LA GIORNATA
Regionali, 2-1 per il Centrosinistra. In Veneto alla Lega il derby con FdI
- Von der Leyen: “dal vertice una rinnovata cooperazione con l’Africa”. Meloni: “impegno per una cooperazione paritaria”
- Ia, Lagarde: nel 2024 dalle imprese 252 miliardi di investimenti, l’Europa rimuova gli ostacoli
- Ponte sullo Stretto, Salvini: “In settimana aspettiamo le motivazioni della Corte dei Conti, obiettivo cantieri a inizio 2026”
IN SINTESI
Il Centrosinistra si conferma in Campania e Puglia. Il Centrodestra si tiene il Veneto dove però si è anche giocata una partita tutta interna alla maggioranza con la ‘vittoria’ della Lega su Fratelli d’Italia, grazie al traino di Luca Zaia. È questo, in sintesi, il verdetto delle urne dell’ultimo round delle elezioni regionali, che hanno registrato un nuovo crollo dei votanti. Un responso senza sorprese con Alberto Stefania che trionfa in Veneto, Antonio Decaro che sbanca in Puglia, e Roberto Fico che doppia l’avversario in Campania. Il bilancio finale delle regionali d’autunno finisce con un pareggio: tre regioni al centrodestra (con le precedenti vittorie di Roberto Occhiuto in Calabria e di Francesco Acquaroli nelle Marche) e tre regioni al centrosinistra (con il bis di Eugenio Giani in Toscana) . Tre a tre, dunque. O “quattro a tre con la Val d’Aosta, che fa partita a sè”, come dice il leader Fi Antonio Tajani. Il dato nazionale è dunque di 12 presidenti di Regione del centrodestra, 6 del centrosinistra e 1 autonomista. A vincere, ancora una volta, è l’astensionismo: 14 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti regionali, al voto meno della metà dei 13 milioni di elettori chiamati alle urne.
In Veneto Stefani si afferma con il 65%, sulla spinta di Zaia, capolista ovunque. Ma il dato saliente in Veneto non è tanto la vittoria scontata del candidato leghista quanto il successo nel derby con Fratelli d’Italia doppiato dal Carroccio che riapre la partita in Lombardia nel 2027. Fermo sotto il 30 per cento il contendente del centrosinistra Giovanni Manildo. “Risultato oltre ogni previsione, mi davano per morto”, commenta Matteo Salvini. Dall’Africa, la premier Giorgia Meloni invece incassa lo smacco per Fratelli d’Italia ed elogia ecumenicamente “una vittoria frutto del lavoro, della credibilità e della serietà della nostra coalizione”. Altra sorpresa è il medico no vax Riccardo Szumsky, che supera la soglia di sbarramento con il 6 per cento.
In Campania gli elettori di centrosinistra seguono la linea del ‘testardamente unitari’ della leader Pd Elly Schlein. A uno dei rappresentanti di spicco del M5S ed ex presidente della Camera Fico va oltre il 60 per cento, il doppio dei voti dell’avversario del centrodestra Edmondo Cirielli. “L’alternativa c’è, uniti possiamo battere le destre”, esulta Schlein arrivata Napoli dove giunge anche Giuseppe Conte. “Non so cosa abbiano da festeggiare, hanno perso 20 punti, sommando i voti di Vincenzo De Luca a quelli del M5s erano quasi all’80 per cento”, attacca il Donzelli. “Grazie ai campani per la scelta netta che ci riempie di responsabilità. Sarò il presidente di tutti”, assicura Fico.
In Puglia vince a valanga De Caro – 65 per cento – che doppia il candidato del centrodestra Luigi Lobuono e con le liste a sostegno della sua presidenza è sotto solo al Pd. Paga la campagna elettorale solitaria del mister preferenze alle Europee (500 mila voti), trionfante a dispetto del sofferto iniziale endorsement della Schlein, “Grazie a Elly che ha insistito per convincermi a candidarmi. Ho sentito tutti i leader della coalizione. Io non voglio essere un duro, non voglio fare politica su un ring, rivendico le mie fragilità. Con il governo voglio collaborare”, dice De Decaro.
