La giornata
Pnrr, ok alla settima rata da 12,8 miliardi. Missione Ue a Roma per la revisione
- Lavoro, arriva il protocollo quadro contro il caldo, oggi la firma al ministero del lavoro
- Patente a crediti, nuove funzionalità per la piattaforma digitale
- Powell risponde a Trump: senza dazi avremmo già abbassato i tassi
- Fs, nuovo green bond da 800 milioni per interventi sull’infrastruttura Av e treni elettrici
- Napoli Capodichino, condivisa la soluzione Enac: meno di 30 giorni di chiusura e rinvio lavori a novembre 2026
- Webuild: affidata a Metro C la progettazione esecutiva e la costruzione del prolungamento di 4 chilometri della linea C di Roma
IN SINTESI
La commissione europea ha approvato ieri la settima rata del Pnrr per un valore di 18,3 miliardi ottenuti con il raggiungimento di 64 fra target e milestones a fine 2024. Lunedì Roma aveva annunciato di aver presentato anche la richiesta per l’ottava rata per 14,7 miliardi (12,8 al netto dell’anticipazione). Per Giorgia Meloni la decisione europea conferma per l’Italia il “primato europeo nell’avanzamento del Piano con oltre 140 miliardi di euro ricevuti” e “334 tra milestone e target raggiunti”. Ma si tratta – ha detto la premier – “di un primato anche qualitativo” in quanto “abbiamo dimostrato di essere capaci di utilizzare in modo virtuoso gli strumenti che l’Europa ci ha fornito e siamo diventati un modello per gli altri Stati membri”.
Intanto a Roma è in corso la missione della task force europea per il Recovery Plan, guidata da Céline Gauer. Si stanno svolgendo incontri tecnici per valutare lo stato di attuazione del piano e lavorare alle soluzioni che potranno essere accolte nella revisione generale e definitiva del piano che l’Italia presenterà entro fine mese. L’obiettivo è non perdere i fondi non spesi utilizzando le otto opzioni fornite dalla comunicazione della commissione Ue (si legga qui l’articolo). Da queste opzioni dovrebbero nascere nuovi fondi e programmi di spesa per la casa, il materiale rotabile, gli investimenti idrici, gli studentati. Fra le otto opzioni, però, c’è anche quella che consente di destinare i fondi alle spese militari e questo è l’obiettivo del ministro dell’Economia Giorgetti. Se questa soluzione passasse, tutti i ministeri dovrebbero rinunciare a una parte delle risorse collegate a progetti in ritardo. Un chiarimento potrebbe arrivare proprio in questi giorni, alla fine della missione Ue.
Lavoro, arriva il protocollo quadro contro il caldo, oggi la firma al ministero del lavoro
Patente a crediti, nuove funzionalità per la piattaforma digitale
Novità in vista per la piattaforma digitale di gestione della patente a crediti. Presso la sede centrale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) si è tenuta ieri mattina la presentazione ufficiale delle nuove funzionalità della piattaforma “Patente a crediti”, introdotte con il Decreto Direttoriale INL del 25 giugno 2025. Una serie di innovazioni per il sistema digitale di visualizzazione della patente a crediti che rappresentano un importante passo avanti in termini di trasparenza e sicurezza nel settore dei cantieri. All’evento di presentazione ha partecipato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone , che ha sottolineato l’importanza dell’evoluzione della piattaforma per aumentare l’efficacia dello strumento in ottica di promozione di un lavoro sicuro e regolare , attraverso la necessaria qualificazione delle imprese e dei cantieri temporanei o mobili. “Lo Stato c’è – ha dichiarato il Ministro – e sostiene le imprese e il lavoro, anche attraverso sistemi innovativi come la patente a crediti”. “Con questo aggiornamento – ha dichiarato il Direttore dell’INL, Danilo Papa – introduciamo un sistema innovativo e sicuro che consente la verifica del punteggio della patente, favorendo una selezione più qualificata degli operatori e contribuendo a rafforzare legalità e sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Eurostat: a giugno l’inflazione dell’eurozona risale al 2%
L’inflazione annuale nell’area dell’euro dovrebbe attestarsi al 2,0% a giugno 2025, in aumento rispetto all’1,9% di maggio. Lo afferma la stima ‘flash’ di Eurostat. Tra le principali componenti dell’inflazione, i servizi vedono il tasso annuo più alto (3,3% dal 3,2% di maggio), mentre all’estremo opposto si attesta l’energia (-2,7%, dal -3,6% di maggio). L’inflazione dell’Eurozona è misurata con l’indice dei prezzi al consumo (Ipca) e vede tassi più bassi a Cipro (0,5%) e Francia (0,8%) e più alti in Estonia (5,2%) e Slovacchia (4,6%). Stabile all’1,7% la stima per l’Italia. Con l’inflazione dell’area euro al 2% “non dico missione compiuta ma dico target raggiunto”, ha commentato la presidente della Bce, Christine Lagarde, al forum annuale a Sintra, in Portogallo. “Abbiamo fronteggiato – ha detto – un grande numero di shock e ora siamo in questo processo di disinflazione. Stiamo fronteggiando molta incertezza dalla frammentazione e dagli sviluppi geopolitici, che sono preoccupanti in generale, ma che stanno anche causando rischi bivalenti per l’inflazione. Quindi dobbiamo continuare a essere estremamente vigili e a onorare il nostro obiettivo. Siamo in una buona posizione per navigare le acque incerte che fronteggiamo”.
Powell risponde a Trump: senza dazi avremmo già abbassato i tassi
“Quando abbiamo visto l’entità dei dazi doganali, abbiamo iniziato ad aspettare”. Arriva da Sintra, in Portogallo, la risposta ferma del presidente della Fed, Jerome Powell, al presidente USA Donald Trump, che non perde occasione di attaccarlo pesantemente per il mancato taglio dei tassi. Al Forum delle banche centrali, ieri il protagonista è stato, dunque, proprio Powell, secondo il quale la linea attendista adottata finora dipende dalla necessità di valutare l’impatto dei dazi sull’economia Usa e sull’inflazione. “Penso che sia giusto dire che senza questi elementi avremmo già abbassato i tassi”, ha dichiarato. Powell ha ricordato che una “solida maggioranza” dei membri della Fed si aspetta comunque una riduzione dei tassi entro la fine dell’anno, anche se al momento non può indicare una data precisa. Alla domanda se luglio fosse troppo presto per un taglio, ha risposto che “non esclude nessuna riunione” ma nemmeno “mette la questione direttamente sul tavolo”.
