La giornata

Per l’INDUSTRIA continua la serie nera: 22mo calo consecutivo

  • Accordo tra Confindustria e Intesa SanPaolo per la crescita delle imprese, a disposizione 200 miliardi di euro fino al 2028
  • Pnrr, in corso profonda verifica del Mit sugli alloggi di edilizia residenziale
  • Urbanistica: ricorsi al Tar di architetti, ingegneri e geometri contro la chiusura degli uffici
  • Autostrade per l’Italia accelera sulla e-mobility,  la controllata Free To X, sigla un accordo con il Gruppo Renault
  • Il Consiglio dei Ministri approva il primo disegno di legge sulle PMI

14 Gen 2025

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La serie negativa della produzione industriale si avvicina al traguardo dei due anni. I dati diffusi dall’Istat certificano, a novembre, il 22mo calo tendenziale consecutivo anche se, la piccola nota positivs, è che riduce la contrazione rispetto a quella che si era verificata a ottobre e che, a livello congiunturale, si registra un mini rimbalzo positivo. Ma ecco i numeri nel dettaglio: a novembre 2024 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,3% rispetto a ottobre. A livello congiunturale, a differenza di quello tendenziale sempre con il segno meno, l’andamento è altalenante, presentando anche variazioni positive. Nella media del trimestre settembre-novembre il livello della produzione diminuisce dellom0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali per l’energia (+1,6%), i beni di consumo
(+0,9%) e i beni intermedi (+0,3%); viceversa, si osserva una flessione per i beni strumentali (-0,6%). Al netto degli effetti di calendario, a novembre 2024 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali dell’1,5% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20 contro i 21 di novembre 2023). Si registrano incrementi tendenziali per l’energia (+4,3%) e i beni di consumo (+2,6%); si osserva, invece, una diminuzione per i beni intermedi (-2,5%) e i beni strumentali (-4,9%). I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali più elevati sono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+7,6%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+5,1%) e le industrie alimentari, bevande, tabacco (+4,5%). Le flessioni maggiori si rilevano nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-15,5%), nella fabbricazione di mezzi di trasporto
(-13,8%) e nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (-6,2%).

 

Accordo tra Confindustria e Intesa SanPaolo per la crescita delle imprese, a disposizione 200 miliardi di euro fino al 2028

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, hanno firmato oggi il nuovo Accordo quadriennale per la crescita delle imprese italiane. Il programma congiunto mette a disposizione 200 miliardi di euro da qui al 2028 per dare nuovo slancio al sistema produttivo nazionale, cogliere le opportunità di strumenti come Transizione 5.0 e I.A., integrando così le risorse già stanziate dalla Banca per la realizzazione degli obiettivi del PNRR. Il nuovo accordo consolida e rinnova la collaborazione avviata nel 2009 che, grazie a un volume di crediti erogati al sistema produttivo italiano pari a 450 miliardi di euro in quindici anni, ha contribuito ad evolvere il rapporto tra banca e impresa accompagnando i bisogni delle PMI e delle industrie mature anche nelle fasi più complesse. Tale supporto è sato declinato in numerose iniziative congiunte che, anche grazie alle garanzie governative attivate nelle fasi critiche, hanno consentito di sostenere con nuovo credito decine di migliaia di imprese e prevalentemente PMI, struttura portante del Made in Italy nel mondo. L’accordo odierno rafforza le azioni già attivate a sostegno dell’economia reale, a partire dagli investimenti in ricerca e sviluppo e dalla valorizzazione del sistema delle filiere.

Le novità riguardano: i processi di trasformazione sostenibile in linea con il Piano Transizione 5.0, gli investimenti in nuovi modelli produttivi evoluti ad alto potenziale con particolare attenzione ad Aerospazio, Robotica, Intelligenza Artificiale e Scienze della Vita, l’accelerazione della transizione sostenibile, dell’economia circolare e di processi innovativi ad alto contenuto tecnologico, piano per l’Abitare Sostenibile, per favorire la mobilità e l’attrazione dei talenti nell’industria italiana

