LA GIORNATA

Manovra, si lavora alle correzioni. La Lega rilancia sul Piano Casa

  • Bce: per l’Europa un fabbisogno di investimenti senza precedenti, con transizioni e difesa spesa aggiuntiva di 1.200 miliardi l’anno
  • Cdp: il Cda approva la rinegoziazione dei mutui per gli enti locali
  • Ance Bergamo e Ance Varese sottoscrivono “CIS Cantiere Impatto Sostenibile” di Assimpredil

21 Nov 2025 di Maria Cristina Carlini

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IN SINTESI

Sono state due ore di incontro “proficuo e costruttivo”, come assicura Palazzo Chigi, ma non ancora decisivo. Dopo la pioggia di emendamenti segnalati, la premier Giorgia Meloni ha voluto serrare i ranghi, fissando alcuni punti fermi e definendo il perimetro degli interventi che si possono fare,  e l’atteso vertice di maggioranza “ha proseguito il lavoro sugli aggiustamenti alla legge di bilancio relativi anche ai temi oggetto di confronto negli ultimi giorni”. Affitti brevi, estensione dell’iperammortamento, regime fiscale sui dividendi, ampliamento esenzione dell’Isee sulla prima casa, e misure per favorire l’emersione dell’oro da investimenti: è stato questo il menù dell’incontro, come ha riferito la Presidenza del Consiglio, al termine. Ma l’istruttoria è ancora aperta: infatti, spiega sempre Palazzo Chigi, “è stata prevista una riunione conclusiva per la prossima settimana, alla luce delle proposte emerse e su cui il Governo sta proseguendo l’attività di approfondimento”.  Il vertice di maggioranza, convocato da Meloni,  è iniziato subito dopo la fine del Consiglio dei ministri, intorno alle 18 ed è durato due ore. Hanno participato il ministro Giancarlo Giorgetti, il leader di FI Antonio Tajani, quello della Lega Matteo Salvini, collegato da remoto, e quello di Nm Maurizio Lupi. Presenti anche i capigruppo del Senato Lucio Malan, Maurizio Gasparri e Massimiliano Romeo.

Il Governo e la coalizione di maggioranza hanno bisogno, dunque, ancora di tempo per trovare la quadra rispetto a tutte le proposte di intervento arrivate com gli emendamenti segnalati. Fonti, comunque, riferiscono che è stata una riunione molto operativa e “senza frizioni”.

Rimangono coperte le carte su alcuni dei temi più caldi come quelli dei condoni, proposti da Fratelli d’Italia e che hanno registrato subito la contrarietà del ministero delle Infrastrutture, Matteo Salvini. E di condono non si sarebbe parlato nel corso del vertice, come ha riferito Lucio Malan, capogruppo di Fdi al Senato, uscendo da Palazzo Chigi. “Ci rivedremo tra qualche giorno sulla base dell’istruttoria che verrà fatta”, ha detto. “I temi sono noti, adesso si devono assumere le informazioni sulla base delle ipotesi che sono state formulate, ma non c’è nulla di definitivo, perché la legge di bilancio è fatta soprattutto di numeri e i numeri vogliono dire calcoli”. A chi gli chiedeva se ci sono novità sul canone Rai o del condono, Malan ha negato: “No. Non si è parlato neppure della sanatoria sulla Campania”. Tra le ipotesi emerse durante il confronto un eventuale ulteriore aumento dell’Irap per le banche (di 0,5 punti, ma solo per le big) su cui preme la Lega. Praticamente certa invece una riduzione della cedolare secca sugli affitti brevi al 21%: l’ipotesi è applicare l’aliquota ridotta fino a tre immobili. Ma il Mef ha tenuto precisare che “sono prive di fondamento le indiscrezioni sulle eventuali modifiche alla manovra”, smentendo, dunque, le ricostruzioni  su singole norme , circolate al termine della riunione a Palazzo Chigi.

Intanto, il piatto forte degli emendamenti segnalati dalla Lega, a prima firma Romeo, è quello che riscrive il piano casa. Con un articolo aggiuntivo, il 133 bis, il partito di Matteo Salvini definisce le priorità e stanzia risorse già dal prossimo anno e per complessivi 877 milioni fino al 2030.    Il Piano casa servirà quindi ad individuare nuovi modelli di edilizia residenziale e sociale finalizzati a fornire una soluzione abitativa ai fabbisogni innanzitutto di giovani e anziani. In primis, verranno definiti “programmi di edilizia sociale consistenti nella locazione, a canone agevolato, sulla base di contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili, di unità immobiliari adibite ad abitazione principale per giovani, giovani coppie e genitori separati”. Verranno poi messi a punto anche programmi di edilizia sociale in favore delle persone anziane, “consistenti nella locazione a canone agevolato di unità immobiliari associati anche a contratti di permuta immobiliare, anche nell’ottica di favorire la realizzazione di progetti di coabitazione”.   Per il finanziamento delle iniziative del Piano e per gli obiettivi di contrasto al disagio abitativo, l’emendamento autorizza la spesa di 876,92 milioni di euro, di cui 122,41 milioni di euro per il 2026, 116,15 milioni di euro per il 2027, 228,36 milioni di euro per il 2028, 180 milioni di euro per il 2029 e 230 milioni per il 2030.  E’ peraltro previsto che una quota delle risorse sia finalizzata alla sottoscrizione di quote o azioni di uno o più Fondi di investimento alternativi (Fia) italiani riservati, anche configurati come fondo di fondi o fondi multi-comparto, il cui patrimonio sia investito in beni immobili, diritti reali immobiliari, “ivi inclusi quelli derivanti da contratti di leasing immobiliare con natura traslativa e da rapporti concessori, partecipazioni in società immobiliari, parti di altri Fia immobiliari, anche esteri, coerenti con gli obiettivi del Piano casa Italia”.    Le risorse per il 2026 sono attinte per la stragrande maggioranza (100 milioni su 122) dal Fondo per interventi strutturali di politica economica.    L’emendamento infine prevede che per il Piano casa e per il contrasto al disagio abitativo possano essere utilizzate risorse derivanti dalle rimodulazioni del Fondo europeo di sviluppo regionale – Fesr nel ciclo 2021-2027.