Fs, nuovo green bond da 800 milioni per interventi sull’infrastruttura Av e treni elettrici
Ieri mattina, a Milano, nella sede di Borsa Italiana, si è svolta la cerimonia “Ring the Bell” che ha visto protagonista il Gruppo FS, in seguito all’emissione di un Green Bond da 800 milioni di euro. L’operazione si inserisce nella strategia del gruppo, guidato dall’amministratore delegato, Stefano Antonio Donnarumma, focalizzata sulla tutela dell’ambiente e sulla responsabilità sociale, confermando così la leadership della società per volume di green bond tra gli emittenti italiani. “Oggi – ha dichiarato Fabio Paris, cfo del Gruppo FS – ‘suoniamo la campana’ non solo per celebrare un’operazione finanziaria di successo, ma soprattutto per raccontare una storia di impegno, sostenibilità e attenzione al futuro. Abbiamo, infatti, appena emesso un Green Bond da 800 milioni di euro, il decimo dal 2017, che porta l’ammontare complessivo in circolazione a oltre 5,7 miliardi di euro. Nessuna Corporate in Italia contribuisce a questo settore più di noi”. I fondi raccolti saranno destinati a interventi sull’infrastruttura ferroviaria, in particolare per completare la rete ad alta velocità Torino-Milano-Napoli e per finanziare progetti come la manutenzione dei treni elettrici di Trenitalia dedicati al servizio passeggeri. Grazie alle precedenti emissioni, realizzate attraverso lo strumento dei green bond, è stato possibile investire in materiale rotabile per il trasporto merci, nell’innovazione della
mobilità locale, con l’acquisto dei convogli regionali e nel trasporto AV con i Frecciarossa 1000, veri e propri simboli dell’eccellenza italiana, apprezzati anche
all’estero. La risposta della comunità finanziaria non si è fatta attendere: gli ordini hanno superato ampiamente l’offerta, coinvolgendo oltre 100 investitori, in un contesto particolarmente complesso, segnato da tensioni geopolitiche e dall’escalation in Medio Oriente nei giorni precedenti l’emissione. Circa il 90% degli ordini è arrivato da investitori attenti ai criteri ESG, a conferma del valore del contributo del Gruppo FS nel settore dei trasporti e
nella transizione energetica. L’operazione rappresenta, inoltre, la prima emissione pubblica green di un corporate italiano con un rilevante ordine da parte della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), elemento che ha ulteriormente valorizzato il prestigio del deal. Con la quotazione sul Mercato Obbligazionario Telematico di Borsa Italiana, FS ha voluto ribadire la fiducia nel mercato dei capitali italiano, sempre più punto di riferimento, capace di mettere in connessione imprese solide e investitori responsabili. Un mercato aperto all’Europa, ma profondamente radicato nelle eccellenze industriali e infrastrutturali del Paese.
Napoli Capodichino, condivisa la soluzione Enac: meno di 30 giorni di chiusura e rinvio lavori a novembre 2026
Ottimizzare i tempi di lavorazione, ridurre i giorni di chiusura dello scalo rispetto ai 30 giorni della seconda proposta presentata dal gestore Gesac a fine giugno, e limitare i disagi ai passeggeri, realizzando le opere nel mese di novembre 2026 e non nei primi mesi dell’anno. E’ questa la proposta individuata dall’Enac condivisa ieri nel corso di una riunione organizzata dall’ente dell’aviazione civile con tutti i soggetti operativi sull’aeroporto di Napoli Capodichino, finalizzata a ottimizzare la gestione dei lavori di rifacimento della pista di volo e dei raccordi. “Si tratta di una soluzione che ci ha visti tutti concordi – ha commentato il presidente Enac Pierluigi Di Palma – che limita i giorni di chiusura totale, in novembre, nel periodo con minor traffico dell’anno. Il nostro scopo principale è proteggere i passeggeri e ridurre i disagi. Per raggiungere questo obiettivo, le diverse istituzioni devono collaborare in modo da garantire che i cittadini mantengano il loro diritto alla mobilità”. Ieri alla riunione hanno preso parte per Enac oltre a Di Palma, il direttore generale Alexander D’Orsogna, il vicedirettore generale Fabio Nicolai, il direttore centrale Programmazione Economica e Sviluppo Infrastrutture Claudio Eminente e i responsabili delle strutture tecniche competenti; il presidente di Gesac, società di gestione dell’aeroporto di Napoli Capodichino, Carlo Borgomeo, l’amministratore delegato Gesac, Roberto Barbieri, Enav, le compagnie aeree e le industrie operative sullo scalo. Gesac ha avviato la gara per l’affidamento, mediante appalto integrato, della progettazione esecutiva e dei lavori di riqualifica delle pavimentazioni della pista di volo e delle taxiways (raccordi) e dell’impianto Avl (aiuti visivi luminosi). La società ha programmato una finestra temporale per i lavori, compresa tra il 19 gennaio e il 2 marzo 2026,
Webuild: affidata a Metro C la progettazione esecutiva e la costruzione del prolungamento di 4 chilometri della linea C di Roma
Una nuova sfida ingegneristica nel cuore di Roma: Webuild ha firmato il contratto per la realizzazione della Tratta T2 della Linea C della Metropolitana di Roma, per un valore complessivo di circa €2 miliardi, di cui €673 milioni in quota Webuild. Il progetto, realizzato dal consorzio Metro C guidato da Webuild insieme a Vianini Lavori e commissionato da Roma Metropolitane per conto di Roma Capitale, rappresenta una delle sfide ingegneristiche più complesse mai affrontate nella Capitale: la nuova tratta passerà sotto il fiume Tevere, in un contesto urbano e archeologico di straordinaria importanza. La Tratta T2, lunga circa 4km, collegherà la stazione Venezia a Clodio/Mazzini con quattro nuove stazioni: Chiesa Nuova, San Pietro, Ottaviano (con interconnessione alla Linea A) e Clodio/Mazzini. Le stazioni Chiesa Nuova e San Pietro saranno delle archeostazioni pensate per valorizzare il patrimonio storico e integrarsi con il tessuto urbano. La stazione San Pietro, situata all’interno dei giardini di Castel Sant’Angelo, sarà la più profonda e scenografica della tratta e raggiungerà i 48 metri di profondità. La sua realizzazione dovrà integrarsi con la nuova configurazione urbanistica della piazza e rispettare le strutture monumentali circostanti. Chiesa Nuova sorgerà sotto l’omonima piazza, in prossimità della Chiesa di Santa Maria in Vallicella e dell’Oratorio dei Filippini, un