La Russa attacca Garofani: “lasci il ruolo nel Consiglio supremo di Difesa”
Francesco Saverio Garofani “è il segretario del Consiglio supremo di Difesa, quello che si deve occupare della difesa nazionale. Credo che forse sia meglio che quel ruolo lo lasci a qualcun altro”. È l’affondo che arriva, a sorpresa, presidente del Senato, Ignazio La Russa, sul caso Garofani che tanto ha scosso i rapporti istituzionali nei giorni scorsi. La tensione torna così a salire visto che queste parole sono della seconda carica dello Stato. E sorpresa trapela dal Colle. La Russa, però, fa poi marcia indietro: “spiace che avere risposto a una domanda sul Consigliere Garofani possa far pensare di riaprire un caso che, anche io, come Giorgia Meloni, considero chiuso e sul quale ho espresso personalmente sin dal primo minuto, piena solidarietà al Presidente Mattarella. Certo, ho detto, forse in maniera troppo sincera, che Garofani potrebbe essere imbarazzato a svolgere il ruolo non di Consigliere ma di Segretario del Comitato Supremo di Difesa. Ma non tocca a me chiedere le sue dimissioni e nemmeno l’ho fatto”.
Von der Leyen: “Dal vertice una rinnovata cooperazione con l’Africa”. Meloni: “Impegno per una cooperazione paritaria”
Si aprirà una nuova era di commercio e cooperazione autentici e sostenibili tra i nostri due mercati continentali”. L’ha dichiarato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen in una dichiarazione all’agenzia di stampa tunisina Tap, in vista del settimo vertice tra Unione Africana (Ua) e Unione Europea (Ue) oggi e domani a Luanda, in Angola. Tema dell’incontro, “Promuovere la pace e la prosperità attraverso un multilateralismo efficace”. Il vertice, a cui parteciperà il ministro tunisino degli Esteri, Mohamed Ali Nafti, vedrà l’annuncio di una serie di nuovi progetti in settori chiave come l’energia e la transizione digitale. Per la Tunisia, von der Leyen ha evidenziato il progetto di interconnessione elettrica sottomarina tra Tunisia e Italia nell’ambito della strategia Global Gateway, che, a suo dire, contribuirà a costruire un futuro con maggiore sicurezza energetica, sostenibilità e integrazione delle energie rinnovabili per entrambi i Paesi. La presidente ha aggiunto che l’Ue sostiene i programmi tunisini per le energie rinnovabili e ha sottolineato che la cooperazione Ue-Ua sarà intensificata nel settore. Al vertice di Luanda, che segna il 25mo anniversario del partenariato Ue-Ua, il partenariato Europa-Africa raggiungerà un livello superiore, ha aggiunto la presidente della Commissione Ue, ricordando che un anno fa, Europa e Sudafrica hanno lanciato la campagna “Scaling up Renewables in Africa” ;;per mobilitare investimenti nell’energia pulita, fornire accesso all’elettricità a 600 milioni di persone che ancora ne sono prive e attrarre investitori nel fiorente settore energetico africano. “Il 2025 segna 25 anni di partenariato Unione europea-Unione africana e 50 anni di indipendenza dell’Angola e di molte altre nazioni africane: traguardi che ci ricordano quanta strada abbiamo fatto e quanto ancora possiamo realizzare insieme. Europa e Africa sono legate in un mondo in rapida evoluzione che richiede solidarietà, innovazione e un obiettivo comune”. Lo scrivono in un editoriale congiunto i presidenti del Consiglio europeo Antonio Costa e della Commissione Ue Ursula von der Leyen in vista del settimo vertice Ue-Unione Africana a Luanda, in Angola. “Le sfide che affrontiamo oggi, cambiamenti climatici, trasformazione digitale, migrazione irregolare, conflitti e insicurezza, non conoscono confini. La risposta a questo mondo multipolare – sottolineano i due leader – deve essere la cooperazione multipolare. E insieme, Africa ed Europa possono dare l’esempio”. Per l’Italia il vertice Unione europea-Unione africana è un’occasione per ribadire l’impegno verso un modello di cooperazione paritaria con le nazioni africane, in linea con il Piano Mattei, e per evidenziare la piena coerenza tra la propria strategia nazionale e l’approccio europeo del Global Gateway: così fonti italiane inquadrano il summit al via oggi a Luanda, in Angola, dove la premier Giorgia Meloni è arrivata ieri sera dopo aver partecipato al G20 a Johannesburg, in Sudafrica. L’obiettivo, rimarcano le stesse fonti, è lavorare insieme su progetti concreti per sostenere il rafforzamento