ALTA TENSIONE NELLA MAGGIORANZA

Salvini: sul subappalto non cambio. Su affitti, Erp e incentivi SEGNALE al ministro: alla Camera avanti le proposte M5s

Il titolare delle Infrastrutture risponde polemicamente all’interrogazione di Erica Mazzetti (Forza Italia): “Ci ha segnalato Anac l’inopportunità della doppia qualificazione, la Lega difende le Pmi”.  La replica della deputata: FI difende le piccole imprese e chiede di correggere i consorzi. Scontro sulla costituzionalità della norma. Intanto l’ottava commissione a Montecitorio non aspetta le proposte del ministro sul “piano casa” e va avanti con le proposte M5S. La relatrice per la maggioranza Semenzato (Noi moderati): “Garantire i diritti sociali, ridurre il disagio abitativo, soddisfare le esigenze di alloggio di individui e nuclei svantaggiati”.

26 Feb 2025 di Giorgio Santilli

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Giornate di ordinaria tensione alla Camera tra maggioranza e governo. Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, chiude a qualunque ipotesi di modifica del correttivo appalti sulle certificazioni lavori nei subappalti, rivela che a chiedere quella norma è stata l’Anac, apostrofa polemicamente la presentatrice dell’interrogazione, Erica Mazzetti (Forza Italia), che aveva ipotizzato l’incostituzionalità della norma. “Se fosse incostituzionale – dice Salvini – non saremmo qui a parlarne oggi”, dice con un tono poco adatto alla formalità dei question time e più avanti, nel corso della risposta, in modo altrettanto inconsueto, dice che a difendere le piccole imprese ci pensa la Lega.

La replica di Mazzetti al riferimento partitico del ministro (del tutto inconsueto nel corso dello svolgimento del sindacato parlamentare sull’attività di governo) è altrettanto polemica e non si fa attendere: “Ministro, volevo sollecitare sicuramente il fatto che Forza Italia da sempre è vicina alle piccole e medie imprese”. E ancora: con Forza Italia “sicuramente faremo una battaglia per salvaguardare le piccole e medie imprese, come la stiamo facendo anche per i consorzi stabili e per tanti altri settori, perché questa è una priorità”. Giusto per citare un altro punto in cui il correttivo appalti ha suscitato più perplessità che rassicurazioni.

Di cose strane ne accadono molte in questo periodo in Parlamento, tutte a segnalare la tensione altissima dentro la maggioranza e fra forze della maggioranza e singoli pezzi del governo. Ma la più inconsueta di tutte, al momento, è che la commissione Ambiente  della Camera abbia deciso, con la maggioranza di centrodestra, di portare avanti la proposta di legge dei Cinquestelle C-1562 (primo firmatario Agostino Santillo) sulla “programmazione dell’edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell’accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione”. Sono tutti i temi del “piano casa” che è stato annunciato più volte da Salvini e sta da mesi in stand by ai tavoli ministeriali. E se non è uno schiaffo al ministro, poco ci manca, il fatto che la maggioranza decida, in attesa di ricevere le proposte del governo, di andare avanti con una proposta parlamentare, certamente ben scritta e documentata, ma piuttosto lontana dalle sensibilità di governo se solo si guarda alle disposizioni sugli incentivi per il recupero edilizio.

L’opposizione fa il suo lavoro e cerca di portare la maggioranza sulle sue proposte. Ma con un rapporto fisiologico e funzionante fra un ministro e la sua maggioranza, queste cose non accadrebbero.

Un avvertimento, diciamo, che può essere letto in questo modo: se il governo non presenta rapidamente le sue proposte sul piano casa, la Camera è in grado di andare avanti con le norme sulle politiche abitative, sugli affitti calmierati per fasce meno abbienti, ceto medio e giovani, sui nuovi piani per il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica e anche sugli incentivi per il recupero e l’efficientamento energetico. Il Superbonus ci ricorda che su questi temi maggioranze larghe e fluide sono sempre possibili. La relatrice per la maggioranza Martina Semenzato (Noi moderati) lo aveva già detto nel momento in cui il provvedimento era stato incardinato in commissione: “La proposta vuole garantire i diritti sociali, ridurre il disagio abitativo, soddisfare le esigenze di alloggio di individui e nuclei svantaggiati”.

Un fronte si apre, dunque. Vedremo se la proposta marcerà, consentendo alla commissione di entrare nel merito di questioni delicatissime oppure se la mossa si rivelerà tattica pura. Certo, l’elenco delle proposte del ministero delle Infrastrutture attese dalla maggioranza in Parlamento sono molte, a partire da quella riforma del testo unico dell’edilizia di cui si parla da mesi senza che nulla mai accada davvero (se non le tensioni alle stelle e mal gestite su Milano e sul salva-Milano).

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