complesso di altissimo valore storico e artistico. Tra le sfide ingegneristiche più complesse, c’è la realizzazione di diaframmi profondi fino a circa 90 metri dalla superficie con tecnologie d’avanguardia già testate nella costruzione della stazione Venezia ed il passaggio al di sotto del Tevere, con gallerie che correranno a circa 25 metri al di sotto del letto del fiume. Per la Linea C, Webuild è attualmente impegnata nella fase di collaudo della tratta San Giovanni–Colosseo/Fori Imperiali, con le nuove archeostazioni Porta Metronia e Colosseo/Fori Imperiali, la cui consegna è attesa per settembre. L’intera Linea C si estenderà per 26 km con 29 stazioni, di cui 22 già operative, collegando la periferia sud-est con l’area nord-ovest della città. Webuild vanta una solida esperienza nel settore delle metropolitane, con 891 km di linee metro realizzate nel mondo. Solo negli ultimi mesi sono state inaugurate l’ultima tratta della M4 di Milano, la Metro di Salonicco, prima linea driverless della Grecia, e la Orange Line (Linea 3) della Metro di Riyadh, la più lunga della rete metropolitana saudita. Tra le opere in corso, ci sono la Linea 15 Ovest e la Linea 16 del Grand Paris Express in Francia, la Linea 2 e la Linea 4 della Metro di Lima in Perù, il progetto Sydney Metro–Western Sydney International Airport e il Suburban Rail Loop East di Melbourne in Australia all’estero, mentre in Italia è in corso di ultimazione la stazione Capodichino della Linea 1 della Metro di Napoli.
Aggiornamento dei terreni, filo diretto Agenzia-Comuni. Con il nuovo Pregeo, iter più snello per i professionisti
Viaggiano in digitale dall’Agenzia delle Entrate ai Comuni gli atti di frazionamento dei terreni, cioè i documenti che attestano la suddivisione di un lotto in due o più porzioni, per la successiva registrazione negli archivi del Catasto. Con la nuova modalità telematica, sarà direttamente l’Agenzia a mettere a disposizione i documenti sul “Portale dei Comuni” e non più il tecnico a dover depositare l’atto presso l’ente locale. La novità è ora operativa insieme alla versione aggiornata di Pregeo, il software che i professionisti abilitati (architetti, ingegneri, geometri ecc.) utilizzano per comunicare all’Agenzia le variazioni sui terreni. Cosa cambia – Il deposito presso i Comuni degli atti di aggiornamento, che prima doveva essere effettuato dal tecnico incaricato dal proprietario, verrà ora gestito telematicamente dalle Entrate. A questo scopo, è stato aggiornato il pacchetto Pregeo (versione 10.6.5) e implementati alcuni servizi del Portale. La novità è stata introdotta dal Dlgs “Semplificazione degli adempimenti” (Dlgs n. 1/2024) e resa operativa da un provvedimento del 30 dicembre 2024, che ne ha fissato l’avvio a luglio 2025. I vantaggi – La nuova modalità di deposito alleggerisce gli adempimenti a cura dei tecnici professionisti e ottimizza il flusso di informazioni verso i Comuni, che potranno attivare le verifiche urbanistiche di competenza relative ai frazionamenti approvati dall’Agenzia e registrati negli archivi catastali.
DL Infrastrutture, Consulta dei Servizi: Dal voto sugli emendamenti dipendono imprese e occupazione. Il Governo garantisca su revisione e uniformità delle regole
La Consulta dei Servizi, che rappresenta 19 associazioni nazionali e 4 filiere, accoglie con interesse gli emendamenti al Decreto Infrastrutture (A.C. 2416), in particolare quelli che intervengono su due aspetti cruciali per il futuro della ristorazione collettiva e dei servizi pubblici: la revisione ordinaria obbligatoria dei prezzi e una maggiore uniformità nelle regole degli appalti di servizi e forniture. La richiesta è chiara: serve un meccanismo stabile e strutturale per la revisione dei prezzi, a tutela delle imprese, dei lavoratori e dei cittadini. Le soglie attuali del 5% si sono dimostrate insufficienti, soprattutto nei contratti pluriennali di settori ad alta intensità di manodopera e funzione pubblica, come la ristorazione collettiva. Nel corso dell’evento “Con i Servizi Cresce l’Italia”, la Consulta ha presentato uno studio economico che evidenzia l’inefficacia della soglia del 5% e la necessità di ridurla al 3%, attivando la revisione automatica dei prezzi senza impatti significativi sulla spesa pubblica: oltre il 71% delle risorse stanziate resterebbe disponibile per le stazioni appaltanti. La sostenibilità del settore è oggi seriamente compromessa: se gli emendamenti non verranno approvati, migliaia di imprese rischiano di non sopravvivere e centinaia di migliaia di posti di lavoro saranno a rischio. È inaccettabile che, mentre nel settore dei lavori pubblici la soglia per attivare la revisione prezzi sia stata giustamente abbassata al 3%, nei servizi sia ancora ferma al 5%. E che la revisione ordinaria sia solo facoltativa. Le imprese sono costrette ad assorbire da sole gli effetti di inflazione e rincari. È ora di superare questa evidente disparità, che penalizza imprese e lavoratori e danneggia l’intera collettività. «La sostenibilità dei servizi si garantisce con regole giuste e stabili», sottolinea la Consulta. «La revisione ordinaria obbligatoria è una misura di responsabilità che tutela i servizi essenziali, l’occupazione e la qualità per milioni di cittadini. Chiediamo un intervento rapido sul Codice dei Contratti, come già previsto per i lavori, senza aggravi per la spesa pubblica. Senza un intervento urgente, lo abbiamo ribadito in più circostanze, tutto il nostro settore è a forte rischio. Prima di tutto per la diminuzione della qualità dei servizi che vengono erogati». Il comparto dei servizi pubblici, che comprende ristorazione collettiva, vigilanza, servizi ambientali e facility management, di welfare e sociosanitari conta oltre 23.000 imprese, un milione di addetti e un fatturato di 70 miliardi di euro, rappresentando una vera infrastruttura invisibile ma indispensabile per il Paese. La Consulta continuerà il confronto con Parlamento e Governo per costruire un quadro normativo moderno, equo e sostenibile, in grado di valorizzare i servizi pubblici come motore di crescita, occupazione e coesione sociale. La recente nascita di un intergruppo parlamentare dedicato al settore, sostenuto da esponenti di maggioranza e opposizione, testimonia l’urgenza e la trasversalità del tema.