infrastrutturale del continente, attraverso un dialogo costante con l’Unione africana e con i partner africani. Temi che, si sottolinea, Meloni ha discusso il 20 giugno a Roma con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e con quello della Commissione dell’Ua Mahmoud Ali Youssouf nel corso del vertice su Piano Mattei e Global Gateway. Per l’Italia è particolarmente significativo, viene notato, poter sviluppare questo dialogo in Angola, che da gennaio rientra tra le nazioni focus del Piano Mattei e con la quale è stato avviato un partenariato in diversi settori, tra cui le infrastrutture — con il sostegno italiano al corridoio ferroviario di Lobito — e l’agricoltura. Il vertice di Luanda, concludono fonti italiane, rappresenta quindi un’importante occasione per riaffermare, insieme ai 27 Paesi Ue, l’impegno comune a consolidare stabilità e sicurezza nel continente africano: Roma contribuisce con mezzi e competenze agli sforzi europei attraverso missioni e operazioni civili e di supporto militare nei principali teatri di instabilità. Un impegno che, viene sottolineato, si affianca agli investimenti promossi dal Piano Mattei e dal Global Gateway, nella consapevolezza che senza sicurezza non è possibile promuovere una crescita realmente condivisa.
Ia, Lagarde: nel 2024 dalle imprese 252 miliardi di investimenti, l’Europa rimuova gli ostacoli
Lo scorso anno complessivamente gli investimenti delle imprese sull’intelligenza artificiale hanno raggiunto 252 miliardi di dollari e le aziende del settore privato impegnate su questo segmento hanno raccolto un ammontare record di finanziamenti pari a 100 miliardi. Ma l’Europa ha già perso l’opportunità di essere all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale anche se “la partita è tutt’altro che chiusa”. A rilevarlo è stata la presidente della Bce, Christine Lagarde, parlando ieri un forum sull’intelligenza artificiale a margine dell’evento Ocse a Bratislava ‘Politiche migliori, vite migliori’. In questo quadro, occorre agire subito – ha detto Lagarde – “per eliminare gli ostacoli che potrebbero rallentare la diffusione dell’AI e quindi ritardare la prosperità di tutti gli europei nei decenni a venire”. “L’Europa può ancora emergere come una solida second mover se agirà in modo deciso – ha sottolineato -. Il nostro obiettivo non dovrebbe essere quello di costruire i modelli di AI più avanzati, ma piuttosto di applicare l’AI in modo capillare. Concentrandosi su un’adozione rapida e su un uso intelligente delle tecnologie di AI esistenti nei nostri settori diversificati, l’Europa può trasformare una partenza tardiva in un vantaggio competitivo”. La nostra economia è altamente diversificata. Le prime dieci aziende del mercato azionario statunitense rappresentano circa il 40% del mercato in soli quattro settori, mentre le prime dieci dell’Ue rappresentano non più del 18% in quasi il doppio dei settori. Le aziende europee – ha aggiunto Lagarde – stanno già adottando l’AI generativa “su una scala simile a quella degli Stati Uniti. Ciò che la Bce sta sentendo dalle grandi imprese europee conferma questa tendenza: molte stanno investendo massicciamente in database, soluzioni cloud e AI, con i fornitori di questi servizi che registrano una crescita a doppia cifra”. Per trasformare i benefici dell’AI in un vantaggio competitivo – ha argomentato Lagarde – “dobbiamo collegare i dati tra i settori. Grazie a data space su scala industriale, le imprese possono condividere dati operativi e creare set di addestramento per modelli di AI che nessuna azienda potrebbe assemblare da sola”. Nel livello delle applicazioni, “l’Europa dovrebbe sfruttare il potere del Mercato Unico per imporre interoperabilità e standard aperti”. Inoltre, dobbiamo superare un insieme ormai familiare di vecchie barriere che ci hanno impedito di essere first mover in passato. “Se permettiamo che i nostri costi energetici rimangano elevati, se le normative restano frammentate e se i mercati dei capitali non riescono a integrarsi e a canalizzare finanziamenti a lungo termine e ad alto rischio su larga scala, l’AI si diffonderà più lentamente. E questa volta, le conseguenze vanno oltre la perdita della corsa ai modelli di AI. Finiremmo per affrontare una perdita ancora maggiore di competitività in molti dei nostri settori e industrie”.