 

 

Bce: per l’Europa un fabbisogno di investimenti senza precedenti, con transizioni e difesa spesa aggiuntiva di 1.200 miliardi l’anno

“L’Europa si trova di fronte a un fabbisogno di investimenti senza precedenti per sostenere le sue transizioni verde, digitale e della difesa. Secondo le stime attuali, cio’ richiedera’ una spesa aggiuntiva di circa 1.200 miliardi di euro all’anno tra il 2025 e il 2031”. A calcolarlo è la Bce in un’analisi pubblicata sul suo blog. Si tratta, rileva la ricerca della banca centrale europea, di  “un aumento significativo” rispetto agli 800 miliardi stimati appena un anno fa. Per affrontare questa sfida, sono essenziali sia i finanziamenti pubblici sia quelli privati. Anche in uno scenario ottimistico, lo spazio fiscale nazionale complessivo disponibile per ulteriori spese pubbliche, insieme alle risorse gia’ esistenti dell’Ue, “lascerebbe comunque un notevole fabbisogno di finanziamento superiore ai 100 miliardi di euro all’anno”. I programmi di investimento dell’Ue possono svolgere un ruolo decisivo nel colmare questo divario. Gli autori dell’analisi sottolineano in particolare l’efficacia di traino per gli investimenti privati dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei (Sie). “Nel corso di un periodo di due anni, ogni euro di finanziamento Sie ha generato 1,10 euro di investimenti privati e 0,10 euro di ricerca e sviluppo da parte delle imprese. Questi risultati sottolineano l’efficacia dei fondi Sie come catalizzatore per gli investimenti privati e l’innovazione. Gli investimenti europei contribuiscono in modo significativo alla crescita economica di lungo periodo, favorendo al contempo le transizioni verde e digitale dell’Ue”. “I fondi Sie – concludono gli autori dell’analisi – si sono dimostrati uno strumento di investimento pubblico efficace, non solo nel promuovere lo sviluppo delle infrastrutture e delle regioni, ma anche nel rafforzare la capacita’ di investimento e la produttivita’ delle imprese. E’ vero che resta ancora margine di miglioramento, in particolare in aree come la governance, l’allocazione tempestiva delle risorse e la promozione degli investimenti transfrontalieri. Tuttavia, l’esperienza complessivamente positiva offre indicazioni preziose per le iniziative future, e i fondi Sie possono costituire un importante punto di riferimento nella progettazione di nuovi programmi. Mentre l’Ue prepara il bilancio 2028-34, e’ fondamentale dare priorita’ ai programmi di investimento che attraggono capitale privato e aumentano la produttivita’ in tutta Europa”.

Quando un governo aumenta gli investimenti, gli effetti possono avere ripercussioni sull’intera economia. Progetti come i sistemi ferroviari ad alta velocità, le reti digitali e le reti di energia rinnovabile possono aumentare, sottolinea l’analisi, la produttività e stimolare ulteriori investimenti privati. Questo fenomeno, in cui gli investimenti pubblici attraggono l’attività privata, è noto come “crowding in”. Tuttavia, investimenti pubblici su larga scala possono anche aumentare la domanda di risorse, con conseguente potenziale aumento dei prezzi e dei costi di finanziamento. Ciò può scoraggiare l’iniziativa del settore privato, un fenomeno noto come “crowding out”. Il risultato effettivo dipende in ultima analisi dal contesto economico e dalla qualità degli investimenti pubblici. Progetti ben pianificati e attentamente eseguiti possono generare guadagni di produttività duraturi che superano le possibili pressioni a breve termine sulla domanda. Al contrario, progetti di investimento mal progettati hanno maggiori probabilità di aumentare il rischio di “crowding out”, compromettendo così i benefici economici previsti.

Pnrr, Fitto conferma: la prossima settimana ok a ultima proposta di revisione

La prossima settimana ci sara’ il via libera all’ultima proposta di revisione del Pnrr. E’ la conferma che arriva dal Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, nel suo intervento ieri all’assemblea della Cia- Agricoltori italiani. L’annuncio era arrivato dallo stesso Fitto la settimana scorsa in occasione del suon intervento all’assemblea annuale dell’Anci. Sul futuro bilancio Ue, ha aggiunto, ‘semplificazione e flessibilità’ sono i temi chiave.

Cdp: il Cda approva la rinegoziazione dei mutui per gli enti locali

Il consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti, presieduto da Giovanni Gorno Tempini, su proposta dell’amministratore delegato e direttore generale, Dario Scannapieco, ha approvato un nuovo piano di rinegoziazione relativo a mutui concessi a Comuni, Province e Città Metropolitane che potranno rimodularli, ridefinendone il profilo di rimborso.L’iniziativa, che sarà avviata nel 2026, conferma la vicinanza di CDP agli Enti locali, consentendo la liberazione di risorse da destinare al territorio. Inoltre, il CdA ha deliberato nuove iniziative per un valore complessivo di circa 1,7 miliardi di euro a favore di piccole e medie imprese e della cooperazione internazionale. In linea con il principio di complementarità rispetto al mercato, il Consiglio di Cassa Depositi e Prestiti ha dato il via libera a iniziative, da realizzare tramite il sistema bancario, a supporto dell’housing. Nell’ottica di sostenere progetti che mirano alla riduzione delle emissioni di CO2, soprattutto nei grandi centri urbani, il CdA ha anche deliberato la concessione di risorse per facilitare l’accesso al credito delle imprese di minori dimensioni con lo scopo di favorire la mobilità sostenibile. Si consolida l’impegno di CDP sul fronte della Cooperazione internazionale con un ulteriore impulso alla crescita di imprese attive nei mercati emergenti. In particolare, nella cornice del Piano Mattei del Governo italiano, il Consiglio ha dato il via libera a risorse per sostenere il settore privato nell’area nordafricana.

Ance Bergamo e Ance Varese sottoscrivono “CIS Cantiere Impatto Sostenibile” ideato da Assimpredil

I presidenti di ANCE Bergamo, Renato Guatterini, di Ance Varese, Massimo Colombo, e di Assimpredil Ance, Giovanni Deleo, hanno sottoscritto oggi, nell’ambito della fiera MADE Expo, il protocollo del Codice di Condotta CIS – Cantiere Impatto Sostenibile, che si diffonde ulteriormente in Lombardia, dopo le adesioni di Brescia, Como e Cremona. Il Codice di Condotta Cantiere Impatto Sostenibile, ideato da Assimpredil Ance, è nato dalla consapevolezza che il settore delle costruzioni adotta importanti prassi operative riconducibili alle logiche ESG. Rappresenta quindi una solida base per promuovere un modello di impresa fondato sui principi della sostenibilità e rendere le imprese più competitive e innovative.