“Oggi rinnoviamo la lunga collaborazione di carattere strategico con Confindustria”, ha spiegato  Messina. “In un arco di 15 anni, ha sostenuto il sistema produttivo italiano erogando 450 miliardi di euro e creando una relazione di fiducia basata sulla capacità delle imprese di adattarsi e guardare a nuove prospettive. In questo percorso il nostro Gruppo è stato un soggetto chiave per individuare, in ogni congiuntura, le soluzioni ideali per la crescita delle imprese italiane, le quali si sono rafforzate tanto da affermarsi come leader a livello globale. Quello che presentiamo oggi è il PNRR di Intesa Sanpaolo per le imprese: mettiamo a disposizione ulteriori 200 miliardi di euro al 2028 per accompagnare il tessuto imprenditoriale del Paese nel realizzare obiettivi di crescita e competitività, investendo sul futuro e sulle sfide che ci attendono, con un modello di relazione virtuoso e costruttivo”.

“Questo accordo rappresenta uno strumento essenziale a supporto della nostra visione di politica industriale di medio-lungo periodo”,  ha affermato Orsini. “Con Intesa Sanpaolo abbiamo accompagnato l’evoluzione delle nostre aziende nel mutevole scenario degli anni passati attraverso soluzioni innovative. Oggi guardiamo a un orizzonte in cui le imprese saranno impegnate in molteplici transizioni per le quali dovranno mettere in campo sforzi enormi. La crisi della produttività in atto impone di puntare al rilancio degli investimenti. Per questo è cruciale la semplificazione di transizione 5.0 e l’attuazione puntuale del PNRR. Attraverso questo accordo vogliamo promuovere un metodo di lavoro partecipato e inclusivo, che coinvolga tutti gli attori economici. Il 2025 sarà un anno cruciale per la nostra economia e dobbiamo lavorare insieme su alcuni capitoli chiave: il rafforzamento delle filiere strategiche; la riduzione del prezzo dell’energia e la diversificazione delle fonti energetiche; la revisione del green deal con a cuore il principio della neutralità tecnologica per evitare che si traduca nella desertificazione dell’industria europea; l’attenzione al benessere e all’equità sociale, da perseguire anche attraverso il Piano per l’Abitare Sostenibile proposto da Confindustria”.

PNRR, IN CORSO UNA PROFONDA VERIFICA DEL MIT SUGLI ALLOGGI DI EDILIZIA SOCIALE

Il Mit ha avviato una approfondita  attività di controllo sull’andamento dei progetti Pinqua (alloggi di edilizia sociale, per Comuni e Regioni). Lo fa sapere il ministero delle Infrastrutture e Trasporti. L’obiettivo è verificare lo stato dell’arte visto che si tratta di progetti previsti dal Pnrr e che devono essere conclusi entro marzo 2026. Dalle verifiche, formalizzate già da qualche mese a dimostrazione di una elevata attenzione del Ministro Matteo Salvini, sono emerse criticità che mettono a rischio alcuni interventi. Nei prossimi giorni gli uffici del dicastero formalizzeranno una comunicazione per chiedere chiarimenti sui ritardi maturati. Peraltro, è utile ricordare che nel 2023 – in occasione della prima rimodulazione del Pnrr – il Mit decise di non tagliare alcun fondo agli enti locali confidando sulla loro capacità di centrare gli obiettivi.

Urbanistica: ricorsi al Tar di architetti, ingegneri e geometri contro la chiusura degli uffici