Un’impresa su tre assumerà personale extra Ue entro il 2026. Il 73,5% lo fa per carenza di lavoratori italiani
Un’impresa su tre ha in programma di assumere lavoratori stranieri extra Ue entro il 2026 o lo ha già fatto tra il 2021 e il 2023. A spingere gli imprenditori a
rivolgersi all’estero per soddisfare il proprio fabbisogno occupazionale è principalmente la mancanza di lavoratori italiani segnalata dal 73,5% delle imprese. Anche per questo il 68,7% delle aziende è disposto ad investire entro il 2026 in formazione del personale straniero, a fronte del 54,5% di quelle che non assumono lavoratori extra-UE. È quanto emerge dall’indagine di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne su un campione di 4.500 imprese manifatturiere e dei servizi con addetti compresi tra 5 e 499. “L’Italia comincia ad avvertire gli effetti dell’invecchiamento della popolazione dovuto alle dinamiche demografiche”, evidenzia il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “I lavoratori immigrati sono quindi sempre di più una risorsa indispensabile per far fronte alla domanda di occupazione delle imprese. C’è anche un bacino di italiani di seconda o terza generazione che vivono soprattutto nel Sud America al quale il nostro Paese dovrebbe guardare con attenzione. Si tratta spesso di giovani con competenze già consolidate e con un legame di lingua e di storia familiare con l’Italia, che potrebbero essere interessati a trasferirsi nel nostro Paese”.
Il 47,1% delle imprese prevede di assumere operai specializzati extra UE entro il 2026 o li ha assunti tra 2021e il 2023. Mentre il 32,6% assumerà o ha assunto operai generici, il 13,3% lavoratori del terziario, l’11,1% artigiani, il 9,3% per tecnici specializzati, il 4,9% per professionisti altamente qualificati e appena l’1,1% per manager. Sono soprattutto le imprese del Nord Est a ricorrere a lavoratori stranieri per fare fronte ai loro piani di assunzione. Il 36,5% delle imprese del Triveneto assumerà personale extra UE entro il 2026 o lo ha già fatto tra il 2021-23, a fronte del 31,8% del totale del sistema imprenditoriale italiano. A trainare sono soprattutto le imprese del Trentino-Alto Adige/Südtirol (39,1%), seguite da quelle del Veneto (37,6%) e del Friuli-Venezia (36,8%). Sul fronte opposto meno dinamica è la domanda proveniente dal Mezzogiorno, solo il 28,6% delle imprese meridionali ha in programma o ha programmato di assumere lavoratori non europei. La difficoltà di trovare lavoratori italiani motiva il 73,5% delle imprese a cercare personale straniero fuori dall’Unione europea. A seguire, anche se in misura sensibilmente minore, tra le altre motivazioni indicate troviamo: la mancanza di giovani derivante dal calo demografico (12,6%), migliori competenze tecniche da parte dei lavoratori stranieri (9,4%) e, solo marginalmente, il minore costo del lavoro (3,0%).
Più imprese manifatturiere, più tecnologiche, più grandi: è questo l’identikit delle realtà imprenditoriali che mostrano una maggiore propensione ad assumere lavoratori extra europei. Il 37,2% delle imprese industriali ha pianificato di farlo entro il 2026 o lo ha fatto tra il 2021 e il 2023, a fronte del 27,4% di quelle dei servizi. E se nel manifatturiero, il 40,2% delle imprese che ricorre al mercato del lavoro al di fuori dell’UE appartiene ai settori ad alta
tecnologia, nei servizi il 36,2% opera nei settori a bassa intensità tecnologica. Nel complesso la metà delle aziende che assumono stranieri non europei, impiega tra 50 e 499 addetti, a fronte del 27,3% delle piccole.
Commissione Ue, i Paesi presentino i piani per il Fondo sociale per il clima
“La scadenza per la presentazione dei piani per il Fondo sociale per il clima era ieri. Incoraggiamo gli Stati membri a presentare i loro piani, finora ne abbiamo solo uno, quello della Svezia, ma diversi Stati membri hanno già presentato bozze. Non ci sono conseguenze legali per la mancata presentazione dei piani, ma si tratta di capire quando gli Stati membri avranno i fondi per i loro obiettivi”. Lo ha detto una portavoce della Commissione europea nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles. Intanto, oggi il Collegio dei commissari adotterà una proposta per il target clima 2040. Lo ha confermato un portavoce della Commissione europea durante una conferenza stampa ieri a Bruxelles.