Il Codice, che da luglio 2025 è conforme alla Prassi di Riferimento UNI/PdR 178:2025, potrà essere utilizzato dalle imprese attraverso la sottoscrizione, da parte di ciascun soggetto aderente, del Manifesto contenente gli 8 impegni di sostenibilità, nel rispetto della logica Planet – People – Profit che è alla base dei criteri ESG per gli investimenti sostenibili (Environment, Social, Governance). Le esperienze nei cantieri che hanno adottato CIS sono state molto positive e hanno ottenuto concreti riconoscimenti anche da importanti stazioni appaltanti, come Gruppo CAP e Milano Serravalle. Con il Protocollo, ANCE Bergamo e ANCE Varese completano il percorso di adozione di CIS e avvia la promozione verso le imprese dell’adesione al Codice di condotta sul proprio territorio di operatività. Le due Associazioni si impegnano a adottare formalmente tutta la Disciplina del Codice di condotta e ad applicarla integralmente e nominare il Comitato di Vigilanza e Monitoraggio affinché fungano da garanzia di trasparenza e di serietà anche nei confronti degli stakeholders. Assimpredil Ance, ANCE Bergamo e ANCE Varese concordano di costituire una Cabina di regia con il compito di verificare la corretta attuazione del Codice di condotta e di condividerne i progressi.

“Siamo orgogliosi – dichiara Deleo  –delle adesioni di ANCE Bergamo e di ANCE Varese al codice di condotta volontario Cantiere Impatto Sostenibile, che si estende ulteriormente in Lombardia. CIS propone una visione di sostenibilità che non tocca solo i temi ambientali e di decarbonizzazione, ma include nelle logiche ESG la legalità, il rispetto del contratto di lavoro e la sicurezza. Il cambio di passo verso modelli organizzativi d’impresa sostenibili è un tema cruciale per il nostro settore, sul quale le imprese stanno lavorando da tempo. La sostenibilità è, dunque, un asset fondamentale dei sistemi di governance e delle strategie di business”.

“Con la sottoscrizione del codice Cantiere Impatto Sostenibile – afferma Guatterini –  ribadiamo l’impegno delle nostre imprese verso un modello di sviluppo che mette al centro responsabilità, innovazione e qualità del lavoro. La sostenibilità non è più un’opzione, ma un elemento strutturale della competitività: aderire a CIS significa dotarsi di strumenti concreti per migliorare i processi, garantire trasparenza e sicurezza e contribuire a un settore delle costruzioni più moderno e capace di creare valore per il territorio”.

 “La firma del Protocollo “Cantiere Impatto Sostenibile” conferma il ruolo attivo di ANCE Varese come interlocutore qualificato e promotore di buone pratiche nel settore delle costruzioni. Vogliamo dimostrare che l’edilizia varesina è pronta ad affrontare le sfide del future. Le nostre imprese sono già impegnate in un percorso di innovazione e sostenibilità. Questo protocollo rappresenta uno stimolo ulteriore e uno strumento concreto per dimostrare, con i fatti, la qualità del nostro lavoro”, commenta Colombo.

Otto i punti del Manifesto del Cantiere Impatto Sostenibile. Governance e scelte di gestione sostenbile: è l’impegno che la Governance dell’impresa assume e che la impegna nelle scelte strategiche oltre la sfera economica verso quella ambientale e sociale. L’impegno alla de carbonizzazione:  è legato alla scelta di abbattere la CO2 prodotta attraverso acquisti di energia verde o compensazioni. Tutela dell’ambiente ed economia circolare: è l’impegno che innesca un processo di economia circolare partendo dal consumare meno, dal ridurre la produzione di scarti e dal fare scelte che favoriscono il recupero. L’impegno alla legalità: deve essere concreto e misurabile, in linea con quanto già molte imprese fanno con i rating di legalità e la 231. Dignità del lavoro e trasparenza sui contratti: è uno dei punti più importanti ed è incentrato sul valore della regolarità legata al contratto collettivo di  lavoro per i propri dipendenti e per i sub-appaltatori. Responsabilità e sicurezza sul lavoro: è l’impegno sulla sicurezza sul lavoro e controllo su tutta la filiera che opera nel cantiere, affinché il cantiere rappresenti un investimento economico e sociale destinato a lasciare un segno tangibile nel tempo. Relazione con la comunità e gli stakeholder del territorio: è l’impegno legato al rapporto tra la conduzione del cantiere e i cittadini, per mitigarne gli impatti in fase esecutiva, ma è anche volto a promuovere l’accoglienza dei giovani. Catena di fornitura sostenibile:  è l’impegno che riguarda il ruolo che può avere il committente o l’affidatario nello spingere scelte sostenibili in tutta la filiera.

Costruzioni, Istat: a settembre riparte la produzione +0,9% mensile, +4,4% annuo

Dopo il calo congiunturale di agosto, a settembre, la produzione nelle costruzioni mostra una ripresa. Nonostante ciò, nella media del terzo trimestre si osserva una moderata diminuzione rispetto al secondo trimestre. Secondo le rilevazioni diffuse dall’Istat, l’indice destagionalizzato aumenta dello 0,9% rispetto su base congiunturale. Nella media del terzo trimestre 2025, la produzione nelle costruzioni diminuisce dello 0,6% nel confronto con il trimestre precedente. Nel confronto con l’anno precedente, si registra una crescita sia nella serie grezza sia nella serie corretta per gli effetti di calendario, registrando per quest’ultima il nono
risultato positivo consecutivo. L’indice corretto per gli effetti di calendario registra un incremento del 4,4% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 contro i 21 di settembre 2024), mentre l’indice grezzo cresce dell’8,2%.  Nella media dei primi nove mesi del 2025, l’indice corretto per gli effetti di calendario aumenta del 4,7%, mentre l’indice grezzo cresce del 3,4%.

Norme sulla trasparenza per i prodotti finanziari in relazione agli obiettivi ambientali e sociali meglio allineate alla realta’ del mercato. La Commissione europea ha proposto oggi una serie di modifiche al regolamento sulle informazioni finanziarie sostenibili per rendere piu’ facile agli investitori comprendere e confrontare le caratteristiche ambientali o sociali dei prodotti finanziari. Tra l’altro si tratta di ovviare alla confusione dovuta all’uso delle norme come sistema di etichettatura con un aumento del rischio di greenwashing (far passare per ‘verde’ un prodotto che non lo e’) e vendite improprie. I fornitori di prodotti finanziari vedranno una riduzione degli obblighi di informativa, consentendo di ridurre i costi. Bruxelles propone di semplificare l’informativa e un sistema di categorizzazione chiaro dei prodotti finanziari.