Ue, il 16,2% a rischio povertà, Calabria terza con il 37,2% dopo Guyana e Ciudad de Melilla
Nel 2024, il 16,2% della popolazione dell’Ue – circa 72,1 milioni di persone – era a rischio povertà, in linea con la percentuale registrata l’anno precedente. Lo certificano i dati Eurostat, secondo cui con il 37,2% di popolazione a rischio, la Calabria era terzultima in Ue, dopo la Guyana francese (53,3%) e Ciudad de Melilla (41,4%) in Spagna. Su base nazionale, alla Calabria seguono Campania (35,5%) e Sicilia (35,3%). Poi ancora, Puglia (30,9%), Sardegna (25,7%), Molise (25%), Basilicata (23,6%), Lazio (21,8%), Abruzzo (15,5%), Umbria (12,3%), Toscana (12,8%), Lombardia (11,5%), Piemonte (11,1%), Liguria (10,8%), Veneto (10,3%), Friuli Venezia Giulia (10,1%), Marche (9,6%), Valle d’Aosta (9,2%), Emilia Romagna (7,3%), Trento (6,9%) e Bolzano (5,9%). Quest’ultima provincia autonoma è tra le regioni in Europa ad aver registrato i tassi più bassi, dopo la regione rumena di Bucarest-Ilfov (3,7%) e la belga Provincie Oost-Vlaanderen (5,4%).
Ponte sullo Stretto, Salvini: “in settimana aspettiamo le motivazioni della Corte dei Conti, obiettivo cantieri a inizio 2026”
‘Aspettiamo di leggere le motivazioni della Corte dei Conti entro questa settimana e, appena leggeremo i motivi di questo ‘no’, faremo tutte le nostre riflessioni. L’obiettivo, se tutti remano nella stessa direzione, e’ di aprire i cantieri a inizio anno’. Cosi’ il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, arrivando a un convegno a Milano. Rispetto al progetto, precisa il leader della Lega, ‘non c’e’ un euro del Pnrr per il Ponte, che e’ totalmente finanziato da fondi statali col contributo di Regione Sicilia e Regione Calabria. Non c’entra assolutamente nulla col Pnrr, non toglie soldi a Milano o a nessun’altra citta”.
Fs, sindacati: il Mit avvii un confronto sull’affidamento dei servizi ferroviari intercity e regionali
“Serve l’avvio di un confronto sulle gare per l’affidamento dei servizi ferroviari Intercity e regionali”. A chiederlo unitariamente Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovie, Fast-Confsal e Orsa Trasporti in una comunicazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo di “non escludere le parti sociali da un processo che incide in modo diretto sull’organizzazione del lavoro e sulla sicurezza ferroviaria”. “Alla vigilia dell’apertura delle gare Intercity e regionali, la cui applicazione è prevista a partire dal 2026 – scrivono le organizzazioni sindacali – ribadiamo che la liberalizzazione non può e non deve tradursi in una mera deregolamentazione del settore, con potenziali effetti negativi sulla sicurezza operativa e impatti distorsivi sul piano occupazionale e retributivo, che finirebbero per penalizzare le lavoratrici e i lavoratori”. “Nei bandi di gara va previsto – scrivono infine Filt, Fit, Uiltrasporti, Ugl Ferrovie, Fast e Orsa – un unico lotto, comprensivo di tutte le attività ferroviarie, l’inserimento di clausole sociali vincolanti per garantire la continuità occupazionale e contrattuale del personale coinvolto nei cambi di gestore ed infine l’applicazione, a tutte le imprese che eserciscono attività ferroviaria nel nostro Paese, del contratto nazionale mobilità – attività ferroviarie, rinnovato a maggio scorso, per garantire sicurezza, occupazione e qualità del servizio”.