Ue, avviato piano per strategia portuale e industriale marittima
La Commissione europea ha avviato i preparativi per una strategia portuale e una strategia industriale marittima dell’Ue. “Apostolos Tzitzikostas, commissario per i Trasporti, ha ospitato a Bruxelles due dialoghi strategici di alto livello che riuniscono rappresentanti dei settori portuale, cantieristico, marittimo, delle vie navigabili interne e dei settori correlati per contribuire a definire congiuntamente le priorità, le opportunità e le azioni da integrare nello sviluppo delle strategie”, afferma l’Esecutivo Ue con una nota. Anche Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la strategia industriale, parteciperà al dialogo sulla strategia marittima industriale. Una strategia portuale globale mirerà a sostenere la competitività a lungo termine dei porti, con particolare attenzione alla sicurezza, alla transizione energetica e alla sostenibilità, mentre la strategia marittima industriale – si legge – punterà a rafforzare la competitività e la resilienza del settore, promuovendo al contempo la sua transizione verde e digitale.
Piano Mattei, presentato progetto su finanza innovativa Paesi partner
“Il vice ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli, ha guidato a Siviglia la delegazione italiana che ha partecipato alla quarta conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo (Ffd4), principale evento dell’agenda Onu del 2025 dedicato specificamente agli strumenti finanziari per favorire progetti di cooperazione. La delegazione ha incluso, oltre a funzionari della Farnesina, anche rappresentanti del ministero dell’Economia e delle Finanze, di Aics e Cassa depositi e prestiti”. Lo comunica la Farnesina in una nota.
“Il vice ministro – si legge – è intervenuto nel side event dedicato alla ‘Call to action italiana’, progetto volto a garantire formazione e assistenza tecnica per progetti di cooperazione da realizzare con strumenti di finanza innovativa, grazie anche all’impegno di Cdp su questo fronte nei Paesi partner. La Call to action si sviluppa a partire da un progetto d’eccellenza avviato in collaborazione con la Scuola nazionale dell’amministrazione di Caserta (Sna) per formare alti dirigenti dei Paesi partner di cooperazione italiana in Africa, in linea con lo spirito del Piano Mattei”.
“Sebbene sia ancora imprescindibile aumentare quantitativamente le risorse destinate agli aiuti allo sviluppo – come l’Italia d’altronde ha fatto nel 2024 – riteniamo fondamentale migliorare la qualità e l’impatto sistemico delle risorse pubbliche per garantire una migliore gestione del debito, una più efficace mobilitazione di risorse interne e una più accentuata capacità di attrarre investimenti sostenibili”, ha commentato il vice ministro. Cirielli ha infine sottolineato l’importanza “dell’iniziativa italiana sul debito in Africa annunciata dal presidente del Consiglio Meloni, segnalando come nei prossimi 10 anni il 100% del debito dei Paesi africani meno sviluppati e il 50% del debito dei Paesi a basso e medio reddito saranno convertiti in acceleratori di sviluppo in linea con le strategie dei partner africani interessati ai progetti della nostra cooperazione”, conclude la nota.
Versalis Oilfield Solutions: una nuova società per prodotti e servizi per l’industria della perforazione petrolifera
A partire da ieri, Versalis, società chimica di Eni, ha trasferito il ramo d’azienda relativo all’unità di business Oilfield Chemicals nella nuova società Versalis Oilfield Solutions S.r.l.. L’operazione ha l’obiettivo di consolidare la posizione di Versalis nel settore degli Oilfield Services, integrando le competenze e le attività strategiche in un’unica realtà, focalizzata e operativamente efficiente. L’attività “Oilfield” di Versalis comprende la ricerca e sviluppo di formulati chimici avanzati, la loro produzione presso terzi e la commercializzazione di solventi e additivi chimici destinati all’industria della perforazione petrolifera. I prodotti sono personalizzati per soddisfare le esigenze specifiche dei clienti, mentre i servizi offerti comprendono anche la vendita e l’assistenza post-vendita, garantendo un supporto tecnico continuo e qualificato. Avviato nel 2010, il business Oilfield ha registrato una crescita progressiva nei volumi e nelle vendite, e si è evoluto in un settore ad alto valore aggiunto. Per ampliare ulteriormente il perimetro di attività in termini di prodotti e servizi offerti, raggiungere obiettivi di fatturato più elevati e mantenere un’alta redditività, è stato deciso di costituire la nuova società Versalis Oilfield Solutions S.r.l. Il conferimento del ramo d’azienda consentirà di focalizzare le attività in una struttura organizzativa snella e con una gestione più efficiente, di diversificare il portafoglio clienti e di cogliere nuove opportunità di business in un settore in continua evoluzione. La nuova realtà potrà contare su una maggiore sinergia operativa e su un’organizzazione dedicata, in grado di accelerare la crescita e ottimizzare l’efficacia commerciale e tecnologica dell’offerta. Da oggi Versalis Oilfield Solutions S.r.l. sarà operativa con un raggio d’azione che si estende a mercati chiave come Europa, Nord e Sud America (USA, Messico, Venezuela), Africa (Congo, Costa d’Avorio, Ghana, Mozambico, Angola) e Asia (Cina, Turkmenistan), garantendo una copertura globale e un supporto tecnico avanzato per i clienti. La nuova società si posiziona come un player strategico nel mercato degli Oilfield Chemicals, con l’obiettivo di potenziare l’offerta di soluzioni avanzate, rispondere alle sfide della transizione energetica e soddisfare le crescenti esigenze del settore petrolifero, migliorando la sostenibilità, la competitività e l’efficienza operativa in tutto il ciclo produttivo. Presidente e amministratore delegato di Versalis Oilfield Solutions è Sergio Lombardini.