L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, l’Ordine degli Ingegneri e il Collegio Geometri e Geometri laureati della Provincia di Milano annunciano la presentazione dei ricorsi al TAR contro la disposizione di servizio n. 9/2024 del Comune di Milano, che lo scorso 12 novembre 2024 ha decretato l’interruzione del servizio di appuntamenti e ricevimenti da parte dei dipendenti comunali, la sostanziale interruzione di ogni attività istruttoria e decisionale degli uffici e delle direzioni preposte ai procedimenti urbanistico-edilizi, rendendo inoltre impossibile la quantificazione dei valori di monetizzazione delle dotazioni di aree per servizi. La disposizione di servizio ha interrotto l’attività di dialogo con i progettisti, facendo salvi gli appuntamenti già fissati, creando un danno a quei progetti che ancora devono essere istruiti e approvati. Gli Ordini constatano come la disposizione contenga molteplici elementi di illegittimità. In primo luogo, l’atto impugnato viola l’art. 5 del DPR n. 380/2001 che stabilisce come le amministrazioni comunali “provvedono a costituire un ufficio denominato Sportello unico per l’edilizia, che cura tutti i rapporti fra il privato, l’amministrazione e, ove occorra, le altre amministrazioni tenute a pronunciarsi in merito all’intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso o di segnalazione certificata di inizio attività”. I commi 1bis e 1ter, appositamente inseriti con D.L. n. 83/2012, hanno successivamente chiarito che “lo Sportello costituisce l’unico punto di accesso per il privato interessato in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti il titolo abilitativo e l’intervento edilizio oggetto dello stesso”. Pertanto, i privati e i professionisti tecnici incaricati si trovano oggi preclusa l’unica possibilità ammessa dalla legge per poter interagire con l’amministrazione che deve istruire e decidere sulle pratiche edilizie.

Gli Ordini segnalano anche come, considerando il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi del Comune di Milano, il principio che decreta “l’orientamento alla soddisfazione dell’utenza, avvicinando l’azione del Comune ai bisogni ed alle esigenze dei cittadini e dell’intero sistema sociale ed economico, da attuare comunicando e rilevandone le esigenze”, sia oggi ampiamente violato dall’atto impugnato. La sospensione delle attività dello Sportello unico per l’edilizia degli appuntamenti e dei rapporti fra amministrazione e tecnici sta comportando un rallentamento dei procedimenti, ed i progettisti non sono messi nelle condizioni di poter apportare quelle modifiche e integrazioni (minime o più importanti) necessarie per adeguarsi alle richieste degli istruttori. Il risultato di questa situazione sarà gravissimo, poiché, tra le altre cose, porterà diversi progetti a subire le misure di salvaguardia che presto (entro i prossimi mesi) dovranno entrare in vigore a seguito dell’adozione della revisione del PGT.

«È, pertanto, fondamentale che i provvedimenti impugnati siano sospesi, per garantire che in tempi brevi i progettisti e i tecnici vengano riammessi alla partecipazione e al dialogo con gli uffici pubblici comunali a tutela del pubblico interesse», si chiosa in un appello inviato al TAR. «Il ricorso al TAR è un atto indispensabile da parte degli Ordini professionali», dichiara Federico Aldini, presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano, «a causa delle numerosissime e pressanti richieste e lamentele rivolte da parte degli iscritti in seguito all’emanazione della disposizione di servizio. Il ricorso ha lo scopo di tutelare l’interesse istituzionale comune ai progettisti e ai tecnici, contro un atto altamente lesivo per la professione. Per questo è fondamentale chiarire che l’obiettivo è quello di garantire agli iscritti all’Ordine professionale una tutela concreta ed unitaria». «Impedire il dialogo tra privati, professionisti e tecnici comunali è inaccettabile», dichiara Carlotta Penati, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano, «specialmente in un contesto di incertezza normativa riconosciuta dallo stesso Comune. Un confronto costante è imprescindibile per risolvere tempestivamente eventuali difficoltà interpretative. Adottare un approccio basato sulla chiusura, anziché sul confronto, non fa che aggravare ulteriormente il sistema pubblico, già in affanno: si rischia un aumento dei procedimenti contestati, un rallentamento di quelli in corso e una crescita del contenzioso legale, con ripercussioni a catena sull’intera macchina amministrativa. Alla vigilia dell’entrata in vigore della variante generale al PGT, un simile blocco rischia di creare problematiche insostenibili sia per i privati sia per la stessa amministrazione, che finisce per danneggiare sé stessa». «La decisione del Comune di Milano viola principi fondamentali quali buon andamento, imparzialità, efficacia e trasparenza dell’azione amministrativa, negando la collaborazione e la buona fede che devono caratterizzare i rapporti tra cittadino e Pubblica Amministrazione anche tramite l’interlocuzione con i professionisti incaricati», dichiara Cristiano Cremoli, Presidente del Collegio Geometri e Geometri Laureati della provincia di Milano. «Vietare l’accesso allo sportello rappresenta una chiusura inaccettabile verso le legittime esigenze di dialogo e partecipazione della cittadinanza, compromettendo la fiducia e il confronto necessario per un’amministrazione equa e partecipata».