Per il business intercity delle FS si avvicina la deadline della gara europea per affidare i servizi per il periodo 2027-2041 dopo che il 31 dicembre 2026 scadrà l’attuale contratto. Quello degli intercity è un settore in crescita. Come emerge dalla relazione finanziaria al 30 settembre scorso, i ricavi da servizi di trasporto hanno registrato un aumento di 7 milioni nei primi sei mesi dell’esercizio, trainato da un incremento dei volumi di domanda del +1,6% e dall’aumento della produzione in termini di maggiori treni-km del +3,9%,
Fibercop, Tar: il Mimit dia alla società gli atti sul Pef per la rete a banda ultralarga nelle aree bianche
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy dovrà concedere a Fibercop l’accesso a tutta la documentazione istruttoria relativa al procedimento di revisione dei Piani economico-finanziari (PEF) delle Concessioni per la realizzazione e gestione della rete a banda ultralarga nelle aree bianche, affidate a OpenFiber, conclusosi con il Dm del 21 gennaio scorso con cui è stata prevista l’attribuzione di contributi aggiuntivi per 660 milioni di euro. L’ha deciso il Tar del Lazio con sentenza. Fibercop, operatore concorrente di OpenFiber nel medesimo settore, presentò l’istanza di accesso al fine di comprendere le motivazioni sottese alle misure di riequilibrio dei PEF e di verificare la compatibilità della misura con la disciplina eurounitaria in materia di aiuti di Stato. Nel maggio scorso il Ministero, tenuto conto dell’opposizione delle controinteressate OpenFiber e Infratel, riscontrò solo in parte le richieste di Fibercop; di qui la proposizione del ricorso amministrativo. Il Tar, premettendo che dall’esame degli atti sarebbe emerso che “L’esigenza conoscitiva di Fibercop non si traduce in un controllo meramente astratto o generalizzato sulla concorrenzialità del mercato, bensì esprime un interesse specifico e qualificato dell’impresa ricorrente, direttamente connesso alla peculiare struttura del settore di riferimento”, ha ritenuto che “deve dunque riconoscersi in capo a Fibercop, nella sua veste di diretto competitor di OpenFiber, la sussistenza di un interesse diretto, concreto e attuale all’accesso alla documentazione oggetto di causa, funzionale a verificare che le misure di riequilibrio non abbiano prodotto un indebito vantaggio competitivo in favore del concessionario”. Ecco che allora per i giudici “Neppure possono essere utilmente invocate le cause di esclusione all’accesso opposte dall’amministrazione”. Alla luce di tutte le motivazioni espresse in sentenza, quindi, il ricorso proposto “deve essere, almeno in parte, accolto, in considerazione dell’esistenza di un interesse qualificato della ricorrente all’ostensione dei documenti richiesti e non ravvisandosi ragioni eccezionali idonee a giustificare l’esclusione dall’accesso”.
Germania: fiducia in calo più del previsto, pesa la manifattura
L’Indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese in Germania, a novembre è sceso a 88,1 punti rispetto 88,4 punti di ottobre. Lo rende noto l’istituto Ifo di Monaco. Il dato di novembre è sotto le attese degli economisti che stimavano un aumento a 88,5 punti. Il calo dell’indice Ifo di novembre è da attribuire prevalentemente al settore manifatturiero, con una diminuzione di quasi due punti. Problemi anche nel settore dell’edilizia e nel commercio. Più positiva la situazione nei servizi, dove si nota una ripresa. La situazione attuale è valutata complessivamente migliore rispetto a quella di ottobre, seppure di poco, salendo da 85,3 a 85,6, ma ancora al di sotto rispetto a quanto rilevato nella prima parte dell’anno. Sono invece di nuovo calate le aspettative, da 91,6 punti a 90,6, segno che l’economia non ritiene ancora vicina una ripresa, presumibilmente attesa solo per il 2026.