Energia, Cna: Bene la riapertura sportello fino al 30 settembre per impianti fotovoltaici per l’autoconsumo
Cna accoglie positivamente la decisione del Mimit di riaprire lo sportello agevolativo per la realizzazione di impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo a favore di micro e piccole imprese. Il decreto del Mimit recepisce la richiesta della Confederazione di concedere più tempo alle imprese per la presentazione delle domande senza mettere a rischio la scadenza vincolante di fine 2025. Lo sportello aprirà l’8 luglio e le imprese interessate potranno presentare la richiesta di contributo entro il prossimo 30 settembre. Le risorse disponibili ammontano a 178 milioni ma il Mimit afferma che potranno essere incrementate dalle eventuali ulteriori risorse non utilizzate dal fondo per l’autoconsumo che complessivamente ha stanziato 320 milioni. “I costi energetici – sottolinea il Presidente nazionale CNA Dario Costantini – rappresentano una emergenza per le piccole imprese. La CNA è impegnata da oltre tre anni per sostenere gli impianti da fonti rinnovabili che consentono di ridurre il peso delle bollette e favorire la riduzione di emissioni. Siamo convinti sulla validità della misura e abbiamo lavorato con il Mimit per farne uno strumento efficace per le nostre imprese”.
Leonardo rafforza il portafoglio cyber, acquisisce il 24,55% della finlandese Ssh
Leonardo rafforzerà il proprio portafoglio prodotti cyber con una prospettiva sempre più internazionale, acquisendo una quota del 24,55% di SSH Communications Security Corporation (“SSH”), società finlandese di cyber-security. L’investimento, per un valore complessivo di 20 milioni di euro, è coerente con il Piano Industriale di Leonardo e consolida la leadership europea dell’azienda nella Trusted Cyber Security, ovvero il modello
di sicurezza informatica secondo il quale la fiducia non è mai implicita, ma va sempre verificata. L’iniziativa, che fa di Leonardo anche l’unico investitore industriale nella società finlandese, rappresenta un passo significativo verso lo sviluppo di un ecosistema Zero Trust “Made in Europe.” “La cyber-security – dichiara Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo – rappresenta una delle aree strategiche di sviluppo del nostro piano industriale. Con questa acquisizione, Leonardo accresce il proprio portafoglio in chiave internazionale, ponendosi come punto di riferimento per guidare la rivoluzione Zero Trust in Europa, L’accordo coniuga le competenze tecnologiche di SSH con le tecnologie e le soluzioni, gli asset e i servizi avanzati e la conoscenza specifica di dominio di Leonardo. In un contesto in cui le minacce evolvono rapidamente e le normative si fanno più stringenti, le organizzazioni hanno sempre più bisogno di soluzioni future- proof avanzate.”
SSH prende il nome dal protocollo di sua invenzione Secure Shell, standard di riferimento per le comunicazioni innrete. L’azienda dispone di tecnologie per la sicurezza di ambienti cloud ibridi e delle infrastrutture IT e OT con soluzioni che integrano crittografia proprietaria quantum-safe: è leader europeo nel Privileged Access Management (PAM) per l’accesso sicuro e dinamico a sistemi critici, ambienti cloud e dispositivi sensibili; possiede inoltre soluzioni
proprietarie di crittografia Wide Area Network (WAN) certificata per ambienti governativi e militari, progettata per proteggere il traffico di dati tra siti remoti, data center e ambienti critici e di comunicazione sicura tra sistemi, per un’autenticazione forte, una crittografia avanzata e una gestione centralizzata delle chiavi. Da oltre 30 anni, SSH protegge i sistemi critici di governi, istituzioni, aziende leader, organizzazioni finanziarie globali e infrastrutture critiche in tutto il mondo, attraverso una rete di partner in Nord America, Europa e Asia. Oltre all’investimento, Leonardo e SSH avvieranno una partnership regolata da un accordo di cooperazione che prevede l’esclusiva mondiale per Leonardo per l’integrazione delle soluzioni SSH all’interno della più ampia offerta Zero Trust
di Leonardo, ad eccezione dei paesi Scandinavi. L’obiettivo comune è costruire un futuro digitale sicuro in cui il principio “never trust, always verify” sia concretamente raggiungibile con un ecosistema “Made in Europe.” La sottoscrizione da parte di Leonardo delle 13.333.333 nuove azioni di SSH e l’accordo di cooperazione tra Leonardo e SSH sono soggette all’approvazione da parte dell’assemblea straordinaria degli azionisti di SSH, fra le altre cose, dell’autorizzazione all’emissione di azioni da parte del consiglio di amministrazione di SSH, della conferma ai sensi delle norme finlandesi in materia di investimenti diretti da parte di soggetti esteri in società finlandesi operanti nel settore della difesa (FDI), (iii) nonché di altre condizioni tipiche in operazioni di investimento di questa natura. Leonardo è stata assistita da Deloitte come M&A financial advisor e da DLA Piper come advisor legale.
Cybersicurezza, Terna: aumentata spesa a 2 miliardi a inizio 2025
Come Terna, “abbiamo aumentato la spesa in cybersecurity, che è passata da 1,3 miliardi nel 2024, a 2 miliardi a inizio anno e, più la rete si evolve, più prenderemo precauzioni in tal senso”. Lo ha detto Giuseppina Di Foggia, ad di Terna, intervenendo all’evento “Stati Generali dell’Energia di Forza Italia”, tenutosi ieri nella Sala della Regina di Montecitorio. “Abbiamo anche creato una nuova organizzazione volta a garantire la sicurezza elettrica, la sicurezza fisica delle nostra infrastruttura e la sicurezza cyber. Questo – ha aggiunto – in coordinamento con le Forze dell’ordine e con le istituzioni preposte alla sicurezza nazionale, poiché la nostra è un’infrastruttura che, se attaccata, può creare problemi molto importanti”.