Transizione 5.0, domande fini al 27 novembre. Orsini: “un po’ di retromarcia ma estendere il termine al 31 dicembre”

Il presidente degli industriali Emanuele Orsini chiede che il termine delle domande per accedere agli incentivi di transizione 5.0 siano estese al 31 dicembre. “Oggi ho incontrato i ministri dell’Economia Giancarlo Giorgietti e delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso sulla transizione 5.0 – ha detto a Palermo per l’assemblea pubblica di Confindustria – e ci fa piacere che il Mimit abbia fatto un passo indietro pensando che gli investimenti sino al 27 di novembre, quelli che saranno accreditati e comunque avranno i requisiti per poterlo fare, rimangano e vengano comunque finanziati, perché altrimenti viene a mancare la fiducia tra istituzioni e impresa”. “Quello che abbiamo chiesto oggi è la continuità degli investimenti, il 27 novembre è troppo vicino, e noi, visto che chiediamo da oltre un anno che comunque gli investimenti abbiano una visione triennale, ci aspettiamo che oggi questo 27 novembre possa diventare 31 dicembre 2025 – conclude il presidente degli industriali – perché io credo che oggi quello che serve è la continuità, non possiamo lasciare indietro nessuno, quindi ci fa piacere che sia stata fatta un po’ di retromarcia”. La CNA apprezza l’impegno del Governo a tutelare i diritti e assicurare le risorse nei confronti delle imprese che hanno presentato le domande per Transizione 5.0 dopo il 7 novembre pur esprimendo rammarico per l’anticipo della chiusura dei termini dal 31 dicembre al prossimo 27 novembre. È quanto ha evidenziato la Confederazione nel corso dell’incontro al Mimit con i ministri Adolfo Urso, Giancarlo Giorgetti e Tommaso Foti, sottolineando che l’annuncio del Governo elimina la situazione di grande incertezza per tutte quelle imprese che hanno avviato gli investimenti. CNA, tuttavia, ha rinnovato le riserve sulle modalità e il timing della Nuova Transizione 5.0 che entrerà in vigore a inizio 2026. Più in dettaglio il ritorno al super-ammortamento riduce del 40% la platea dei potenziali beneficiari, differisce nel tempo i vantaggi e si caratterizza per complessità burocratica. La Confederazione, pertanto, chiede che per gli importi sotto la soglia dei 500mila euro sia confermato lo strumento del credito d’imposta nella misura del 35% per gli investimenti digitali e del 45% per quelli funzionali alla transizione ambientale. Inoltre, sui crediti d’imposta non dovrà scattare il divieto di utilizzo in compensazione. CNA, infine, ha messo in risalto lo scarso arco temporale della Nuova Transizione 5.0, limitato al solo 2026 o al 30 giugno dell’anno successivo a determinate condizioni. Per essere efficace la misura deve avere validità almeno triennale, così da consentire alle imprese una adeguata programmazione degli investimenti.

Oice: nei primi 10 mesi di gare raggiunti 1,7 mld. di volume di domanda pubblica di servizi tecnici

Si conferma anche a ottobre il netto miglioramento nei bandi pubblici per servizi tecnici analizzati dall’Osservatorio gare OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria. Nei primi dieci mesi del 2025 si registra un incremento del valore dei bandi del 11,8% rispetto all’analogo periodo del 2024: circa 1,7 mld rispetto ai circa 1,5 del 2024. Va precisato che, al fine di restituire un più verosimile andamento del mercato nel confronto con l’analogo periodo dello scorso anno, i dati sui 10 mesi del ’25 non tengono volutamente in considerazione sia l’accordo quadro ASPI pubblicato a gennaio da 171,0 mln, sia il mega-bando Consip SpA per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze da 2,1 mld, che istituisce per due anni un sistema dinamico di acquisto da 2,1 mld, fino a luglio 2027. Nel decimo mese dell’anno, il valore ottenuto sommando l’importo delle gare per servizi di ingegneria e architettura (151,1 mln) al valore della progettazione esecutiva stimata compresa negli appalti integrati (6,2 mln), raggiunge l’importo complessivo di 157,3 mln, evidenziando un consistente incremento del 50,3% su settembre 2025, a fronte di una leggera flessione del 7,1% su ottobre 2024.

“Possiamo dire  – commenta il presidente Oice Giorgio Lupoi – che il mercato si sta stabilizzando sui valori pre-PNRR, ma se contassimo anche i mega bandi ASPI e CONSIP usciti da gennaio in poi saremmo quasi al livello degli anni migliori del PNRR. Ovviamente il bando CONSIP da 2,1 mld. con l’innovativo impiego del sistema dinamico di acquisizione rappresenta un elemento che possiamo definire anomalo e che, similmente agli accordi quadro, non offre certezza sui reali volumi di servizi tecnici che nei due anni verranno realmente affidati. Rimane il fatto che anche escludendo i due bandi citati la domanda pubblica cresce e a fine anno potrebbe collocarsi oltre i 2 miliardi come nel 2021. Nell’attesa del varo del bando-tipo 2 dell’Anac occorre però che si aggiornino rapidamente i parametri ministeriali per la determinazione dei compensi, fermi al 2016 quando neanche si accennava al tema del BIM e comunque non più coerenti con le nuove prestazioni richieste, ad esempio, in campo ambientale, occorre superare la disciplina transitoria del codice appalti dettata nel passaggio dai tre ai due livelli progettuali e avviare una profonda rivisitazione dell’allegato I.12 del codice appalti.”

Le gare per soli servizi di ingegneria e architettura (esclusi gli appalti integrati) rilevate a ottobre hanno raggiunto un importo di 151,1 mln, evidenziando un andamento estremamente positivo. Infatti, a fronte di una leggera flessione su ottobre 2024 (-8,0%), si registra un importante incremento del 50,1% su settembre 2025 e un +18,8% dei primi dieci mesi dell’anno (per complessivi 1.583,9 mln) sullo stesso periodo del 2024. A ottobre, in un contesto di generale flessione nel numero delle gare UE (-21,2% su settembre 2025; -4,4% su ottobre 2024), l’Italia, con 103 bandi, registra tuttavia una crescita del 18,4% sul mese precedente, salendo dal decimo al sesto posto per gare pubblicate. Anche il confronto con ottobre 2024 mostra un dato positivo (+10,8%), così come il raffronto dei primi 10 mesi dell’anno con lo stesso periodo del 2024 (+7,6%).

Per quanto riguarda le gare di sola progettazione, nel mese di ottobre il dato evidenzia un andamento positivo del lungo periodo. Infatti, a fronte di una flessione del 16,7% su settembre 2025 e dell’11,1% su ottobre 2024, nei primi dieci mesi dell’anno si registra una forte crescita del 63,6% (per complessivi 655,7 mln) sullo stesso periodo dell’anno precedente. I bandi per accordo quadro rilevati a ottobre sono stati 20, pari al 9,0% del totale dei bandi per servizi di ingegneria e architettura pubblicati, di cui hanno costituito il 51,2% in termini di valore, con 77,4 mln. Rispetto a settembre 2025, si rileva un calo nel numero (-25,9%), a fronte di un’impennata in valore (170,4%). Analogamente, il confronto con ottobre 2024 registra una flessione nel numero dei bandi (-13,0%), con un’impennata in valore (+134,0%).