Autostrade per l’Italia accelera sulla e-mobility,  la controllata Free To X, sigla un accordo con il Gruppo Renault

Autostrade per l’Italia, ad esito di un ampio processo competitivo, ha raggiunto tramite la controllata Free to X, un accordo con il Gruppo
Renault – attraverso il marchio dedicato alla mobilità Mobilize – con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il business e-mobility al di fuori della rete autostradale. L’operazione prevede la cessione di una quota del capitale di Free to X, start-up nata nel 2021 e divenuta in pochi anni eccellenza italiana. Costituita per rispondere alle esigenze del Gruppo ASPI nell’ottica di una mobilità sempre più sostenibile, in questi anni Free To X ha realizzato 100 stazioni di ricarica ad alta potenza sulla rete autostradale in gestione con una distanza media di circa 50 km tra una stazione e l’altra,
superando i target europei. Oggi la società che ha sviluppato una gamma di soluzioni diversificate per estendere il progetto anche al di fuori dell’asset autostradale, si propone come player di primo piano sul panorama nazionale, attirando l’attenzione di grandi investitori internazionali. In coerenza con le linee guida dell’attuale processo di transizione energetica l’iniziativa è volta a sostenere il piano di crescita e sviluppo di Free to X avviato dal Gruppo ASPI; in particolare gli accordi con il Gruppo Renault prevedono che ASPI continui a mantenere il controllo (in qualità di Charging
Point Operator) sulle infrastrutture di ricarica situate sull’autostrada, inoltre ASPI opererà a supporto di Mobilize per la crescita delle attività fuori dalla rete autostradale in gestione. L’esecuzione dell’accordo è subordinata all’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni. Autostrade per l’Italia esprime soddisfazione per l’accordo: l’interesse di un player di primo piano come il Gruppo Renault conferma l’efficacia della visione strategica del Gruppo ASPI, evidenziando il valore di Free to X, divenuta in brevissimo tempo operatore leader del settore. Nell’operazione Free To X è stata assistita da BNP Paribas nel ruolo di Financial advisor e dallo Studio Gatti Pavesi Bianchi Ludovici (GPBL), in qualità di legal advisor.

 

Il Consiglio dei Ministri approva il primo disegno di legge sulle PMI

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, il primo disegno di Legge annuale sulle PMI, che introduce misure strategiche per rafforzare le micro, piccole e medie imprese italiane, incentivando l’aggregazione, l’innovazione del sistema produttivo e l’accesso al credito. Tra gli interventi principali del provvedimento, spiccano i “Mini Contratti di Sviluppo” per il settore Moda, le Centrali consortili per coordinare le filiere produttive e nuovi incentivi fiscali per le reti d’impresa. Vengono promossi il ricambio generazionale con assunzioni agevolate di giovani, la tutela della concorrenza con norme contro le false recensioni online e il riordino della disciplina dei Confidi per semplificare l’accesso al credito. “Una svolta per la politica industriale del nostro Paese, che valorizza il ruolo delle piccole e medie imprese, cuore pulsante dell’economia nazionale e dell’identità produttiva del Made in Italy, attraverso un sistema normativo mirato all’innovazione, alla competitività e alla crescita”, ha affermato il ministro Urso. Il ddl rappresenta la prima attuazione dell’art. 18 della Legge 180 del 2011, che aveva previsto l’adozione di una legge annuale per la tutela e lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese, “impegno disatteso da tutti i governi che ci hanno preceduto e che noi intendiamo rispettare puntualmente ogni anno, come stiamo facendo per la legge annuale sulla concorrenza, secondo una chiara visione strategica”.