Digitale, oggi la strategia quantistica europea
Sul fronte digitale, oggi, il Collegio dei commissari adotterà una Strategia quantistica per l’Ue. Lo ha annunciato un portavoce della Commissione europea nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles. Posizionare l’Europa come leader mondiale nella tecnologia quantistica, sviluppando un vero e proprio ecosistema europeo della quantistica e colmando il divario finanziario per un settore considerato cruciale per la competitività industriale e la sovranità tecnologica dell’Ue: la Commissione europea presenta oggi la prima Strategia sulla tecnologia quantistica, la prossima grande innovazione con cui si possono eseguire calcoli che sono al di là della portata dei computer classici. Diverse le applicazioni potenziali dell’informatica quantistica, dalla crittografia usata per proteggere le comunicazioni e garantire la privacy, all’intelligenza artificiale. Con la strategia sulla tecnologia quantistica, Bruxelles punta ad affrontare le criticità evidenziate nel rapporto Draghi, in primis gli investimenti privati, limitati nel settore rispetto ad altre potenze economiche come Stati Uniti e Cina; oltre che la limitata capacità di convertire la ricerca nelle tecnologie per il mercato. La Commissione punta poi a mettere a sistema quelli che sono i punti di forza del Vecchio continente, come le competenze e le capacità di ricerca.
Secondo il rapporto Draghi, cinque delle prime dieci aziende tecnologiche a livello globale in termini di investimenti nel settore quantistico hanno sede negli Usa e quattro in Cina, nessuna invece ha sede in Ue. Le società europee attirano solo il 5% dei finanziamenti privati globali nella tecnologia quantistica, rispetto alla quota del 50% attirata dalle aziende Usa. Alla strategia seguirà una legge sulla tecnologia quantistica che verrà proposta entro la fine dell’anno.
Ieri Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega a Sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia, ha ospitato un dialogo sull’attuazione della politica dell’Ue in materia di dati, compresi il regolamento sui dati, il regolamento sulla governance dei dati e la direttiva sui dati aperti, al fine di raccogliere informazioni su come semplificare o razionalizzare le politiche attuali. “Il dialogo odierno rappresenta il primo passo verso la semplificazione delle nostre norme digitali per tutti i cittadini e le imprese”, afferma Virkkunen con con una nota. La Commissione ha invitato le parti interessate a partecipare all’incontro, tra cui enti del settore pubblico, aziende che utilizzano informazioni del settore pubblico, fornitori di servizi di intermediazione dei dati, rappresentanti delle piccole e medie imprese, associazioni europee dei consumatori e aziende che producono prodotti connessi. “Questo dialogo contribuirà a preparare i lavori sul Digital Simplification Omnibus, che sarà presentato nel corso dell’anno. Contribuirà inoltre alla strategia dell’Unione europea per i dati, volta a rafforzare l’ecosistema dei dati in Europa”, sottolinea Bruxelles
Maire, Nextchem si aggiudica un contratto da 210 milioni in Messico
Nextchem, società del gruppo Maire, si è aggiudicata un contratto da circa 210 milioni di euro per ingegneria di base, fornitura di apparecchiature critiche proprietarie per il progetto Pacifico Mexinol. Questo impianto di metanolo a bassissime emissioni di carbonio sarà situato a Sinaloa, Messico, e avrà una capacità di 2,1 milioni di tonnellate all’anno, di cui il 15% rispondenti ai parametri ISCC-EU RFNBO per i carburanti verdi. L’accordo, firmato dalla controllata di Nextchem KT Tech con Samsung E&A Co., Ltd., in qualità di EPC contractor del progetto. Pacifico Mexinol, progetto dal valore di USD 3,3 miliardi, è sviluppato congiuntamente dalla società texana Transition Industries e dall’International Finance Corporation (IFC), parte della Banca Mondiale, e sarà eseguito da un consorzio composto da terze parti. Una volta operativo nel 2029, sarà il più grande impianto di metanolo a bassissime emissioni del mondo – con una produzione annuale di circa 350 mila tonnellate di metanolo RFNBO (Renewable Fuel of Non-Biological Origin) e 1,8 milioni di tonnellate di metanolo a basse emissioni da gas naturale con la cattura della CO2. Il contratto, soggetto a decisione finale di investimento, prevista nel quarto trimestre del 2025, comprende l’ingegneria di base, la fornitura delle apparecchiature proprietarie, nonché l’assistenza per la fase di collaudo, avviamento e operatività dell’impianto. La tecnologia NX AdWinMethanol® Zero sviluppata da Nextchem integra i suoi processi proprietari, comprese le tecnologie proprietarie di cattura della CO2. Questa soluzione riduce ulteriormente le emissioni di carbonio a quasi zero convertendo la CO2 catturata e l’idrogeno verde in metanolo a bassissimo contenuto di carbonio qualificabile come RFNBO. Questo approccio tecnologico innovativo aumenta la sostenibilità del processo di produzione del metanolo, in linea con l’impegno di Pacifico Mexinol nell’affrontare il cambiamento climatico. Il metanolo a bassissimo contenuto di carbonio supporta la decarbonizzazione dei settori chimici e dei carburanti hard-to-abate. Il metanolo prodotto da Pacifico Mexinol faciliterà la decarbonizzazione di centinaia di prodotti di uso quotidiano, tra cui carburanti, plastica, vernici, parti di automobili e materiali da costruzione. Per Fabio Fritelli, managing director di Nextchem, “questo traguardo storico, il contratto più grande che Nextchem si è mai aggiudicata, riveste un ruolo fondamentale nella nostra traiettoria aziendale e conferma l’affidabilità del nostro portafoglio di soluzioni tecnologiche sostenibili. Siamo onorati di supportare questa iniziativa strategica che si preannuncia essere un punto di svolta per l’economia messicana, così come per l’arena della transizione energetica a livello globale”.