Nei primi dieci mesi del 2025, il numero dei bandi per accordo quadro rilevato è stato 251, per 717,8 mln, pari rispettivamente al 13,9% in numero e al 18,6% in valore sul totale dei bandi per servizi di ingegneria e architettura. Rispetto allo stesso periodo 2024, il numero dei bandi risulta in forte crescita sia nel numero (+53,7%), che in valore (+53,9%). A ottobre 2025, le gare rilevate per appalto integrato sono state 59, con un importo della progettazione esecutiva compresa stimato in 6,2 mln. Rispetto al mese precedente, si evidenzia un notevole incremento del 55,4% del valore dei servizi, a fronte di una minima crescita del 3,5% nel numero delle gare. Il confronto con il mese di ottobre 2024 evidenzia, diversamente, una crescita del 24,7% nel valore della progettazione esecutiva, assieme a una flessione del 26,3% nel numero delle gare pubblicate. Nei primi dieci mesi del 2025, il valore della progettazione esecutiva incluso negli appalti integrati è stato di 132,9 mln. Rispetto allo stesso periodo 2024, si rileva una flessione in valore del 34,2%. Il numero dei bandi rilevati è stato di 611, con una minima flessione dell’8,0% sui primi dieci mesi del 2024.

Olimpiadi, Terna completa gli interventi per la nuova rete elettrica in alta e altissima tensione

Terna ha completato gli interventi per la nuova rete elettrica in alta ealtissima tensione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Le opere incrementeranno l’affidabilità energetica nei luoghi in cui si svolgeranno, da febbraio a marzo del prossimo anno, le Olimpiadi. Il gruppo ha previsto un investimento di circa 300 milioni di euro per realizzare le infrastrutture finalizzate a potenziare la magliatura della rete elettrica di un’estesa porzione del Nord Italia e ad aumentare la resilienza in aree fortemente interessate negli ultimi anni da eventi meteorologici estremi. Le nuove opere a ridotto impatto paesaggistico, con 130 km di elettrodotti completamente ‘invisibili’, riguardano la Lombardia, il Trentino-Alto Adige e il Veneto e hanno coinvolto oltre 150 imprese e più di 450 tra tecnici e personale operativo. “I Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 rappresentano, per le infrastrutture di Terna, una sfida che stiamo affrontando con visione e responsabilità. Grazie al nostro patrimonio di competenze ingegneristiche, è stato possibile realizzare opere di valore strategico e a basso impatto ambientale. L’avvio dei Giochi è stato per Terna uno stimolo ad accelerare i tempi di esecuzione delle opere per realizzare una rete elettrica sicura e adeguata”, ha dichiarato
Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna. “Si tratta di un investimento che va oltre l’evento olimpico: grazie agli interventi attuati sulla rete elettrica, in occasione di Milano Cortina 2026, cittadini e imprese potranno beneficiare di una migliore qualità del sistema elettrico anche negli anni a venire. Proseguiamo con impegno nella realizzazione degli interventi previsti dal Piano Industriale, a conferma del ruolo di Terna a beneficio della sicurezza elettrica del Paese”.

Per la fornitura dei cavi Terna si è avvalsa di Brugg Cables, società del Gruppo Terna Energy Solutions, specializzata nella progettazione e realizzazione di infrastrutture interrate, il principale fornitore dell’azienda per quanto riguarda i cavi terrestri. Il procurement interno ha consentito di ridurre sensibilmente le procedure e le tempistiche permettendo di completare le opere nei tempi previsti. In Lombardia sono stati posati complessivamente circa 60 km di nuovi cavi e rimossi 3 km di linee
aeree esistenti con interventi nell’area metropolitana di Milano e nella Provincia di Sondrio. Nel capoluogo lombardo Terna ha completato gli elettrodotti per la connessione delle Cabine Primarie “San Cristoforo” e “Rogoredo”. In Valtellina è entrato in esercizio l’elettrodotto Livigno – Premadio, costituito da due linee elettriche in cavo interrato, ciascuna di circa 20 km, tra la Cabina Primaria di Livigno e la nuova Stazione Elettrica di Terna, situata in località Premadio, nel comune di Valdidentro. Realizzata in tecnologia blindata compatta, la stazione è caratterizzata da un ridotto consumo di suolo, in armonia con il paesaggio montano circostante. L’intervento è di grande rilevanza per il territorio interessato, perché ha consentito il collegamento alla rete elettrica nazionale di aree in passato non raggiunte dall’alta tensione. Nella Provincia autonoma di Trento è operativo il collegamento in cavo interrato di circa 17 km che collega la Cabina Primaria di Campitello con la rete elettrica nazionale di alta tensione, mediante l’utilizzo di una Stazione Compatta a Rapida Installazione. Tale soluzione è stata adottata presso il sito della nuova Stazione Elettrica di Terna di Moena, progettata anch’essa in tecnologia blindata compatta e con scelte architettoniche funzionali a un inserimento armonico nel contesto ambientale della Val di Fassa. Nella Provincia autonoma di Bolzano è in funzione da settembre l’elettrodotto in cavo interrato tra Laion e Corvara lungo circa 23 km, il cui tracciato segue per gran parte la viabilità ordinaria. In Veneto, infine, le opere hanno interessato principalmente l’area del bellunese dove Terna ha realizzato il collegamento alla rete elettrica nazionale della nuova Cabina Primaria “Arabba” di proprietà del distributore locale. In quest’area, inoltre, è già operativa la linea in cavo interrato, della lunghezza di 24 km, tra Cortina e Auronzo di Cadore.

Ieri, Terna ha anche comunicato di aver sottoscritto  con BPER Banca un Credit Facility Agreement ESG-linked per un ammontare complessivo di 200 milioni di euro. La linea di credito avrà una durata complessiva di 5 anni, con un tasso d’interesse legato anche all’andamento della performance di Terna relativamente a specifici indicatori ambientali, sociali e digovernance (“ESG”). Tale linea di credito consente a Terna di poter contare su una liquidità adeguata alla propria solidità finanziaria e conferma il costante impegno del Gruppo nell’introduzione di un modello di business orientato a consolidare sempre di più la sostenibilità come leva strategica per la creazione di valore per tutti i suoi stakeholder.