Webuild e Confartigianato: nasce partnership per valorizzare la filiera delle infrastrutture e pmi italiane
Un ponte tra grandi infrastrutture e piccole imprese italiane: è questo il cuore dell’accordo siglato oggi tra Webuild, leader globale nella costruzione di opere complesse, e Confartigianato Imprese, la maggiore organizzazione di rappresentanza dell’artigianato e della piccola e micro-impresa. L’intesa strategica mira a favorire l’inclusione delle PMI nella catena di fornitura del Gruppo, che solo in Italia conta oltre 14.200 fornitori diretti, contribuendo a promuovere sviluppo economico e sociale. L’accordo nasce con l’obiettivo di creare un ecosistema condiviso più competitivo, basato su qualità, innovazione e sostenibilità nelle attività di manutenzione e gestione degli asset infrastrutturali. “Questo accordo non è solo una collaborazione tra due realtà, ma un investimento nel Sistema Paese”, ha commentato Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild. “Le infrastrutture sono il motore dello sviluppo e per funzionare al meglio devono coinvolgere tutte le energie produttive italiane, dalle grandi imprese alle piccole realtà locali che rendono unico il Made in Italy nel mondo. Crediamo che la forza dell’Italia stia nella capacità di fare squadra: integrare competenze, innovare e creare lavoro e opportunità diffuse. Con Confartigianato vogliamo costruire una filiera più solida e inclusiva, capace di generare valore per le comunità e per l’economia nazionale”. “Le nostre imprese, con il loro radicamento nei territori e l’eccellenza delle competenze artigiane – ha sottolineato Marco Granelli, Presidente di Confartigianato – sono un patrimonio unico di qualità, flessibilità e capacità innovativa. Mettere queste energie al servizio delle sfide infrastrutturali significa rafforzare la competitività dell’Italia e creare nuove opportunità di crescita diffusa. Con Webuild condividiamo la volontà di costruire una filiera più aperta, inclusiva e affidabile, nella quale le PMI possano esprimere appieno il proprio valore. È un impegno comune per sostenere lo sviluppo dei territori, migliorare la qualità delle opere pubbliche e contribuire a un Sistema Paese più moderno, dinamico e coeso”.
La partnership prevede la definizione di iniziative comuni e strumenti operativi per garantire innovazione, affidabilità e copertura capillare sul territorio nazionale. In questo contesto, Confartigianato metterà a disposizione la propria rete di consorzi 4CNetwork, mentre Webuild offrirà alle imprese opportunità di formazione e qualificazione su legalità, trasparenza e sicurezza sul lavoro, attraverso i propri sistemi e programmi dedicati. Webuild è leader globale nella costruzione di grandi infrastrutture complesse. Con 120 anni di storia, opera in circa 50 Paesi e conta circa 95.000 persone. Il Gruppo è attivo in quattro aree strategiche: mobilità sostenibile, gestione delle risorse idriche, energia rinnovabile e edifici green. Webuild è impegnato a promuovere innovazione, sicurezza e sostenibilità, contribuendo agli obiettivi di sviluppo globale. Con una rete di associazioni territoriali e federazioni regionali, Confartigianato rappresenta oltre 1 milione di imprese in tutti i settori produttivi. Ogni giorno, nelle sue 1.088 sedi operative in tutta Italia, 9.820 persone lavorano al servizio di oltre 1 milione e mezzo di imprenditori artigiani con 3 milioni di addetti.