Kervis Sgr acquisisce il campus Naba: investimento strategico nel cuore di Milano
Kervis SGR, società di gestione del risparmio indipendente attiva nel mercato immobiliare italiano, ha finalizzato l’acquisizione dell’immobile di via Carlo Darwin 20, a Milano, attraverso il fondo di investimento “Canvas”, gestito da Kervis. L’operazione consolida la presenza della Società a Milano come partner affidabile e di lungo periodo per le istituzioni accademiche, dopo la partnership con l’Università di Milano-Bicocca nel progetto di rigenerazione urbana BiM – Bicocca incontra Milano e l’acquisto dell’ex SDA Bocconi in via Balilla. L’asset, con una superficie lorda di oltre 40.000 mq e più di 27.000 mq di superficie commerciale, è interamente locato a conduttori di primario standing, tra cui NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, fondata nel 1980 a Milano, che offre corsi di primo e secondo livello nei campi del design, fashion design, grafica e comunicazione, arti multimediali, nuove tecnologie, scenografia e arti visive, per i quali rilascia diplomi accademici equipollenti ai diplomi di laurea universitari. NABA è stata selezionata da QS World University Rankings® by Subject come la migliore Accademia di Belle Arti italiana e tra le prime 100 istituzioni al mondo in ambito Art & Design. La restante porzione dell’immobile è destinata a uffici multi-tenant. Situato a pochi minuti dalla fermata Porta Genova e dai Navigli, il campus rappresenta un esempio virtuoso di asset “alternative use” a destinazione mista education e uffici, in un’area urbana in forte trasformazione. L’edificio è certificato BREEAM “Excellent” grazie anche alla presenza di un impianto geotermico, che consente una riduzione significativa delle emissioni di CO₂ e dei costi energetici, in linea con gli obiettivi ESG perseguiti dalla società. «Siamo particolarmente orgogliosi di aver portato a termine questa acquisizione, che conferma la strategia di Kervis orientata alla valorizzazione di asset di qualità in location ad alto potenziale, in grado di garantire solidità locativa e prospettive di crescita» ha dichiarato Giulio Bentivoglio, Partner e CEO di Kervis SGR. «L’unicità di questo campus urbano, diffuso su oltre 15 edifici, e l’incredibile storia di NABA, la cui eccellenza accademica è certificata da numeri straordinari, ci ha permesso di strutturare un club deal ad hoc con importanti Family Office italiani ed europei, a conferma del crescente interesse per il settore education, tra i più resilienti e promettenti nel panorama degli investimenti alternativi» ha aggiunto Federico Romito, Partner e Head of Acquisitions di Kervis SGR.
Coopservice chiude il 2024 con il valore della produzione in crescita sopra quota 1 miliardo di euro
Il Gruppo Coopservice ha chiuso il 2024 con un valore della produzione di 1.042 milioni di euro, + 3,8% rispetto all’anno precedente, mentre gli occupati hanno raggiunto quota 22.257 (+11%). Il Gruppo Coopservice, presente in Italia e all’estero, è uno dei principali player nel mercato dei facility management. Oltre alla capogruppo, le principali realtà del gruppo sono Servizi Italia e Istituto di Vigilanza Coopservice Spa. Nonostante il contesto economico instabile, il risultato netto di gruppo è stato positivo per 2,4 milioni di euro, e il patrimonio netto è pari a 164,6 milioni di euro. Nella capogruppo Coopservice, il valore della produzione si attesta a 541,2 milioni di euro: la riduzione rispetto all’anno precedente è integralmente attribuibile al conferimento del ramo Security alla controllata Istituto di Vigilanza Coopservice SpA. L’utile netto della cooperativa è di 9,8 milioni di euro (per il 51% destinato a riserva indivisibile), e il patrimonio netto si rafforza fino a 143,7 milioni di euro. Il bilancio, approvato dall’assemblea generale dei delegati dei soci, è stato votato nel corso di 8 assemblee territoriali, alle quali hanno partecipato 2.068 soci tra presenti e per delega, con una percentuale del 98,6% di voti a favore. Al 31 dicembre 2024, i dipendenti di Coopservice erano 13.625, in aumento del 3% sul 2023. Di questi, il 92% assunto con un contratto a tempo indeterminato e il 100% è inquadrato con contratti collettivi nazionali. Il profilo della forza lavoro conferma la vocazione inclusiva della cooperativa: il 62,7% dei dipendenti è costituito da donne, mentre il 28,9% è nato al di fuori dell’Italia, con una rappresentanza proveniente da 106 diversi Paesi del mondo. Coerentemente con la natura mutualistica della cooperativa, il Consiglio di Amministrazione ha proposto un ristorno complessivo di 1,2 milioni di euro a cui si aggiunge la rivalutazione e la remunerazione del capitale sociale, rispettivamente all’1,5% e al 3,5%, per un totale del 5%. “Ancora una volta i numeri di bilancio confermano la qualità del lavoro svolto e la bontà delle scelte strategiche adottate – ha dichiarato il presidente Roberto Olivi – Coopservice è una realtà solida, che continua ad investire per innovare il mondo dei servizi di facility, generare occupazione stabile e inclusiva, creare valore per i clienti e per le comunità, mantenendo fede alla sua identità cooperativa e sociale”. Il cda, riunitosi al termine dell’assemblea, ha confermato Roberto Olivi nel ruolo di presidente della cooperativa. L’assemblea ha provveduto al rinnovo parziale del consiglio d’amministrazione, oltre a Olivi sono state confermate Lucia Chiatti, Stefania Maso e Mara Balocchi, mentre è entrata Vania Clerici.
McKinsey, Nicola Sandri nuovo responsabile per l’Europa della practice Travel, Logistics and Infrastructure
McKinsey & Company annuncia la nomina di Nicola Sandri a responsabile europeo della practice Travel, Logistics and Infrastructure (TLI). Questo nuovo incarico conferma l’impegno della società di consulenza strategica nel rafforzare la leadership nei settori della mobilità, della logistica e delle infrastrutture, in uno scenario internazionale in continua evoluzione. Entrato in McKinsey nel 2008, Sandri è Senior Partner dell’ufficio di Milano e guida inoltre a livello globale il settore delle infrastrutture. In passato ha ricoperto il ruolo di leader della practice TLI per l’area del Mediterraneo. Sandri affianca i principali operatori pubblici e privati dei settori dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture nell’elaborazione di strategie di espansione e ottimizzazione delle performance operative, oltre a seguire gli investitori nelle scelte di investimento e nella valorizzazione industriale degli asset in portafoglio.
Maria Cristina Carlini