Assicurazioni, Liverani (Ania): “la sfida primaria è colmare il protection gap, Italia indietro”

Colmare il ‘protection gap’: è questa la principale sfida che devono affrontare le imprese assicurative  ed “e’ non solo cruciale ma definisce la missione del settore per il prossimo decennio”. Ad affermarlo è stato il presidente di Ania, Giovanni Liverani, nel suo intervento alla sesta edizione dell’Italian Insurtech Summit che come tema ha “Il ruolo dell’innovazione nell’aumentare la penetrazione assicurativa e nel colmare i protection gap”, è non solo cruciale. Liverani parte da una constatazione oggettiva: “nonostante negli ultimi anni il settore abbia compiuto passi significativi, l’Italia sconta ancora un forte ritardo, in particolare nei rami danni, e nel settore protection e previdenziale vita, rispetto ai partner europei. Il rapporto premi Danni/PIL in Italia si ferma all’1,9%, contro valori significativamente più alti in Germania e Francia. Se escludiamo l’RC Auto, la distanza si fa drammatica: solo l’1,1% del PIL, contro una media europea di circa il 2,6%. Per scendere sul concreto: è emblematico che ancora solo il 7% delle abitazioni e delle imprese in Italia è assicurato contro il rischio di calamità naturali, laddove in Francia la percentuale sfiora il 100%”, indica Liverani sottolineando che questo protection gap non è un mero dato statistico. “È un fattore di vulnerabilità sistemica per il Paese. Accresce l’instabilità delle famiglie di fronte agli imprevisti e riduce la competitività delle nostre imprese. Colmare questo divario, mettendo in sicurezza famiglie e imprese italiane, è il ruolo sociale primario che il settore assicurativo è chiamato a ricoprire oggi. Per anni abbiamo cercato, attraverso iniziative di advocacy presso le Istituzioni e di educazione dei clienti mediante attività di sensibilizzazione, di colmare questo gap. Dobbiamo continuare a farlo. Inesorabilmente”.

“Ma oggi abbiamo uno strumento in più: la chiave per sbloccare questo potenziale, questa immensa opportunità, è la tecnologia che ci offre un’occasione importantissima: re-inventare il modello di business assicurativo. Abbandonare la logica del servizio statico che nessuno si augura mai di utilizzare e abbracciare quella della protezione dinamica e proattiva, per essere a fianco del cliente non solo quando succede qualcosa di grave ma tutti i giorni, prima del sinistro. Il vero valore aggiunto oggi non è più soltanto essere lì dopo che un sinistro è accaduto e risarcire il cliente danneggiato, ma essere lì prima per prevenire, educare e motivare il cliente a ridurre la frequenza e la probabilità del danno. Questo è il cambio di paradigma: passare da ufficiali pagatori a – permettetemi un’iperbole – angeli custodi.

Questo cambio di paradigma è reso possibile dai tre fattori che solo una decina di anni fa non esistevano: la tecnologia diffusa: Sensori, IoT e Smart Technologies offrono mezzi biunivoci di comunicazione che connettono i clienti alle compagnie h24 sette giorni su sette. Non solo: abilitano il secondo fattore, ci forniscono masse di dati in tempo reale sulla mobilità, sulla salute e sulla casa. Big data: enormi basi di dati che sono lì ad attendere solo che qualcosa o qualcuno li elabori e li trasformi in informazioni. E questo qualcuno sono i nostri attuari, ma questo qualcosa è l’IA: un potentissimo strumento, quasi un esoscheletro o, meglio, un esocervello per gli attuari assicurativi che possono così tariffare meglio i rischi, conoscere nei minimi dettagli il profilo dei clienti e i loro comportamenti.

E qui entrano in gioco proprio loro: i clienti. Che sono ormai abituati a scambiare dati per prestazioni, informazioni per valore aggiunto, senza particolari difficoltà, specialmente se si tratta di affidare i propri dati a partner che godono di una fiducia certamente più elevata, come coloro che raccolgono il risparmio o i premi dell’assicurazione danni molto tempo prima di erogare le eventuali prestazioni”. Per il presidente dell’Ania, “mettere insieme questi tre pilastri – tecnologia diffusa, dati e capacità di sviluppare algoritmi predittivi e fiducia dei clienti – ci permette di passare al modello che definisce il futuro del nostro settore. La vera innovazione consiste nell’essere lì prima che il sinistro accada”.

Ex Ilva: via libera Cdm a dl con misure urgenti per la continuità degli impianti e la formazione dei lavoratori

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto-legge che introduce misure urgenti per assicurare la prosecuzione delle attività produttive degli stabilimenti ex Ilva, tutelare i lavoratori e riconoscere indennizzi al territorio. Tra le novità, il decreto autorizza Acciaierie d’Italia S.p.A. in amministrazione straordinaria a utilizzare i 108 milioni residui del finanziamento ponte – risorse indispensabili per garantire la continuità degli impianti – fino a febbraio 2026, data in cui è attesa la conclusione della procedura di gara per l’individuazione dell’aggiudicatario. I restanti 92 milioni del finanziamento sono già stati destinati agli interventi essenziali sugli altoforni, alle manutenzioni ordinarie e straordinarie, agli investimenti ambientali connessi alla nuova AIA e al Piano di Ripartenza. Sul fronte dei lavoratori, il decreto stanzia ulteriori 20 milioni per il biennio 2025-2026, consentendo allo Stato di farsi carico dell’integrazione fino al 75% del trattamento di CIGS, finora sostenuta direttamente da ADI. Il provvedimento interviene inoltre sul Fondo per gli indennizzi ai proprietari di immobili del quartiere Tamburi, permettendo che le somme residue del 2025 possano essere utilizzate per integrare gli indennizzi parziali riferiti alle domande presentate l’anno precedente. Infine, viene riconosciuto ad ADI un indennizzo relativo ai contributi per le imprese a forte consumo di energia (energivore), in particolare per gli sconti sulle forniture energetiche e per le quote ETS. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha convocato un incontro per il 28 novembre cui parteciperanno i sindacati, Regioni ed enti locali dei territori dove hanno sede gli stabilimenti del gruppo.