Nel dettaglio, vengono introdotte misure per incentivare forme di aggregazione tra imprese del settore Moda, per consentire alle Pmi del comparto di unire le forze e affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato globale, incrementando la capacità di investimento, di innovazione e la propria presenza sui mercati internazionali. A questo scopo sono destinati alle filiere del comparto Moda fino a 100 milioni di euro per i “Mini Contratti di Sviluppo”, finalizzati a sostenere programmi di investimento di importo non inferiore a 3 milioni di euro e non superiore a 20 milioni. Il disegno di legge introduce inoltre le “Centrali consortili,” nuovi enti giuridici che fungono da strutture di indirizzo e coordinamento per le micro, piccole e medie imprese già organizzate in consorzi di filiera. Questi enti mirano a rafforzare la competitività e l’innovazione delle imprese attraverso modelli di cooperazione efficienti e solidali. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy esercita la vigilanza esclusiva per garantire il rispetto delle finalità mutualistiche. La norma delega il Governo a disciplinare il funzionamento e la vigilanza delle Centrali consortili entro 12 mesi.

Per favorire l’accesso al credito delle micro, piccole e media imprese, il disegno di legge attribuisce al Governo una delega per il riordino normativo della disciplina dei Confidi, a oltre vent’anni dall’emanazione della legge in materia. L’obiettivo dell’intervento è semplificare e riorganizzare le regole che disciplinano questo strumento, attraverso la revisione dei requisiti di iscrizione all’albo previsto dall’articolo 106 del Testo Unico Bancario (TUB), l’ampliamento delle attività consentite, la promozione di processi di aggregazione tramite agevolazioni normative e l’estensione delle possibilità operative per i Confidi iscritti. Sono inoltre previste misure per ridurre i costi di istruttoria nella valutazione del merito creditizio delle imprese e interventi volti a favorire l’integrazione tra consorzi, consentendo loro di partecipare ad altri enti senza modificare il proprio oggetto sociale.

Sono inoltre introdotti incentivi fiscali per le imprese che aderiscono a un contratto di “rete soggetto”, consentendo la sospensione d’imposta sulla quota di utili destinata a investimenti previsti dal programma comune di rete. L’agevolazione, finanziata fino a 45 milioni di euro dal 2027 al 2029, riguarda gli utili realizzati tra il 2026 e il 2028, destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio dedicato all’affare. Al fine di incrementare l’occupazione giovanile, il Ddl contiene una disposizione sulla “staffetta generazionale” nelle imprese, che mira a liberare in anticipo nuovi posti di lavoro mediante un sistema di pensionamento flessibile, che consenta al lavoratore anziano una migliore conciliazione vita/lavoro e, al contempo, attui il trasferimento delle competenze professionali a favore di giovani lavoratori assunti in sua parziale sostituzione. Viene quindi introdotto, per le imprese fino a 50 dipendenti, un sistema di trasferimento generazionale con part-time incentivato per l’accompagnamento alla pensione e assunzioni agevolate di giovani under 35, garantendo così il passaggio di know-how. Il neoassunto potrà sostituire integralmente la posizione lavorativa del lavoratore anziano, una volta cessato il rapporto di lavoro di quest’ultimo.

 

Fondi di coesione, via libera del Consiglio dei ministri al regolamento sui criteri di ammissibilità dei programmi cofinanziati

Il Consiglio dei ministri, su proposta della presidente, Giorgia Meloni, e del ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha approvato, in esame definitivo, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, recante i criteri sull’ammissibilità della spesa per i programmi cofinanziati dai fondi per la politica di coesione e dagli altri fondi europei a gestione concorrente di cui al Regolamento (Ue) 2021/1060 per il periodo di programmazione 2021/2027. È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi, nella quale si specifica che i fondi interessati sono: Fondo europeo di sviluppo regionale; Fondo sociale europeo Plus; Fondo per una transizione giusta; Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura; Fondo asilo, migrazione e integrazione; Fondo sicurezza interna; Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti. Inoltre, si specifica che, il testo tiene conto dei pareri espressi dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome e dalla Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato.

