L'ASSEMBLEA DI CONFINDUSTRIA ASSOIMMOBILIARE
“Per l’housing servono 150 mld: creare ponti fiscali e normativi fra capitali privati ed esigenze sociali”
Albertini Petroni: “Nei conti correnti fermi 1.600 miliardi che potrebbero alimentare l’economia reale. Con il Pnrr entrato nella fase conclusiva, si chiude la stagione della crescita sostenuta dal debito e si apre quella, più complessa ma decisiva, in cui la crescita dovrà poggiare su basi strutturali e durature”. Cosa serve per creare un quadro di regole favorevole agli investimenti del settore.

DAVIDE ALBERTINI PETRONI PRESIDENTE ASSOIMMOBILIARE
“Con il Pnrr ormai entrato nella fase conclusiva – dopo aver sostenuto in modo significativo gli investimenti italiani – si chiude la stagione della crescita sostenuta dal debito e si apre quella, più complessa ma decisiva, in cui la crescita dovrà poggiare su basi strutturali e durature”. Esordisce così il presidente di Confindustria Assoimmobiliare, Davide Albertini Petroni, nel suo intervento all’assemblea dell’associazione, prima di ricordare che “ci sono nei conti correnti fermi 1.600 miliardi di risparmio degli italiani che potrebbero alimentare l’economia reale” e che il fabbisogno per far fronte alle 635mila nuove abitazioni necessarie oggi è di 150 miliardi. Fra queste stelle polari si muove il ragionamento che – prima di entrare nei dettagi, tecnici, fiscali, normativi – porta dritto dritto a una conclusione: serve “un ponte per collegare i capitali privati e le esigenze sociali del Paese” e questo ponte si crea con un quadro chiaro di regole favorevole agli investimenti del settore.
Ci sono vari indicatori che dicono come ci sia uno spazio potenzialmente favorevole agli investimenti guidati da capitali domestici nel real estate, fermi al 35% del totale, mentre l’Italia si conferma meta privilegiata degli investimenti internazionali che sono cresciuti continuamente in questi anni e oggi rappresentano il 65% del totale in Italia. Inoltre, solo il 17% del patrimonio immobiliare terziario è detenuto da investitori istituzionali, contro l’oltre 40% di Francia e Germania. “Questi dati – ha detto Albertini – dimostrano l’ampio potenziale di crescita del mercato dei capitali nel settore, soprattutto a supporto del residenziale in locazione”.
L’housing, il tema chiave che apre tutte le porte oggi è quello. Confindustria Assoimmobiliare batte sempre sullo stesso punto: occorrono “strumenti efficienti per trasformare i capitali privati in progetti di housing accessibile e interventi di rigenerazione urbana che coniughino sostenibilità economica e coesione sociale”. E ancora il presidente: “Per rispondere alla grande sfida dell’affordable housing e alla carenza di offerta abitativa su tutto il territorio nazionale è essenziale rendere il settore immobiliare attrattivo per il mercato dei capitali”. La domanda di oggi non è quella tradizionale di un tempo. Servono nuovi studentati, strutture di senior living, presidi sanitari, data center e poli logistici, che richiederanno ulteriori risorse e investimenti dedicati diffusi sull’intero territorio nazionale. “Investimenti che, come è evidente, non potranno essere sostenuti dal solo settore pubblico né dalla sola proprietà individuale”.
Ma come si crea il ponte tra i capitali e le esigenze sociali del Paese?
Anzitutto “aumentando gli strumenti di raccolta dei capitali”. Inoltre, “è essenziale rendere trasparente e chiaro il quadro normativo e fiscale”. Qui cominciano le preoccupazioni maggiori. “Di certo non vanno in questa direzione, e destano forte preoccupazione, interventi che penalizzano fiscalmente il settore immobiliare gestito, come l’aumento di due punti percentuali dell’IRAP per banche e assicurazioni che, così come attualmente formulato nel disegno di legge di Bilancio, sembra colpire anche i gestori di OICR immobiliari”, ha detto ancora Albertini Petroni. “Colpire fiscalmente questo comparto – ha aggiunto – significa ridurre la capacità di tali operatori di sostenere investimenti significativi per la transizione green del patrimonio immobiliare, la valorizzazione del patrimonio pubblico e la creazione di un’offerta abitativa accessibile. Chiediamo quindi di escludere SGR e SICAV dall’applicazione della norma”.
Per raggiungere gl obiettivi di un quadro chiaro e coerente, soprattutto in materia fiscale, Confindustria Assoimmobiliare chiede sei misure:
- armonizzare le regole di costituzione dei veicoli di cartolarizzazione, eliminando le disparità rispetto ad altri strumenti d’investimento, rendendo così lo strumento più competitivo, trasparente e attrattivo per gli investitori;
- armonizzare il trattamento fiscale sugli strumenti quotati che intervengono in Italia si allinei al regime previsto per le SIIQ, così da aumentare capitalizzazione, liquidità e attrattività del mercato;
- confermare il principio della segregazione patrimoniale dei fondi di investimento anche nelle fasi parlamentari e attuative, per offrire agli operatori un quadro stabile, chiaro e coerente, capace di rafforzare la fiducia e attrarre nuovi capitali nel Paese;
- aggiornare il regime di trasparenza fiscale dei fondi di investimento, eliminando la tassazione aggiuntiva, per partecipazioni oltre il 5% nei casi in cui vi siano garanzie di pluralità e trasparenza, mobilitando capitali privati e favorendo nuovi investimenti strategici senza oneri per lo Stato;
- riconoscere agli immobili abitativi concessi in locazione da parte di investitori professionali il carattere di bene strumentale, consentendo la deducibilità dei costi e la coerenza tra base imponibile e risultati economici effettivi, così da favorire nuovi investimenti privati e pubblici nella locazione residenziale;
- riformare il regime IVA applicabile agli immobili abitativi, consentendo l’opzione per l’imponibilità sulle cessioni e locazioni da parte di operatori professionali introducendo un’aliquota agevolata per i locatari, così da creare un contesto competitivo e attrattivo per nuovi investimenti e ampliare in modo stabile e sostenibile l’offerta abitativa in locazione a prezzi accessibili.
L’intervento di Albertini Petroni è finito. “Abbiamo messo al centro il settore immobiliare come leva sociale e competitiva – chiude – e indicato strumenti concreti per trasformare questa visione in azione. Per passare dalle parole ai fatti servono regole chiare, strumenti competitivi e procedure snelle”.