Rinnovabili, Espe firma due contratti per impianti agrivoltaici avanzati per 10,5 milioni

Espe, a capo dell’omonimo gruppo e attiva nelle energie rinnovabili, ha siglato due contratti con due nuovi distinti clienti italiani per la realizzazione di altrettanti impianti agrivoltaici avanzati. Uno si trova in provincia di Bologna, per 9,8 MWp e un valore di 6 milioni di euro, l’altro in provincia di Treviso, per 5,2 MWp e un valore di 4,5 milioni. Espe e’ Epc contractor nella fornitura di impianti fotovoltaici e proprietaria della tecnologia a marchio Espe per la realizzazione di turbine nel minieolico e cogeneratori a biomassa. Come si legge in una nota, “i due progetti confermano la crescita del gruppo Espe nel settore dell’agrivoltaico avanzato, ambito in cui la societa’ sta consolidando il proprio posizionamento industriale”. L’impianto in provincia di Treviso sara’ realizzato con tecnologia a tracker in altezza e secondo le previsioni sara’ completato entro il primo semestre 2026, quello in provincia di Bologna sara’ realizzato con struttura fissa e ultimato entro il 2026. “Queste due nuove commesse rappresentano un passo significativo nel percorso di diversificazione strategica del gruppo Espe, che negli ultimi anni ha progressivamente ampliato il proprio posizionamento oltre il fotovoltaico tradizionale, sviluppando competenze distintive nel settore agrivoltaico avanzato”, ha detto Enrico Meneghetti, Ad di Espe, sottolineando che “l’integrazione tra produzione energetica e attivita’ agricole offre un’opportunita’ concreta di valorizzazione del territorio e delle filiere produttive, con un impatto positivo in termini ambientali e industriali”. Il termine agrivoltaico avanzato si riferisce a impianti che integrano tecnologie di monitoraggio ambientale e sistemi intelligenti di gestione del suolo, progettati per garantire la massima compatibilita’ tra attivita’ agricole e produzione fotovoltaica.

St: accordo con Tse per la fornitura energia rinnovabile agli stabilimenti in Francia

StMicroelectronics e Tse, attivo nel settore dell’energia solare e dell’agrivoltaico in Francia, hanno siglato un accordo di acquisto di energia elettrica (Power Purchase Agreement, Ppa) per fornire energia rinnovabile agli stabilimenti del gruppo dei semiconduttori in Francia. Nel dettaglio, Tse fornira’ a St energia rinnovabile generata da tre parchi solari, gestiti da Tsa, per un totale di circa 43 MW. Questo contratto, della durata di 15 anni e che avra’ inizio nel 2027, riguarda un volume complessivo di circa 780 GWh. “Questo e’ il nostro secondo Ppa in Francia e segna un altro passo importante verso l’obiettivo di St di diventare carbon neutral nelle sue operazioni (emissioni Scope 1 e 2, e parzialmente Scope 3) entro il 2027, compreso l’approvvigionamento di energia elettrica rinnovabile al 100% entro il 2027”, ha detto Chouaib Rokbi, executive vicepresident Dtit e Global Procurement Organization di St, sottolineando che “i Ppa svolgono un ruolo fondamentale nella nostra transizione e ne abbiamo gia’ firmati vari a sostegno delle attivita’ di St in Francia, Italia, Malesia e Marocco”. A partire dal 2027, l’accordo con Tse “aumentera’ il contributo delle energie rinnovabili alle attivita’ di St in Francia, che comprendono ricerca e sviluppo, progettazione, vendite e marketing e produzione di chip su larga scala”, ha aggiunto. Dopo gli accordi con BioMerieux, Les Mousquetaires, Agrial e Albea, “questo contratto con St dimostra ulteriormente la fiducia nel nostro modello, sia nella fornitura di energia decarbonizzata sia nel sostegno agli impegni Esg delle aziende. I nostri team dispongono degli strumenti e delle competenze necessarie per ottimizzare ogni fase del processo, garantendo un’esecuzione senza intoppi”, ha spiegato Mathieu Debonnet, president e cofondatore di Tse.

Enac richiama Gesac: “decidiamo noi sulla chiusura di Capodichino”

Con riferimento alla nota inviata da Gesac, società di gestione dell’aeroporto di Napoli Capodochino, a tutti gli operatori del settore, relativa al periodo di completa chiusura dello scalo nel novembre 2026, oltre un altro lungo periodo di chiusura parziale, per un totale di 54 giorni complessivi, ciò al fine di realizzare i lavori di riqualifica della pista di volo, l’Enac fa presente che la definizione dei giorni di chiusura deve essere stabilita dall’Ente al termine della valutazione istruttoria del progetto esecutivo di tali interventi. Al momento il progetto non è ancora stato inviato all’Ente per l’approvazione. L’obiettivo dell’Ente, come indicato nel dispositivo di approvazione del progetto di fattibilità tecnico economica, è quello di minimizzare i giorni di chiusura totale dell’aeroporto ottimizzando i tempi delle lavorazioni. “Gesac dimostra di essere inadempiente rispetto alla presentazione del progetto esecutivo – ha dichiarato il presidente Enac Pierluigi Di Palma – Come più volte ribadito, vogliamo limitare il più possibile i giorni di chiusura dello scalo per tutelare i viaggiatori e ridurre i disagi, così da assicurare ai cittadini il pieno esercizio del loro diritto alla mobilità ed agli operatori di minimizzare l’impatto sulla attività delle proprie imprese”.

Tecnimont (Maire) alla cerimonia di inaugurazione del progetto Gsc in Kazakistan 

Tecnimont del gruppo Maire ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione del progetto GSC di Tengiz nella regione di Atyrau alla presenza delle autorità locali e dei rappresentanti delle società interessate, e ha dato il via al forum sul local content del progetto GSC rivolto alla catena di fornitura locale che verrà coinvolta nelle attività esecutive. Il Complesso di Separazione del Gas di Tengiz è sviluppato da KMGPetrochem, una controllata di KazMunaiGas (KMG) JSC National Company che sviluppa progetti Oil & Gas e petrolchimici. Lo scopo del lavoro include l’ingegneria, l’approvvigionamento, la costruzione e l’avviamento, con Tecnimont responsabile dell’ingegneria, dell’approvvigionamento e della messa in servizio. L’impianto è progettato per recuperare almeno il 98% di etano dal gas secco, che alimenterà la seconda fase del complesso petrolchimico di Silleno, progetto che Tecnimont sta eseguendo sempre nella stessa regione, focalizzato nella produzione di polietilene.

I progetti Tengiz e Silleno, considerati pionieristici quanto a tecnologia e dimensioni, rappresentano una tappa significativa per il Kazakistan e contribuiranno a rafforzare il settore petrolchimico nazionale.  A ulteriore conferma dell’importanza strategica del progetto, KMG PetroChem, Tecnimont e CCIC[1], in collaborazione con PetroCouncil (Kazakhstan Oil & Gas Association), hanno lanciato il “Forum delLocal Content” del progetto GSC, sulla scorta di quello tenutosi lo scorso settembre per il progetto Silleno. Questa edizione ha visto la partecipazione di circa 400 potenziali fornitori del Paese, autorità locali e rappresentanti degli enti organizzatori e del partner del consorzio. Il programma ha incluso workshop mirati, seminari e sessioni di networking, fornendo ai partecipanti strumenti e conoscenze essenziali per crescere nei rispettivi settori, contribuendo anche allo sviluppo più ampio della comunità di Atyrau. Alessandro Bernini, ceo  di Maire, ha commentato: “Questa edizione del Forum sul Local Content del progetto GSC sottolinea l’importanza dei programmi di In-Country-Value sia per i partnerche per il settore industriale. La collaborazione con PetroCouncil poi, a cui Tecnimont KZ si è di recente associata, mostra i vantaggi dell’integrazione con il mercato locale e della promozione dello sviluppo economico del Paese”.