 

Rapporto Inapp: occupazione record ma rimangono le criticità del tasso inattività e mismatch domanda offerta

 

Tra dicembre 2019 e ottobre 2024, la crescita dell’occupazione ha registrato in Italia un aumento del 3,5% con oltre 1 milione di nuovi posti di
lavoro creati. Questo risultato ha portato il numero degli occupati a 24,1 milioni, con un tasso di occupazione record del 62,5%. Tuttavia, permane una differenza del tasso di occupazione tra Italia e i 20 principali Paesi della UE che risulta essere, da un’indagine Eurostat 2023, di -8,5% del T.O. equivalente a 3,156 milioni di posti di lavoro a parità di popolazione. Circa il 70% della carenza di occupati italiana risulta concentrata nei
comparti influenzati dalla spesa pubblica: la sanità e l’assistenza (-1,270 milioni), la pubblica amministrazione e l’istruzione. A sottolinearlo è il Rapporto presentato ieri in Parlamento dall’Inapp. Persistono, sottolinea l’istituto,  ulteriori criticità: c’è il tasso di inattività elevato: un terzo della popolazione in età lavorativa non partecipa al mercato del lavoro, con una forte concentrazione di giovani e donne. In particolare, nel Mezzogiorno il tasso di inattività femminile raggiunge il 58,2% e supera di 10 punti la media UE. Rimane poi la difficoltà nel reperire lavoratori: oltre il 47% delle imprese segnala problemi nel trovare personale idoneo, un dato in crescita di oltre 22 punti rispetto al 2019. L’occupazione femminile è ostacolata anche dalla carenza di servizi di cura, che da una ricerca INAPP del 2023 sono alla base del 18% delle uscite lavorative e del 40% delle dimissioni volontarie delle donne. La riduzione demografica di circa 4 milioni di persone in età di lavoro entro il 2040 e la diffusione delle tecnologie digitali
nei processi produttivi sono fattori che aggravano il fenomeno in oggetto. Altra criticità è il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro: il mismatch è alimentato da una formazione professionale poco aderente ai fabbisogni delle imprese e da una riduzione della popolazione attiva. La chiave per superare questo disallineamento è rappresentata dalle politiche attive per il lavoro. Il varo del Programma GOL ha
consentito, in prima istanza, di elevare la partecipazione formale alle politiche attive del lavoro delle persone in cerca di lavoro (+178%) e al 30 novembre 2024 ha permesso a 3,1 milioni di persone di essere presi in carico. Di questi, circa 1,9 milioni (61,3%) hanno avviato o concluso una politica attiva o un tirocinio extracurriculare. Il Rapporto Inapp 2024 evidenzia, la necessità di un approccio innovativo per affrontare le
problematiche del mercato del lavoro. Questo cambio di paradigma deve mettere al centro delle politiche economiche e lavorative l’obiettivo di incrementare la produttività, migliorare le competenze dei lavoratori e garantire un utilizzo ottimale delle risorse umane.
L’evoluzione richiesta non si limita alla gestione delle risorse pubbliche o alle competenze delle amministrazioni. È necessaria una collaborazione articolata ed integrata tra istituzioni formative, rappresentanze delle imprese, organizzazioni dei lavoratori e del Terzo settore.
Impiegare al meglio le risorse finanziarie, tecnologiche e umane disponibili rappresenta il percorso fondamentale per affrontare le criticità del sistema produttivo e migliorare l’equità nella redistribuzione del reddito.

 

Maire si aggiudica un contratto per un’unità idrogeno nella bioraffineria di Pengerang (Malesia) per un valore di 125 milioni di dollari

