IL SINDACO DI CIVITAVECCHIA
Piendibene: “La Zls ottimo risultato, sulla centrale Enel siamo in balìa del balletto Mase-Masaf. Navi da crociera a Fiumicino? Danno per il sistema Italia”

MARCO PIENDIBENE, SINDACO DI CIVITAVECCHIA
In questa intervista per Diario Diac, il primo cittadino di Civitavecchia Marco Piendibene spiega la strategicità dell’istituzione della Zona Logistica Semplificata, di cui avevamo dato notizia qui la scorsa settimana, ma anche dei rischi dell’avanzamento del progetto crocieristico al porto di Fiumicino. Stand-by, invece, sul futuro della centrale Enel: “Siamo in balìa del balletto tra Ministero dell’Ambiente e dell’Agricoltura”. I progetti di rigenerazione urbana in corso.
Sindaco, che valore ha la recente istituzione della Zona logistica semplificata nel Lazio?
“E’ una notizia che aspettavamo da tempo perché la delimitazione era stata concordata con la Regione Lazio tempo fa. In prima ipotesi la Zls ricalcava esattamente la nostra zona industriale, già occupata da attività complementari tra loro. Nulla faceva pensare a una espansione, eppure al Mimit sono arrivate 52 proposte di re-industrializzazione di cui la maggior parte relative alla centrale di Torrevaldaliga Sud. La Zona è stata così identificata, insieme alla Regione, per una buona parte in un’area sostanzialmente agricola e per un’altra in una zona a destinazione abitativa. Da circa un anno, come amministrazione, riteniamo necessario un accordo di programma con al centro i fondi statali e la veloce variazione di destinazione urbanistica da zona agricola a zona industriale. Dunque, ad oggi, la Zls coincide con una potenziale area di espansione.
Ha citato le 52 proposte arrivate al Mimit, ecco: qual è la situazione sulla centrale Enel?
Siamo in balìa del balletto tra Ministero dell’Ambiente e dell’Agricoltura. Mantenere ancora in vita per riserva l’impianto, obsoleto, per questioni di sicurezza energetica può avere senso ma allora servono soldi per il personale, la manutenzione, i macchinari. Altrimenti, se si decide di abbandonarlo anche solo per sei mesi poi non può più ripartire. Dunque, serve un accordo europeo oppure va affidato al Gse o al Gme. In ogni caso, il problema per Civitavecchia è rilevante, chi di dovere deve fare presto. Chi deve investire a Civitavecchia con un indirizzo green non lo può fare finché non si risolve questo nodo. E finché non si trasforma un’altra area attiva in zona industriale.
Avete visionato queste proposte?
No, per ora nel dettaglio con Invitalia abbiamo visto soltanto la natura degli investimenti presentati. Va verificata la sostenibilità industriale.
Veniamo all’altra notizia calda di queste settimane: l’ok alla Valutazione d’impatto ambientale per il porto crocieristico di Fiumicino.
La realizzazione di un porto privato sulle coste del nostro Paese avrebbe un effetto esiziale al sistema Italia, in contrasto con la legge 84 del 1994. Noi dobbiamo temere la concorrenza dei porti europei, come quello di Anversa, e far sì che i nostri siano un unico molo per essere più competitivi. Se il nostro governo pensa a fare sistema dei porti italiani, immaginiamo quanto possa essere nocivo che qualcuno in un porto privato possa fare dumping. Comincerebbe una deregulation.
Quali effetti avrebbe su Civitavecchia?
L’effetto sarebbe quello per cui prezzi più bassi porterebbero i traffici fuori dal nostro porto, danneggiando i tanti operatori della nostra città. Ma è più rilevante l’effetto nazionale: l’Italia è una banchina naturale e così lo Stato verrebbe espropriato della capacità di programmazione e di fare sistema. Un domani potrebbe sorgere una iniziativa analoga sul traffico dei container e lì i danni sarebbero ancora maggiori.
Rimaniamo al porto, ci sono sviluppi sul progetto dell’eolico offshore?
Siamo prossimi alla partenza perché la società Divento, creata dalla joint venture Cdp-Eni Plenitude-Copenhagen Infrastructure Partners, ha avuto la prima autorizzazione davanti alla Sardegna e per Civitavecchia sta per arrivare la Via. Avremo pale eoliche a 30 miglia dalla costa su strutture galleggianti, una svolta fortemente voluta da questa amministrazione. A cui si lega un’altra ambizione di Civitavecchia.
Quale?
Quella di diventare hub per l’assemblaggio di altri parchi eolici nel Mediterraneo. Sarebbe un grande indotto occupazionale perché ogni parco viene completato ogni 4-5 anni, con almeno 6-7 commesse ci sarebbero almeno altri 35 anni di lavoro. Stiamo avanzando anche sul cold-ironing: grazie a risorse Pnrr le navi potranno spegnere i loro motori e allacciarsi elettricamente alle banchine. Una grande notizia nel solco della decarbonizzazione della nostra città.
Chiudiamo con una panoramica di progetti di rigenerazione urbana in corso.
Abbiamo acquistato come amministrazione comunale la vecchia fabbrica di Italcementi: un territorio da 16 ettari rimasto abbandonato dove puntiamo a realizzare un nuovo quartiere nel centro città che possa espandersi anche alle zone limitrofi. Vogliamo realizzarvi alberghi, parcheggi, la nuova sede del Comune. Un’azione di generosità per Civitavecchia perché non saremo noi a finire i lavori ma il cambio di pelle sarà rilevante. E per rispettare la vocazione del territorio stiamo lavorando alla realizzazione delle nuove terme. Abbiamo acque che sgorgano a 60° dal sottosuolo.