Imprese, Gava (Mase): dal primo dicembre al via le domande per il credito di imposta sull’acquisto di prodotti con materiali riciclati
“Dal 1° dicembre sarà possibile presentare le istanze per il credito d’imposta sull’acquisto di prodotti e imballaggi realizzati con materiali di recupero. Sosteniamo le imprese che investono in sostenibilità, rimborsando il 36% delle spese 2024 fino a 20mila euro”. Lo annuncia, in una nota, la viceministra dell’Ambiente e della sicurezza energetica Vannia Gava. “In via di definizione – aggiunge – anche il credito d’imposta per l’utilizzo di materiali aggregati e riciclati, con 10 milioni di euro dell’FSC 2021-2027. Due misure che si inseriscono nel contesto della riforma end-of-waste, per semplificare il recupero dei rifiuti e rafforzare l’economia circolare, promuovendo uno sviluppo produttivo più sostenibile e innovativo”, conclude Gava.
Ansaldo Energia, 200 assunti e 81 milioni investimenti nel 2026
Ansaldo Energia nel 2026 assumerà 200 dipendenti, che porteranno la sede di Genova a superare quota 2.800 addetti, e investirà 81 milioni per potenziare la produzione industriale. Lo comunica il gruppo ricordando che “l’aumento degli ordini ha consentito di avviare a inizio 2025 un importante piano di assunzioni, tuttora in corso, con l’obiettivo di inserire circa 200 nuove figure professionali nella sede di Genova, passando dai circa 2.400 dipendenti di fine 2024 a quasi 2.600 a fine 2025”. Sempre nel 2025 il gruppo ha realizzato investimenti per circa 70 milioni, volti a sostenere l’aumento dei volumi produttivi attraverso l’introduzione di nuovi macchinari, l’ammodernamento di quelli già operativi, lo sviluppo del prodotto e il miglioramento continuo dei processi.
L’azienda sta registrando “nuovi ordini in arrivo per le New Units, mentre il Service evidenzia performance superiori alle previsioni per il 2025, in questo contesto di forte crescita, alcune lavorazioni specifiche vengono e verranno affidate a partner esterni al fine di garantire i tempi di consegna concordati con i clienti”.
Veicoli fuori uso, Ada: “nuovo Regolamento europeo, vendita dei ricambi resti fuori dalla responsabilità estesa del produttore”
ADA, l’Associazione Demolitori Autoveicoli, ha partecipato attivamente alla stesura del documento che l’European Group of Automotive Recycling Associations (l’Associazione europea dei demolitori EGARA) ha inviato alla Commissione Europea: un contributo decisivo alla definizione del quadro economico dell’EPR (responsabilità estesa del produttore) per i veicoli fuori uso, previsto dal nuovo Regolamento europeo, definendo con chiarezza quali costi debbano essere coperti dai produttori nel rispetto degli obblighi di trattamento. Nel testo inviato alla Commissione ADA ha evidenziato un principio cardine: la responsabilità dei produttori deve coprire tutti i costi di trattamento obbligatorio, inclusa la rimozione di materiali non redditizi. Le parti di ricambio non possono essere considerate un elemento compensativo, il loro valore è eventuale e non certo e per questo non possono essere un parametro EPR. “Tramite EGARA”, ha sottolineato il Presidente ADA Anselmo Calò, “abbiamo chiarito che qualsiasi pagamento dei produttori deve basarsi sul costo effettivo del trattamento, meno il valore dei materiali contenuti nel veicolo, come se di fatto non esistessero parti vendibili. La vendita dei ricambi rappresenta un mercato separato e non può essere utilizzata come parametro per ridurre la copertura EPR”. ha evidenzia quattro ragioni strutturali che supportano tale logica: non tutti i veicoli possono produrre pezzi di ricambio e lo stesso pezzo di ricambio può avere un prezzo diverso in differenti contesti geografici/economici; anche se i pezzi di ricambio venissero smontati, immagazzinati e messi in vendita, non ci sarebbe mai la certezza della loro vendita, che rimane subordinata; dopo un certo periodo di tempo, tali materiali vengono avviati al riciclo; la preparazione dei pezzi di ricambio per la vendita comporta un costo, che viene sostenuto anche se il pezzo di ricambio non viene mai venduto; contabilizzare il valore dei pezzi di ricambio venduti sarebbe molto difficile e quindi impreciso.