Maire annuncia che KT-Kinetics Technology, supportata dal know-how tecnologico di Nextchem, si è aggiudicata da Pengerang Biorefinery Sdn. Bhd (una joint venture tra Petronas Mobility Lestari Sdn. Bhd., Enilive S.p.A. ed Euglena Co., Ltd.), il licensing e i servizi di ingegneria, procurement, costruzione e commissioning (EPCC) per un’unità di produzione di idrogeno che sarà ubicata a Johor, in Malesia. Nextchem fornirà il licensing della tecnologia proprietaria NX ReformTM. L’unità di idrogeno verrà integrata nella nuova bioraffineria all’interno del Pengerang Integrated Complex e produrrà circa 38.000 metri cubi di idrogeno l’ora, essenziale per i processi di conversione della bioraffineria. Una volta completata, la bioraffineria processerà circa 650.000 tonnellate all’anno di materie prime quali oli vegetali esausti, grassi animali e scarti della lavorazione degli oli vegetali per produrre carburante sostenibile per l’aviazione (SAF), oli vegetali idrogenati (HVO) e bio-nafta. Il valore del contratto è di circa USD 125 milioni e la realizzazione dell’impianto è prevista entro il 2028. MAIRE utilizzerà la tecnologia NX Reform™ di NEXTCHEM, una soluzione all’avanguardia che combina circolarità ed efficienza per produrre idrogeno sostenibile che riduce le emissioni massimizzando il recupero delle risorse. Questo progetto è in linea con la strategia di MAIRE di supportare clienti come Petronas e le iniziative da questa promosse tese ad abilitare la transizione verso carburanti sostenibili nonché nel progettare impianti di produzione di SAF all’avanguardia. Per Alessandro Bernini, ceo di Maire,“questo importante riconoscimento conferma il ruolo centrale di MAIRE quale abilitatore della transizione energetica e il suo know-how nel fornire soluzioni avanzate e integrate che consentono ai propri clienti di essere all’avanguardia nella produzione di carburanti rinnovabili, contribuendo ad un futuro più sostenibile”.

 

Artes 4.0, presentati tre progetti alla Casa del Made in Italy

Il Centro di Competenza ARTES 4.0 è tra i protagonisti dell’inaugurazione della Casa del Made in Italy a Firenze, un’iniziativa promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per celebrare e sostenere le eccellenze italiane. L’evento, che ha visto la partecipazione del Sottosegretario Fausta Bergamotto, segna l’apertura di un luogo strategico per valorizzare il Made in Italy, offrire supporto alle imprese e interpretare le dinamiche dei mercati locali.

Durante l’inaugurazione, ARTES 4.0 ha presentato tre progetti innovativi di soci e aziende che rappresentano l’incontro tra la tecnologia avanzata e la maestria manifatturiera.
I PROGETTI DI ARTES 4.0: TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLE IMPRESE E DELLE PERSONE

• LBE30 by Wearable Robotics
Un sistema di movimentazione manuale dei carichi che riduce la fatica e aumenta la sicurezza degli operatori grazie a un’innovativa tecnologia ibrida. Questa soluzione, destinata al settore logistico e industriale, punta a rivoluzionare le modalità di lavoro, migliorando produttività e benessere.

• Mia Hand by Prensilia
Una protesi robotica multiarticolata che integra funzionalità avanzate e design personalizzabile. Mia Hand consente agli utenti di eseguire l’80% dei gesti quotidiani essenziali, abbattendo le barriere legate alla disabilità e permettendo di esprimere la propria unicità.

• Kiber by VRMediaUna tecnologia indossabile che trasforma le attività operative sul campo e consente la collaborazione remota in tempo reale. Kiber ottimizza i processi di costruzione, manutenzione e formazione con un approccio sostenibile e orientato alla riduzione dei costi.

La Casa del Made in Italy rappresenta un punto di riferimento nazionale, un luogo dove tradizione e innovazione si incontrano per sostenere le imprese italiane e promuovere l’identità del nostro Paese nel mondo. “La nostra partecipazione all’inaugurazione della Casa del Made in Italy rappresenta un’importante conferma del ruolo di ARTES 4.0 come catalizzatore di innovazione per il sistema produttivo italiano – ha dichiarato il Professor Paolo Dario, Direttore Scientifico del Centro di Competenza ARTES 4.0 – . Questo luogo diventerà un simbolo della capacità italiana di coniugare tecnologia e tradizione per costruire un futuro sostenibile e competitivo”. Come aggiunto da Francesca Tonini, Direttrice Esecutiva di ARTES 4.0, “la Casa del Made in Italy è un’idea potente: è un punto di incontro tra l’eccellenza italiana che ha fatto la storia del nostro Paese e l’innovazione tecnologica che ne traccia il futuro. ARTES 4.0 è qui per dimostrare come la tecnologia possa essere il motore di una nuova rinascita italiana, dove creatività e competenza si uniscono per ridefinire ciò che significa oggi essere protagonisti su scala globale”.

 

 

 

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