Al via progetto in biomattoni per l’Università di Pisa: nuovo campus in canapa e calce

È in fase di completamento la nuova sede del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa, in località San Piero a Grado (La Ballerina), nell’area del Parco Naturale Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. L’intervento, che riunirà in un unico campus le attività oggi distribuite su più sedi, rappresenta un modello di architettura pubblica sostenibile grazie all’impiego da parte del General Contractor ITI S.p.A. dei Biomattoni in calce e canapa realizzati da Tecnocanapa by Senini e certificati EPD e Biosafe per l’edilizia sostenibile. Il nuovo complesso di Scienze Veterinarie: architetture rurali e funzionalità al servizio dell’inclusione, della qualità ambientale e del benessere diffuso. I nuovi corpi di fabbrica si sviluppano su una superficie lorda edificata di circa 13000m² per un volume di quasi 31000 mc, e comportano  un investimento complessivo di 53,2  milioni di euro, di cui 17 milioni cofinanziati con fondi del Ministero dell’Università e della Ricerca. Il campus è concepito come un sistema a corte che reinterpreta le architetture rurali toscane, con edifici a due piani collegati da percorsi coperti affacciati su spazi verdi e aree di relazione. All’interno sono previsti 1030  posti per la didattica frontale, 120 postazioni nei laboratori didattici, 40 postazioni in laboratorio informatico, una biblioteca con 40 posti lettura e 1.500 metri lineari di materiale bibliografico, una sala studio da 100 posti, 24 laboratori di ricerca e 46 postazioni per uffici e studi del personale docente e tecnico-amministrativo. A completare il complesso uno spazio ristoro con bar e mensa universitaria, 36.000 m² di aree verdi e 4.300 m² di parcheggi, per un campus concepito nel segno della qualità ambientale, dell’inclusione e del benessere diffuso.

“Contribuire alla realizzazione della nuova sede di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa significa dimostrare che l’edilizia pubblica può essere un motore di rigenerazione ambientale”, ha affermato Massimo Senini, titolare di Senini Srl e Tecnocanapa. “Il Biomattone in calce e canapa unisce natura, ricerca e industria in una soluzione concreta per ridurre le emissioni e migliorare il comfort degli spazi in cui si studia e lavora. Collaborazioni come questa, tra università e impresa – ha concluso Senini – accelerano la transizione ecologica del costruire, con benefici misurabili per persone e territori”.

Elemento distintivo del progetto è l’impiego dei Biomattoni in calce e canapa per le murature di tamponamento, pari a circa 700 m³ di materiale e 2.300 m² di superficie complessiva. Questa soluzione ha consentito di sottrarre e stoccare 30,8 tonnellate di CO₂all’interno dell’involucro edilizio, contribuendo concretamente al bilancio carbonico dell’intervento. Il Biomattone, materiale carbon-negative, unisce elevate prestazioni termiche e acustiche a traspirabilità, assenza di emissioni nocive e sicurezza antincendio. La parete finita da 32 cm presenta una trasmittanza di 0,14 W/m²K, con sfasamento termico di circa 20 ore, garantendo così comfort in tutte le stagioni. In ottica di economia circolare, gli sfridi di cantiere sono stati recuperati e riutilizzati da Senini per la produzione di Bio Beton Beta, un biocomposito impiegato per isolamenti e riempimenti, riducendo a zero gli sprechi.

Poste ottiene l’attestazione per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità

Poste Italiane ha ottenuto l’attestazione UNI/PdR 159:2024 che riconosce l’adozione di pratiche e comportamenti inclusivi per le persone con disabilità. L’attestato, rilasciato da IMQ – Istituto Italiano del Marchio di Qualità – sottolinea la capacità di Poste Italiane di creare sinergie per garantire le migliori condizioni di inclusione e vita lavorativa per i dipendenti con disabilità. L’attestato conferma allo stesso tempo l’attenzione e il rispetto dell’azienda per i principi di equità nelle opportunità di crescita professionale, in coerenza con i principi del Codice Etico e delle politiche di sostenibilità. Poste Italiane ha sviluppato un sistema strutturato di gestione che prevede misure concrete per garantire ambienti di lavoro pienamente accessibili dal punto di vista fisico e organizzativo e si è distinta per la sua strategia inclusiva che abbraccia l’intero life cycle lavorativo delle persone: dall’onboarding alla selezione, dalla formazione allo sviluppo e gestione, dal welfare inclusivo alla comunicazione e alle piattaforme accessibili. L’obiettivo è l’abbattimento di barriere culturali, sensoriali e fisiche e la creazione di valore condiviso, in un contesto orientato all’ascolto e al dialogo. A tal fine, Poste Italiane ha dato vita ad esperienze di partecipazione come quella degli Employee Resource Group (ERG), gruppi di persone dell’azienda interessati alle tematiche inclusive, che propongono idee e progetti da realizzare. Il nuovo riconoscimento, ottenuto da Poste Italiane, rende il Gruppo un punto di riferimento a livello nazionale per le politiche di disability management a sostegno dell’inclusione lavorativa, per sostenere la crescita e il benessere di ogni persona, come condizione per realizzare un ambiente di lavoro equo, rispettoso e partecipativo. L’attestazione UNI/PdR 159:2024 si aggiunge all’elenco di certificazioni e attestazioni ottenute negli ultimi anni da Poste Italiane per la sua eccellenza nella capacità di integrare e applicare i più rigorosi standard internazionali e nazionali. La lista comprende: UNI ISO 30415 (Diversity &Inclusion), UNI/PdR 125 (Parità di Genere), ISO 9001 (Qualità), ISO 37001 (Prevenzione della Corruzione), ISO 37301 (Compliance), ISO 37002 (Whistleblowing), ISO 45001 (Salute eSicurezza sul Lavoro), ISO 14001 (Ambiente), ISO 20000-1 (Gestione dei Servizi ICT), ISO 27001 (Sicurezza delle Informazioni), ISO 20400 (Acquisti Sostenibili), UNI 11402 (Educazione Finanziaria), ISO 29993 (Formazione), ISO 22222 (Consulenti finanziari in materia di investimenti), UNI TS 11348 (servizio di consulenza in materia di investimenti).

 

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