondo ultimamente un po’ più polarizzato, ma pur sempre molto globalizzato, la connettività è essenziale per prosperare. E lo è ancor di più per l’Italia, che fa del turismo una vocazione centrale”, ha sottolineato Troncone. “Per questo la connettività è fondamentale, direi una vera questione di interesse nazionale, quasi una forma di “sovranità trasportistica”, concetto importante per dotare l’Italia delle infrastrutture necessarie a garantire autonomia e indipendenza in questo ambito”. Una seconda ragione è quello di vedere Fiumicino come piattaforma che serve traffico in connessione via Roma, soprattutto, ha rimarcato, in un contesto sempre più competitivo dove aeroporti come Istanbul, Dubai o la stessa Lisbona si stanno ritagliando ruoli centrali su determinati corridoi globali. “Così Roma – grazie alla posizione geografica favorevole nel Mediterraneo – può candidarsi a essere snodo tra Est e Ovest, tra Nord Europa e Sud del mondo, oggi Sud America, domani sempre più Africa”.

Terzo elemento: “Fiumicino è già oggi un’eccellenza, a livello italiano ed europeo. Da anni riceve premi come miglior aeroporto dell’Occidente, e questo è fondamentale per la reputazione internazionale del Paese. Avere un aeroporto che funziona bene è un grande motore di innovazione e credibilità nazionale”, ha detto Troncone. “Siamo anche in grado di mettere a disposizione la nostra piattaforma per supportare progetti infrastrutturali in Paesi in via di sviluppo. Siamo presenti su diversi fronti, tra cui l’Africa nell’ambito del Piano Mattei, e siamo stati invitati a candidarci per un grande progetto in Uzbekistan, a Tashkent, per sviluppare un hub che smisti i flussi sulla nuova Via della Seta. Questa capacità industriale credibile rappresenta un ulteriore interesse nazionale”. Quarto elemento: “un aeroporto è una macchina di investimenti, una matrice di crescita economica. Negli ultimi 12 anni abbiamo investito su Fiumicino 3 miliardi di euro. Il settore aeroportuale è capital intensive e human capital intensive: richiede investimenti e crea molta occupazione stabile. È vero che nel settore più ampio dell’aviazione esiste precarietà, ma nell’ecosistema degli aeroporti di Roma la situazione è diversa. Dal 2012 ad oggi, i contratti a tempo indeterminato sono raddoppiati”.

Ora “la sfida è cogliere tutte le opportunità per fare presto”: “noi siamo pronti”, ha assicurato l’ad di Adr. Sui tempi, “ci sono due piani: uno tecnico che considerei sostanzialmente finalizzato, svolto con Enac. Abbiamo presentato la nostra proposta di Masterplan nel 2021, è stato fatto un lavoro molto proficuo con Enac per mettere a punto la migliore soluzione tecnica. Ora, il piano è su binari amministrativi e politici che a sua volta si svolgono su due livelli, uno locale e uno centrale. In questo momento, siamo impegnati sul fronte locale per rendere compatibile questo progetto di sviluppo con quelli che sono vincoli territoriali locali. Le interlocuzioni sono in corso , mi sembra ceh, almeno stando alle dichiarazioni pubbliche espresse dall’amministrazione comunale di Fiumicino, dalla Regione Lazio ma anche da Roma capitale dal punto di vista politico ci sia una forte supporto, un forte assenso a questo progetto”.

“Adesso siamo impegnati più sul fronte amministrativo per incardinare un iter che deve essere produttivo in tempi rapidi, perché ormai il tempo è veramente poco l’aeroporto già incomincia a essere congestionato in determinati giorni della stagione estiva e per evitare arrivare una situazione di congestione soffocamento tra 567 anni è importante agire adesso. Il primo step è la riparametrazione del parco, che deve essere fatta in una logica di impatto zero. C’è poi l’istruttoria Via, eventualmente una Vas e la conferenza dei servizi. Tecnicamente, si potrebbe immaginare che nell’arco di due anni tutto questo si potrebbe svolgere. Si tratta di sbrogliare la  matassa amministrativa”, ha concluso Troncone.

 

 

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