Fincantieri, il Commissario Ue Tzitzikostas visita il cantiere di Monfalcone
Il Commissario europeo per i Trasporti sostenibili e il Turismo, Apostolos Tzitzikostas, ha visitato il cantiere di Monfalcone, uno dei principali siti produttivi di Fincantieri e polo strategico per la cantieristica europea. La visita ha rappresentato un’occasione per illustrare le capacità industriali del Gruppo, le competenze distintive nella costruzione di navi ad alta complessità tecnologica e l’impegno verso una transizione sostenibile e digitale del comparto marittimo. Il Commissario ha potuto approfondire l’eccellenza del sito, punto di riferimento internazionale per qualità, innovazione ed efficienza produttiva. All’incontro hanno preso parte l’amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, il Direttore Generale della Divisione Navi Mercantili, Luigi Matarazzo, e Davide Cucino, SVP EU & NATO Affairs. L’agenda della visita ha previsto un confronto con Marine Interiors e Fincantieri Ingenium, seguito da un focus sul cantiere presentato dal Direttore Cristiano Bazzara. La delegazione ha poi visitato le aree produttive e una nave in costruzione, soffermandosi anche con le maestranze, a conferma del ruolo centrale delle persone nella competitività del settore.
Nel corso dell’incontro è emersa la necessità di rafforzare ulteriormente la competitività della cantieristica europea, consolidandone la leadership nelle navi ad alto valore aggiunto e recuperando segmenti strategici, in risposta alla concorrenza asiatica. È stata inoltre ribadita la dimensione duale dell’industria, fondamentale per la difesa e la sicurezza europee, con particolare attenzione al dominio della subacquea e alla protezione delle infrastrutture critiche. Centrale anche il ruolo dell’innovazione nella transizione sostenibile e digitale, con focus sulle tecnologie di decarbonizzazione – incluse soluzioni di lungo periodo come idrogeno e nucleare – e sulle iniziative in ambito digitale. Tutti questi temi rappresentano pilastri della futura Strategia industriale marittima dell’UE attesa per il 2026.
“Accogliere il Commissario Tzitzikostas nel nostro cantiere di Monfalcone è un riconoscimento del ruolo che Fincantieri svolge per l’intera cantieristica europea e per il rilancio dell’economia marittima nel nostro continente. La visita ci ha permesso di condividere le nostre priorità: rafforzare la competitività industriale dell’Europa, investire in innovazione, digitalizzazione e decarbonizzazione – anche attraverso tecnologie di lungo periodo – e recuperare segmenti di mercato strategici. Sono temi chiave della futura Strategia industriale marittima dell’UE, alla quale siamo pronti a contribuire con la forza della nostra filiera e delle nostre competenze”, ha dichiarato Folgiero. “È stato davvero stimolante visitare il cantiere navale di Fincantieri a Monfalcone. È impressionante ciò di cui è capace la nostra industria marittima in Europa, nonostante le sfide che sta affrontando. Nella prossima Strategia industriale marittima dell’UE, che presenterò all’inizio del 2026, la Commissione europea definirà azioni per rafforzare la competitività, la resilienza, l’innovazione e la leadership tecnologica del settore”, ha commentato Tzitzikostas. Il cantiere di Monfalcone, fondato nel 1908 dai fratelli Cosulich, è il cuore produttivo di Fincantieri per le navi da crociera di nuova generazione e il più grande del Gruppo, con una filiera che coinvolge 600 aziende del Friuli-Venezia Giulia, oltre 23.000 lavoratori e più di 40 unità consegnate dal 1990. Negli ultimi anni il sito ha beneficiato di significativi investimenti per infrastrutture, sicurezza e benessere delle persone, ed è al centro di un percorso di innovazione che introduce robotica, digital twin, real-time tracking, physical AI, realtà aumentata e additive manufacturing, confermandolo come riferimento internazionale per qualità, efficienza e sostenibilità.